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100 L'Albania e l'opera di G. De Rada sto rovello, le Quattro Storie, organicamente il meglio concepito e ordinato a compostezza. Ed anche alcune opere prosaiche — la Grammatica e le ricerche filologiche ed etnologiche — furono assoggettate all’improba fatica del rimaneggiamento, e tutte indarno. Tanto furono più potenti la natura e i dolorosi casi della vita, che non gli diedero tregua
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252 L’Albania e l’opera di G. Ve Rada che neanche i più benevoli potranno accettare e riconoscere per esatte o probabili. Ma anche a questo sentimento è dovuto l’intuito del suo intelletto a una verità lontana e divenuta per vetustà indistinguibile e nebulosa. Esso però gli ha velato l’occhio della mente, che appunto per questo non ha nè visto nè intravisto che le verità, anche intuite, vanno
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186 L'Albania e l'opera di G. De Bada IV. Il verso del De Rada è prevalentemente l’ottonario misto al settenario, al senario e perfino al quinario, ed è foggiato, come ho detto, sulle Rapsodie. Sarebbe però vano cercare una legge, che regoli questi versi, perchè ci son di tutti i tipi e le varietà, che o s’allontanano dai versi italiani di egual misura o con essi combaciano
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202 L'Albania e l'opera di G. Le Rada tradizione orale e letteraria che l’affermi. B poiché i poemi eroici sono l’espressione della magnifica grandezza di una nazione e l’inno pomposo della sua gloria, dovrebbe in queste rapsodie apparire rilevata e solenne questa concordia di sentimenti e disegnarsi armonicamente operante l’anima della nazione albanese
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162 L'Albania e l'opera eli G. De Rada ma radicalmente trasformata (1). Nessun’altra reminiscenza vicina o lontana io v’ho scoperta, se non si vuol ritenere come tale anche il martirio di S. Dorotea, ricavata dalla leggenda, e che non ha nessun valore poetico. Se mai il poeta ha copiato se stesso, o, per esprimermi più esattamente, ha fatto oggetto delle sue concezioni i casi
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106 L’Albania e l'opera di G. De Rada cadrà mietuta per le mie mani, si cela : vieni qui avanti, se il cuore sostienti in sella! — Allividito il giovine, signore <ìi tutti quei che l’attorniavano, gridò: — Scostatevi! — E venne innanzi. Allora l’albanese per primo folgorogli il funesto ferro insanguinato con 1’ asta simile a trave. — M’ha ucciso! — esclamò il giovine come la vide venirgli
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248 L'Albania e l’opera di G. De Rada speciali, tracce della sua attività filologica s’incontrano da per tutto nelle sue opere, nei poemi, nell’Estetica, nel Flàmini e nell 'Antologia. lì Antichità della Nazione Albanese (1) ha, tra queste opere, il primo posto per tempo e per merito. Ivi egli pone il problema, tanto discusso, dell’identità dei Pelasghi cogli Albanesi. Lo scritto
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54 Ij Albania e V opera dì G. de Rada 20. 1873. Ili edizione del « Milosào ». 21. 1873. Il libro dello Skanderbeg. 22. 1873. Ili libro dello Skanderbeg. 23. 1876. Il Collegio di S. Adriano (Per quest’opuscolo mi affido alla mia memoria). 24. 1877. IV libro dello Skanderbeg. 25. 1882. Quanto di ottimo vivere sia negli Stati rappresentativi. 26. 1883-1886. Fiàmuri Arbéril. 27. 1883-1884
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CAP. XII. Sofonisba (l). i. L’ultima opera poetica del De Rada è la Sofonisba, tragedia redatta in prosa italiana; l’ultima per rispetto alla concezione e al disegno, poiché la Serafina Thópia per parlar esattamente, subì dei rimaneggiamenti anche dopo la pubblicazione della Sofonisba divenendo lo Specchio di liviano Transito, e la Caduta della Reggia d'Albania, che anche apparve alcuni anni
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98 li Albania e V opera di G. De Rada lui, consiste nel segreto di dare alle creazioni un’impronta di verità, che colpisca; non s’intende che abbia a fare qui questo sublime con l’unità epica di cui si ragiona. Tra le linee della sua prosa bizzarra par di leggere che la storia non debba avere unità. Come se la storia non fosse una serie di avvenimenti, legati naturalmente tra loro da cause
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74 L’Albania e l'opera di G. De Bada Storie, nè sono affatto rimosse nello Skanderbeg e nello Specchio dì Umano Transito, dove se appaiono meno spiccate e rudi, sono tuttavia sempre uggiose. n. Il primo canto, che è una leggiadrissima canzone della giovine principessa, narra l’incontro di Serafina con Bó-sdare e il nascere del loro amore, seguito da alcune passionali e ispirate canzoni
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372 L'Albania e l’opera di G. De Rada degnamente in blocco nel V volume, ma anche caldi elogi di celebri scrittori, tra cui citiamo Canta e Tommaseo...... Il racconto della sua vita privata spesso attrista; sovente dolorosa, eccita il più simpatico interesse...... Egli ha fatto molto per la scienza e per il popolo, al quale appartiene. Non l’età, non la disgrazia, non la mancanza di mezzi
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il mio studio e trarrò le mie conclusioni. Da quando ho messo per la prima volta il piede in terra albanese nella mia prima giovinezza durante gli ultimi sforzi delle montagne del nord per liberarsi dal giogo Ottomano nel 1911, fui subito attratto da quel fascino particolare che ha la luce e il canto dell’Oriente. Qui poi in Albania si sono incrociate le diverse culture e civiltà, e il popolo per un complesso
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di questo popolo cercando di penetrare nei suoi meandri più intimi. Ritornato, dopo varie peregrinazioni in Europa, nel 1923 in Albania io avevo tracciato il mio programma, inquadrato nella cultura dei nostri grandi popoli occidentali. Per questo l’attrattiva del piccolo oriente adrio-balcanico, non solo non aveva perduto nulla del suo vivo impulso, verso l’assimilazione intellettuale di un nuovo mondo
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, sormontate e sopite dalla guerra balcanica, i cui frutti furon travolti e scompigliati dalla tempesta della immane guerra dei continenti. Durante l’occupazione austriaca dell’Albania (1925 -1918), il disagio economico che sopravvenne e il rumore delle armi non impedì che dotti investigatori si mettessero sulle
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dell’Albania, ma da quella disarmonia e intimo contrasto che c’è in fondo all’ anima albanese del rapsodo. Invece lo slavo nel verso è quasi sempre impeccabile e di una fluidità monotona sì, com’ è monotona la guzla e la sua sorella la lahuta, ma che è in perfetta armonia con l’anima del cantore (*). Tali sono le conclusioni a cui son arrivato con un lungo pazientissimo lavoro di indagine e di confronto
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, deve incoraggiarci a rendere giustizia a quella comunione estetico - letteraria che si appalesa nel ciclo rapsodico dell’Albania di confine nord - orientale, fra le popolazioni jugoslave della Bosnia, Erzegovina, Monte-negro, Vecchia Serbia e le popolazioni gheghe fra Dibra e Antivari. Omaggio di giustizia dovuto alla serietà scientifica e all'intento che ogni scrittore di animo nobile e grande
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che impedisce a uno di prendere per isposa una ragazza del proprio paese. Nelle montagne albanesi vi è ancora radicata l’idea che uno non deva mai sposarsi dentro i confini della medesima tribù : l’impedimento di consanguineità è illimitato. 9 — Cordignano - La poesia epica nell' Albania
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ecc. A queste bisognerebbe applicare un altro genere di critica storico-letteraria. Pertanto io sono d'accordo, in massima, col giudizio espresso dal Prennushi nella prefazione ai suoi Kang'è popullore, per quel che concerne le canzoni eroiche, ma non per quel che riguarda le romanze, le quali del resto anche in Albania non sono dominio esclusivo delle regioni di confine che terminano press
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27 titola invece di rapsodia) di Cetobàsh e Mujo col metro di tutti i canti propriamente indigeni, di carattere erotico, dell’Albania, che è il verso ottonario : Té lumèt na per tè lumin Zot qi s jemè kenè e na ka dhané. Dritè ka dalé e dielli ka bà : 9é ka bà Qeto Bashè Muji, se nè krajlni Mujv paska dalè, edhè 'i nuse paska xané, xanè e paska bin e krajlit. Beati noi pel nostro Dio beato
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