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1851
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nella Romagna; trasse dall’Albania e dalla Dalmazia abbondanti reclute di cavalleria leggera ; armò prontamente le galere, che la repubblica aveva in Venezia ed in Candia, ed ordinò che si unissero nel porto di Zara. Con questa flotta pensava di molestare sulle coste della Puglia il re di Napoli, che s’ era messo in guerra colla repubblica senza esservi stato provocalo e senza ch’ella gli e ne avesse dato
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1853
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di questa sua carissima e fedelissima città : lanle armate, tanti soldati, tante spese, tanti apparecchi di guerra essere lutti principalmente diretti a liberarli dall’ assedio ed a sottrarli dall’ imminente giogo dei barbari. » —. CAPO XXV11. Avvenimenti dell’ Albania e della Dalmazia. Anche lo stalo attuale dell’Albania teneva in questo medesimo tempo occupate le attenzioni c le sollecitudini del senato. I popoli
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1853
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(1) : « La conquiste dei » turchi nell’ Albania aveauo costretto un popolo di quelle coste, » detto degli Uscocchi, a cercarsi un rifugio tra gli scogli e le » isole che sono entro il golfo del Quarnero. LJ arciduca d’ Àu-» stria, nemico de’ turchi, accolse que’profughi, i quali incorag- • giati da questo patrocinio e spinti dalla miseria a vivere di » rapine, faceano correrie continue sui contermini terrilorii
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nella Romagna; trasse dall’Albania e dalla Dalmazia abbondanti reclute di cavalleria leggera ; armò prontamente le galere, che la repubblica aveva in Venezia ed in Candia, ed ordinò che si unissero nel porto di Zara. Con questa flotta pensava di molestare sulle coste della Puglia il re di Napoli, che s’ era messo in guerra colla repubblica senza esservi stato provocalo e senza ch’ella gli e ne avesse dato
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1853
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non avrà più » confine. Noi dobbiamo con le armi alla mano inseguire queste » belve feroci persino nei loro covili. Non saravvi causa più giusta » di questa. La nostra flotta è pionta : la Dalmazia e l’Albania ci » somministrano truppe. Non abbiamo che ad unirle ed assediare » con esse da ogni lato quei barbari : eglino pagheranno il fio dei » loro delitti. Se Tarciduca Ferdinando non è d’accordo
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6 LIBRO XXXIII, CAPO I. » dell’ Albania dovesse pagare annualmente un tribulo di dugento » trentasei mila ducali. Pel trattato del 1479 fu convenuto ancora » un censo di altri dieci mila ducati, comechò sia vero che • Bajazette II ne esonerasse la repubblica quando salito al trono » nel 1482 ne rinnovò i trattati. Erano vassalli, perchè si erano » sottomessi dopo acquistato il regno di Cipro
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1853
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nuovo imperatore dopo la morie di sullam Suleiman suo padre. » Che li otto mila ducati, che pagava la serenissima Signoria di Vinetia d’ anno in anno, che più non li debba pagare, i quali otto mila ducati essa pagava per 1’ isola di Cipro. » Che le terre che si possiedono al presente dal dello gran signore et dalla serenissima Signoria, così in Albania, come nella Dalmalia debbano essere reintegrale de lutti
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1849
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consecrazione della chiesa parrocchiale di san Cassiano; 13f>8, Domenico di Albania, per pochi mesi ne possedette la sede, perchè in quell’anno medesimo fu trasferito all’ arcivescovato di Zara ; 1379, fra Andrea III Bon, francescano, venne promosso a questa chiesa soltanto a’ 13 del gen-naro 1378, ad uso veneto, cioè nel gennaro del 1379. Se ne ha sicura notizia dai registri del consiglio de’ Pregadi
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1855
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di Dulcigno, di Algeri, di Marocco, di Tunisi e di Tripoli molestavano il commercio veneziano e le coste dell’ Albania : ma per quanto la repubblica si adoperasse per frenarne r audacia, non ne ottenne che momentanei risultamenti. Più tardi poi, come vedremo, potè conchiudere coi loro governi una decisiva capitolazione. YOL. XII. 17
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1850
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. Militava nelle sue schiere Giorgio Ca-striotto, figliuolo di quel Giovanni, polente signore dell’ Albania, a cui 1’ ottomano principe aveva tolto poco prima gli stati : lo aveva rapilo e condotto seco in ostaggio ancora fanciullo, ed avevaio fatto educare nella religione di Maometto ; ed era riuscito così valoroso
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1850
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nominavano essi, ossia, come allora notai, Alessandro il grande, a cagione della sua singolare prodezza e del suo irresistibil valore. Cresciuto in età ed educato a forza nella religione di Maometto, azzardò l’impresa di fuggire dalle mani del sultano Amurat ; di carpire al pascià di Romania un ordine al comandante di Croja, capitale dell’ Albania, per cui dovessegli questo consegnare nelle sue mani
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1850
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allora sostenuti, e fecegli intendere, che se non gli si spedissero solleciti ed abbondanti rinforzi, la piazza sarebbe costretta necessariamente a cadere. Per questo annunzio radunossi il senato a consultare sulla deliberazione da prendersi. Fu proposto sulle prime di far una leva di sei mila cavalli e di otto mila fanti nelle provincie lombarde e mandarli subito in Albania ; ed ordinare al Loredano
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1850
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anno 1471—1473. 339 trattato di pace coi veneziani, a fine di distorli dall’ assisterlo in qual si fosse maniera. I progetti del trattato, cui mandò a Leonardo Boldù governatore veneziano di Sculari nell’ Albania, consistevano,— che il sultano avrebbe condonato alla Signoria di Venezia cinquanta mille ducati, di cui erangli debitori i negozianti veneziani per diritti suoi di dogana
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1850
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le malattie ne travagliavano da qualche tempo le ciurme : gli stessi generali Gritti e Mocenigo ncfuronoattaccati.il primo si fece trasportare a Cattaro ed ivi mori ; 1’altro aspettò, che 1’ assedio fosse levato, e poi andò a curarsi ed a riposare a Ragusi, ove si trattenne finché i turchi rimasero nell’ Albania ; ed appena questi vi sloggiarono, egli parti per Venezia. Il merito ed il valore del comandante
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1852
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più importa: » noi veggiamo i francesi usare prosperissima la fortuna et essere » già molto vicini a ponersi in fermo possesso del ducato di Milano. » 11 re stesso si ritrova in Italia, con potente esercito, alla fama • del quale, come hanno ceduto molte città, così alle forze con-» verrà presto cedere Pavia et tutto ciò che per gl’ imperiali si • tiene in quello stalo. Ma oltra ciò il duca d’Albania
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1852
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di Vallona, Ragusi ed Albania tutta. » Questi disordini diedero motivo alla istituzione di siffatto tribunale : Io (i) Slor. Yen.. 1 del Lil>, III. pag. 216 del lom. Vili.
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1852
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, per cercare di togliere ai turchi quella piazza, la quale aprirebbe facilmente la strada alla conquista dell’Albania In risposta all’opinione del Doria gli pose soli’ occhio il Cappello, che tutta la costa di Durazzo non aveva neppure un porto, il quale fosse opportuno a dar ricetto alle navi, massime di grossa portala ; che in quella provincia i tupchi erano assai ben provveduti di cavalleria
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1850
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a mio padre, e per le terre » che tengono ne’ confini della mia Signoria nell’ Albania, nel » luogo della Balsa, Sculari, Alessio e Drivaslo, pe’ quali davano » a mio padre ducali 200. E avendo dalle mani della Signoria » Drivasto, debbano dare per Scutari e Alessio Ducati venezia- * ni 136, che sommano in lutto ducali 256 al mese di febbrajo. * Che sia tenuto il bailo, che sarà in Costantinopoli, mandare
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1852
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a richiamarla ben presto. Tuttavolta i pirati, moltiplicalisi in grande numero, infestavano i mari intorno alle coste dell’Albania, e nel golfo e in Levante ; per lo che Pandolfo Contarmi ebbe ordine di dare ad essi la caccia con una piccola squadra di galere, lolla dal grosso della flotta. Egli, presso a Durazzo, incontrò sette bastimenti di costoro, i quali avevano predato alcuni legni veneziani : gl
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1850
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considerazione, che stavano in que’ dintorni, e che smantellò dalle fondamenta. CAPO XXI.. Irruzione dei turchi nel Friuli. I bisogni della guerra avcvano*suggerito al Senato di««eleggere provveditore per 1’Albania Francesco Micheli, il quale già stava per dirigersi alla provincia destinatagli. Ma il feroce Mahoinet agognando a gloriose conquiste, e principalmente a quella dell’Italia, nell’ ottobre
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