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, no..., « et pour cause »! Nella maggior parte gente di mestiere, orefici o lavoranti in incrostazioni, e calderari nella specie, solo tre o quattro famiglie romene possiedono dei terreni, ceduti però in affitto; la più agiata è quella di Ogdaru, originario di Beala, che ha un figlio medico a Durazzo. I calderari romeni penetrano, dunque, fra le tribù albanesi delle montagne nell’Albania nordica, e sono riconosciuti
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, che erano in Maggior Consiglio. La sua nomina non fece troppo buona impressione per l’origine troppo recente della sua nobiltà. Perfino un suo uomo di affari non potè trattenersi dal dire che « i quarantuno no haveva altri da far dose che un casaruol » (biadaiuolo). Durante il suo dogado continuò la guerra con i Turchi, che assalirono l’Albania e devastarono il Friuli, e un tentativo di pace non ebbe buon esito
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poi con la gloriosa difesa di Corfù e con vittoriosi fatti d’arme sul mare e in Dalmazia ed Albania, ma dovette infine accontentarsi delle poco favorevoli condizioni ottenute col trattato di Passarowitz. Così quando morì, il 12 agosto 1722, lo Stato era in piena pace, pace che non doveva essere più turbata fino alla venuta di Napo-leone ! Foriera di disgrazie fu considerata la caduta del corno du-cale di testa
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, affinchè io potessi muovermi a mio agio nei villaggi, senza destare le diffidenze... rituali, e nel cuore del viaggio.... E non è facile, come sovente dimostrai, una tournée in Albania, se i maggiorenti della Porta nutrano il benché minimo sospetto che si tratti di una missione di qualche Potenza o d’un messaggio recondito di qualche... pretendente al trono albanese in propaganda rivoluzionaria
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nemmeno per la mente il cordoglio che regna sovrano nei loro animi.... E in quanto al loro numero state sicuro che neppure la metà dovette dichiararsi a voi, per paura! » Non era già la prima volta che sentivo i Romeni di Albania lagnarsi a quel modo! Durante il cammino da Berat a Vallona il mio compagno di viaggio Mitru Nicolò, — ricordo... —, nel rispondere ad una mia esortazione, che cioè, i Romeni si destas-sero
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- 217 - di Roma, dei soldati di Cesare, di Pompeo, in queste lande, rimasti dopo le battagtie di Dirhacium e Farsaglia! Pensate! Fieri del nome che portano, degni se ne rivelano, pur nella loro povertà desolante...; in quasi due mesi di mia dimora in Albania, non un mendicante romeno m’è toccato d’incontrare! D’altra parte, essi sanno che non un cane darebbe loro qualcosa, se tendessero la mano
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a questa strada; ma neppur da loro mi fu possibile avere delle informazioni sui Romeni di quella parte dell’Albania meridionale. Essi mi raccontarono, in contraccambio, che anche a Conitza erano apparsi gli antarti; che sulla via da me percorsa i briganti avevano depredato parecchie persone; che il giorno innanzi il corriere della posta austriaca (2) era (1) Dovunque s’ incontri nel testo la parola turco dovrà
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- 376 - con questi ? I Greci, naturalmente, hanno tutto l'interesse di traviare la verità, e tentano ognora, a mezzo della stampa, di gettar lo scompiglio tra le varie correnti dello spirito pubblico europeo onde meglio... pescare nel torbido! I Romeni d’Albania, e in particolar modo iFarseroti, sono e vogliono rimanere romeni: su ciò non insisteremo più oltre, bastando, crediamo
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...; fui da essi parecchie volte invitato alla loro tavola, sicché mi convinsi ben presto come a lor piace vivere bene.... Si comincia là il pasto come da noi e dagli Albanesi, con un aperitif: la tuica-, nè vi mancano i coltelli e le forchette, a differenza d’altre parti dell’Albania, dove e romeni e albanesi, e benanco diversi bey musulmani adoperano le mani, in sostituzione naturalissima dei sopradetti utensili
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— XIV — e che non conoscano la vita civile; essi resistettero con la lingua e con i costami a tutte le tempeste etnografiche che sconvolsero per diciannove secoli la penisola, balcanica, e tali e quali li mandarono'le varie provincie d'Italia, così rimasero; essi rappresentano il monumento vivente che attesta anche nell’Albania, come in Dalmazia, la potestà della civiltà latina dinanzi
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, come d’altra parte ovunque in Albania fra Romeni ed Albanesi. Soltanto i farsalioti stringono vincoli di sangue esclusiva-mente fra loro. Canzone nioscopolenaU). La valea din Janina, Una moa^à ma^ plànzea, Pàlmile §i le frànzea, Perii din cap $-arupea, Valea §-u pàlàcàr^ia: Fà-mi-te vale cama ’n eoa, Ta sà-mi trec tu Janina, Janina hoarà de furi, Iu sun munti grei $i piduri, ’Mi vàtàmarà gionle a meu, Gionle a meu avzàt
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della mia famiglia — riprese Hassan o George — furono deputati alla Dieta di Scanderbeg, ed io, George Lucieru, sono stato il più dovizioso commerciante di Albania, dappertutto avendo avuto delle succursali e delle relazioni di traffico con molti Paesi di Europa.... Io ho viaggiato per l’Italia, per la Francia, in Austria, in Germania, in Romania..., a Bucarest!.... Con noi trovavansi in quella tre romeni
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- 27 - sità — la seconda poesia, riserbandomi di riprodurre la prima allor che parlerò della lingua dei Romeni di Albania, e ciò precisamente per fissare alcune considerazioni sulla lingua parlata da questi Romeni. — Ecco, frattanto, la promessa canzone, che stimo opportuno di non tradurre in italiano, nulla di speciale offrendo, salvo che per la lingua : Ciudie laie ciudie, Qi s’faqe tu Rrmànie
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- 102 - completamente implume; la seconda, a metà, e la terza solo fino al collo. Su un foglio era scritto : « Chi abbandonerà Sipsca subito sarà spennacchiato al pari della gallina N. 3; chi l’abbandonerà più tardi, sarà spennacchiato a simiglianza della gallina N. 2; e chi rimarrà ancora più, sarà spennacchiato ecc.... » I Sipscani in fuga emigrarono non a Moscopoli, ma in Albania, verso Berat
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della località, è ottima sotto ogni riguardo, e popolata da una ottantina di allievi e da una trentina di alunne. I giovani romeni v’imparano, s’intende il greco; ma gli altri ignorano questa lingua ufficiale, al pari del sesso femminile. Se noi intendessimo assolutamente impiantare una scuola nostra a Tirana lo potremmo; là, come in altri punti dell’Albania, il trionfo del romanesimo non dipende
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di udire una turba di ragazzi che cantava a squarciagola, nel bel mezzo della città, una canzone dal ritornello: «Urrah!, fratelli nostri, figli dell’Albania! » Anni or sono esisteva in Coritza una scuola albanese, ma ai Turchi sembrò che questa facesse dei passi troppo lunghi, e quindi fu abolita, per sempre! Senza dubbio, gli Albanesi sono da ammirarsi, nè bastano per essi si poche pagine, meritando
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, non riuscii a constatarne l’essenza romena, o la vicinanza a qualche comune albanese-musulmano dello stesso nome. Una simile deficienza d’informazioni non deve sorprendevi, quando vi racconti certe sorprese delle mie scorrerie in Albania... Durante il primo viaggio attraverso la Musacheia, il mio compagno romeno e il suvary albanese ritenevano per greci gli albanesi-cristiani, talché, dovunque, io veniva
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1912
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— 121 - L’esecuzione vocale somiglia a quella degli albanesi dell’Albania centrale: un «primo» fa il canto, un «secondo» il controcanto, e gli altri, qualunque sia il numero, accompagnano in basso; ma pur si hanno da rilevare delle varianti fra il canto farserotesco e l’albanese. Entrambi sono originali, caratteristici, ma sembrano intessuti su una melodia sola, monotona. I Mosco-poleni
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un’ occhiata sospettosa sui presenti, borbottò :« cacciate fuori tutti questi greci, poi che non potrei parlare alla loro presenza » ! L’accontentai, e George, in tono di grande segretezza, risposerai, a bassa voce : «Giuro sulla Madonna santissima che quanti passano qui per Greci furono romeni, e non solo a Tirana, ma quasi dovunque in Albania; tutto quanto è oggidì cristiano fu un tempo romeno
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— 385 — già a Coritza, e in seguito ancora, che vocaboli con simili accentuazioni non sono colà usati, e neppure i seguenti verbi, comuni assai in romeno : doborì, cobori, scobori, pogorì, omori, pàri, hotàri, uri, a se tàri, a amàri. E tanta è l’avversione dei nostri connazionali di Albania per l’accento circonflesso che dessi lo raddolciscono in principio e a metà dei termini, e spesso
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