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ed Albania, come pure il ribasso già ricordato dei dazi doganali turchi dal 5 al 3 per cento, ma perdeva la Morea, Tine e le suddette fortezze di Candia (2). Questa fu l’ultima guerra della repubblica col Turco. Dal 1718 fino alla sua caduta, Venezia doveva ormai attenersi, nonostante gli inviti che le venivano rivolti, ad una inalterata politica di neutralità, tanto nelle grandi guerre d’Europa
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in Dalmazia iniziando una politica territoriale, concentrava a Spalato il traffico con l’Oriente; ciò era possibile, per la vicinanza, solo in Dalmazia od in qualche regione dell’Albania o della Grecia; ma con quali mezzi poteva Venezia promuovere e rinvigorire progressivamente in tutto il Levante un vero e proprio intervento territoriale ? Solo gli elementi che sentono l’utilità dell’ordinamento economico
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) improvvisamente decise di ritirare il manoscritto. Il motivo? La fiducia di Sua Maestà il Re degli Albanesi l’aveva chiamato all’alta carica di Sottosegretario di Stato all’Economia Nazionale. Uomo politico, il riserbo gli sembrò un dovere. E non valsero, allora, mie insistenze e premure. Il « via » per la pubblicazione gliel’ho strappato soltanto ora, nell’imminenza di un fausto evento per la sua Albania
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1929
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, attende al maggior sviluppo dell’aviazione civile italiana in Albania, studiando nuove linee, provvedendo a sistemare ottimamente i vecchi campi ed a crearne dei nuovi. Egli ha studiata e preparata la nuova linea Ti-rana-Berat-Argirocastro di prossima attuazione; sta anche esaminando la possibilità di istituire un servizio aereo tra Tirana e Salonicco in prolungamento della linea Roma-Tirana
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1929
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essere oggetto di favorevole considerazione. La mancanza di statistiche sulla consistenza del bestiame, sulle su-perfici coltivabili e coltivate, sull’entità dei raccolti, non consente precise documentazioni e rende necessario procedere per deduzioni sui dati delle statistiche commerciali regolarmente pubblicate per gli anni 1920 e 1921 e dal 1923 in poi. Dai medesimi dati risulta che in complesso l’Albania
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esistenti in Albania, potrebbero avere prospettive di consolidamento. * * A Tirana l’impresa Staccioli di Pescara lia creato uno stabilimento per la produzione del materiale laterizio che prima era importato da altri Stati. Lo stabilimento ha parzialmente lavorato durante la passata stagione lavorativa. Il numero medio degli addetti é stato di dodici operai specialisti italiani, impiegati
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e le compie. Del resto i primi a riconoscere ciò sono gli albanesi la cui gratitudine per il nostro Paese è vivissima. Molto si è detto e si dice di un preteso sfruttamento italiano dell’Albania, ma chi mai prima di noi si è presentato per tendere una mano veramente amichevole alla giovane Nazione, una mano che le permettesse di uscire dalle difficoltà in cui si dibatteva? Chi ha avuto il coraggio
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il tedesco — ciò che il Sovrano rispondeva o chiedeva. Colonnello Seregi JJ J^e mj £ Primo Aiutante di Campo di Re Zog apparso uomo forte, deciso, volitivo, colto, intelligentissimo. E’ biondo, colorito, snello. I suoi occhi sono azzurro-scuri, luminosi, indagatori, penetranti. Il suo modo di fare è di una eccezionale signorilità. La sua espressione serena, quasi dolce. — Mandato in Albania
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1929
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, in ferro, con dispositivi di apertura per il transito del naviglio sulla Bojana. Il lavoro è stato affidato alla Impresa Waagner Biro di Vienna (che aveva originariamente costruito il ponte), per un importo previsto in Fr. A. 148 mila circa. Al 31 ottobre il lavoro era già quasi del tutto ultimato ed erano stati già liquidati Fr. A. Ili mila circa. Banca Nazionale d’Albania - Filiale di Valona
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1929
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Linguetta. Essa ha una superficie totale di circa quarantamila chilo» metri quadrati, ma quella del territorio compreso nei confini fìssati dalle Grandi potenze nel 1913 è di poco più di ventottomila chilometri quadrati nei quali sono racchiusi oltre 828 mila abitanti. Dei 750 chilometri circa di frontiere, 352 sono con la Jugoslavia, 160 con la Grecia e 230 marittime. L’Albania — legata
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1929
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. Presidente attuale è il conte Capasso-Torre. * * Tirana — capitale dell’Albania — sarà convenientemente sistemata. L’illustre architetto Armando Brasini di Roma, ha avuto l’incarico di predisporre un progetto generale — ch’egli ha già compiuto — per l’edificazione dei palazzi dei Ministeri, delle Legazioni, ecc. Lo stesso progetto — veramente grandioso, come appare dalle foto- ~ 79 ~
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1929
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E’ tuttavia gloria dell’Albania l’aver dato in questo periodo alla cristianità e contro l’IsIam, uno e forse il più grande dei suoi difensori : Giorgio Castriota. Scarse sono le sicure notizie sulla sua famiglia, nè è certo che suo padre godesse la signoria di Cruja, che, come fu visto, apparteneva in questa epoca ai veneziani, nè quella di Castoria da cui vuol farsi derivare il nome di Castriota
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1937
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Umberto Ciana, Nicolò Ferro, Mario Godina, Antonio Palin, Oreste Toffoli. Luigi Bilucaglia, giovanissimo ancora nel 1911 si trova nelle file garibaldine in Albania. Allo scoppio della guerra mondiale indossa il grigio-verde del volontario, combatte con valore ed è ferito sul Podgora. A guerra finita non riposa ma si fa legionario per la causa di Fiume. A Pola jonda il Fascio di combattimento
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1848
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rivolta e per il valore di Pesaro, la città di Alessio e l’isola di Santa Maura die-dersi in potere della república, dall’altra conquistarono i Turchi l’importante città di Durazzo nell’Albania. Ad ogni modo, il momento parve opportuno ai Veneziani per far parola di pace; e ne affidarono l’incarico ad Andrea Gridi, nome assai segnalalo nell’istoria, come-vedremo in appresso, dimorante
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1848
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. Per essa i Turchi conservarono il regno di Cipro, e restituirono quanto avevano occupato nell’Albania e nella Schiavonia (1). Oltreché i Veneziani aumentarono dai 500 ai 1,500 ducati l’annuo tibuto per l’isola di Zante, e si rassegnarono a pagare un’indennità di 300 mila ducati, sicché pareva, come osserva un arguto scrittore, che i Turchi e non i Veneziani avessero guadagnato la battaglia di Lepanto
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1848
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466 STORIA DEL CONSIGLIO DEI DIECI principato di Ravenna; poi il Friuli, meno Aquileia, o tranne la citta di Trieste, anche l’Istria. — Sulla spiaggia orientàle del golfo, Zara, Spalatro e tutte le isole della Dalmazia; la costa d’Albania, le isole di Zante e di Corfù nel mar Ionio; Patrasso e Lepanto in Grecia; nella Morea Corone, Morone, Napoli di Romania ed Argo, oltre a parecchie isolette
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1828
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I 51 12.3 12^7 <le Bonacorsi Bonacorso vescovo di Cittanova.....di Capodistria 124 i3oo Rapiccio Enrico li vescovo di Trieste............di Trieste 125 i3o5 Morandino Rodolfo simile . di Cittanova 126 1392 Giovanni vesc. di Albania . .di Trieste 127 1402 Giovanni vesc. di Cittanova . . . id. 128 1409 de Carturis fra Nicolò vescovo di Triesle ............ id. 129 1409 Giovanni ves. di Cittanova
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1848
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. Ma questi non si lasciò smovere da tali offerte, persuaso com’era che fosse giunto il momento di scacciare interamente i Veneziani dalla Grecia. Al quale uopo condusse egli stesso un nuovo esercito nell’Albania; e guai se non fosse stalo alla testa delle venete flotte un Antonio Loredano!—Croia dopo una lunga emagnanima resistenza, alla fine dovette pur cedere; vinta però solo dagli strazi crudeli della fame. — Ad onta
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1848
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CAPITOLO XII. 385 larme anche in Venezia: e fu allora che, finalmente, il senato s’è deciso di pensare alle difese. Fu toslo spedito ordine ai comandanti delle squadre di ricondurle tutte, e immediatamente, a Venezia; ai provedilori nell’Istria, in Dalmazia e nell’Albania s’ingiunse di far partire sul momento per la capitale tutte le truppe disponibili, e di raccoglierne e reclutarne di nuove
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1848
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168 STORIA DEL CONSIGLIO DEI DIECI Non erano però ancora corsi tre anni, ed i tentativi di ribellione ricominciarono. Se non che questa volta non furono soli tentativi, mentre, sussidiati i rivoltosi da Sigismondo, competitore di Ladislao pel trono d’Ungheria, riescirono a vincere l’armata dei Veneziani, ed a cacciarli da quasi tutta l’Albania. In compenso, riebbe la republica la città di Zara
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