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subito. Non si contava sulle difficoltà che l’Inghilterra avrebbe ancora sol' levate a Parigi come già fece a Ginevra, e si faceva conto sulla moderazione dei Greci e dei Serbi, che non si è dimostrata affatto vera. Il problema dell’Albania rimane ancora sospeso, e la Conferenza degli Ambasciatori, senza riuscire a trovare un voto unanime, è passata ad altro argomento ». Il governo albanese aveva ritenuto
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anche territorialmente, ove l’Albania non possa sopravvivere come Paese unitario e indipendente, può considerarsi che la sostanza di questo trattato garantisce gli elementi sostanziali ed essenziali del nostro diritto. Esso ci dà comunque i mezzi per organizzare fin da ora la sola politica, voglio dire la politica forte, che dovremo necessariamente praticare nel caso di non vitalità dello Stato albanese
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etiopiche con una guerra che essa intendeva mantener circoscritta nell’ambito coloniale. La S. d. N., mancipia dell’Inghilterra, si oppose ad ogni sua conquista promovendo contro essa le sanzioni economiche di tutte le nazioni associate; e tutte aderirono a quella iniqua misura, solo eccettuate Austria, Ungheria, Albania, e parzialmente la Svizzera. Ma, fatto ancor più grave, l’Inghilterra adunò
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tutto il suo territorio europeo, eccettuata la capitale e la parte di Tracia delimitata mediante una linea da definirsi fra Enos sull’Egeo e Midia sul mar Nero. L’Albania era affidata al gran consiglio degli ambasciatori per tutto quanto ad essa si riferisse e per la delimitazione delle sue frontiere. Creta era pure ceduta agli alleati. Al gran consiglio degli ambasciatori era riservata ogni decisione in merito
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balcanici, e diceva di avere dovuto, per risparmiare sorte peggiore, lasciarsi spogliare di Monastir, Prilep, Salonicco e Seres, paesi tutti di fratelli, riscattati col sangue di tante migliaia di eroi. Il gran consiglio degli ambasciatori, dopo avere fissati i confini dell’Albania ed ingiunto alla Grecia di sgombrare le terre da essa ancora occupate, fece uguale intimazione alla Turchia (11 agosto
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, il cui presidio si arrese (5 e 6 marzo). Le ostilità continuarono mentre il consiglio discuteva; era evidente che tutti gli alleati non avrebbero deposto le armi fino alla padronanza effettiva di quegli obbiettivi territoriali per i quali combattevano, nella lusinga che il fatto compiuto potesse valere per le decisioni di Londra. Ma le grandi potenze decisero che Scutari fosse assegnata all’Albania
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DAL 1914 AL 1918 dell’offensiva austro-tedesco-bulgara furono: l’occupazione della Serbia e del Montenegro; la retrocessione sulla base di Salonicco degli anglo-francesi che vi si trincerarono; l’occupazione austriaca di buona parte dell’Albania, compresa Durazzo; l’esilio delle famiglie reali di Serbia e Montenegro riparate in Francia od in Italia; il trionfo pieno dei sovrani di Germania
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. Per l’Albania fu deciso il 29 luglio, che si costituisse in principato indipendente, e furono fissati i suoi confini, che Serbia e Grecia ebbero ordine di rispettare. La scelta 163
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VICENDE E PROBLEMI DEI BALCANI gli abitanti della regione che presto dovettero rinchiudersi in città, anzi fortificarvisi e cingerla con reti di filo di ferro. Estendendosi la rivolta furono là inviate sempre nuove forze. In maggio v’era in Albania un vero esercito turco, tenuto però sempre in iscacco dagli albanesi e di sovente battuto nella violenta guerriglia. Questo stato di cose si prolungò
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DAL 1903 AL 1912 a malincuore, questo intervento e controllo internazionale nei suoi dominii e solo ottenne che la gendarmeria non avesse ingerenza in Albania. 2. Accordo di Abbazia tra Austria e Italia (1904). Il trattato di Miirzsteg, malgrado la decisione che un generale italiano fosse posto a capo della gendarmeria internazionale, era stato uno scacco per l’Italia. Russia ed Austria
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lo svolgimento ordinato delle nuove elezioni parlamentari- Dopo la questione croata, la questione macedone rimane sempre una spina per la Jugoslavia : ed è questione anche più complessa, perchè oltre alla Jugoslavia interessa la Bulgaria, l’Albania e la Grecia. All’osservatore imparziale appare evidente come la soluzione integrale di una Macedonia indipendente e neutrale, retta sotto la protezione di una nuova
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. Ne vennero non lievi perturbazioni locali che si manifestarono in frequenti lotte per l’uso della lingua ufficiale e l’insegnamento nelle scuole- A danno dell’elemento italiano agì anche la Chiesa cattolica, quella stessa che lavorò più tardi contro l’Italia in Albania. Sempre devota al governo absburgico, essa l’aiutava nella sua tradizionale politica, fomentando quell’odio che giova a chi regna dividendo
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VICENDE E PROBLEMI DEI BALCANI I serbi impresero subito la marcia al Danubio, contrastati dagli austriaci che manovravano ripiegando; gli italiani avanzarono in Albania, occupando Elbassan, Du-razzo, Tirana ed infine (27 ottobre) S. Giovanni di Me-dua; i franco-inglesi avanzarono nel sangiaccato di Novi-Bazar; i rumeni rioccuparono la Dobrugia. Così ebbe fine la campagna di Macedonia. Nei Balcani
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di giungere all’Adriatico, sia per il concorso da lei dato nella conquista di Adrianopoli. La Serbia dichiarava inoltre necessaria alla sua tranquillità la valle del Vardar; infine Grecia e Serbia volevano una frontiera comune; il che tendeva ad escludere la Bulgaria dalla Macedonia occidentale, dalle regioni di Ochrida e di Monastir. A queste pretese la Bulgaria obiettava che l’Albania, e quindi la costa
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, come non aderì l’Albania, alla quale furono rivolti consimili inviti. In Grecia si dimostrò recisamente contrario a quel patto balcanico il partito venizelista, che aveva saputo ritardarne la conclusione fino a quell’ora. Nell’autunno del 1935, dopo l’assassinio di re Alessandro di Serbia (del quale parleremo più avanti), si ebbe una nuova riunione speciale della Intesa Balcanica
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di Giannina e dell’Egitto. Era pascià di Giannina Alì Tepeleni, un feroce ribelle che dopo avere in nome del sultano rigato di sangue l’Albania a lui affidata, se ne era fatto padrone, ed ora voleva approfittare delle difficoltà turche per consolidare l’abusivo potere. I cristiani di Grecia, pronti per amore della libertà a dimenticare l’odio di cui lo avevano circondato, videro in quel soldato del sultano
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DAL 1912 AL 1914 giorni tutto il territorio che il gran consiglio aveva già assegnato all’Albania. Questo atto, eseguito senza preventiva consultazione delle altre potenze, offese gravemente la Russia che non intendeva tollerare (dopo i noti precedenti del 1908) imposizioni unilaterali d’una singola potenza sugli stati slavi della Balcania. Alle proteste russe fecero coro le proteste
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. Il terzo, costituito da Tessaglia, Olimpo, Epiro, Albania e Vecchia Serbia, si prolungava come lunga striscia nel distretto di Novi Bazar, separando la Serbia dal Montenegro. Restavano così bulgare le regioni di Salonicco, Corizza, Qchrida ed Uskub, ossia quelle terre della Macedonia che rappresentarono di poi sempre le aspirazioni nazionali dei bulgari. 80
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1937
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in Albania (autunno 1912). Il Montenegro aveva iniziate le sue operazioni occupando Alessio e San Giovanni di Medua, sulla costa albanese; poi si era rivolto a Scutari che era stato sempre l’oggetto delle sue maggiori aspirazioni nazionali e il principale obiettivo della sua guerra. Scutari era albanese e come tale interessava l’Austria, vigile custode (come per altro l’Italia) della intangibilità
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1937
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(fra essi il generale Teliini) ed un soldato italiano, facenti parte di una commissione interalleata per la delimitazione dei confini tra Grecia e Albania : confini che non seguivano le pretese greche, ingiustificate a parere della commissione. Seguì, dopo le inascoltate proteste dell’Italia, l’occupazione italiana di Corfù, mantenuta per volontà di Mussolini fino a piena soddisfazione. La Grecia dovette
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