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1935
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— 630 — prese dal comando in capo dell’armata per il loro esodo dall’Albania — Trattative interalleate — Scelta di Corfù come località di concentramento delle armatei serbe e di Valona come ancoraggio principale d’ imbarco. Capitolo XVII: Trasferimento dell’esercito Serbo a Corfù.......Pagg. Offensiva contro il Montenegro e sua capitolazione — Esodo della famiglia reale mon-tenegrina, dei governi
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1935
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il territorio nazionale e portatesi le armate serbe in Albania e in Montenegro, poiché doveva escludersi che esse potessero colà procedere ad una riorganizzazione per poi tornare a combattere, come molte autorità tra i Serbi stessi e fra gli alleati s’illudevano potesse farsi, non restava altra alternativa che trasferirle altrove, scegliendo una località adatta dove il riordinamento potesse avvenire
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1935
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- 392 — « L’estendere maggiormente il principio della neutralità____ potrebbe forse risultare più a svantaggio dell’Albania che della Grecia perchè verrebbe ad imporre una grave restrizione proprio nelle zone di confine lasciando i corrispondenti tratti di territorio delle due nazioni completamente esposti e scoperti, ciò che nel caso di conflitto fra di loro potrebbe risultare specialmente
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1935
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e Miseno furono inviate in Libia. La 2* divisione della 2* squadra (ammiraglio Patris) (RR. NN. Garibaldi, Ferruccio, Varese) era dislocata neirAdriatico meridionale, ove era anche la Saint Bon che con la Ferrucccio partecipava al blocco del Montenegro. Lt ferma decisione italiana ed i palesi preparativi L.‘ti dalla nostra marina per 1’ intervento a Valona m dificarono la situazione politica in Albania
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e della Bulgaria contro la Serbia — Sbarco del Corpo di spedizione anglo-francese a Salonicco — Blocco della costa bulgara in Egeo — La marina in Albania — Occupazione di Sa-seno e presidio di Valona — Rifornimento di viveri al Montenegro. Capitolo XII : Rifornimento degli eserciti Serbo e Montenegrino (novembre 1915) Accordi interalleati per il rifornimento dell’esercito serbo in ritirata — ¿Commissione
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1935
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più esercitare il suo ministero umanitario, nonostante ve ne fosse grandissimo bisogno. La marina dovè infine tenere il suo occhio vigile anche sul personale italiano, militare e civile, che, così in Montenegro come in Albania restò fino all’ultimo sulla breccia, e che era stretto dovere essere pronti a ritirare in ogni momento, quando il precipitare degli avvenimenti lo avesse messo in imminente pericolo
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1919
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le truppe italiane operanti in Albania entrano a Durazzo. Contemporaneamente, un primo convoglio di navi, protetto contro gli attacchi di sommergibili da motoscafi americani, eseguiva poco più a sud dell’antica città romana — occupata dalla cavalleria — un ingente sbarco di materiali da guerra. Intanto, lungo la costa a nord di Durazzo, - 213 -
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e dei gruppi di mitragliatrici. Una silurante della squadriglia, comandata dal tenente di vascello Edoardo Roggeri, entra arditamente nel porto e vi silura l’unico piroscafo nemico che vi si trovava. Continui bombardamenti dei nostri idrovolanti sulle retrovie dell’Armata austro-ungarica d'Albania, fino oltre Antivari. 22. — Una nostra squadriglia d’idrovolanti colpisce in pieno gli hangars di Lagosta
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. — Mentre le avanguardie dell’esercito italiano operante in Albania entrano per via di terra a San Giovanni di Medua, un battaglione di marinai ed un battaglione di fanteria, trasportati per via di mare, sbarcano in quella località, con ingente quantità di materiale e d’approvvigionamenti. — Idrovolanti, areoplani e dirigibili della Marina cooperano instancabilmente nell’Alto Adriatico con le forze aeree del-l’Esercito
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1919
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la mancanza del suo maggior punto d’appoggio, alle proprie spalle. La marcia delle colonne italiane che — sfondata la linea avversaria — puntano già su Elbas-san e su Durazzo attraverso la valle dello Scumbi, sarà notevolmente alleggerita. La riconquista di Durazzo e dell’Albania del nord non può essere, oramai, che una questione di giorni. E la nostra rapida marcia e la nostra manovra
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1919
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costituzione di punti d’appoggio dalle foci del Tagliamelo al Golfo di Panzano per collaborare ai movimenti dell’esercito; il convogliamento e la scorta dei corpi di spedizione oltre mare, in Albania, in Epiro, in Libia, in Macedonia; il trasporto e la protezione degli eserciti alleati in ritirata dal Montenegro e dalla Serbia; le ininterrotte missioni offensive di squadriglie sottili
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1919
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di nafta e rottami e brandelli d’indumenti sono venuti a galla in un rigurgito sinistro. Uno dei sommergili austro-ungarici è stato ferito a morte quasi subito ed è colato a picco. L’altro, dopo una lunga lotta, sicuramente avariato, tentava di tornare in emersione, quando è stato anch’esso colpito ed affondato. Compiuta la distruzione della principale base austriaca di rifornimento in Albania, liberati
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1919
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e Chiaravalle : sette feriti nella popolazione, lievi danni a qualche fabbricato. 24. — Numerose squadriglie di nostri idrovolanti bombardano la base dei sommergibili a Pola; altre squadriglie le opeTe militari sul fronte del generale Pflanzer-Baltin in Albania. L’aviazione nemica reagisce gettando bombe su Valona. 25. — Nella notte sul 25, apparecchi britannici colpiscono accampamenti e magazzini militari
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1919
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all'Istria, dal-l’Arcipelago dàlmata all’Albania, una parte notevole dell’energia controffensiva dell’awersario. * * * Nel biennio interceduto fra la ririunzia nemica a contenderci l’Adriatico e le giornate di Caporetto, la nostra Marina ha visto dunque dileguarsi ogni eventualità di battaglia navale nel senso classico della parola; ma ha dovuto moltiplicare sforzi, mezzi ed opere in una svariata serie
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1880
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di una repubblica potente, Genova, e da ultimo la ferocia dei Turchi, ultima ondata di barbari venuta a frangersi su questi lidi 1453). Fu allora l’Adriatico teatro famoso di lotte non meno ostinate di quelle combattute al tempo romano, ma chiuse con più fortunati successi. Imperciocché, umiliata la rivale, sbrattato il mare dalle piraterie, c confinato il Turco alla sola Albania, cui egli valse piuttosto a sedu
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1908
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sempre sulla politica di Pietroburgo... Per l’appunto intorno a Nlitrovitza si combatte da molti anni una lotta accanita Ira le genti slave e l'elemento albanese, numerosissimo 111 quella regione, tanto che gli Albanesi la considerano come appartenente all Albania. Gli Albanesi che taglieggiano n lutti i modi le povere popolazioni serbe, sono ivi strumento in inailo alla politica Austro-Ungarica che spende somme
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1908
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. All’Italia, come è noto, è stato assegnato il vilayet di Monastir. che confina. coll’Albania, grazie all'insistenza del colonnello Signorile, allora Aggiunto militare, e dopo lunghe trattative, poiché dapprincipio, (1) l’Austria vi si era opposta in modo assoluto. Come la Russia, come l’Austria e come l’Italia, i nostri ufficiali in Macedonia sono iO, dei quali 2 i capitani Ridolfi e Garrone
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1908
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, secondo un tracciato che passerebbe un po' più a Nord, la linea si dirigerebbe attraverso l'Albania a Scutari; e quindi da Scutari a S. Giovanni di Medua sul mare, secondo il vecchio progetto, o ad Antivari, secondo un progetto che. spontaneamente, ora è messo innanzi da molti, poiché non sono nemmeno discutibili gli enormi vantaggi di uno sbocco come quello di Antivari, in un pran porto, suscettibile
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1908
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ha tutto l'interesse di costruire. Come ho già avuto occasione di dire, la costruzione della ferrovia sarà una specie di presa di possesso della Macedonia occidentale e - m ¡Kirte -anche dell’Albania che da questa linea sarebbe at-cerchiata nella sua parte nord orientale, fi enorme l'importanza di questo piccolo tronco che può dare ai l'impero Austro-Ungarico la possibilità di concentrare delle truppe
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1908
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Austro-Ungarico a prendere un atteggiamento più energico e più risoluto sono le molte iniziative italiane al Montenegro e in Albania : iniziative delle quali il giornale viennese dà un esatto elenco. Di codeste iniziative italiane linora si è parlato molto più in Austria che non in Italia. Se ne è parlato nei giornali quotidiani e nelle riviste, addirittura come di una minaccia per l'avvenire
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