Search results
Pages
-
-
Title
-
Page 79
-
Date
-
1914
-
Text
-
occuparci di nuovo in mezzo alla operetta durazzina, affrettiamoci al Castello di Rosafà che ci conduce a tempi nei quali la nostra politica in Albania era rappresentata da bertesche inaccessibili, da torrioni granitici^ e da barbacani inespugnabili. Ci si va rifacendo indietro la via già percorsa, fino alla Dogana ed al lago, ma, invece di fermarci qui, si prosegue in mezzo al delizioso caos del bazar
-
-
Title
-
Page 101
-
Date
-
1914
-
Text
-
con un altro, avanti o invece di mandar degli armati a provocarlo o far le vendette, invia nel suo territorio una masnada di predoni che rubano e rapinano, e, se trovano resistenza, incendiano e uccidono. L’abigeato è il crimine più comune in Albania e la “ spedizione ” albanese è più che simile alla “ razzia ” araba. Del resto - come ho già detto -questi costumi barbarici non nuocciono alla compattezza delle tribù
-
-
Title
-
Page 91
-
Date
-
1914
-
Text
-
che sembra spagnuolo; ma le quattro parole di cui è ricco corrispondono quasi perfettamente al numero delle case che formano il paese : la vecchia caserma turca diroccata, quella dove ha asilo l’ufficio telegrafico, la stamberga della dogana e uno dei soliti kan, il più lurido e il più miserabile di tutta l’Albania, dove si riposano i cavalli, si prende il caffè, si mangia un po’ di formaggio e si può anche dormire
-
-
Title
-
Page 144
-
Date
-
1914
-
Text
-
VALONA svela le prime abitazioni se non dopo un’ora di navigazione da Sasseno; prime abitazioni, o meglio prime costruzioni che si scorgono sulla marina: un albergo austriaco e la bicocca dove ha sede la Dogana. Arrivandovi la prima volta, specialmente se già pratici dell’Albania, dove spessissimo un nome risonante nasconde la miseria di due o tre casupole si ha l'impressione
-
-
Title
-
Page 81
-
Date
-
1914
-
Text
-
per la bassura creando a primavera paesaggi leonardiani e stringendo in un amplesso ora sterile quella che potrebbe essere la più ubertosa pianura dell’Albania, e forse, d’Europa. Ben diverso per altro il paesaggio invernale: per le enormi pioggie, alle quali ho accennato nel capitolo precedente, la Bojana, il grande emissario del lago, inghiotte talvolta in due ore l’arcipelago di isolotti che ne era emerso
-
-
Title
-
Page 118
-
Date
-
1914
-
Text
-
. È la nostra rivincita? Avrebbe potuto esserlo, ed esser definitiva. Ma, per ora, non pare. Le masse musulmane, le sole sulle quali noi potessimo fare affidamento, ricevono gli ordini da Costantinopoli e Costantinopoli li riceve da Berlino e da Vienna. Essad stesso - sul cui odio per l'Austria io non ho alcun dubbio, e che pur parteggiò, contro la Turchia per un’Albania indipendente - avrebbe bisogno, per reggere
-
-
Title
-
Page 108
-
Date
-
1914
-
Text
-
che si sono moltiplicati di giorno in giorno, fino al punto di averci creato oggi, dopo un anno di politica in Albania, un problema albanese ex novo. Il regno del Wied. 11 giorno 7 di marzo alle tre pomeridiane, dal Taurus austriaco, il principe Guglielmo di Wied, con la Principessa consorte, il seguito e i cani, sbarcava a Durazzo : il comm. Leoni presidente della Commis- - 101 -
-
-
Title
-
Page 125
-
Date
-
1914
-
Text
-
ALBANIA MUSULMANA camente ottima, per le sue incassature tra le colline rocciose e per il lungo sviluppo in linea quasi retta della sua prima parte e dell’ultima. Fu appunto da quelle colline dominanti i rettifili che gl' insorti posero l'assedio a Durazzo e tra quelle chiuse che aspettavano al varco i difensori del Principe. Poco prima di arrivare a Sjak si traversa il fiume Arzen
-
-
Title
-
Page 149
-
Date
-
1914
-
Text
-
VALONA garantire, si capisce, il Protocollo di Londra, dinanzi a! quale si inchina.... ma vorrei sapere chi sarà che andrà a cacciare i greci - or che l’Albania non è più turca - dai loro covi. Così la questione epirota è di fatto risoluta. Dobbiamo noi esser contenti di come è stata risoluta? Non facciamo sentimentalismi: l’Epiro, specialmente dopo l’esodo delle masse musulmane e l’epurazione
-
-
Title
-
Page 89
-
Date
-
1914
-
Text
-
di lavoro in Albania, e specialmente nella settentrionale, è come cantare a mattutino: ci si sgola e niun sente. Infingardaggine propria della razza, dominio turco, lotte e vendette personali avevan già ridotto presso che tutto il popolo a tre soli esercizii : - 82 -
-
-
Title
-
Page 114
-
Date
-
1914
-
Text
-
UNA CAPITALE PER SEI MESI sua casa il colonnello Municchio sotto la imputazione di connivenza con gl’insorti. Ma neanche questo bastò a persuadere il nostro Governo come soltanto opponendo energia e risolutezza alle subdole arti austriache avremmo potuto tutelare la nostra dignità in Albania: gli ordini erano sempre gli stessi e, l’Austria, approfittando della nostra timidità, non fu paga
-
-
Title
-
Page 67
-
Date
-
1914
-
Text
-
sotto la non grave mora di due pietre, una da capo, una da piè. La moschea di Paruza. Fortunatamente lungo la via - una mezz’ ora dalla Dogana - ciuchi trotterellanti, musulmani in turbanti e cattolici in fez bianco e qualche malissoro col viso fasciato in molti metri di benda, vi dicono che siete in Albania : e vi ricorda che siete anche in Oriente il minareto della moschea di Paruza, la più bella di Scutari
-
-
Title
-
Page 71
-
Date
-
1914
-
Text
-
UNA CITTÀ CHE NON SI SA DI CHI SIA I marciapiedi della via principale avevano spesso l'aspetto di una esposizione semovente di figurini militari, e specialmente nei giorni festivi con obbligo di gran tenuta, presentavano uno spettacolo forse unico al mondo. A Candia infatti e in Cina, o nella stessa Albania a Durazzo, le occupazioni e la vigilanza da parte delle grandi potenze erano affidate
-
-
Title
-
Page 41
-
Date
-
1914
-
Text
-
, e un po’ meno di senso marinaro, nella decorazione e nelle suppellettili; ma vi ho anche trovato - certo - una cucina detestabile, a paragone della quale quella dei vapori della Puglia, per quanto meridionale e un po’ sans façon, mi è sembrata meravigliosa. E con qual gioia, dopo dieci mesi di residenza quasi ininterrotta in Albania, ho risalito la scaletta dell 'Adriatico, che mi doveva riportare in Italia
-
-
Title
-
Page 172
-
Date
-
1901
-
Text
-
degli Hotti. Nel 1718 non giovò ai veneziani per Dulcigno, come non aveva loro giovato per Antivari, l’aiuto del Vladika Danilo. Valona fu perduta dalla Serenissima nel 1690. ‘Persistenza del dominio veneto nella bassa Albania e nelle isole Jonie. — In compenso furono dai Veneziani conquistate Arta e la sua cittadella nel 1668, durante la guerra di Candia. Prevesa, da essi conquistata nel 1449 e perduta
-
-
Title
-
Page 76
-
Date
-
1901
-
Text
-
, della Musachia e di Butrinto, la vallata del Mati, quella di Argirocastro, attraversata dal Drino, il piano ben coltivato di Tirana e tutto l’Epiro meridionale. Ma tutta la produzione sopra descritta ha il difetto capitale di essere scarsa e lavorata con metodi arcaici e attrezzi primitivi. Le macchine agricole sono in Albania sconosciute. Immensi sono d’altronde i danni che quasi ogni anno arrecano i fiumi
-
-
Title
-
Page 177
-
Date
-
1901
-
Text
-
ad effetto l’impresa. A quelle assemblee faceva per l’appunto difetto la segretezza, perchè potessero approdare a qualche cosa di pratico e di sicuro. Risulta infine da quegli stessi documenti che tra il 1615 e il 1619 un turco, che si spacciava per fratello del Gran Signore e gran principe ottomano, insieme a un albanese, Giovanni Renesi, tentò in Francia qualche pratica per sollevare l’Albania
-
-
Title
-
Page 119
-
Date
-
1901
-
Text
-
anche sotto i dinasti di Rascia’ finché il regno di Rascia durò, conservarono quella semi-indipendenza alla quale erano abituati da secoli. La IV Crociata, Venezia e l'Albania - Michele Angelo Despota di Epiro. — Ma non tutte le conquiste dei re serbi di Rascia furono durature. Nel 1202 un Michele Angelo Comneno, figlio di Giovanni Angelo Sebastocratore (erano gli Angeli una famiglia appartenente per discendenza
-
-
Title
-
Page 186
-
Date
-
1901
-
Text
-
veneto del 9 aprile 1500 sopra uno Scanderbeg, che voleva tentare la riscossa dell’Albania a pro di Venezia. Nei primi anni del secolo xvi uno Scanderbeg da Ravenna era capitano di soldatesche venete, lodato per le sue operazioni fedeli e valorose. Morì a Fama-gosta nell’isola di Cipro. Un altro erede del nome dei Castrioti fu Antonio marchese d’Atripalda e duca della Ferrandina, va-
-
-
Title
-
Page 163
-
Date
-
1901
-
Text
-
macchine e invenzioni di guerra, ponti, mulini, ecc. del secolo xv, la seconda, certo posteriore, contiene scene di vita pubblica e privata, giuochi, feste, costumanze, mestieri, ecc. Dicesi che lo regalasse al Castriota Ferdinando d’Aragona. L’Albania dopo la morte di Scanderbeg. — Occupato continuamente a guerreggiare, Giorgio Castriota non ebbe agio di ordinare e consolidare
Pages