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1930
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i madh. Durrsi àsht nji qytet i vogel. Kualt e Myzeqés jané té vogjel. Molla àsht nji pemè e shén-doshè. Mollat janè pemè tè shèn-dosha. Ai àsht i shtrèjté. Il tempo è bello. L’ Albania è bella. Corcia è una grande città. Durazzo è una piccola città. I cavalli di Musacchia sono* piccoli. La mela è un frutto sano. Le mele sono frutti sani. Egli è avaro.
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1903
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Il regime turco 3 di tutti, e quelli di Ostrovo, di Okrida, di Kastoria, per non citare che i principali. Il giorno in cui la sicurezza sarà garantita in questa parte della Macedonia e dell’Albania, senza alcun dubbio andranno a frotte a visitarla i touristes di tutto il mondo, perchè oltre all'essere una regione pittoresca e interessantissima sotto tutti i punti di vista, vi è la ricchezza
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1903
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L'azione di Hilmi pascià paralizzata 75 stanno al Palazzo e ohe ricavavano grandi proventi da questa condizione dell’Albania, come la Sublime Porta seguiti ad essere incerta nella sua azione verso i ribelli. Se Hilmi pascià avesse avuto mano libera e avesse potuto agire subito, la ribellione senza alcun dubbio sarebbe stata soffocata prima di nascere. Sopratutto perchè, com’egli giustamente
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1903
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di essere riusciti ad imporsi all’ Europa, e protetti dal Sultano, si capisce di leggieri come, insofferenti di ogni legge e di ogni autorità, malgrado l’Albania faccia parte integrale dell’ Impero Ottomano, essi si sieno considerati liberi ed indi-pendenti. Devoti e fedeli al Sultano, che dà loro così generosamente titoli, ricchezze e brillanti uniformi — l’albanese, a qualunque classe appartenga, ha un debole
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1903
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INDICE DEI CAPITOLI 33» Il richiamo ài un Ministro. - L’Agente diplomatico italiano a Sofia. - Al Gabinetto del Ministro degli Esteri. - Gl’interpreti delle nostre Legazioni e dei nostri Consolati. - Il costume dei Cavas. - I Consoli in Macedonia.- L'Ufficio Coloniale. • Le dichiarazioni del Ministro Morin. - L’intesa per l’Albania.... - Accordi palesi e accordi segreti. - Gli avvertimenti
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1903
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14 I. - LA MACEDONIA e Monastir il viaggio è impossibile, e i giornali di Londra e Parigi dichiarano che la Turchia è l’ultima delle Nazioni. La Porta decide solennemente che si farà una via carrozzabile. I Governatori dell’Albania e della Macedonia mostrano ai Consoli europei che risiedono in quei paesi le lettere in cui il Ministro ordina di convocare i capi dei villaggi, e si distribuisce
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1903
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1 22 voce di civiltà, la voce sua, che fu unica un giorno, anche in mezzo alle altre nazioni. Anche 1’ on. di Laurenzana venne senza saperlo a dar valore colla sua autorità alle mie osservazioni. Parlando della questione dell’ Adriatico strettamente legata alla questione austriaca e balcanica, e alle sorti dell’ Albania e di quel-P irredentismo « che per ragioni politiche — così si espresse
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1903
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Ungherese a domanda eguale rispose il conte Szecsen in nome del ministro, che ogni diritto del sultano era passato all’ Imperatore. Ora poiché le agitazioni Bulgaro-Macedoni e la questione dell’ Albania attrassero gli sguardi della diplomazia e fecero aprire gli occhi anche all’ Italia, finalmente !, la Bosnia ed Erzegovina possono insegnare assai. La Perseveranza, il io Giugno, aveva un articolo assai
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1979
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405 MDXXV, GENNAIO. 406 per esser alcuni vaselli in quella che facean aqua, lardava alquanto li per acunzarli. Et ivi in Parma se dicea che più il dillo duella di Albania non andaria alla impresa de Luca et Siena, per essere quelle cit„i ben munite di gente et forlifi-chate ; ma che el se ne andaria a drellura nel regno di Napoli. Da lirexa, dii Surian podestà, di 2, vidi Ictere con questi avisi
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1979
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nella terra, quale presto saria stà compilo. ‘205 Di Brexa vidi letcre del Suricin podestà, di 17, hore 6 di notte, con li infrascripti avisi. Come el signor duca di Albania è passalo Po con laiize 500 et fanti 6000, et instato dal Papa va alla volla dii reame, et che ’1 primo assalto farà, andarà a Siena et melerano in casa il nopote dii Papa. Come il signor Zanino cum le sue fanlarie el cavalli è passato
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1970
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, 575, 576, 606, 613, 633. Zefalonia, v. Cefalonia. Zene (?) (Arcipelago), 568. Zenevre, v. Ginevra. Zenoa, v. Genova. Zer, v. Algeri. Zerbi, v. Dscherba. Zervia, v. Cervia. Zibiltera, v. Gibilterra. Zimera (Albania), 36. Zula (Croazia), 156.
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1930
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fra la generale indifferenza, fino a che, liberato dal faticoso traino, il più forte solo procedeva nella marcia... ». Questi tratti di cupa e dolorosa descrizione sono dovuti alla penna del Generale Bertotti allora Comandante del Corpo speciale italiano in Albania; e ciò deve far comprendere con quanta energia e quale spirito di generosità e di abnegazione si dovettero adoperare i soldati italiani all’opera
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1930
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intemazionale incaricata di presiedere a un plebescito nazionale non furono mai esaudite. Quando la Conferenza degli ambasciatori, tenutasi a Parigi il 14 luglio 1922, cercò di precisare i confini tra l’Albania e la Jugoslavia, si dimenticò con grande disinvoltura che fra quei territori esisteva anche il Monte-negro. Ma a che scopo indugiare a provare il vergognoso tradimento perpetrato contro il glorioso
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1930
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che possono storicamente giustificarne l’annessione : vincoli linguistici, culturali, religiosi, rassodati da un comune destino, da una profonda simpatia, dalla comunione perfetta di una coscienza sociale. (i) Al momento in cui questo libro è in macchina, apprendiamo dall’organo degli emigrati albanesi, in Rumenia, « La Nuova Albania », che la Federazione delle Associazioni albanesi « Deshira » ha inviato
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1930
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qui le decisioni del 13 e del 22 gennaio 1919. Quest’atto è anche contrario al contenuto del memoriale del Consiglio supremo datato il 9 dicembre 1919, al soggetto delle frontiere albanesi, e infine alla stessa decisione della Conferenza dgli Ambasciatori del 9 novembre 1921, la quale stabiliva le frontiere fra l’Albania e gli Stati contermini. Il Consiglio Supremo, col suo memoriale del 9 dicembre 1919
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1930
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soldati, aveva mandato 60 mila uomini in aiuto agli eserciti alleati in Macedonia, 250 mila in Albania contro l’invasione austriaca, 40 mila in aiuto del Generale Allemby nella campagna di Palestina, 250 mila lavoranti in Francia dove si fermarono sino a vittoria ottenuta; aveva salvato l’esercito serbo di 160 mila uomini; aveva obbligato ad una resa incondizionata 1.000.000 di combattenti
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1930
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178 A. BESOZZI - V. A. MARTINI di ogni relazione con l'Albania, di cui non possono nemmeno leggere la stampa condannata al più duro ostracismo. Nel compito di violenta snazionalizzazione e di assimilazione che si assume Belgrado contro le minoranze etniche rientrano anche per gli albanesi quei metodi dell’assoluta abolizione delle scuole e della lingua nazionale, oltreché i noti rigorismi
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1902
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18 l’albania scalze legate sotto il ginocchio dal laccio bruno dello scalzodeta, e alla cintura il grande scigliachi di cuoio col coltello e con la pistola. Qualche donnetta turca con l’ombrellino nero, col volto coperto dal /erige nero bucherellato per veder la via, e sulle spalle e sulla testa il gran ciardaf nero sotto al quale si intravvedono le sete rosse verdi gialle delle vesti gonfie
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1914
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. I. - L’integrazione della nostra unità nazionale. IL - Il nostro dominio dell’Adriatico. III. - La necessità di una Albania indipendente sotto la nostra tutela. L- L’integrazione della nostra unità nazionale non ha bisogno nè di chiarimenti, nè di parole a infervorare gli animi. Non c’ è bisogno di tornare a Roma, nè di ricordar versi di Dante, nè di ripensare a Venezia. Dimentichiamo pur, se meglio piace, storia
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1914
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superiori a quelli che gliene son venuti, sia il carattere degli slavi così lontano dal nostro e le loro aspirazioni adriatiche molte volte con le nostre in contrasto, sia la condotta tenuta dall’ Italia nella guerra balcanica, l’aver essa aiutato l’Austria a togliere al Montenegro la conquistata Scutari, per formare quell’Albania per la quale i montenegrini hanno sempre avuto sentimenti ostili
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