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1835
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,64 CRONOLOGIA STORICA dateria maritata nel 15113 con Lorenzo de Medici duca di Urbino nipote di papa Leone X e madre di Caterina de Medici regina di Francia, non clic N. nata postuma e morta in fasce. ANNA de la TOUR contessa d’Auvergne. L’anno i5oi ANNA priinogenita del conte Giovanni III succedette al padre nella contea d’Auvergne. Ella sposò Giovanni Stuart duca d’Albania nella Scozia
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1838
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CRONOLOGIA STORICA » e ne faceva due mila prigioni. Fu conseguenza di questa n vittoria la liberazione dell’ assedio di Corfù , cominciato » dai Greci col soccorso dei Veneziani » (Muratori). Nel io85 Roberto, dopo aver dimorato l’inverno in Albania, recavasi a conquistare Cefalonia; ma ivi morì nel 17 di luglio, post multorum, dice Bertoldo di Costanza, pauperum et divitum oppressionem
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1838
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avuto alcun potere nè su » di me nè sul mio regno ». Giovanni , per verità , sotto-mise parecchie città nella Puglia e nell’ Abruzzo; senon--chè papa Pio II, protettore di Ferdinando, avendo fatto venire in soccorso di questo principe-il famoso Scander-berg, re d’Albania^ arrestava così i progressi di Giovanni, e - ristabiliva gli affari del di lui competitore. Giovanni ven- , dronitodell’uniyersoregno sun-ine
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1838
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DEI RE I li ; e per determinarvi sua santità, rivocava egli la prammatica sanzione, ed offrì di inviare settanta mila uomini contro i Turchi. Pio II, lun-ge di arrendersi al desiderio del monarca, fece venire dall’Albania, nel seguente anno, il famoso Scanderberg , per • mptterlo alla testa delle milizie di Ferdinando, il quale col soccorso del principe greco riportava nel dì 18 agosto del 1462
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1933
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dell’Asia, almeno nell’Alta Albania. Del resto che anche la Turchia politica come tale ci tenesse a inceppare i movimenti del cattolicismo si rileva anche da un fatto che il Padre Pasi riferisce nel suo diario in data 12 luglio e che mette conto riportare. 12 sabb. — « Antonio De Santi da Trieste venne a Scutari per farsi turco. Feci di tutto per fargli avere una mia lettera; fu impossibile. Zurani
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Crisostomo. Si pensi anche solo ai filatterì degli Ebrei. In Albania si danno al popolo per impedire che ricorrano agli Hoxhà (sacerdoti musulmani), o ai fattucchieri di cui vi è gran copia nei paesi turchi. E siccome alle volte con questi ricorsi ottengono l’intento, così è diffìcilissimo persuaderli della riialvagità di un tal mezzo. Essi vi obbiettano che non fanno male a nessuno e che intendono
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1933
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di lavoro potendosi anche in Albania praticare quella specie di predicazione degli esercizi spirituali di S. Ignazio al popolo che da per tutto àn sempre fatto prodigi di vita morale e spirituale. Appena Mgr. Dollamare manifestò il suo desiderio, alcuni parroci invitaron subito i missionari, che in due mesi percorsero le parrocchie di Daj^i, Nenshati, Hajmeli, Giadri, Gramshi, Blinishti. Il frutto
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1933
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costrinse i Missionari ad abbandonare l’Albania. Cessato il pericolo, vi ritornarono senza trovare difficoltà da parte degli abitanti, e vi rimasero finché due malvagi cristiani, per saccheggia- il) Scelacco. Shllaku?
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1933
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, nel 1909, Mgr. Mjedia, alunno del nostro Seminario di Scutari. Avremo occasione ancora di rilevare i meriti insigni di questo illustre prelato albanese che da per tutto spiegò uno zelo straordinario per far risorgere e rifiorire le fede e i buoni costumi in Albania. Egli non solo per educazione, per gratitudine, per lo zelo ardente che lo animava, fu sempre amantissimo dei Padri, ma portava in fondo
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1933
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nel popolo che i fanciulli e le fanciulle sieno impeccabili, praticamente, prima di arrivare all’età di 15 o 16 anni (1). Passando poi a certe categorie speciali di peccati più gravi, i PP. ammoniscono « qual detestabile delitto sia la vendetta del sangue, che per impulso privato comunemente usata, in Albania è dominante, e infuria da per tutto, di modo che mettendo tutto sossopra, ha coperto e copre
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1933
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— 119 — Bisognerà dire allora che il montanaro o il contadino in Albania passano la vita senza emozioni e senza gioie? No, questo non si potrebbe dire. Anche l’albanese delle montagne ha le sue profonde emozioni e le sue grandi gioie. Non parliamo della madre che vive della vita dei figli e del marito e prende vivissima parte ai loro successi o ai loro infortuni. Bisogna leggere o sentire i canti
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1933
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. (2) E’ importante notare che il P. Jungg e Mons. Agostino Barbullushi si offrirono a tentare le prove di uu apostolato non nuovo in Albania, ma caduto certamente in desuetudine, recandosi nelle parrocchie prive di preti. 11 P. Pari nota in un suo pro-memoria o appunti storici sulla missione, che Mons. Guerini « fece allora sacrifizi per sostener le spese di alcune escursioni nella sua diocesi
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1933
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dell’Albania, sede del governatore della Rumelia o Tracia, detto volgarmente Beglerbèg. Vi risiedeva pure il Patriarca degli scismatici; di cattolici in città non c’erano che 13 case, ma nella pianura ve n’erano 35 e a Kosovo 50. Ciò che verso il 1700 avvenne a Mazzùccoli nel Matja, ci mostra il motivo generale per cui i villaggi cattolici confinanti, specialmente, coi musulmani, si abbandonavano
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1933
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quelle affluenze di popolo e quelle cose del tutto nuove. Mi rincrebbe a udire tanto, nel mentre che dovrebbero baciare i piedi a V. P. M. R. ed ai suoi comilitoni e pagarli superbamente per poter ottenere quello che la grazia di Dio per mezzo Loro fa. Mi sembra che in Albania (stante il grande bisogno di rialzare questo povero popolo a sentimenti più religiosi) le quistioni di abito di ordine e di congregazione
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1933
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— 258 — qualunque insidia. Vediamo un po’ qual idea si fosse formata il missionario di tali condizioni politiche e sociali (1). « Stato politico. — Anche prima dell’occupazione dei turchi, le montagne dell’Albania furono sempre indipendenti o quasi indipendenti dal governo di Scutari. Esse avevano un gran numero di signorotti più o meno forti, come ai tempi del medioevo in Italia
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1933
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di ritornare prima dell’autunno sui monti di Iballja, se non che avvenne un incidente che lo costrinse a recarvisi in piena estate. La relazione che di questa visita trovo riferita nel volume « Albania - il 2° anno della Missione Volante - Relazione del P. Domenico Pasi p. 15 sgg. », è così ricca di ammaestramenti e di cose nuove, ed è scritta con uno stile così semplice e vivo, che la riporto per intero
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1933
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— 97 — aari è poco favorevole all’ordinaria cura d’anime dèi centri parrocchiali. Si potrebbe concludere questo capitolo esponendo con le parole stesse del P. Pasi quel che era stato il frutto delle sue ricerche e della sua esperienza. Egli ci ha lasciato infatti fra le sue note rimaste inedite uno che si potrebbe dire pro-memoria 0 capitolo sui « Bisogni dell’Albania e mezzi per provvedervi
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1933
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se non in quanto fece fare dei canti sacri, da sostituire anche a certi altri canti. Allora però in Albania era una colpa parlare di patria. Il suo era un governo paterno. Ci teneva molto alle gite e alla salute dei chierici. Egli voleva formare dei buoni sacerdoti, senza grande istruzione ma zelanti ».
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1933
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— 100 — di Kastrati che i RR. PP. Francescani governano con zelo. Ma il male è che finora su questo punto non c’è uniformità di vedere e di agire nelle varie Diocesi. Alcuni credono che non si possa togliere l’abuso, e si adattano a tollerarlo. Altri giudicano si debba togliere con una dispensa generale per tutti i casi di matrimonio colle cognate, e non si avveggono che in questo modo non si tolgono i concubinati, ma si apre loro il portone e per l’avvenire non si darà più un caso in cui alla morte del fratello non si prenda la cognata, anzi si abuserà della cognata prima ancora di far benedire il matrimonio e prima che muoia il fratello, anzi si verrà a confermare il popolo nell’idea che colla pioglie del fratello o di altro parente non ci sia parentela per la ragione che essa è di altra fratellanza, fosse pur anche nel millesimo grado e più in là. Come pure si considera peccato gravissimo, ed è raro che avvenga la fornicazione con donna della propria fratellanza o tribù, mentre si stima poco o nulla con altra donna, quand’anche fosse stretta parente della moglie. Per capire bene queste cose bisogna conoscere bene i costumi del paese ed aver anche un buon criterio pratico, perchè alcuni conoscono i costumi eppure sbagliano nel giudizio pratico. Per es. nella Diocesi di Durazzo alcuni anni fa fu data una dispensa per non so quanti matrimoni con le cognate. In generale tutti gridarono contro quel fatto come mezzo dannoso allo scopo di levare l’abuso. Mgr. Logorezzi domandò, si dice, la dispensa di poter unire i cognati; appena il clero lo seppe, e specialmente gli ecclesiastici più zelanti e giudiziosi, subito si spaventò e si oppose affinchè mai si volesse servirsi di quella dispensa che sarebbe il mezzo non di torre l’abuso ma di renderlo perpetuo. Mr. Severini, Mr. Marsili, Mr. Cracchi, i PP. Missionari di Pu-lati, i Missionari ambulanti della Compagnia sono tutti dello stesso parere cioè contrari alla dispensa. L’Abate dei Mirditi ha stabilito pene gravissime contro i concubinari nè c’è pericolo che voglia dare disperile ». E conclude che in casi simili è di assoluta necessità in Al« bania per ottenere l’intento, che i Vescovi discutano certi punti fondamentali e prendano decisioni di comune accordo. La Missione si presenta loro come un potente ausiliario, se credono potersene servire. In un ialtro luogo il P. Pasi spiega meglio la sua idea sulla deficiente educazione del clero in passato.
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Page 306
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1933
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. E ora diciamo qualcosa di Sappa. Si è discusso se il nome sia di origine traco-illirica, o una cattiva pronunzia della traduzione italiana di shàt, che non si deve confondere con shat. Poiché shàt significa « zappa », mentre shat nella Bassa Albania (o Tosknija), a cui esclusivamente appartiene come lingua d’uso, vuol dire villaggio, sebbene anche là non vi si trovi se non nella forma di « fshat » o « pshat
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