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1940
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L’azione italiana in Albania...........153
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1915
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vincitori avevano, in segno di dominio, immerso le zampe dei cavalli. Infine essa Austria, antinazionale per natura e tradizione, si valse del principio i Balcani ai popoli balcanici e volle perciò la creazione di quel regno d’Albania che fino ad oggi esiste soltanto sulla carta geografica.
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1915
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contro Venezia - Amedeo VI di Savoia in Oriente - Guerra di Cliioggia - Battaglia di Pola e Vettor Pisani - I Genovesi nella Laguna - Sconfitta genovese e pace di Torino — Trieste sotto Casa d’Austria — Venezia si rimette in forze - Rapidi acquisti di Venezia in terraferma, in Dalmazia ed in Albania - Politica di raccoglimento - Vittoria navale di Gallipoli - Motivi dell’espansione veneta in terraferma
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1940
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avvenuti in Francia, Albania e Macedonia..........177 Anno 1917, p. 177; Anno 1918, p. 177. La R. Marina nella guerra 1915 - 1918 L’opera della R. Marina in guerra........181 Medaglie d’Oro conferite a militari della R. Marina e delle Marine alleate durante la guerra........189 Anno 1914, p. 189; Anno 1915, p. 189; Anno 1916, pagina 190; Anno 1917, p. 191; Anno 1918, p. 191. La R. Aeronautica
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e quelli delle cittadine dalmato-istriane, abbattere i corsari narentini ed assumersi l’esercizio della polizia marittima in tutto il Golfo. E se i dogi non avessero ridotto sotto la loro sovranità la Dalmazia, i Barbareschi, che nel sec. xvi divennero il terrore del Mediterraneo e cercavano facile riparo e soccorso nei porti ottomani dell’Albania, avrebbero spinto le loro audacie più a nord, attaccando, unitamente
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1915
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) ed occuparono Scodra (Scutari d’Albania), dove la regina s’affrettò a chieder pace. Ee I1) Pharus una delle isole dalmatine, oggi Eesina. (2) Così secondo alcuni storici; secondo altri Corcyra nigra, oggi Curzola.
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richiesto l’intervento di Venezia. Ed essa infatti, incuneatasi con l’armata fra la Puglia e l’Albania, obbligò Boemondo a levare il (!) Manfroni, op. cit., p. 133. (2) Manfroni, op. cit., p. 153.
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, le quali, con le piazze loro dipendenti sulla costa d’Albania ed insieme con la repubblica di Ragusa, venivano a costituire un principato autonomo posto sotto il protettorato ottomano e la garanzia della Russia; la quale era, in fondo, la vera padrona di quell’importante arcipelago e vi teneva flotta e presidio. Se ciò non andava a genio dell’Inghilterra, non doveva essere molto gradito all’Austria, che vedeva vigilato
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1915
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le isole di Cerigo e di Cerigotto, oltreché qualche porto in Albania, quali Prévesa, Parga e Butrintò, che certo non la compensavano delle perdite sofferte dal 1571 in poi. Nelle tre grandi guerre di successione (di Spagna 1700-1714, di Polonia 1733-1739, d’Austria 1740-
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balcanica e dell’Oriente europeo, essa saprebbe d’aver nemica la Serbia; e in quel giorno, con molti chilometri di strada risparmiati, violando la neutralità della Serbia, andrebbe verso il canale di Otranto, verso l’Albania, verso la Macedonia, verso il Pireo, senza bisogno del simbolico
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1915
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sull’Albania e verso Salonicco, la conseguita chiusura del porto montenegrino d’Antivari alle navi da guerra mettevano alla mercè di Vienna tutta- la riva orientale deH’Adriatico e turbavano profondamente, a danno dell’Italia, l’equilibrio di esso mare in un momento in cui noi eravamo isolati e la pace ci era indispensabile (*). L,e predizioni fatte dal San-fermo fin dal 1797 stavano adunque avverandosi
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1915
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il pericolo tedesco sull’Europa, aggiungendo che se l’Italia non coopererà per abbatterlo, non giungerà mai a Trieste nè conseguirà la signoria dell’Adriatico. Nella stessa guisa si esprimeva la stampa inglese; e il dott. Dillon, nel Daily Telegraph del 12 marzo, osservava poi che, avendo gli attuali avvenimenti determinato la scomparsa dell’influenza austriaca in Albania, il problema albanese ritornava
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1915
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tutto il territorio dall’Adige all’Isonzo oltre l’Istria e la Dalmazia già dall’Austria occupate, ritenendo per la Francia le isole Ionie e gli stabilimenti veneti in Albania (’). Il Direttorio e i due Consigli ratificarono il trattato. Ma il Rewbell, membro del governo, non potè nascondere la sua opinione da altri condivisa, come cioè da quel patto grande profitto traesse Casa d’Austria; ed al Sieyès parve
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1915
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sulle acque tunisine l’onore di S. Marco. Per quanto estranea all’Adriatico, là coraggiosa impresa frenò le audacie corsare, le quali si spingevano fino a quel mare perchè, ripeto, i Barbareschi trovavano ricetto nei porti ottomani dell’Albania. 21. — G. Cassi.
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, DEEEA Bosnia, dee-e’Erzegovina e deee’Albania, e rimarrebbe libera di aiutare la Russia nei suoi sforzi di conquista verso Costantinopoli» ('). (x) EEmmi, Le origini del Risorgimento italiano. Milano, Hoepli, 1906, p. 155.
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1915
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da altri felici successi. Venezia infatti, sul finire del secolo xiv e sul principio del seguente, riprende un po' per volta le terre ch’aveva dovuto cedere in Dalmazia ; s’intromette nel Peloponneso, pone piede in Albania (che intorno al 1418 cadeva in potere del principe Balsa, figlio di quel Giorgio Strazimiro, d’accordo col quale Venezia aveva occupato Durazzo e Scutari nell’ultimo decennio
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1915
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468 i/adriatico giore provenne però all’Austria, la quale non solo iniziò la sua espansione economica in Albania, ma dall’altra sponda ci fa una formidabile concorrenza sull’Adriatico ('). Da un pezzo adunque si sente bisogno in Italia della suaccennata linea; e ricorderò anzi che nel convegno tenutosi in Roma il 17 maggio 1914 per iniziativa del Presidente della Camera di Commercio
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1915
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una posizione assolutamente superiore a quella d’ogni altra potenza marinara; il secondo, di consolidare il dominio politico sull’Adriatico. Queste mire ci spiegano perchè, fra le spoglie dell’impero bizantino assegnate a Venezia, fossero incluse isole e terre sull’ionio, ambite appunto perchè stavano a guardia della porta dell’Adriatico, e perchè la Repubblica si prendesse il tratto costiero dell’Albania
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1930
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all’Albania e garantisce a quest’ultima l’indipendenza. II Presidente del Consiglio Vukicevic accusato dall’opposizione di non sapere a sufficienza difendere gli interessi nazionali, sotto la minaccia di venire travolto da irn voto contrario alla Skupcina, scioglie la Camera il 16 giugno motivando questo suo atto con il seguente documento che fa parte del testo del decreto da sottoporsi alla firma reale
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1939
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di congiungimento tra le linee marittime d’Occidente e quelle d’O-riente. Una auspicata camionale, tra breve ed indubbiamente, completerà il già efficiente sistema di comunicazione esistenti tra il centro del Tirreno e il porto Adriatico. L’unione dell’Albania alila Corona di Casa Savoia, sposta infine la porta dei Balcani a Bari, ponendo questo settore europeo nella diretta sfera d’iinfluenza barese, poiché
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