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fu assegnata a Venezia che la eresse a Ducato, insieme a molte altre terre della costa e all’isola di Corfù. Ma il dominio dei Veneziani non potè allora consolidarsi, chè, prima i Bulgari e poi i Serbi del grande Duchan, si impadronirono nuovamente di Durazzo e dell’Albania, fino a che cadde nelle mani degli Angioini e poi dei principi di Taranto e di Acaia, i quali presero il titolo
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da quella dei Vrioni, la più importante, forse, con quella dei Vlora, delle famiglie della Bassa Albania, e il suo nome, al pari di questo, ricorre spesso nella storia albanese. Omer Vrioni, uno degli avi del capo attuale della famiglia, si rese illustre combattendo da valoroso anche su altri campi, e specialmente in Egitto, al fianco di Napoleone, come generale di cavalleria. Berat, corruzione della parola Belgrado
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. Perduta ogni speranza di riavere il suo Stato il figlio dell’Eroe, seguendo il consiglio che questi gli aveva dato morendo, riparò nel Regno di Napoli, seguito da molte famiglie che preferirono abbandonare la patria anziché subire il giogo mussulmano. Ed ebbero origine da quell’esodo dall’Albania le numerose colonie albanesi tutt’ora esistenti nelle nostre provincie meridionali, quantunque i primi
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, ma di cui egli era convinto) che la salute dell’Albania dovesse venire dai Padri della Missione Volante. 3. — Ultime missioni tra i Mirditi: nelle parrocche di Oroshi, Spasi, Bli- nishti, Ndcrfàndina, (salinari, S. Gingio, Fregena, Kashnjeti, Menela. e Vigu dal 7 Marzo al 26 Giugno del 1900. Il P. Pasi in una lettera a Mgr. Dochi in data 12 genn. 1900 gli faceva sapere che i missionari si rimettevano
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Fide per il bene di tutta l’Albania, fosse concessa anche a loro, poiché essi la volevano a ogni modo per le loro parrocchie di Kéthella e Perlàtaj estremamente bisognose. Così parlavano due parroci che si preoccupavano ben poco della meraviglia a cui potessero essere indotti i missionari a veder tanta miseria, persuasi che dove non ci può arrivare uno solo, ci arriva l’opera collettiva e ciò torna
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Krishtit: perdono questo sangue per amore del Cuore di Gesù. A lui si deve la grande festa dell’incoronazione della Statua del S. Cuore che non ebbe mài l’uguale a Scutari. Azione del P. Pasi sul Clero Albanese. « Per il suo zelo, prudenza, e cognizione dei bisogni religiosi dell’Albania cattolica, il P. Pasi era spessissimo consultato dai singoli Vescovi d’allora nei vari loro dubbi
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di Propaganda e ci fanno capire che anche l’Albania come una gran parte dell’Europa, e come, a quel tempo, tutti i Balcani e il vicino Oriente, andò soggetta a ima terribile crisi ecclesiastica. Questo a sua volta fa comprendere come l’Apostasia si fece strada sempre più e il Cattolicismo si salvò quasi per miracolo.
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— 59 — le stragi ed i saccheggi che Mustafà aveva fatto in Albania, colla restante parte marciò rapidamente su Daina per riprendervi più stretto e gagliardo l’interrotto assedio. Appena giunto, conobbe che il presidio veneto di Scutari, spalleggiato dagli abitanti, aveva sorprese e costrette le sue poche truppe ad abbandonare il posto fortificato di Balesa che era stato da essi distrutto
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in considerazione del luogo forte atto a difendere la propria indipendenza. E questa popolazione slava fu considerata come uua delle tribù della Albania fino al 1516, anno in cui il Capo militare di essa rinunciò alla sua autorità in favore del Capo della Chiesa locale, il quale riunendo i due poteri prese il nome di Vìadika (Vescovo). I Vladikas governarono fino al 1851, anno in cui Danilo I rinunciò
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— 72 — turco su Adrianopoli, ove premeva a Maometto II (che aveva seguito ¡1 padre nella spedizione d’Albania) di giungere al più presto per farsi riconoscere come successore. Fra tanta disparità d’opinioni, ritengo più conforme al vero quella del Dreiss, il quale dice nella sua cronologia universale, che Amu-rad II mori in Adrianopoli nel mese di febbraio 1451, cioè alcuni mesi
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he Joreste albanesi 113 pano un territorio di circa 5000 ettari, secondo una pregevole monografìa del Sangiaccato pubblicata nel Bollettino degli affari esteri dall’avv. Marchioro, che fu il primo titolare del nostro Consolato a Durazzo. Tali foreste — e ve ne sono molte in altri Sangiacati dell’Albania — potrebbero costituire una sorgente di ricchezza non indifferente. Ma lo sviluppo
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1912
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greche sono rintuzzate dagli indugi studiati e dalle tergiversazioni della Diplomazia non solo, ma anche dalle forze russe che si accampano nella Macedonia. Mentre al contrario il piccolo Montenegro, si vuole notevolmente ingrandito e dilatato sino al cuore dell’Albania, per farne un posto avanzato della Russia e scala a più vaste annessioni. « La Romania, non slava, benché avesse valorosamente
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1912
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222 GLI AVVENIMENTI RECENTI Turchi, in Albania e a Costantinopoli, onde, non subire più l’importuno controllo dell’opera loro. Furono in ¡special modo questi ex deputati ad aprire le prime trattative con gli ufficiali che si impegnarono a non marciare contro gli albanesi ed accettarono i capisaldi del programma della Lega Militare : nomina di Kiamil pascià a Gran Visir, scioglimento della Camera
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, il P. G. B. Della Pietra che due volte Rettore, fu poi per volere espresso del Sommo Pontefice eletto Delegato Apostolico dell’Albania, lasciò oltre la necrologia che ho riferito quasi per intero, una testimonianza che mi consegnò il 26 ott. 1926. Bisogna che mi contenti di spigolare. « Vecchio, acciaccato, mal reggentesi sulle gambe credeva di far poco qual superiore della Residenza qui pur dirigendo
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1934
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— 325 — A non considerare altro fuor che la Relazione del Bizzi dei primi decenni del Secolo, e poi questa del Gaspari, e il 1. Concilio Albanese del 1703, noi abbiamo un quadro tragico della storia ecclesiastica dell’Albania e della Serbia. Le missioni Francescane nei primi loro decenni di vita, furono una stupenda primavera religiosa, che pur troppo era già in decadenza al tempo della visita
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1898
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— 79 — esercito turco forte di circa 40 mila uomini, comandato dall'albanese Amesio, che aveva assunto il pomposo titolo di Re d’Albania. E questi due Luogo-tenenti di Scanderbeg si ebbero la meritata onta per la mancata fede; Moyse, caduto in sospetto al Sultano in causa della perduta battaglia, potè rientrare, poco tempo dopo, solo e fuggiasco in Albania e riconciliarsi con Scanderbeg
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1898
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tregua a Maometto ; ma il timore di veder respinta la proposta ed il consiglio datogli dal Papa (da lui fatto consultare in proposito) di non dover per primo far proposte di pace agli infedeli, lo indussero a desistere da tal pensiero e preferire un accordo colla República di Venezia, la quale s’impegnò di vegliare alla difesa delle coste dell’Albania e difendere i domiuii di Scanderbeg durante
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1898
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Ariamnito, uno dei più potenti signori d’Albania, tutti i convenuti acclamarono Scanderbeg quale Capo della lega e comandante di tutte le forze militari dell’Albania (1). Durante il Congresso giunse la lieta notizia che la fortezza di Sfetigrad si eia arresa alle truppe di (1) Erroneamente il Dnponcet ed altri astori dicono che fu proclamato Re d’Albauia: i Printipi e Capi tribù interveunti al Congresso
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1898
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e da favorevoli circostanze creategli dallo stesso nemico, giacché Sabelias-I’ascià non seppe o non potè raccogliere i frutti della sua vittoria di Beligrad, ed appena liberata la fortezza e rinforzatone il presidio uscì dall’Albania ed andò a raggiungere il Sultano intento a maggiori imprese. Espugnata Costantinopoli (29 maggio 1453), Maometto II ne fece la capitale del suo impero, ed a questo rivolse
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1898
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sentimenti avrebbe forse prodotto l’effetto desiderato da Maometto II, se appunto in quei giorni l’Arcivescovo di Durazzo non avesse resa pubblica in tutta l’Albania una bolla del Papa Pio II, con cui si esortavano gli Albanesi tutti a disdire la pace col turco, assolvendoli per tranquillità, delle loro coscienze dal giuramento fatto e largheggiando con tutti in promesse d’indulgenze. A questo eccitamento
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