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1831
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38 STORIA tilavano per veder quanto fossero fondati, ed a molti si dava qualche porzione di danaro e qualche donativo per metterli ne’ buoni pensieri. Tra questi vennero alcuni d’Albania parte de’sudditi del medesimo Turco, i quali offerivano di dar in mano Castel nuovo, Oulcigno, Scutari, e Croja, nelle quali fortezze, tali quali esse si sieno, consiste tutta la difesa del* F Albania, appartiene
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1940
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) e dichiarò riannessa all’impero la Bulgaria orientale. La metà occidentale della Bulgaria rimasta libera comprendeva la Mesia occidentale, la Macedonia, la Tessaglia, l’Epiro e l’Albania (esclusi i possedimenti veneti). Il nuovo Zar Samuil (969), abilissimo condottiero, valorosamente quanto abilmente affrontò la situazione. Egli stabilì la sua capitale in Ocrida, ove risiedette anche il Patriarcato
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1940
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al suo eccezionale apparato guerresco. L’opera di Crum fu di poi perfezionata con opere di pace, delle quali esistono notevoli tracce, specialmente dai suoi successori Omortag e Milamir. Nell’epoca del Kan Pressian (836-52) i bulgari occuparono anche l’intera Macedonia e l’Albania; più al nord si urtarono per la prima volta (850) nello Stato serbo appena embrionalmente costituito. Pressian saggiamente decise
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1940
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fu quello slavo. Codeste popolazioni originarie dalle regioni nordiche russe fra Urali e Baltico, si erano poi estese per infiltrazione lenta ma continua, quasi insensibile, fino a costituire una gran fascia traverso l’Europa intera, dal mar Baltico al Mar Nero. Da qui avevano raggiunta la Penisola balcanica ove si erano diffuse ovunque fuor che in Grecia ed Albania. I romani si servirono degli slavi
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. Egli ebbe a combattere: a nord contro popoli predoni (peoni) che occupavano la regione di Còs-sovo fin presso al lago di Ocrida, ove facevano pur capo gli illirici abitanti le terre della odierna Albania; ad est contro i traci, popolo di sinistra dello Struma; a sud contro i popoli greci della Penisola Calcidica; ad occidente, infine, contro i citati popoli illirici, che giungevano alla valle del fiume Haiacmon
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includeva dunque la Macedonia, l’Albania fino alla marina di Du-razzo (senza però mai venire a contrasto con le colonie venete nè agire sull’Adriatico), ed anche ma sempre ribelle la Serbia, spingendosi oltre Danubio a contatto con la Pannonia. Di fronte alla 53
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l’eco delle prime fucilate fra avamposti. Queste però erano soltanto l’effetto di una intensificata reazione al brigantaggio attorno ai confini dell’Albania. Ma nel mese di settembre si accentuarono le ribellioni come le proteste bulgare, serbe, montenegrine e greche; tutte presero lentamente ma evidentemente un carattere collettivo, sicché apparve presto evidente come la guerra fosse già decisa
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1927
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, i manoscritti a Nis ed assieme al commediografo Branislav Nusié, provò tutti i disagi della fuga oltre l’Albania, pernottando sulle strade, in mezzo alle nevi, spettatore delle scene terrificanti della rovina del suo popolo martorialo. A Cettigne fu accolto cordialmente dal Governo montenegrino e da Re Nicola. Dopo il crollo del piccolo regno, decide di rimpatriare oltre la Bosnia- Assieme ad altri patriotti
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1839
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1 J2 Di Li jig u ad oca è governatore il gran maestro ';d’A-vergna è il duca d’Albania ; della Borgogna è l’ammiraglio 5. L’Aquitania è terminata per tramontana e parte di levante dalla Garonna; per levante e mezzo dì dai Pirenei; e per ponente dall’Oceano, dove sono due provincie, Guienna e Guascogna. In Guienna è Bordeos, città nobilissima, nella bocca della Garonna, di dove si mandano
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1915
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18 Come vedesi dalle precedenti tabelle, nelle zone visitate dell’Albania centrale e meridionale lo scheletro è in proporzioni minime o manca completamente. Analisi fisico chimica. 1° — Terreni dell’Albania centrale. Componenti % Retili Ilethi Kethi Tirana Sciak Kavaja Umidità ed acqua igroscopica . . . 2,33 5,22 8,03 2,44 4,96 3,05 3,68 8,44 11,11 4,40 3,91 4,39 7,34 0,21 0,24 0,29 8,11 8,05
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1915
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87 appiombi ci facevano considerare che ove mai si volesse imprendere il miglioramento del cavallo in Albania, non mancherebbero discreti soggetti da cui cominciare. Trascriviamo, a maggiore intelligenza di quanto è detto sopra, le misure rilevate su parecchi soggetti: Cavallo del ciflik di Velj Bej. (vedi fìg. 5). Altezza al garrese..............metri 1.28 Altezza alla groppa
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1915
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, si abbiano condizioni analoghe a quelle di molti massicci del nostro Abruzzo, ove pure le grandi cavità carsiche offrono la sede preferita alle abitazioni temporanee dei pastori. Le analogie fra il regime pastorale di questa zona montuosa dell’Albania e quello dell’Abruzzo sembrano anzi anche per altri riguardi assai strette (3). (1) La posizione approssimata nella carta austriaca al 200.000 è desunta ■da Baldacci
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1915
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enologica invece ha una importanza minima. In Albania si distilla quasi ovunque una specie di acquavite detta raki, che si ricava dall’uva, dalle susine e da altri frutti. Nozioni sul terreno. Nei territori visitati i terreni sono quasi tutti di origine alluvionale e di natura varia nei diversi luoghi; i seguenti dati, risultanti da analisi gentilmente eseguite dalia R. Staziono agraria di Roma, dànno
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1915
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13f> mente con fango ed a volte anche con mete bovine ; il tetto è in paglia od a tegole. Solo in via eccezionale le pareti di questi fabbricati sono in muratura ed in alcuni luoghi esse sono formate da prismi di terra argillosa. * Abitazioni. — In tutta l’Albania centrale e meridionale le abitazioni sono assolutamente primitive; trattasi di vere e proprie capanne ad un solo piano divise
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1915
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PREFAZIONE —— Nel luglio del 1913, la Presidenza della Società Italiana per il progresso delle scienze decideva di organizzare una spedizione scientifica nell’Albania. Avuta la lusinghiera offerta di prender parte alla spedizione e di compilare poi una relazione sui principali risultati geologici delle ricerche che sarebbero state fatte, tenuto conto della inevitabile rapidità
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1840
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e con lo sceriffo *, del quale a suo luogo dirò quanto sia degno a vostra serenità. Nell’Europa poi, dove ha la sedia sua di Costantinopoli, possiede il Gran-Signore tutta la Grecia, le due Misie, che ora chiamano Servia e Bulgaria, l’Albania, la Bosnia sino al fiume Sava, e tanta parte del regno d' Ungheria che viene a confinare appresso Vienna, avendo Alba Regale (Stucli-Vesseniburg') e Strigonia
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1840
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, secondo l’ordinario dei negozj turcheschi, fu conclusa e stabilita la pace in quel miglior modo che piacque al Signor Iddio, e che a me non tocca dire ', e fu deliberato che i claris- ' Per questa pace la Repubblica di Venezia fu riconosciuta nei suoi antichi diritti commerciali, ma fu tenuta a restituire la città di Sepotò in Albania, da lei presa durante la guerra, a riconoscere la cessione dell’isola
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1940
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e ortodossi, di toschi e mirditi, di epiroti e montenegrini, di vecchi pascià e di giovani patrioti, di bande armate e di banche straniere, di influenze internazionali e di sotterranei movimenti regionali, insomma di Albania passata presente e futura. Che vuole? Il solito aiuto dall’Italia: armi e milioni, con cui fare un’altra rivoluzione, naturalmente tutta in favore nostro, per preparare un regime fedele
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1940
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se non sia da compiere altrove, in piccole capitali balcaniche, la indagine interalleata, per la identificazione precisa dei veri pericoli che corre l’Albania, dei veri nemici che ne minano l’esistenza. La verità è che tutti sono pronti a sacrificare l’indipendenza albanese, la quale doveva cominciare ad essere un fatto, nel pensiero dei pochi uomini di Tirana, il 2 agosto 1920, giorno dello sgombero italiano
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1863
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i territorj, come per il capitolo è chiarissima- (1) Cioè all’ordinario tribaio per l’isola di Zante-, che era di 500 ducali , e che nella paee del 73 fu porlalo a 1500. {%) Il castello di Sepolò in Albania.
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