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di pretesa penetrazione politica. Ironia a parte, è ben certo che una rigorosa applicazione del sistema dei concorsi e degli appalti per parte del nuovo Stato ed una scrupolosa onestà dei concorrenti italiani permetteranno, si deve sperare, l’istituzione di stabili rapporti economici, fra l’Italia e l’Albania, non appena Vaina 10.
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— 139 Ora si deve pensare serenamente che le strade ferrate in Albania per le difficoltà tecniche dell’esecuzione e per l’estrema povertà attuale del paese percorso non saranno per molto tempo un buon affare, qualora si voglia con scarsi capitali por mano a progetti troppo vasti ; come è stata tutt’ altro che un buon affare 1’ abborracciata impresa della ferrovia Antivari-Vir Pazar. Significa
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(come tanta parte di tutta l’Albania) fertili, ma ancora incolte o adibite a pascolo brado, davanti; non lontano da Durazzo, di dove conducono a Tirana quaranta chilometri di strada carrozzabile trasandata, ma fatta bene e si aprono alla buona stagione comunicazioni peggiori, ma pur praticabili con Be-rat, con Elbassan e più oltre. 11 porto nascente coi suoi mezzi meccanici ed eque tariffe migliorerebbe i sistemi di sbarco
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- 127 verso l’unica forza armata esistente in Albania, a Tirana verso Essad pascia ed i suoi quindicimila riservisti congedati colle armi e pieno minuzionamento. E senza i sogni che gli furono attribuiti, fu un facile gesto per lui forzare il governo di Valona, screditato dagli accordi coi Giovani Turchi, a liquidarsi del tutto, lasciando davanti alla Commissione europea di controllo
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dunque, secondo ogni probabilità da parte dell’Italia, la proposta dell’erezione dell’Albania in principato indipendente, nel caso che l’ulteriore mantenimento dello stalu quo si addimostrasse impossibile.
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— 150 — licenza di un qualunque istituto medio esistente in Albania (scuola tecnica italiana di Scutari, ginnasio austriaco dei gesuiti nella stessa città, scuola normale albanese di Elbas-san e scuola media pure albanese di Argirocastro, ginnasio greco di Durazzo, ginnasio greco, ginnasio rumeno e collegio metodista americano di Monastir, liceo turco di Salonnicco ecc.), salvo a determinare
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— 152 — cese. Ebbene; nei distretti dell’Albania italiana sembra che l’amministrazione centrale abbia voluto, seguendo un indirizzo opposto, raggiungere un medesimo risultato di contraddizione e d’incongruenza. Mentre ha restituito alla Scuola normale ed al Liceo-Ginnasio di San Demetrio una cattedra albanese, senza programma e senza destinazione fissa, ha impedito qualsiasi applicazione pratica
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. Così, dentro Scutari, la cittadinanza cristiana non intese forse appieno il significato della resistenza di Hassan Riza bej, un turco a cui l’Albania libera dovrà un giorno elevare un monumento ; così, lui pento a tradimento, il ceto mercantile musulmano speculò vergognosamente sul pane necessario a Essad pascià per continuare la resistenza. Soli anche in quest’ora gli indomiti Malissori riscattavano con un fiero
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ancora redatti in turco. I conquistatori balcanici hanno risolto questa difficoltà molto semplicemente in Macedonia : dando tempo sei mesi ai funzionarli in carriera per apprender la nuova lingua ufficiale, sotto pena di decadenza dall’ impiego. Ma nella nuova Albania l’elemento liberale e patriotta vide come uno schiaffo le pareti pubbliche ricoperte d’avvisi senza il minimo straccio di traduzione albanese
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in lingua turca, di diverso colore politico, che contribuivano colle discussioni ad iniziare la cultura del popolo, in tutta l’Albania libera non era permesso altro giornale che l’organo ufficioso di Vallona e si imponevano esorbitanti cauzioni di centinaia di lire turche, come si fece con Fazil pascia a Tirana a chi chiedesse di fondarne alto. Con siffatti imbarazzi questo governo ristrettosi man mano
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alla costituzione d’un esarcato bulgaro ed alla differenziazione gerarchica delle isole valacche sparse in Macedonia ed in Albania ? Ebbene, improvvisato tutore d’ or-
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ricco di cultura storica e di esperienza balcanica, come il De Gubernatis a Giannina il quale ci additava un compito di civiltà in Albania. Viaggiando nel 1872 da Giannina a Valona egli osservava: " Interrogato il morto non rispose; ed è naturale; occorre prima infondere vita nel popolo che dorme, od agonizza ; occorre far sì che non siano vuote parole la libertà, la sicurezza pubblica
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- 151 - dello sviluppo degli albanesi di Albania, senza utilizzare un po’ più quel meraviglioso fermento che potrebbero essere le popolazioni albanesi emigrate da secoli nell’ Italia meridionale ed in Calabria, per sottrarsi all'oppressione del dominio turco. Ho detto che " potrebbero " e non che " sono ", perchè, a dir il vero, fin qui del carattere
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dei combattenti dell’Alta Albania, come il Musulmano suol portare con se religiosamente il libro del Profeta, stracciato e consunto ed ho visto taluno di
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— 85 - l’altra parte, cioè nell’amministrazione civile e militare dell'impero (lo stato maggiore turco p. es. era pieno di albanesi), sedeva al parlamento, si educava alla vita pubblica nei licei di Salonnicco e di Costantinopoli o si rinchiudeva nel lusso sdegnoso dei bei palazzotti medievali. Non si era consentito all’ Albania di farne l'esperienza. Questa è la verità. Gli insorti
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perfino a Skanderbeg di cui i chimarioti furono i primi soldati per la perpetuazione, contro l’Albania, di certe loro esenzioni tradizionali.... non resterebbe altro che ai Malissori di far valere i loro diritti assai più fondati ed il guazzabuglio sarebbe completo ! Ma è bene ricordare che il regime di privilegi e di esenzioni alle comunità cristiane, come anche di giurisdizione consolare
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bisogni economici molta parte degli stessi territorii assegnati or ora alla più ristretta regione geografica albanese, proponendo di risecarne una Albania ancor più piccola, popolata appena da tre o quattro centomila persone. Per allargare il Montenegro, si doveva privarla del centro più popoloso, Scutari, e della sua montagna; per dare un porto alla Serbia, falcidiarla di tutto il ramo settentrionale
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il quale sappia consolidarne l’ossatura per la futura azione, risparmiando loro l’amaro tirocinio di miseria, di rivoluzioni e di sconfitte traverso il quale si è temprata nel secolo XIX la fortuna della Grecia e della Serbia. Tanto più necessario nel caso dell’Albania, dove l’innato atomismo dei capi minaccerà di trarre in rovina per molto tempo l’unità nazionale e dove l’ardua questione degli irredenti
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delle cose albanesi. A torto o con ragione, in quel momento pieno d’incertezze preferì stringersi più da vicino all’Austria rinnovando anticipatamente la Triplice. Fu probabilmente in quest’occasione che l’accordo relativo all’Albania veniva perfezionato, collo studio dei particolari relativi alla costituzione di essa in stato autonomo e probabilmente coll’aggiunta di una clausola segreta la quale stabiliva mano
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da Cossovo, dopo aver tentato più volte inutilmente di forzare i passi di Selze, piegava a Vukli e nei combattimenti dei primi di giugno riusciva a congiungersi coll’esercito di Turgut, tagliando del tutto fuori gl’insorti dal resto dell’Albania, addossati alla frontiera meridionale montenegrina. Essi, irai quali si trovavano fino all’ultimo una ventina di volontarii italiani, non vollero
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