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1938
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da Scanderbeg per combattere il Turco. Sintomatico è il fatto che questa celebre lega albanese si riuniva in un possedimento veneziano (1). (') Scanderbeg, capo della lega e capitano dell’esercito confede-rato, venne iscritto nel libro d’oro della nobiltà veneziana e nominato capitano onorario dell’esercito veneziano in Albania, Fan S. Noli, Storia di Scanderbeg (Castriota), trad. AgonDIZZA, Roma, 1924
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1938
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112 PARTE SECONDA dica navigazione sopratutto in Adriatico, che è un golfo quasi chiuso, simile ad un largo e lungo canale che sfocia verso una « bocca ». Questa « bocca », aperta tra Puglia ed Albania, doveva essere più tardi chiamata dai documenti la « bocca del golfo » di Venezia. 11 problema della Dalmazia fu dunque uno dei più complessi problemi politici di Venezia. Ma la fortuna arrise
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1938
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spiegativi, o addizionali al presente articolo, e segnarli. ART. V. - S. M. l’imperatore, e Re d’Ungheria e Boemia acconsente, che la Repubblica Francese posseda in tutta sovranità le Isole per l’innanzi venete del Levante, cioè : Corfù, Zante, Cefalonia, S. Maura, Cerigo, ed altre isole dipendenti, nonché il Butrintò, Larta, Vanizza, ed in generale tutti gli stabilimenti per l’innanzi veneti in Albania
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1928
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. Tracia, Albania meridionale, coste del Mar Nero ed Asia Minore,
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. Sarebbe bastato altresì fare qualche cosa in Dalmazia e per la Dalmazia, spendere quivi una parte di ciò che per opere pubbliche si profuse con le migliori intenzioni del mondo, ma coi risultati ben noti, in Albania. Sotto il dominio austriaco erano stati cominciati i lavori per la ferrovia da Tenin al confine croato, che furono proseguiti durante la guerra. Ora sono abbandonati. Che può fare il Governatorato
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1938
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VIII. - Dominante e città dominate. — Regime separatistico. — Collegamento tra metropoli e città suddite. Magistrati preposti dal Gran Consiglio. — Organizzazione dell’Istria veneta, della Dalmazia e delle isole jonie nel sec. XVIII, — Magistrati inferiori eletti dalle città suddite. — Influenza degli ordinamenti militari nelle isole jonie, in Albania e in Dalmazia . . . . . . 157 IX. - La marina
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1938
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della vita autonoma comunale si può certo avvertire durante la dominazione veneziana di fronte ad una sempre più salda affermazione (si pensi al progressivo formarsi dello Stato signorile) dei poteri della metropoli e quindi, di riflesso, del magistrato veneziano. In progresso anzi di tempo si avverti, almeno per la Dalmazia, l’Albania e le isole jonie, una maggior concentrazione di poteri nelle mani
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1938
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fondamentale della fiorente vita veneziana, era una base della loro vita economica. In questo secolo perciò già si scorge l’innervatura di una grande alleanza che, facendo centro e capo nella Grecia, si estende in Albania e in Dalmazia e riesce a costituire saldi elementi per un dominio veneziano che si mantiene sostanzialmente sicuro per quattro secoli. È in virtù di questo dominio, il quale prenderà ancor
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1938
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240 PARTE TERZA instaurò istituti di sanità, stabilì censimenti, catasti, archivi, tesorerie, biblioteche. Si ebbero provvedimenti in favore dell’agricoltura e delle foreste. Anche oggi in Albania c’è il ricordo che gli olivi sono stati piantati dai veneziani, i quali pagavano uno zecchino d’oro per ogni olivo piantato (1). Ma se le attività territoriali si possono considerare marginali
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1672
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, e Bergomo, tolte a’CarrarefijC al Vifconte, Duca di Milano, pofsedeuano Zara, venduta loro da Ladislao, Re di Napoli, per cento mila ducati ; e quafi tutti il Frioli, e la Dalmatia, e buona parte dell’Albania , oltre Candia, le Ifole dell’Arcipelago, e i luoghi della Soria, che fempre furon caufa di rotture co’Genoue-fi. Quefti dunque sù Io (puntar di primauera, comerife-rifee il Dogiioni, con armata
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1672
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, fenza fuo confenfo,intraprefo. L’armata, benchefeguiflè la pace, non fi disfece, e al Barbarigo defunto fu fubrogato Lorenzo Veniero nella carica di Capitan Generale; poiché, e gli Spagnuoli non deponeuano Tarmi, el’Ofl'una,oltre il differire la reftitutionede’legni prefi, tenea apparecchiate molte galee, che, benchecor-refiè voce fufsero deftinate per l’Albania contro i Turchi, fidubitaua non s’inuiaffero
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1913
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186 ALBANIA avesse le radici dov’è il Bazar, il tronco nella via che conduce alla città e il fogliame nel fitto dei giardini fra i quali sorgono come vivi frutti le case. Ormai ogni veste dell’occupazione internazionale era sparita: dal Tarabosch Scutari poteva riapparire turca o montenegrina, come nei giorni fieri della guerra combattuta. E non era più tale. Ripensavo al Be quasi ottantenne
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1913
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150 ALBANIA Valona per ragioni molteplici. Infatti il dissolvimento che s’accompagna a un esercito sconfitto fa sì che ogni giorno calino a valle oltre la Vojussa che ci separa dalla minaccia, disertori pezzenti e ammalati ; oltre a ciò il colèra potrebbe domani minare l’esercito e propagarsi quaggiù ; infine la sua permanenza nel distretto di Fieri che — a dir vero — è sinora ordinata, sottrae
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1913
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e a questa angosciosa stasi di tutta una popolazione in attesa, la nostra coscienza ci fa improvvisamente pensosi. Oggi è venuto a renderci la visita all’ Università» il cortesissimo Giemil bey Ylora, nella casa del quale è stata proclamata la costituzione dell’Albania autonoma pochi mesi or sono. Giemil bey, che parla l’italiano ed ama e conosce l’Italia come non lutti i nostri concittadini sanno, ama
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1913
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158 ALBANIA valcata, preceduta dal ghegò Fai — una guida caratteristica con la mantelletta nera, la ca-piza bianca e due pistole alla cintola — chiusa poco eroicamente dall’interprete Lliazi figura di giocondità tassoniana — ha lasciato Valona di buon mattino fra lo strepito grande e si è incamminala sotto un sole ardente attraverso la laguna di Arta. Poiché, conviene avvertir subito il lettore
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1913
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L’agonia turca ài campo di Fieri 161 dei suoi cari studii. E ci mostra nella piccola camera i lavori ai quali attende ed attese, in Francia dove andò esule, in Albania dove si prepara a compilare un esatto vocabolario nazionale. Accanto alle armi damaschinate, egli tiene i suoi libri. Ed è commovente la cura che egli pone nel completare il vocabolario della sua lingua: mirabile uomo
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1913
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ALBANIA ima viuzza impregnata di odore fortissimo di disinfettanti (la locanda è trasformata in ospedale) esce un piccolo corteo triste: un soldato morto è trasportato a braccia verso il Cimitero che si schiude dinanzi alla piccola Chiesa ortodossa. Accanto alla morte, la vita nei suoi più brutali impeti di fame.... Il mercato e il macello di Fieri sono divenuti emporii giganteschi dove pane
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1913
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non sono slavi : con chi vogliono stare ? » Le domande si succedono sulle bocche di tutti, in questo che potrebb’essere l’anno fatale per la penisola balcanica, per il crogiuolo delle razze diverse, dove il Montenegro vorrebbe espandersi verso Scutari in Albania e rimpiange i fratelli erzegovesi sotto dominio austriaco : dove i serbi hanno rinunciato a vendicare i bosniaci sotto l’Austria, ma sperano
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1913
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dei giornalisti diretti a Valona. Siamo nove, nove coinè le Muse, ha osalo dire uno di noi. Ma il paragone con le Dee canore era troppo lirico e non ha avuto fortuna. Quando ci siamo ritrovati stamane sul ponte, guardandoci ini faccia, per un momento abbiamo creduto noi stessi all’importanza degli avvenimenti che dovevano accadere; se in Albania si affollano i giornalisti, come potrà non esser
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1913
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164 ALBANIA colline che lo circondano, chiazzate di tende bianche innumerevoli, dai casolari che s’incontrano subito fuori del villaggio, scendono ogni sera a gruppi i soldati per chiedere: — Quando? — La loro attesa non è nervosa nè rumorosa come quella degli occidentali; sentono la risposta, ne godono negli animi straziati da sette mesi e ritornano con passo lento all’attesa fatta più corta
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