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1904
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della civiltà. Perciò gli Albanesi vivono in uno stato nyserevole di apatia e come immersi nel sonno. Ma conviene oramai che tutti ci agitiamo e apriamo gli occhi, per domandare al Governo che cosa mai ne faccia del danaro che ricava dall’ Albania ; per imporgli che quel danaro lo spenda in Albania e per il bene di essa, come ne ha il dovere. affinchè il nostro paese rifiorisca e diventi ricco.1 Nè i mezzi
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1904
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— 340 - Lorecchio—ed ho appreso con gran piacere che godete buona salute, tanto più in un’età così avanzata come la vostra. Iddio vi conceda e vi allunghi vita e salute, tanto che possiamo festeggiare il centenario della vostra nascita in mezzo a noi, nella Capitale dell’Albania indipendente. Io spero, coll' assistenza divina e coll’aiuto dei veri patrioti, che dobbiamo arrivare, in un’epoca
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ad aiutare gli Albanesi. Aggiunse quel telegramma che il Comitato di Roma, il quale sempre attende aiuti e protezione dal Governo italiano, senza pensare che l’Italia lavora insieme all’Austria per la partizione dell’ Albania, diede una risposta incerta. Il Montenegro, a dir vero, quantunque abbia sotto di sè alcuni distretti dell’Albania, da parecchi anni in qua non tralascia occasione di mostrarsi amico
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1904
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e da questa al lago di Scutari, salvo a prolungarla naturalmente sino a quest’ ultima città, per concessione già ottenuta, o prossima ad esserlo, da parte di Abul Ha-mid, furono respinte dal Montenegro, con sacrificio dei suoi interessi materiali e con vantaggio incalcolabile dell’ Albania. A proposito di ciò, Vico Mantegazza, il giorno 6 giugno, scriveva da Cettigne al Corriere della Sera-, « Io non so che valore
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— 428 - italo-austriaco per il mantenimento dello statu quo in Albania e, se noi sapremo profittare del tempo che ci concede, ci può mettere in grado di tutelare seriamente i nostri interessi nell’Adriatico. Ho notato più volte con meraviglia che, all’estero, e più specialmente in Grecia, vi ha gente che presta fede all’assurda fola di aspirazioni italiane a conquiste in Albania e nell’ Epiro
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— 304 — sitori italiani; gi’impiegati dell’agenzia mostrano e spiegano ai negozianti albanesi queste collezioni di campioni, facendo da in-termediarii per le loro ordinazioni. Inoltre è da rilevarsi che tren-tadue ditte esportatrici lombarde e piemontesi hanno inviato l’anno scorso in Albania un viaggiatore collettivo, il quale si occupa ora della formazione d’un consorzio di industriali
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— 273 — Elena, iu una parte dell’ Albania, dovrà rimanersene invece modestamente contenta delle cose come stanno. L’èra che corre non è propizia ai sogni politici dei poeti, e la bianca Skodra sta per il Montenegro in così grande lontananza, quanto, per la Zarina dei Balkani del Principe Nicola, l’ambita Prizrend-Grad. E per avvedersi quali siano le condizioni di fatto del Montenegro, basti
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— 198 — il Regno dell’Albania. Ecco, o Sire, questo mio scritto. In esso legger potete alcuni chiari documenti, dai quali deducesi che a voi si appartiene 1’ Albania e che voi ne siete il legittimo Padrone e il Sovrano ». Che il P. Giorgio avesse ragione, è superfluo dimostrare a lungo. In vero, senza discorrere dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini e dei Veneziani, i cui rapporti
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tempi le condizioni nostre sono peggiorate e ciò per altre ragioni. Voi sapete che di recente è sorto un nuovo Stato, che ha fatto parlare molto di sè, quantunque sia piccola cosa: l’Albania. Per l’Albania, l’Italia e l’Austria si trovano ora in una gara, diciamo così, amichevole; ognuno dei due Stati cerca di penetrare con le sue influenze in questo piccolo Stato che ha tanta importanza per i destini
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1904
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— 562 — che volle pronunziare la sua signoria don Giovanni Kastriota Skanderbeg, nel Congresso tenuto a Napoli il 21 aprile 1901. Leggendole, comprenderà facilmente come il vero Kastriota, per il grande rispetto che ha verso gli albanesi d’Albania, rimprovera coloro che s’ ingannano, o che vogliono ing-annare la gente, allorché, mutando l’essere proprio, non si frenano dal dire, in altri termini
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1904
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dei Balkani e dell’Albania. Non credo, dico, che il Ministro possa darmi risposta soddisfacente, per il modo come io vedo la questione. Se il Governo potesse annunziare, per esempio, che nuovi accordi sono stati fatti, i quali ci assicurano contro il pericolo di vedere un giorno l’Albania sotto il dominio dell’Austria, odi qualunque altra potenza ; se il Governo potesse annunziare d i aver impegnata
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1904
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— 251 — verno di Vienna , mentre quel ministro comune degli esteri ha parole di rispetto allo statu quo e al trattato di Berlino, continua indefessa la propaganda- che l’Austria fa nella Bosnia e nell’ Erzegovina e nell’Albania, per l’annessione di quelle regioni. Or permettete che s>u questi ultimi incidenti richiami l’attenzione della Camera ed in particolar modo l’attenzione del Ministro
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1904
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fiore dei suoi figli più illustri e più valorosi e nella persona dei suoi veri capi, aveva bene tutta l’autorità e tutto il diritto di parlare in nome dell’Albania cristiana e musulmana, ortodossa e cattolica. « L’Albania come stato autonomo, ivi si legge, oltre ad essere il baluardo opposto allo slavismo, sarebbe un elemento di equilibrio politico e commerciale, poiché impedirebbe la supremazia
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1904
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— 545 — un élément de force, n’est en définitive qu’une force dedestruction. Il n’ est pas besoin de dire que les effets sont là, visibles, palpitants pour prouver la vérité de ce que nous avançons. » Naim Bey Frashri, nel suo opuscolo, stampato a Bukurest nel 1899, sotto il titolo L’ Albania, suo passato, presente ed avvenire, tenendo naturalmente conto dello stato di fatto verificatosi
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1904
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- 571 — della moneta. L’Albania avrà una propria bandiera di Stato. Da una parte vi sarà la mezza luna turca e dall’ altra lo stemma albanese. Nelle moschee si continuerà a preg’are per la vita del Sultano. « In caso di guerra , 1’ Albania sarà obbligata di dare alla Turchia 35 battaglioni di soldati, i quali saranno comandati da un generale, che, in ogui caso, dev’essere albanese. Nel caso
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Bibliografia Stavros S. M., Etudes sur VAlbanie, Paris, 1922. Sufflay, Städte und Burgen Albaniens hauptsächlich wöchrend des Mittelalters, Wien und Leipzig, 1926. Swire J., Albania, The rise of a Kingdom, London, 1929 (opera notevole e fondamentale per lo studio dell’ultima fase della storia albanese). Ugolini, L’Albania, Roma, 1928. Tittoni T., L’Albania in Questioni del giorno, Milano, 1928
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1937
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contro tutti i nemici. Ma essa non ha dichiarato la guerra alla Germania per più di un anno, e non ha preso parte alcuna alla guerra contro la Turchia. « Per il trattato di Londra, la parte centrale dell’Albania doveva essere costituita in uno Stato autonomo, sotto la protezione italiana, mentre l’Albania del Nord e l’Albania del Sud dovevano in certe eventualità essere assegnate rispettivamente alla Serbia
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1940
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nell’Albania con la forza delle armi. E l’esercito di Ahmet-Zogolli riuscirà? Giammai! Siamo un piccolo Stato, siamo un popolo orfano, derelitto. Contro uno stato straniero che calpesta i nostri diritti possiamo combattere e morire, non per vincere. Ma contro i branchi di mercenari di Ahmet-Zogolli, quand’anche avesse tutti i mezzi di sopravvento non potrà in eterno pareggiarsi alla possanza di un popolo
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1940
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, ministro della finanza, Mehmet-Konica, ministro degli esteri, Ali-Riza Pasca della guerra. Per capitale per intanto fu designata Tirana. Questo primo gesto albanese riscosse la simpatia all’interno ed all’esterno. I rappresentanti delle potenze per la pace ne goderono. Uno non era del tutto soddisfatto, Esat-Pasha a Parigi. Lo accontentò appieno Avni-Rustemi il 13 giugno uccidendolo. Si svegliò l’Albania
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1914
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dell’Albania ed in direzione di Valona (che parve scongiurato colla delimitazione tracciata nel protocollo di Firenze) torna ora ad affacciarsi, come premio offerto alla Grecia in ricompensa della sua evacuazione pacifica dall’ Epiro settentrionale. Sarebbe il caso veramente di ripetere, ma in altro senso col frasario ufficiale, che la nostra diplomazia " aveva modo di favorire la Grecia, assai
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