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1940
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fascista oltre confine ed allacciar nuovi legami intellettuali fra l’Italia e le altre nazioni. Collaboratori: A. Solmi, C. Isopescu, P. Constantinescu, G. Oprescu, P. Papadopol, G. Gerini, W. Rossani, * Calzavara ecc.; 39: P. Buzzi, Chiesa di San Vito in Fiume; XIII Mostra Iinterprovinciale di Trieste; E. Amodio, Swin-burne e d’Annunzio; 40: M. Ruffi-ni, I Romeni d’Albania; traduzioni poetiche
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1893
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, che regnò dal 1336 al 1356, soggiogò la Bulgaria, parte dell’Albania e della Grecia e prese il titolo d’imperatore o Czar di Serbia: ma il potente impero da lui fondato decadde rapidamente sotto i suoi successori, impotenti a frenare le intestine discordie ed in lotta quasi sempre cogli Ungheri. La dinastia dei Neeman si spense e Lazzaro eletto re dovette pensare a difendersi dall’invasione dei Turchi
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, rimetteva il comando a Girolamo Cornaro e torna-vasene a Venezia. Nel seguente anno Malvasia capitolò, e i Veneziani ne presero possesso nel 12 agosto. Il Cornalo conquistava poscia .Vollonna, sui confini dell’Albania, ed il forte vicino a Canina, e moriva oppresso da malattia in questa ultima piazza. II doge, che avea ripreso il comando dell’armata, morì nel 6 "ennaio a Napoli di Romania, consunto
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1838
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in Albania un esercito di trentamila uomini, sotto il comando di Solimano pascià, il quale strinse d’assedio Scutari; senonchè la piazza con tanto valor si difese, che i Turchi furono costretti a ritirarsi nel seguente agosto. Nicola Marcello morì nel 1“ dicembre 1474* PIETRO MOCENIGO.’ 1474. PIETRO MOCENIGO, che avea fatto levare l’assedio di Scutari, venne eletto il dì 16 dicembre. L’anno i475 Caterina
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- 154 — Erano corsi inutilmente sei mesi dal suo ingresso in Albania. Ricevuti nuovi soccorsi in denaro e in vettovaglie dal re di Napoli e dalla Serenissima, Scan-derbeg si recò in Alessio, e quivi convocò tutti - i dinasti albanesi e i rappresentanti delle tribù per intendersi con essi sul piano di difesa contro nuovi e non improbabili attacchi dell’implacabile sultano. iMorte e glorificazione
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— 14 — della Zernagora (Montenegro) e per una porzione verso ponente appartiene politicamente al Montenegro, per tutto il resto all’Albania. 11 Drin, dopo un corso di circa 100 chilometri, manda la maggior parte delle sue acque verso Scutari per un alveo che esso si formò da sè medesimo nel 1858, non ostante le dighe con le quali si era tentato di contenerlo. Codesta diramazione del Drin
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1901
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battaglia di Velletri (a. 1744) e nella difesa di Guastalla (a. 1746) durante la guerra di successione d’Austria. È notevole un rescritto del re Carlo III, che proclama corpo nazionale il reggimento %eal Macedonia e lo fissa di guarnigione a Napoli, accennando ai diritti dei re di Napoli sull’Albania: diritti che probabilmente si facevano risalire per eventi a noi noti ai re normanni, svevi e angioini
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la perdita di tutte quelle franchigie e di tutti quei privilegi che nei porti di Albania godeva la Serenissima. Nel 1388 sotto la protezione di Venezia pone-vasi pure interamente Comnena signora di Valona e Canina. Giorgio II Strascimirov Balscia, figlio di Stra-scimiro e nepote e successore di Balscia li, ugualmente preoccupato dei minacciosi progressi della potenza ottomana, erasi dal canto suo legato
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, e gli albanesi, divisi purtroppo fra le milizie turche e quelle dei rivoltosi, compierono dall’una parte e dall’altra meraviglie di valore. Ma più specialmente degni di ricordo sono gli albanesi e i valachi d’Albania, che combatterono eroicamente per l’indipendenza della Grecia fra il 1821 e il 1827: primo fra tutti Marco Botzari, che passò in Grecia dopo aver invano tentata co’ suoi sulioti, morto Ali
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1901
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accertato che l’eroico albanese abbia in tale occasione manifestato il desiderio di lasciare il suo posto d’onore fra i guerrieri del Sultano per succedere al padre nei suoi modesti dominii fra le tribù maljsore dell’Albania, L’ora della riscossa non era ancora suonata. Nel 1439 Giorgio Brankovic' ritentò la fortuna delle armi e fu di nuovo sconfitto e obbligato a rifugiarsi in Ungheria
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1901
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— 82 — pelasgiche o ciclopiche e di cui si trovano avanzi qua e là nella bassa e nell’alta Albania, cioè nella vallata di Paramitia ai piedi delle montagne di Suli, sulle due rive della Vojussa, per esempio presso il villaggio di Plotcha a 4 ore di cavallo da Valona e tra le rovine di Byllis presso Gra-ditsa, a Zalongo sulla destra del basso Luros, nelle fondazioni della piccola città
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1901
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, e andavano rapidamente estendendo il proprio dominio nella penisola balcanica. Dopo parecchie piccole scorrerie i turchi invasero con grandi forze l’Albania, condotti da Chaireddin Pascià, e giunti dinanzi a Berat la presero e la incendiarono. Balscia II accorse con 11,000 guerrieri e si combattè sulle rive della Vojussa. L’esercito di Balscia II subì una grave disfatta, lo stesso Balscia fu ucciso
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1901
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sul Bosforo. Il gran vizir Mahemed Rescid pascià si propose allora di restaurare l’autorità imperiale. Ma il momento era critico, ché nel 1830 un’ insurrezione era scoppiata nella Toskeria essendosi accordati per un’azione comune contro la dominazione turca Veli bey, governatore di Janina, Metzovo, Arta e Prc-vesa e Seliktar Poda pascià della media Albania. Intanto la Bosnia e la Tessaglia
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1901
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, in cui Ghcghi e Toski, generalmente parlando, veggono un’alleata naturale disposta a sostenerli e ad aiutarli. Gli albanesi d’Italia. — Dappoiché, finalmente, in questa affermazione del sentimento nazionale albanese e dei diritti nazionali dell’Albania non ultima parte hanno gli albanesi di Italia, mi si permetta di dedicare alle colonie italoalbanesi le ultime pagine di questo libro. Molti albanesi d’Italia
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1901
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— 102 — valitana venne sotto la sua giurisdizione. Probabilmente fu sua anche la città di Durazzo, dove la figliuola di lui Amalasunta avrebbe tenuto, secondo la tradizione, palazzo e corte. L’Adriatico trovavasi così in tutta la sua estensione, dal canale di Otranto al golfo del Quarnero, sotto il dominio dei Goti. Di nuovo la dominazione bizantina. — L’imperatore Giustiniano (a. 527-565) ritolse, per opera di Narsete, agli Ostrogoti insieme all’Italia anche le regioni della penisola balcanica eh’essi avevano assoggettate, e sulle terre costiere del mare Adriatico e dello Jonio dominò per qualche tempo la sola Bisanzio. Lo stesso Giustiniano eresse nella Prevalitana e nell’Epiro, come nelle altre provincie del suo Impero, numerosi castelli fortificati come luoghi di rifugio e di difesa contro le irruzioni dei barbari. E opera dell’imperatore Giustiniano l’antico acquedotto, che mena l’acqua potabile a Uscub da una distanza di due ore e mezza. Presso la città l’acquedotto attraversa una piccola vallata sopra un’ alta galleria con 120 arcate. Giova 'ricordare che, durante la guerra tra gli ostrogoti e i bizantini, il re Totila venne con una armata a devastare le coste dell’Epiro, ma, come ho detto, gli ostrogoti furono battuti da Narsete (a. 552-554), e per un pezzo nessun’armata navale salpò dalle coste italiane alla conquista dell’Al-bania. I conquistatori vennero invece dalle terre danubiane. I Serbi. — Nella prima metà del vii secolo, regnante l’imperatore Eraclio I, comparvero i serbi, ch’erano un popolo slavo, e invasero ed occupa-
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1901
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. Il che spiega come dal secolo xv in poi il nome dell’eroico Scanderbeg sia divenuto il simbolo dell'unità nazionale albanese. Gli avvenimenti del secolo xix, il principio di nazionalità universalmente affermatosi in codesto secolo, la propaganda della Lega albanese dopo il trattato di Berlino hanno anche in Albania rafforzato ed esteso oltre 1 confini della tribù il concetto di patria. Ed è giusto
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1901
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della Macedonia. È in forza di questo diritto d’indigenato, che i patrioti albanesi comprendono nella grande Albania la Macedonia intera, quantunque in essa si noti pure l’incontestabile presenza delle lingue bulgara, serba, turca e greca, e della intera Tessaglia, quantunque in essa non si parli che greco. E indubitato del resto che nomi locali di origine albanese s’incontrano in paesi oggi abitati
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1901
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♦ — 12 — la massa dello Sciàr-Dagh (l’antico Scardus) e va a raggiungere per via di altipiani e montagne più o meno elevate il sistema del Pindo al sud, separando i bacini dell’Adriatico e dello Jonio da quelli del Danubio e dell’Egeo. Forma generale. — Nella forma generale, date le naturali irregolarità dei lati, l’Albania può sembrare un rettangolo inclinato nella direzione nord-ovest sud-est
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1901
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con personaggi e Comunità albanesi. Notevolissima è la raccolta di ducali e di decreti del senato per l’acquisto, la difesa e l’amministrazione delle terre d’Albania. Contuttociò, non ostante l’avveduta politica e il buon governo della Repubblica Veneta, i Turchi (1) Vedi Bibliografia (Medio evo, dalla caduta dell’impero d'occidente a Giorgio Scanderbeg), là dove si accenna agli archivi di Venezia.
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1901
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. Ma non doveva essere sempre così. Fin dal 1425, salito al trono di Serbia Giorgio Brankovic', nepote di Lazaro Greblianovic', il cui figlio Stefano Lazarovic'aveva pagato tributo al sultano Bajazet, erasi il nuovo re proposto di scuotere il giogo turco e di riconquistare l’Albania, e aveva stretto alleanza a questo fine con Sigismondo di Lussemburgo, sacro imperatore romano e re di Germania,
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