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— 14 — periodo di tempo. Da che cosa dipende? Perchè non è possibile organizzare in Albania socialmente la santità? Dico socialmente in modo da mutare le condizioni morali e religiose del popolo nel loro insieme, poiché vi sono delle persone, dei singoli individui che perseverano, soprattutto fra i poveri e i sofferenti, e non tanto fra quelli che in qualche modo spiccano comunque
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che per essere gravissimo e recente lasciava poco a sperare. In quella parrocchia di 60 famiglie non si era mai data la missione, e il popolo che l’aveva ardentemente desiderata vi corrispose con grande entusiasmo religioso. I due sangui che c’erano furono perdonati. Erano gli ultimi passi che il P. Pasi faceva sulla via eroica che lo rese uno dei più grandi uomini dell’Albania moderna, vero benefattore di un popolo
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. Ma già l’ha detto bene V. P. M. R. in montagna son tutti fanciulli». Con tali prodromi doveva cominciare la missione di Merturi. A Raja sopra un promontorio a cavaliere del Drino, dove la Vaibona confonde le sue acque con quelle del fiume regale che sembra quasi voler circondare come un immenso cordone serpentino la sua Albania, sorge la « cella » del frate di Merturi. Noi ne abbiamo già contemplata tante volte la bellissima posizione
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. Ecco i documenti. I Santi in Albania. Partendo dai primi secoli del Cristianesimo, in quello che nel Medioevo, verso il mille, si venne come abbozzando e prendendo fermo nome di Albania con un territorio ben definito, la tradizione ricevuta dai Menei Greci, ci presenta due Santi, riferendoli al secondo secolo dell’era cristiana: S. Astio, Vescovo di Durazzo e Martire; S. Danacte chierico e lettore della Chiesa
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non è mai andato soggetto a questa malattia delle teste piccole e degli animi gretti, ma stimava giusto che praticamente non s’insistesse contro le esigenze del Governo Protettore del Culto in Albania, che per motivi politici o no, questo era affar suo, non amava che la Francia, la secolare protettrice dei cattolici in Oriente, le si avvicinasse a usurpare il posto. Così egli giudicava dal punto di vista pratico
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come al presente, non abbiamo potuto due soli metterci d’accordo, ma uno dà un colpo al chiodo, l’altro (al contrario) al ferro di cavallo. ( = uno distrugge quel che fa l’altro). cfr. ibid. p. 22 vv. 15-19. p. 96 vv. 28-30, dove tutta quella satira è una terribile requisitoria contro i mali morali che infestano l’Albania. Cfr. pure finale della Dredha e Djallit 1. c. p. 144. E il M. R. P. Paolo Dòdaj
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dell’Albania. Esempi simili appaiono di tanto in tanto anche nel racconto che ci fa delle sue missioni il P. Pasi. Eroi tanto più nobili e più grandi quanto meno son circondati dal rumore della storia, poiché nel silenzio e nell’ombra si sviluppano le forze eterne. E noi che abbiamo per divisa di non far mai mentire la storia, se non siamo i primi, non saremo certamente neanche gli ultimi
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copiosissimi frutti spirituali, in maniera tale, che i Cattolici della suddetta Archidiocesi che pubblicamente professano la Religione di N. S. Gesù Cristo hanno cominciato una nuova vita cristiana, e sono diventati il modello di tutti i cattolici della bassa Albania, e stimolo fortissimo a tante migliaia e migliaia di cattolici occulti (che qui disgraziatamente si trovano) a palesarsi per veri Cattolici
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. Stanno molto bene in questo punto le parole di Mgr. Marconi, il quale facendo il più lusinghiero elogio della missione assicurava che questa era un’opera « di sommo vantaggio per l’Albania specialmente per la parte montana, dove è difficile l’andare alla Chiesa della Missione, per essere istruiti dai Missionari parrochi, e quindi tanti e tanti si trovano in un’ignoranza grande delle cose più necessarie della Religione nostra santissima
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di Rrjolli. È giusto soddisfare sulla scorta delle informazioni dei missionari una tale curiosità. I musulmani di Scutari vollero a ogni modo che l’ingiuria della moschea fosse riparata, e però fu inflitto un castigo a que’ di Rrjolli bruciando loro 14 case. È il metodo tradizionale in Albania. I 50 uomini scelti d’ogni bandiera, cattolici e musulmani, eseguirono il castigo: erano 800 esecutori. Poiché
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r — 297 — effetto, avrebbe dovuto procedere a modi energici e severi, per mantenere la tranquillità nell’impero, e difendere il fedele suo popolo dalle molestie dei Mirditi. Avvisati da Propaganda di tutto ciò i Vescovi dell’Albania, spedirono all’Eminetiss.0 Cardinale Prefetto una sincera e compita narrazione di tutti i fatti, a piena confutazione delle accuse: scrissero inoltre al Governo
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dal cimitero un’ora circa; furono accompagnati e accolti molto bene e trattati meglio ancora. A quei montanari che erano fra i più ricchi dell’Albania non mancava nulla, purché ci si sapesse adattare alla qualità dei loro cibi. Così passando i missionari di alloggio in alloggio nelle 5
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— 173 — che oggi : senza un assoluta trasformazione sociale e culturale, VAlbania musulmana non ritorna al Cristianesimo. Dalla corrispondenza del Ciulli si rileva che quel giovane ortodosso il quale era entrato a far parte degli alunni del Collegio Saveriano probabilmente perchè suo padre aveva messo su bottega di sartoria a Scutari, s’era affezionato in modo particolare al suo maestro e educatore. Tutte le sue lettere spirano un affetto nobile e forte, una gratitudine a tutta prova, una confidenza che portava quel giovane a una sincerità e apertura di animo meravigliose. Vi è sempre il massimo rispetto come verso una persona di principi integerrimi, di condotta ideale che li incarnava. Sotto questo aspetto sono la testimonianza più bella delle virtù educative del P. Pasi. Anzi una volta troviamo associato anche il nome del figlio del Pashà di Monastìr stesso il quale era stato educato in Collegio che manda i suoi saluti al suo educatore. Passiamo rapidamente a traverso codeste lettere che sono anche veri documenti storici. Monastir 29-17 Settembre 1883. Monastìr è prevalentemente di Rumeni o Valacchi (1), discendenti dai coloni latini, ma di religione greca. I preti greci cercano attirarli a sè, e soppiantarne le scuole mantenute dal Governo rumeno, e ebbero per questo fine dei milioni dalla Grecia. Son riusciti a conquistare dei Grecomani, ma i Valacchi non tarderanno ad accorgersene. Un certo numero di questi vorrebbero unirsi a Roma, se non che in tal caso ci sarebbe naturalmente a temere che il Governo rumeno tolga la sua protezione e sospenda i suoi aiuti. I più vorrebbero unirsi al Patriarca bulgaro e così la romperebbero col Patriarcato di Costantinopoli, purché il bulgaro lasci loro lingua e liturgia rumena. Quanto al Cattolicismo, esso visibilmente è in progresso; è un gran movimento religioso. Il Ciulli vorrebbe seguire il confi) Il Sig. Kole Kraja mi osserva che vi eran molti bulgari, e le scuole erano greche le più. Qui noto che il Ciulli neH’apporre doppia data a parecchie sue lettere, segue i due Calendari greco e gregoriano.
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in tanta perdita. Per me il Padre Pasi era il vero Apostolo delle montagne dell’Albania; il suo metodo, fino da quando stava in Ibalia, ho cercato di imitare. Lo venerava nel mio cuore come un santo e se è vero che dalle conversioni dei peccatori si deve arguire che aveva missione da Dio, Lui era senza dubbio un suo degnissimo legato. Quando era vacante qualche posto episcopale diceva
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Documenti e scrittori citati nel testo Acta et Diplomata: 53, 81, 83, 86, 87, 88. Albanesische Studien (di G. Hahn): 15, 20. A. Degrand: 283 (n.), 284 (n.). Archivio della Miss. Volante: 172 (n.). Barlèzio (Marino): 16. Boué (Ami—): 17 (nota), 18, Civiltà Cattolica (Rivista): 190, 192 (n.). De obsidione Scodrensi (di Marino Barlezio): 16. Documenti Napoletani: 88. Epitome del Furiati: 53. Furiati (Myricum Sacrum): 53, 84, 86. (Giorgio) Hahn: 15, 17, 19, 20, 51, 97, 99, 100. Eubel (Hierarchia Catholica): 53, 86,. 87, 88. Hecquard (Giacinto): 18, 19, 20, 23. Hefele: 86. Hylli i Drites Vj. VII 56. Jastrebov: 29, 98. Jirecek: 85 (n.). Lequien: 80. Lettere Edificanti: 194, 232. Mgr. (Marino) Bizzi: 16, ibid. n. 2. Orbis Seràphicus: 16, 235. Notizie Greche (di Jèrocle Sinecde-mo): 88. Skanderbeg (Giorgio —•), Vita che ne fece il Barlezio: 16. Starine: 15, 16, (n. 2.). Souvenirs de la Haute Albanie: 283 (n.). Thalloczy (Illyr. - Alban. Forsch.): 85 (n.). Zàni i Shna Ndout (= La Voce di S. Antonio): 90 (n.).
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tutto l’esercito a ripiegare confusamente su Monastir. E dopo questo brillante fatto d’armi Scan-derbeg scorazzò da vincitore sul territorio nemico limitrofo e solo sul finir di settembre rientrò, carico di bottino, nei suoi confini, sui quali però restò in armi pronto a nuove offese, perchè correva voce che un nuovo e più forte esercito turco si preparava ad irrompere in Albania. Infatti il Pascià Carazabeg
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1898
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le circostanze esposte da Mustafà-Pascià, lo autorizzò ad intraprendere la progettata invasione; ma intanto la stagione propizia per operare contro l’Alta Albania era trascorsa e Mustafà-Pascià dovette rimandare alla primavera del veniente anno 1847 l’attuazione dei suoi progetti, sempre quando le circostanze si fossero nuovamente addimostrate favorevoli. Intanto anche la guerra fra Scanderbeg e Venezia
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a cui andava incontro insistendo nell’errore e volendo legalizzare ciò che era stata assolutamente una grande prepotenza. Pritzrend, nell’Albania settentrionale, è la sede del-l’arcidiocesi di Skopia — secondo i turchi, Uskub — perde il nome. Da anni era arcivescovo della diocesi e viveva nella casa arcivescovile annessa alla chiesa, Monsignore Pasquale Troksi, albanese di nascita, un ecclesiastico
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circa sulle montagne di Okrida, e dopo aver costeggiato la riva occidentale del lago, segna col suo corso la grande divisione dell’Albania. Al di qua dello Schumi comincia la Toscheria. Proseguendo si passa innanzi alle lagune colle quali termina la vasta pianura della Musakia e da questo punto, girando un po’ più al largo, si scorge finalmente l’isola di Sas-senò all’entrata della vasta baia di Vallona, e i monti
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, ed alle quali le Autorità Diplomatiche e Consolari hanno avuto sempre ordine di usare tutte le possibili deferenze. Anche nelle forme esteriori questa devozione del clero cattolico all’Austria assume forme, le quali giustamente feriscono il sentimento albanese, e non lasciano possibile il dubbio sugli scopi a cui mira la politica austriaca in Albania. Nella Chiesa di Vallona il Console d’Austria ha un posto privilegiato
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