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. Procediamo verso sud. Nella Vecchia Serbia, ossia nell’alta regione centrale di Cossovo, fra le testate della Morava e del Vardar, nella classica terra ove s’incrociano le vie di comunicazione fra Serbia, Albania, Bulgaria, Macedonia, si sono spinti forse in prevalenza i serbi, ma vi si trovano anche bulgari ed albanesi. Nella Macedonia, costituita essenzialmente dalle valli dell’alto Drin, del Vardar
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, Dobru-gia. - 9. Destino del Montenegro. - 10. Questione dell ’Anschluss. Capitolo VII — La politica degli Stati Balcanici NEL DOPOGUERRA (19I9-I933) . . » 1. La Piccola Intesa (1920-1933). - 2. Crisi e sofferenze bulgare (1920-1927). - 3. L’Intesa Balcanica (193P-1934). - 4. Riforme e crisi in Rumenia (1917-1933). - 5. L’Albania dal Principe di Wied a Re Zog (1914-1928). - 6. Relazioni italo-)ugoslave
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non furono altro che capi locali, in continue lotte o contestazioni per l’egemonia della propria casa nel governo del paese: il turco (1371) sorprese perciò l’Albania in uno stato di completa anarchia e, dalle sue prime invasioni, l’ebbe, almeno in apparenza, soggetta (salvo Durazzo che rimase ai veneziani fino al 1479). La reazione non tardò tuttavia a manifestarsi da parte degli albanesi, aiutati dai veneziani; e verso
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con una flotta al Pireo, ordinò alla Grecia lo scioglimento della camera e richiese l’immediato ritiro di tutte le truppe greche disseminate sul territorio della guerra, quelle dell’Albania comprese, nonché la effettiva smobilitazione dell’esercito fino a quel-l’ora differita. Nell’ agosto le truppe greche di guardia alla frontiera macedone ripiegarono senza combattere innanzi ai bulgari avanzanti in Macedonia
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nome di Rumelia orientale. Infine la Macedonia fu restituita al governo turco, il quale si impegnò di applicarvi le riforme indicate dallo stesso Congresso di Berlino in appositi articoli. Serbia e Montenegro furono riconosciuti indipendenti. Al Montenegro venivano assegnati alcuni territori di confine già appartenenti all’Albania. Ma tale passaggio non avvenne per l’ostinata rivolta albanese che, opponendosi
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in ogni campo: politico, culturale, militare. Il potere e l’ascendente di quel regnante nei Balcani fu tale che a lui volonterosamente si sottoposero anche i paesi confinanti, e cioè Sirmia, Ragusa, Albania, le terre ioniche di Giannina ed Arta, Epiro e Tessaglia. Persino la Bulgaria parve associarsi alle mire di Duscian sulla capitale bizantina, favorendone la conquista. Perciò Duscian, preparato un forte
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VICENDE E PROBLEMI DEI BALCANI 14. Il principe di Wied in Albania (marzo 1914). Nel marzo 1914 il principe di Wied, reduce da Roma ove aveva fatto visita al Re d’Italia, salpò da Trieste su una nave da guerra italiana scortata da una inglese e da una francese, sbarcò a Durazzo, capitale provvisoria del nuovo principato; ma vi trovò subito notizie sconfortanti delle condizioni interne del paese
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etnografiche, il turco chiamò rumili i cristiani e Rumelia la loro terra. Molti sudditi del governo turco trovarono perciò conveniente convertirsi aU’islamismo; e le conversioni volontarie, unite a qualche rara azione forzata e alla requisizione annuale dei fanciulli cristiani per i giannizzeri, diffusero la religione musulmana nei domini turchi d’Europa, segnatamente in alcuni paesi come l’Albania
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in città. Senonchè l’Austria minacciò un intervento armato diretto ove il Montenegro non restituisse subito Scutari all’Albania; il Montenegro cedette protestando, malgrado le promesse di compensi fattegli dalle potenze; il giorno 5 di maggio re Nicola consegnò Scutari nelle mani delle grandi potenze che decisero di occupare la città con presidio internazionale. Il giorno 11 di maggio 1913, gli alleati
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DUE DOCUMENTI SCONOSCIUTI SULLA ALBANIA DI ALFONSO 1° DI ARAGONA Tutti gli studiosi conoscono che della Cancelleria degli Aragonesi di Napoli poca parte si conserva in quel R. Archivio di Stato (1), essendone altra parte serbata a Barcellona (2) ed altra, più numerosa, andata dispersa altrove o addirittura incendiata nei torbidi napoletani del 1647 (3) e anteriori o posteriori. Or appunto
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Nell’Albania di trent’anni fa (59 una famiglia, dove convivono insieme i vari fratelli con le rispettive spose, tiene il posto principale ed è detta « zoja » e « shpis », la « signora o padrona di casa », assurge a una dignità matronale, sebbene faccia sentir troppo la sua autorità, controllando ogni servizio e ogni spesa delle « spose » subalterne. Poiché, notiamolo qui tra parentesi, l’albanese
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Neul’Albania di trent'anni fa 67 zioone e ordinamento caratteristioo del « fis », è che dentro il « fis » stesso, il matrimonio non si fa mai. Perciò avviene alle volte che anche quando un « fis » si è diviso da secoli, dando origine a altre formazioni politiche o semipolitiche in regioni più o meno lontane, il matrimonio non si fa e non si deve fare. La natura però e forse l’influenza
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due che riguardano la storia dell’Albania e che qualche lume offrono per la conoscenza dei rapporti italo-albanesi nel 1451-2, per poter integrare i pochi ma importanti dati offertici dal Cerone (2). * * * Fu il 26 marzo 1451 che Alfonso I stipulò con l’eroico Giorgio Castriota (Skanderberg), Signore di Kroja, un trattato, mediante cui questi sottometteva a lui come ad Alto Signore i suoi domini albanesi
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di questo genere non son colpi da pazzi (i pazzi sono rarissimi in Albania), ma tutto procede con calcolo, quando non è l’effetto di ima decisione fulminea imposta da tragiche circostanze. Tutto ciò che abbiamo esposto in questo quadro generale della vita della montagna, s’incornicia naturalmente nella visione che ha il montagnolo del mondo sullo sfondo eterno dell’oltre tomba. S’è detto e s’è voluto difendere
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NELL’ALBANIA DI TRENT’ANNI FA LA VITA DELLA MONTAGNA SAGGIO DI LEGISLAZIONE PRIMITIVA Sommario: Fattori di vita psicologica e morale che bisogna aver prepresenti per dar equo giudizio di un popolo. — Vita sociale: la famiglia, il a fis », la tribù; rapporti reciproci; il matrimonio; la donna; la fanciulla, sposa, madre, o, eventualmente, vergine; valore deila vita e la legge del sangue. — Vita
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informatore della vita poiché nè il catechismo nè le lezioni della liturgia sono entrate nella coscienza pratica e nella intima consuetudine; la liturgia serve più che altro a segnare il calendario, le divisioni dell’anno relativamente al ricordo dell’avvenuto o al debito di quel che resta da fare via via secondo le date e secondo le stagioni. Bisognerà dire allora che il montanaro o il contadino di Albania
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Le scoperte archeologiche, ecc. 33 mosaico figurato ; inoltre ruderi di una chiesa triabsidata bizantina; una cisterna, ecc. Venezia succedette a Bisanzio nel dominio dell’Albania, e come negli Archivi della Serenissima Repubblica vi sono molti documenti che riguardano Butrinto, così qui esistono grandi ruderi veneziani. Troneggia su l’Acropoli il castello veneziano, in mezzo a boschetti
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apprenderla con ben determinate norme morfologiche e sintattiche, la cosa va diversamente e, se vuole in realtà raggiungere una tal mèta, non gli resta che rassegnarsi a imparare prima il gergo, per aver poi agio di classificarlo sotto determinate regole, a seconda del suo gusto e della sua capacità. Ridotta in questi termini, la questione della lingua in Albania è ancora nei suoi inizi, come a un dipresso
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La storia dell’Albania e le sue fonti napoletane 43 Agli inizi, infatti, del secolo XIII, per conseguenza della quarta Crociata, Michele Comneno aveva fondato nell’Epiro il Despotato omonimo, che ebbe, però, (nota il Bourcart) « un carattere albanese, piuttosto che greco » (1). E fu appunto un suo successore, Michele Angelo II, che con la concessione di quella cospicua dote « riapre (scrive
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18 Luigi M. Ugolini Possiamo anzi affermare, con giustificato orgoglio nazionale, che il merito e il vanto delle prime, delle più ampie, e delle meglio riuscite ricerche scientifiche in Albania spetta all'Italia. La piuma esplorazione archeologica. — Poiché ciò è noto non occorrono parole per dimostrarlo. Tuttavia non sarà male ricordare che questa elevata attività risale a vari secoli
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