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- 141 — pietà 8.000 uomini, circa 20.000 vecchi, donne e bambini che vi si erano rifugiati dalle campagne (220), poi disertò col ferro e col fuoco tutta l’Albania centrale; così, sazio di sangue, fece ritorno in Costantinopoli (221). Balabano pascià chiuse Croja, come una volta fece Tito con Gerusalemme, mediante una cerchia di fortificazioni e continuò il blocco con la speranza di averla
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— 195 — Murat prepara una seconda spedizione contro Scanderbeg. Aiuti europei a Scanderbeg ........ Pag. 88 Scanderbeg all’assedio di Sfetigrado ..... » 89 I Turchi si impadroniscono della fortezza di Berat, col tradimento. Scanderbeg differisce le nozze con la figlia di Arianita. » 90 Venezia suscita nemici a Scanderbeg. Aiuti di Nicolò V e di Alfonso di Napoli a Scenderbeg. Panico in Albania
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1924
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tremenda. Tra i caduti si annoverarono lo stesso Sultano Murami I e Teodoro II Musacchio (32). Da questa battaglia ebbero poi principio le guerre ininterrotte tra Turchi e Albanesi. Il Sultano Bajazet Ilderim, per far la sua vendetta, si gettò sull’Albania e negli anni 1394-1396 la ridusse quasi tutta in sua soggezione da Argirocastro a Scutari e da Castoria a Du-razzo (33). Dopo l’anno 1402
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26 — no sotto la signoria veneziana, possiamo farci un’idea approssimativa dell’Albania sulla quale si esercitava l’influenza di Giovanni Castriotta e dell ’Ari anita di Canina. D’altra parte non bisogna dimenticare che entro questi confini dell’Albania erano alcuni principi grandi e piccoli, indipendenti o semin-dipendenti, i quali riconoscevano Giovanni Castriotta al nord e Arianita al sud
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— 15G — Il corpo del Sud sotto ISozo Petrovic aveva il suo quartiere generale presso i Martinovié rimpetto al forte turco di Spuz. Di fronte ai Montenerini si concentrava in Ercegovina Su-leiman pascià con 24,000 uomini ; e in Albania AlìSaib pascià con 15.000 uomini. Battaglia fra i Montenerini e fra Suleiman, Alì Saib, e Memed Ali-pascià, il 23 giugno 1877. Suleiman dalla parte di Ostrog ed Alì
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......... » 140 Scanderbeg viene a Roma per chieder aiuti al papa. 141 Tol'na in Albania e sbaraglia i’esercito che assedia Croja. » 142 Maometto assedia di nuovo Croja nel 1407, ma è da Scanderbeg co- . stretto a. ritirarsi ....... » 143 L’Albania stremata di forze ...... » 144 Congresso dei Principi albanesi ad Alessio. L’Eroe infermo. 11 solo suo nome basta a fugare il nemico. Sua morte. » 144 Il canto
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1924
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— 191 latri della «Vatra» al Parlamento Nazionale, e riconosciuto e ammesso come tale nell’aprile 1921 fu ministro degli Affari esteri nel 1922 (gennaio-febbraio), ma si dimetteva nel marzo mentre si trovava a Roma diretto alla Conferenza di Genova non approvando la politica de’ suoi colleghi. Nel novembre-dicembre 1921 visitava varie città d’Albania, tra le quali Yalona, Coritza, Elbassan
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è da collocare tra i primi condottieri degni di fama immortale. In questa maniera, al tempo che la potenza turca era per salire al sommo, egli coi! soli 300 uomini diede principio alla lotta per lai liberazione dell’ Albania. Quale era la condizione dell’ Albania quando egli si accinse a questa impresa? Erano rimasti solo i vecchi, ci informa Giovanni Musacchio, poiché i giovani eran caduti pressoccliè
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delle acque fra il Lini da un lato ed il Drirn e la Cievna (Zem) d’ altro lato. „Esso si confonde poi coll'attuale confine fra la tribù dei Kuci-Drekalovici da un lato, e della Kucka-Krajna e delle tribù dei Elementi e Gradi d’ altro lato fino alla pianura di Podgorica, donde si dirige verso Plavnica, lasciando all’ Albania le tribù dei Elementi, dei Gradi e dei Hoti. „Di là il nuovo confine traversa
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1924
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pubblica in Albania. Al tempo della pace di Versailles, in un momento in cui le cose albanesi volgevano in peggio, la « Vatra » volendo incominciare un’azione per interessare l’opinione pubblica internazionale e non potendo servirsi dei propri fondi destinati dai suoi regolamenti a scopo di cultura, lanciò un appello ai suoi aderenti per raccogliere un fondo speciale: in men di dieci giorni più di 200
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1924
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perdite in morti e feriti da lasciare interamente soddisfatto il Sultano Maometto, il quale rimandò in Albania Baiavano a capo di un esercito di 24.000 uomini, che vi pervenne dalla via di Ocrida, mentre un altro esercito di 16.000 al comando di un altro rinnegato albanese, Iacup Arnauta, vi entrava dalla parte di Berat. Il piano era stato concepito non ^enza, genialità. I due eserciti
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col padre, che aveva dato alla sorella una così cospicua dote (176). Come le nozze furono celebrate, Scanderbeg visitò tutto il regno con la sposa,’ desiderando il popolo vedere la Regina dell’Albania. Dovunque essi passavano, le città e le fortezze li ricevaveno con grande gioja, e le popolazioni gareggiavano nel presentai’gli i migliori doni. Tutte le corti di Europa inviarono auguri. La Repubblica
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— 142 — e dovè tornare in fretta in Albania. Nel frattempo, il comandante veneziano di Sentali, Giosafatte Barbaro, aveva raccolto un esercito di volontari, mercenari e crociati italiani, dalmati, dukagini, scutarini, antivarini, drivastini, alessini e durazzini al comando di Lek Dukagini e Nicola Moneta di Solitari, i quali, unitisi con l’esercito di Scanderbeg, superavano i 13.000 uomini
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1924
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Re Ferdinando. Sopra un punto principale concordano tutti gli storici vecchi e nuovi : che Ferdinando era prossimo alla rovina e Scanderbeg col suo esercito, grande o piccolo che fosse, lo trasse a salvamento, lo aiutò a respingere i suoi nemici e a riacquistare il trono. Sono di poco conto le altre cose, e nul-l’altro che sottigliezze. Quando Scanderbeg fece ritorno in Albania, ebbe principio
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da poter appagare l’animo di qualsivoglia valoroso generale di quel tempo. Dopo la messa pontificale da celebrarsi nella cattedrale di Durazzo, il Papa consegnerebbe con le proprie mani all’arcivescovo di Durazzo nominato cardinale il berretto rosso, poscia incoronerebbe Scanderbeg Re di Albania, consegnandogli il bastone di capitano generale dell’esercito crociato, che doveva scacciare i Turchi dall’Europa
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Al contrario, se la stipulazione della pace avesse subito altro ritardo, Venezia avrebbe perduto Durazzo e Dania e probabilmente poco appresso anche tutte le fortezze che possedeva in Albania. Nè del resto Scanderbeg poteva condurre la guerra contro Venezia fino in fondo, essendogli pervenuta la notizia che l’Huniade era stato completamente battuto dai Turchi sui campi di Cossovo in una battaglia
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1924
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— 80 — Tutti si dolsero della morte di Lek Zaccaria, uomo valoroso e avveduto, non avendo dato alcuna occasione per una così ignobile vendetta. Tutti biasimavano la vile condotta di Lek Dukagini nè alcuno prendeva per buone le sue giustificazioni, dicendo egli di esser stato spinto a questo omicidio per liberarsi una volta per sempre dalle insidie che gli tendeva Lek Zaccaria. Tutta l’Albania
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pascià devasta il Montenero e si ritira. In questi termini erano le cose, quando Vissarione, Metropolita del Montenero, si lasciò persuadere dalla repubblica di Venezia di attaccare nel 1690 i turchi dell’Albania. Un esercito di 60,000 uomini, capitanato da Suleiman-paseià, moveva all’ attacco del Montenero. Ma i Veneziani, che istigavano i Montenerini alia guerra, lasciarono sguerniti i passaggi
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1882
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. Nella prima metà del secolo XV, Stefano Crmjevii strinse alleanza col suo caro amico Giorgio Castriota detto Skender-beg, F immortale eroe dell’ Albania, ed uniti sostennero per 24 anni ferocissime guerre contro la Porta. Pretendesi che Stefano Crnojeviò sposasse Maria figlia di Giovanni Castriota, sorella di Skender-beg. Ivan Crnojevic. Stefano Crnojevic lasciò il figlio Ivan a reggente della Crna-gora (1484
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1924
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— 136 fossero caduti vivi nelle sue mani, colmò di donativi Balabano pascià, lo pose a capo di un nuovo esercito di 18.000 uomini e ordinò di continuare la sua campagna senza tregua. Balaban pascià ricomparve in Albania entrando dalla pai’te di Derida nel giugno 1465, e, seguendo il costume del tempo, mandò ricchi doni a Scanderbeg. 11 quale, se da prima ricusò i doni di un rinnegato
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