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1933
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in Europa dove abbiano avuto luogo così tragicamente. Esaminiamo brevemente questo aspetto del problema. Prima di tutto bisogna por mente che l’Albania fu si può dire un campo continuo di competizioni e di battaglie. Lasciamo stare il periodo illirico e il periodo romano, che questo anzi dovette portare una certa prosperità e pace, ma da quando cominciarono le scorrerie dei barbari, dai Goti agli Slavi
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1933
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CAPITOLO IV. La Missione volante. Sommario. Il P. Pasi fu l’uomo destinato dalia Provvidenza allo stabilimento e organizzazione della Missione Volante. — In seguito al consiglio dei Padri, allo zelo del P. Musati, al vivo interessamento del M. R. D. Giacomo Tedeschi i Vescovi dell’Albania la approvano, la incoraggiano, la domandano a Roma. — Roma consente, benedice, dà i fondi. • — Consenso
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1933
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per gli interessi cattolici in Albania, e vorrà prendere le necessarie misure perchè quanto prima venga messo in atto, passo a presentarle i miei ossequi e cordialissimi saluti, e caldamente raccomando me e la mia povera Missione alle sue efficaci preghiere e degli altri RR. Padri. Roma, 22 settembre 1909. Lazaro Mjedia, Arciv. di Scopia. Era allora, fin dal primo gennaio di quell’anno, Provinciale
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1933
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ainto rimase nella polvere degli scaffali un mio precedente lavoro su la Storia della Missione Volante incorniciata nella Storia cecleeiastica dell'Albania.
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, in risposta a due lettere del 3 gennaio e del 4 maggio, mostrando la sua soddisfazione per le grandi speranze che si nutrivano di un ricco apostolato in Albania, e gli dava lode e incoraggiamento per aver espresso egli stesso il desiderio di far parte della missione che si stava preparando. Niente si opponeva dunque all’esecuzione del progetto che ormai era diventato un ordine formale dei Superiori
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1934
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! ». Poiché come allora tutto il Clero in Albania anch’egli portava i baffi. Che cosa dobbiamo dire del P. Pasi come Provinciale? Quel che ci lasciano scorgere i documenti e le testimonianze. Di documenti, bisogna che lo dica subito, ho potuto avere in mano solo una minima parte, e i motivi si comprendono. Del resto per quel che interessa lo storico e il pubblico, credo che quanto ho potuto avere tra mano
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, alle lotte intestine, e a fianco dello scisma che minacciava da per tutto l’Albania? Varianti e correzioni tratte dalle Statistiche della Relazione di Stefano Gaspari 1671-1672, secondo il Documento di Roma (1). DIOCESI DI PULATI. Gassi (Gasi) anime 900 (906). Dolci (Palei), Case 16 (26). Anime 170 (150). Salti (Sala). Lusagni (Curagni), Case 7 (3). Plani, Case 10 (100). Crastinichia (Castinicliia). Ragnia
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1934
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a conservare il SS.mo; in questo come pure per procurare ciò che fosse più necessario al culto egli aveva una premura vivissima; anche molte delle immagini dei SS. Cuori di Gesù e di Maria si devono a lui, come si deve a lui la propagazione della divozione al S. Cuore che ormai vive in tutta l’Albania cattolica. Un'altra virtù che nel Padre sgorgava naturalmente dallo impulso eminentemente sociale
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1934
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— 253 — mio Rimasi estremamente edificato della squisitezza della sua carità fraterna, la quale abbracciava tutto e tutti — come quella di S. Paolo. Nè è da meravigliarsi, che un religioso di simile tempra sia riuscito a fare tanto bene in Albania. Augurandomi ecc..... Della Paternità Vostra Molto Reverenda Affezionatissimo in Xito P. Giorgio Fishta 0. F. M. » Ho dovuto riferire
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1934
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— 300 — ha di formare l’esercito del regno coi figli dell’Albania e di pagare i suoi debiti colle ricchezze di quel fertilissimo paese. Il principio movente di ogni Albanese sia maomettano sia scismatico è l’amore della patria e la preservazione della sua nazionalità e della sua lingua. Se essi vengono a comprendere che l’unirsi in una religione è un mezzo di preservare intatta la loro lingua
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1898
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- so — grado; e 1 Albania tutta esultò quando si seppe che invano egli aveva tentato di espugnare quella grande fortezza e che anzi sotto a quelle mura aveva, nei giorni 21 e 22 luglio, subito una memoranda e completa sconfitta (1). La grave disfatta arrestò la marcia conquistatrice del superbo Sultano e lo obbligò a rientrare in Costantinopoli per porre riparo alle conseguenze per lui funeste
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1898
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fortuna nella prossima lotta, carico di benedizioni ed indulgenze per sè ed i suoi (1). Sul finire del mese d’aprile del 1466, Maometto II invase per la seconda volta l’Albania con un forte ed agguerrito esercito; mosse da Monastir e, seguendo la strada romana, scese ad Elbassan tenendo però fortemente occupata Ocrida, la quale, con Sfetigrad, concorreva ad assicurarlo dalle sorprese
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1898
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— 58 — Croja ed era ritornato con notevoli rinforzi a Balesa per riprendere più vigorosamente l’assedio di Daina, quando gli giunge improvvisamente notizia cheMustafà-Pascià aveva passato il confine sopra Ocrida ed invasa l’Albania, da tal parte aperta e priva di difensori, è che avanzava rapidamente in direzione di Croja mettendo a ferro e fuoco il paese. Il momento era difficile, quasi supremo
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1898
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si vide costretto a levare l’assedio ed intraprendere con tutto l'esercito la ritirata su Adrianopoli, ove morì poco dopo il suo arrivo. Gli storici non sono concordi nel determinare il luogo e la data della morte di Amurad II; alcuni affermano che essa avvenne in Adrianopoli nei primi giorni d’ottobre del 1450, altri in sul principio di febbraio del 1451; vari scrittori delle cose d’Albania
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1898
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— 75 — Sul finire dell’anno 1451, Maometto II era rientrato in Adrianopoli; non fece mistero alcuno della sua ferma intenzione di voler ridurre all’obbedienza l’Albania ; e durante l’inverno attese a preparare uu forte esercito destinato a guerreggiare contro Scan-derbeg nella prossima primavera. Eventi di maggior importanza non gli permisero di mandare ad effetto la sua risoluzione; inviò
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1898
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- 41 — rapidamente per ogni dove: in Albania destò un entusiasmo indescrivibile e Scanderbeg veniva acclamato e salutato liberatore della patria; fra i Turchi gettò lo sconforto ed il Sultano Amurad II ne fu umiliato; negli Stati cristiani confinanti fece sorgere il desiderio di muovere nuova guerra all’impero turco, scosso inopinatamente da una cosi grave sconfitta. L’Imperatore greco
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1898
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— 93 — motivi plausibili per rompere una pace che era scrupolosamente osservata da Maometto II e che aveva già arrecato e continuava ad arrecare vantaggi grandissimi a tutta l’Albania. Scanderbeg, benché a malincuore, si arrese alla volontà espressa dal Consiglio; non così l’ambasciatore veneto, il quale si recò a Du-razzo ed indusse quell’Arcivescovo, detto Paolo l’Angelo, ad intromettersi
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1898
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, ove ancora oggidì ammirasi la sua tomba. La notizia della morte di Scanderbeg fu ovunque appresa con vivo rammarico e dolore e considerata qual perdita gravissima per la cristianità, di cui egli era stato strenuo difensore per tanti anni; il Sommo Pontefice, il Re di Napoli, la República di Venezia decretarono e resero straordinarie onoranze alla di lui memoria (1). L’Albania si accasciò
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1912
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72 ’ • MONTENEGRO E ALBANIA caduta in mano ai turchi nel 1571, fece parte dell’impero Ottomano fino al Congresso di Berlino. Con l’annessione di questa città e del suo territorio, il Principato ottenne allora il tanto desiderato sbocco al mare. Quando il Principe Nicola vi giunse finalmente coi suoi valorosi montenegrini, quasi giurando che non avrebbe mai più abbandonato questo territorio
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1912
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mila israeliti, che ne formano la parte principale e più numerosa della popolazione, parlano ancora oggi quasi esclusivamente lo spagnuolo. Di tutte le città dell’Albania, Jannina è quella che ha un po’ più di carattere europeo, per le sue chiese, le sue caserme e per un certo numero di case private costruite abbastanza bene. In fondo, come si è detto, in questa città l’elemento mussulmano
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