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240 L'Albania e l'opera di G. De Rada elezione s’andò adulterando fino a trasformarsi in eredità, che l’autore ha visto nelle storie quanto sia vero che e3sa doni principi virtuosi; nè si avvede della contraddizione in cui cade congiungendo tra loro la forma repubblicana (autonomia dei Comuni), con il principato, ibridismo che nessuna storia ricorda. Non posso por termine alla critica
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328 L'Albania e l’opera di G. De Bada regge l’obbiezione che il Collegio non è in grado di provvedere alle spese, che reca seco la sua parificazione agl’istituti governativi e che perciò è necessaria la sua fusione con l’opera pia Pezzullo. Liquidando i crediti acciarati e giudicati, aumentando i redditi con le prestazioni cadute in dissuetudine ma pur dovute, curando i proventi
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, distaccate affatto dalle prime, alla biblioteca albanese. Il De Rada era scrittore, editore, direttore, redattore, proprietario, amministratore, gerente, speditore. Vi collaboravano anche alcuni albanesi di Calabria e Sicilia, qualcuno d’Egitto, di Bukarest, di Grecia, dell’Albania transadriatica ; notevole tra i primi G. Dara, B. Bil-lotta, A. Chinigò, G. Schirò, P. Chiara, M. Calvosa, e tra i secondi
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102 L'Albania e V opera di ir. De Rada esempio, esercitano un odio così inestinguibile contro Troia, Giunone che è così accanita contro Enea, Atena, che infierisce contro Aiace, sono numi pagani e la loro vendetta ha una ragione di essere. Ma il vescovo di Giannina, che per un momento, dinanzi alla prepotenza de’ Turchi, i quali, contro i trattati, occupano Croia, e dinanzi all’infermità
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e in maggior numero delle persone meno illuminate, diventano strumenti ciechi ed inconscii di prepotenza e Marchianò. L'Albania e l’opera di G. De Rada 16
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. È la vergine martire dell’Albania, calpestata e annichilita. E dinanzi a questo martirio la nostra mente si piega pensosa e maledice a’re cupidi e superbi (3). Olimpia è un’ombra fugace, che si dilegua rapida nelle tenebre della notte tragica, entro cui ce la presenta il poeta, ma pur energica e virile. E sbiadita è Validee, la Sultana, senza fisonomia decisa e senza vigore (4). Mezze figure sono Voisàva
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242 L'Albania e l'opera di G. De Rada puntelli di partigianerie sfacciate. Tuttavia non si è voluto mai limitare il suo prepotere e mai si è voluto aver rispetto alle minoranze, che hanno pure de’ diritti, e si è giunto a tanto che un Ministero con un solo voto di maggioranza, nella quale erano da computare i voti di sè stesso, presentossi cinicamente alla Camera, in atto di sfida
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GO L'Albania e l'opera dì G. De Rada mato sono assai cattivi ; la scorrettezza grande, cose tutte che, mentre sopprimono ogni estetica esteriore e offuscano la traduzione e il testo, rendono il libro punto amabile ed attraente. n. Il Milosào canta gli amori del figlio del Despota di Solitari con la figliuola di Cologrèa, contadinella della città. Il giovine incontra la fanciulla presso
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Gap. V — L’ “ Albania „ 85 Delle Quattro Storie la più fresca e amabile è quella di An-maria, che sarebbe un capolavoro di poesia languida e voluttuosa se l’orditura imperfetta, e qua e là vacua, non la ricovrisse come di una nebbia. La giovane duchessa è per questo poco rilevata, ma si colorisce di luce vaporosa, delicatissima, quando in via per Napoli, sul mare, mormora la leggiadrissima
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, e il signor Andrea allestì tre galere, allestì tre galere per gli orfani d’Albania. La prima nave fu carica e piena di fanciulle; la seconda nave fu carica e piena di giovanetti; la terza nave fu carica e piena di drapperie. Ora esse si sono avviate e vanno verso l’occidente, alla terra latina.... Quando su l’arena del lido straniero pervenuti si volgeranno di qua, le donne degli stranieri vanno
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292 L’Albania e l'opera di G. De Rada te nella declinazione indeterminata, potendosi nell’esempio da lui riferito t8 vicci, di vitello, sostituirsi la forma più semplice e più comune vicci, di vitello, come appare nell’esempio mis vicci, carne di vitello. Un uso particolare all’albanese è questo, che i nomi determinati premettono nella flessione le particelle i, e, tè : 1 biri, il figlio
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Introduzione 3. Il servizio all’umanità è un servizio all’Albania, mia patria d’origine, su cui grava la sua mano pesante il turco e cui insidiano cupidi tutti gli stati balcanici. Quella terra, madre d’eroi e ispiratrice di storie, calunniata, divisa, illusa, sbranata, nutre un popolo, che persegue con virile costanza un sentimento, che fu in essa sempre profondo, quello della libertà; un popolo
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, da quella stanzetta, da quella solitudine, uno sciame di canzoni freschissime e possenti aleggiava e libravasi, con agile volo, per l’aria, e, commovendo i cori, commemorava le glorie e i dolori dell’Albania; di 11 partiva il raggio della filologia albanese, nuova, trepida, sperante. Povero e solitario, obliato e deriso, senza conforto e spesso senza pane, ma sempre immune da ogni infermità, anche nella vecchiaia
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della natura nè le tempeste del mondo. Anche questa volta gli vennero affettuosissimi conforti dalla colonia e dall’Albania. G. Schirò in una delicata elegia gli augurava lunghi giorni (2), e un (1) Nazione Albanese, IV, 16, 17, 19. (2) Nazione Albanese, II, 1, IV.
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164 L'Albania e l’opera di G. De Rada e muove. Nessuno vorrà credere che vi è spiegata tutta la vasta tela dell’umanità, ma molti s’accorderanno meco, leggendo, che vi sono scolpite molte facce di essa. Quando si pensi all’abbondanza di Dante, che diede fondo a lutto l'universo, alle sue concezioni molteplici e complesse, che sono come rassegne e rilievi viventi delle varie
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, non era una scuola elementare, ma una scuola donata dalla magnanimità d’Italia alla colonia albanese, per conservarle la lingua e la fede, istituita prima nel collegio albanese, donde, per l’ingerenza del papa, che ne reclamò al governo la chiusura, era stata trasferita a S. Demetrio, scuola che oggi sostiene, dice il De Rada, “ l’effetto delle mie lezioni, che, stampate, raggiun-Marchianò. L’Albania
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34 L'Albania e l'opera di G. De Rada realisti. Il Re compose un Ministero di reazionari, che proclamò lo stato d’assedio. Il De Rada non prese parte alla mischia: fu solo testimone degli avvenimenti, de’quali tessè la notte stessa una narrazione per VAlbanese. L’articolo fece rumore, e l’autore chiamato al comando della piazza e trattenuto quale violatore dello stato d’assedio
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, si distendono come sopra una tela con colori vivi ma sobri, ci colpiscono di grata meraviglia, e, sorpresi, interroghiamo noi stessi come mai noi, che pur sempre abbiam visto ed udito le medesime cose, non ne abbiamo parimenti intraveduto la o; Ma., vii. Marchianó. V Albania e l'opera di G. De Rada 5
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346 L'Albania e Voliera di G. De Rada momento storico e politico, che, nella prima metà del secolo XIX, fu palpitante di così straordinari avvenimenti. Le sue relazioni con personaggi del mondo politico e letterario, che allora, ed alcuni anche nel nuovo regno d’ I-talia (Crispi, Mancini, R. Conforti, C. Poerio, Gabriele Pepe, Maresciallo D. Lecca, Generale Filangieri, D. Mauro, La-martine
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1902
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232 L'Albania e l'opera di G. De Rada Negli Stati rappresentativi il Senato è un riflesso della Camera e il Re una larva: onnipotente è la Rappresentanza nazionale, che permane con tutti i ministeri e non è responsabile. Il diritto elettorale moderno è un diritto capzioso e nulla ha che fare coi comizii romani, che si pronunziavano sulle leggi ed eleggevano i magistrati. Oggi il popolo
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