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prima Sfetigrado e poscia Croja. La guarnigione di Sfetigrado era di circa 2000 uomini Dibrani e Sfetigradesi al comando di Pietro Periati. Scanderbeg ispezionò le fortificazioni di Sfetigrado e si tenne pago degli apprestamenti di Moisè. Arringò i. suoi soldati per incuorarli a difendere la chiave dell’Albania e ripartì, avendo donato a Pietro Periati due jatagan finemente cesellati, ed uno scudo al capo
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nel qual anno un Castriotta è ricordato come capitano di Canina (38). Nel 1389, come abbiamo visto più sopra, i principi di questa casa erano eguali in dignità coi primi principi dell’Albania, poiché Giorgio Castriotta I prende parte al consiglio di guerra innanzi alla battaglia di Cossovo. Nel 1407 di Giovanni Castriotta si fa menzione negli archivi veneziani, e nel 1421 di Giorgio Castriotta
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1924
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— 147 — gno sovrumano di Scanderbeg. La meraviglia è come, morto costui, l’Albania, sparsa di rovine, orbata del padre suo e abbandonata interamente a sè stessa dall’Europa, potè, insieme con Venezia, sostenere la guerra contro il colosso turco per ben 11 anni ancora. Lo spirito eroico che Scanderbeg, come un semidio della antichità, aveva trasfuso nel cuore degli Albanesi, vi si mantenne vivo
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1924
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— 144 — Scanderbeg spazzò via di nuovo le guarnigioni turche lasciate qua e là in Albania, ma contro la fortezza di Elbassan e di Yalm non aveva artiglierie nè esercito sufficiente. Il paese «ra stato incendiato e disertato dal nemico; il popolo era sbigottito e depresso, ed alle fortezze di Sfetigrado, Modriza e Berat si aggiungevano ora anche Elbassan e Yalm. Il cerchio di ferro attorno a Croja
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Mamiza Castriotta; la seconda che avrebbe rapito al padre la regione di Tomenichta, cioè la piccola Musachìa. Secondo Giovanni Musacchio, Scanderbeg sarebbe di umile casato, e dal possesso primitivo di due villaggi sarebbe andato a mano a mano aumentando il suo potere che cercò di estendere su tutta l’Albania. Ecco in che modo Giovanni Musacchio descrive ai figli l’accrescimento dei Castriotta
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delle sue rive. Ecco il corso della Monica, filo sinuoso, che si disegna in chiaro sopra un fondo azzurrognolo; più innanzi le montagne nevose dell’Albania del sud e il paese dei Blinditi. A destra, fra questa pianura di rupi e la pianura di f.etinje, sorge alta, circa milleseicento metri, la montagna di Lovcen, alla cima della quale, come una pietrificazione, come un indistruttibile monumento antico
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_ .135 — Era nato a Badera, villaggio di Mati a oriente di Croja. I Turchi lo avevan preso con loro durante una spedizione in Albania, essendo egli adolescente, e col suo valore aveva conseguito i gradi più alti nell’esercito turco. Fu poi tra i primi ■ad entrare a Costantinopoli nel 1453. Sin dalla prima battaglia si constatò come Scanderbeg avesse ormai di fronte a se un soldato
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. Scanderbeg sconfigge e insegue l’esercito veneziano . Scanderbeg yince ad Oranik Mustafà pascià, che s’era mosso contro di dui pei consigli di Venezia ...... Scanderbeg si vendica del tradimento di Venezia. .... Pace di Alessio tra Scanderbeg e Venezia. Il nome di Scanderbeg nel libro d’oro della Repubblica. Preparativi del Sultano per schiac- ... ciare Scanderbeg. ....... Murat arriva in Albania con 80
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e si tornò in Adrianopoli onde preparare una seconda spedizione che fu anche l’ultima sua spedizione contro Scanderbeg. Questa partenza diede agli Albanesi l’impressione che i Turchi per molto tempo non sarebbero comparsi in Albania, e anche la corte di Croja desiderò festeggiare questa avvenimento volendo ch'e Scanderbeg sposasse la figlia di Arianita di Canina, il quale ave;va mandato donativi
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, dei sacrifizi e delle lotte sostenute per lui; 2) la speranza di raccogliere tutta la eredità di Scanderbeg eragli venuta meno per avere Scanderbeg preso moglie e avuto un figlio; 3) temeva che Scanderbeg, seguendo la sua politica di accentramento, avrebbe approfittato di qualunque occasione per spogliarlo del suo piccolo Stato, che gli aveva un giorno assegnato in un angolo dell’Albania per sottrarsi
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1924
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il nemico ad arrendersi per fame. E la decisione fu tosto eseguita. Ma i Turchi, mentre Scanderbeg riparava la fortezza di Croja e la provvedeva di vettovaglie e di munizioni, con una sortita disperata e subendo ingenti perdite, si aprirono il passaggio in mezzo ai nemici fuggendo oltre i confini incalzati dagli Albanesi. Appresso queste cose, le guarnigioni turche, lasciate in alcuni luoghi dell ’Albania
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— 114 — fuggì da Costantinopoli, e, venuto in Albania, si gettò ai piedi di Scanderbeg e con una fascia legata al collo e le lagrime agli occhi implorò perdono per la sua orribile colpa. Scanderbeg, fattolo levare in piedi, lo baciò sulla fronte, come il padre fece sol figliuolo prodigo nell’Evangelo, lo reintegrò nel grado che Moisè aveva già nell ’esercito nazionale, ed emanò un ordine
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1924
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dell’Albania. In tal maniera Scanderbeg fu il primo dei principi europei a dichiarar guerra al feudalismo e fece nell’Albania di mezzo quanto si fece tre secoli di poi in Francia, e dopo quattro secoli anche in Germania, sebbene qui soltanto in parte. Questa politica di Scanderbeg, che si proponeva in primo luogo di unire tutta la nazione sotto una sola bandiera ed un solo capo, fu una delle cagioni
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1924
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con un esercito turco al comando di Ferid pascià di Caraferia, fu vinto e ucciso in una sanguinosa battaglia. Questa volta non soltanto l’Albania, in piena insurrezione, ma anche l’Europa tutta per bocca di papa Eugenio IV invocavano Scanderbeg in Croia, che era il suo luogo. A questa invocazione Scanderbeg non tardò a rispondere. Nella primavera dell’anno 1443 un esercito ungherese al comando di Ianco Huniade
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1924
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— 71 — fiducia illimitata nel genio del comandante era in tutti gli animi. L’Albania ebbe coscienza delle proprie forze e nutriva grandi speranze di difendere il suo territorio dalla invasione nemica. Imbasciate diverse con lettere sormontate da disegni di lauro (146), bandiere e donativi tolti ai Turchi sul campo di battaglia furono mandati ai principi alleati e a tutte le corti d’Europa
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1924
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del Sultano ; Murat saccheggiò i principati e dei Castriotta e dei Comneno; da costoro fu vinto (il primo) Giovanni e costretto con un esercito a seguire il Sultano dovunque avesse guerra » (72). Che il Sultano Murat abbia messo piede in Albania nel 1421 è provato anche da un’altra fonte: ai 21 luglio del 1421 la madre di Balscia III andò a Venezia per domandare l’aiuto della Repubblica contro il Sultano
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1924
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tanto più quanto più grande è il pericolo; chè è scritto nel cielo che io viva e muoia re dell’Albania e che i tiranni dell’Anatolia si sforzano invano di rovesciarmi dal trono dei miei antenati ; poscia San Giorgio stesa verso di me la mano mi diede la splendente spada così parlandomi : Prendi questa spada, arma che ti affida lo stesso braccio di Dio e con questa atterra a’ tuoi piedi tutti i nemici dell’Albania
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1925
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243 abbattere o far perire quel formidabile (1) ; ma non riuscendovi, cambiarono ad un tratto politica e incaricarono Pietro Mocenigo vice-capitano del golfo di recarsi a Scutari e con quel capitano Paolo Loredan sollecitare un accordo collo Scanderbeg e altri signori d’Albania per la sicurezza di questo paese e perchè ritirassero il sale da Venezia, conchiudendo almeno una tregua
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1882
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mitivi divini Pelasgo-albanesi venuti dall’Albania asiatica nella terra della greca penisola trovarono (se pur ne trovarono) allorché per la prima volta vennero a stanziarsi in detta penisola. Così la lingua albanese, che un tempo era stata lingua generale divenne familiare e particolare tra Albanesi ed Albanesi , e la Fenicia poscia detta greca passò ad essere generale perchè studiata
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1911
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. — Tentò degl’impianti di nuove viti, di provenienze diverse, anche il padre francescano Damiano de Laurenliis, con felice risultato. — Il padre Lau-rentiis, missionario apostolico peli’ Albania, nativo dall’ Italia meridionale e da molti anni — anzi per tutta la sua vita — occupato nella cura d’a-nime in Albania e nelle Bocche di Cattaro, morì vecchio un pajo di anni fà a Sutomore, dove attorno la nuova
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