Search results
Pages
-
-
Title
-
Page 48
-
Date
-
1934
-
Text
-
— 26 — ili torre o di bastione. Una lapide sepolcrale con iscrizione latina che era stata tolta dalle rovine di un muro demolito, e che l’Ippen ritrovò presso il bajraktàr, farebbe testimonianza che anche Drivasto come Scutari risalisse al tempo di Roma. Balesio e come città e come Sede Episcopale rimane più di ogni altra dell’Alta Albania nell’ombra del passato. È possibile, come dice l’Hoffer
-
-
Title
-
Page 256
-
Date
-
1934
-
Text
-
è una lettera di Stefano Nemanja, granzupano di Serbia, in cui afferma di aver occupato della regione marittima, la Zeta con le città, e dell'Albania, i due Pùlati. Nella vita poi di S. Simeone Nemanja, scritta da S. Sava (1) è ripetuta la stessa frase con la specificazione dell’uno e dell’altro Pùlati (Acquisivit de Marítima Zetam rum civitatibus et de Albania utrumque Polatum), il quale Simeone
-
-
Title
-
Page 31
-
Date
-
1934
-
Text
-
-11- Ci sono dei Santi Albanesi? A scanso di equivoci, notiamo che l’Albania storica, come denominazione di un popolo, comincia verso l’anno mille; prima essa si era chiamata Illiria, nome dai confini un po' vaghi, più tardi Prevalitana al nord, Epiro al sud; ma dentro pure tal circoscrizione, non esitiamo a dire che anche la storia di questo popolo è irrigata di martirio (1). Lasciando
-
-
Title
-
Page 25
-
Date
-
1934
-
Text
-
che s’impressero certamente nelle potenti immaginazioni di quegli uomini, e influirono sul battesimo dei luoghi. Altra cultura l’antico Illirico non ha lasciato in eredità all’Albania, nè l’Albania su quel fondo primitivo s’è curata mai di elaborare col genio della sua arte e del suo pensiero un patrimonio suo, eccetto la lingua, la legislazione, l’artigianeria che doveva servire a bisogni primitivi. Sviluppò
-
-
Title
-
Page 233
-
Date
-
1934
-
Text
-
— 207 — dappertutto che si opporrà alla venuta e allo stabilirsi in Albania di una Corporazione religiosa francese e ne ha addotto la ragione (essendo sotto la protezione del Governo francese). Ed essa stessa suggerì a Propaganda che se voleva mettere religiosi nelTArchidiocesi di Prisrend si servisse piuttosto dei Gesuiti, i quali sebbene non austriaci pure hanno i loro istituti nell’Albania
-
-
Title
-
Page 190
-
Date
-
1934
-
Text
-
— 164 — loro montagne, chi per ragione di sangui, chi per ragione di povertà, e si misero al servizio dei musulmani che occuparono il paese all’epoca dell’invasione o dei loro confratelli rinnegati rimasti al possesso delle loro terre. Da quel tempo i turchi in Albania formarono la classe dei ricchi, dei possidenti, dei padroni; i cristiani divennero montanari, poveri coloni o servi dei turchi
-
-
Title
-
Page 394
-
Date
-
1934
-
Text
-
: 1. - che l’Albania propr. detta nel 1308 comprendeva Kli-sura (regione di —) presso Tepelena; la regione del Tomor (Berat); la regione di Komani, Stefaniaka (fra il Matja e il mare di Capo Rodoni), Pùlati, e Dibra. — Di questà si fa un quadro un po’ leggendàrio (che gli abitanti avessero gli occhi glauchi con una pupilla che vede meglio di notte). 2. - Quella che ^oi diventò l’Albania del Nord verso il mare
-
-
Title
-
Page 257
-
Date
-
1934
-
Text
-
di fare nell’Albania del versante Adriatico verso il Montenegro, aveva tentato Xhavìd Pasha nelle parti di Ipek. Se non che l’esercito del generale turco passò poi per le montagne come un incendio. Così mi disse il bajraktàr di Shkreli, Vate Maraslii. L’8 Ottobre scoppiava la guerra montenegrina. Ilassàn Rizà Pasha uno dei più abili generali turchi, aveva messa la città in condizione di resistere
-
-
Title
-
Page 36
-
Date
-
1934
-
Text
-
la sponda (sinistra) del Drino. Così anche il Barlezio nel suo De Ohsidione Scodrensi e nella vita di Skan-derbeg non ci fa neanche sospettare che avesse conosciuta questa tribù che ha levato tanto rumore di sè nella storia (1). L'Orbis Seraphicus che descrive le Missioni Francescane ripigliate in Albania nel 1634, e di cui abbiamo largamente riferito nel I Voi., parla dei Mirditi come di un popolo
-
-
Title
-
Page 18
-
Date
-
1934
-
Text
-
- XIV — Capitolo XII. — L’opera missionaria del P. Domenico Pasi nell’Ar-chidìocesi di Durazzo 1. — La città greco-illirica e romana, perno storico del paese che fu poi detto Albania, nel periodo preislamico. — La sua chiesa: antichità; sue oscillazioni fra Roma e Bisanzio; serie dei Vescovi; chiese suffraganee e loro posto nella storia. Decadenza decisiva durante il periodo turco
-
-
Title
-
Page 115
-
Date
-
1934
-
Text
-
— 89 — Alessio abbiamo accennato al documento pontificio secondo il quale non ci sarebbero esistiti nella curia di Roma prove di una giurisdizione metropolitana di Durazzo, riconosciuta, sulle chiese dell’Albania settentrionale. La questione giuridica, insomma, mi parrebbe doversi risolvere nel senso che Durazzo non sia mai stata riconosciuta da Roma qual chiesa metropolitana sopra le chiese
-
-
Title
-
Page 68
-
Date
-
1940
-
Text
-
si imponeva su tutta la Dalmazia e il Barone Rukavina si preparava alla conquista definitiva dell’« Albania veneta » come allora si chiamavano le Bocche di Cattaro. Anche i bocchesi, dopo un periodo di disordini, cui non era stato estraneo il vicino principe del Montenegro Pietro I, si erano decisi di dedicarsi a Francesco II. Colla venuta degli austriaci nelle Bocche, tutti i piani del principe
-
-
Title
-
Page 171
-
Date
-
1940
-
Text
-
, cosicché il Conte Raimondi di Thurn, Hoffer e Valsassina, nominato governatore civile della Dalmazia non introdusse grandi innovazioni. La ' carica generalizia » del provveditore generale per la Dalmazia e 1’« Albania veneta» fu sostituita dall'i. r. governo formato da più consiglieri, al quale furono annessi un tribunale d’ appello, le finanze, la ragioneria, la direzione di polizia
-
-
Title
-
Page 42
-
Date
-
1940
-
Text
-
senza limite. Il Pali si addentra quindi nella divisione e nel riassunto delle opere, soffermandosi naturalmente in principal modo sulla storia dell’ eroe albanese. Ne analizza particolarmente ogni libro e discute sulle cose più importanti, ricordando nell’ ultimo libro col nuovo ritorno in Albania di Maometto II la restaurazione fatta dal Sultano dell’ « Urbs Valmorum », com’ era allora chiamata Elbasan
-
-
Title
-
Page 159
-
Date
-
1840
-
Text
-
DEI MORI DI SPAGNA i “7 i presagi superstiziosi de’ suoi ulema, parti al principio dell'anno 887 (1482) per una nuova spedizione. Venne meno però contra Castellar edOlbera, nò fu risarcito di tal avverso successo se non dal bottino. Nel tempo stesso le truppe di Andalusia, comandate da Ruy Poncio marchese di Cadice, sorpresero la città di Albania ch’era il baluardo di Granata,e profittando
-
-
Title
-
Page 267
-
Date
-
1901
-
Text
-
, 1881. Pietro Chiara. L’Albania, Palermo, 1869. Id. L'Epiro, gli Albanesi e la Lega Palermo, 1880. Bernard. La Turquie et l'Ellénisme contemporain. Anselmo Lorecchio. La Questione albanese. Catanzaro 1898. A. Baldacci. Gli albanesi nel Montenegro. Boll, della Soc. geogr. it., vol. XXXV, 1898. Io. L’Italia e la questione albanese. Firenze, 1899. Giuseppe Schirò. Kënkat e luftès (I canti
-
-
Title
-
Page 286
-
Date
-
1933
-
Text
-
— 220 — ottenuto nessun risultato, e a ogni modo non sappiamo che cosa rispondessero, se pure risposero direttamente al P. Pasi, ciò che parrebbe doversi ammettere. Egli il 23 giugno aveva pronto il memoriale da spedire all’ambasciatore austro-ungarico presso il Vaticano, dove esponendo le necessità religiose dell’Albania rilevava soprattutto il fatto che nelle regioni confinanti coi turchi
-
-
Title
-
Page 234
-
Date
-
1933
-
Text
-
, e si conosceva come superiore dei missionari) in Albania gli comparve l’Arcangelo S. Michele e lo portò a Roma nella Chiesa di S. Pietro. Appena fu nella prima chiesa del mondo trovò Cristo che gli disse: « O Domenico, io ho deciso di finirla col mondo, poiché il peccato ha inondato la terra ». A queste parole Pater Deda si gettò ginocchioni davanti al Cristo supplicandolo che perdonasse ancora una volta
-
-
Title
-
Page 107
-
Date
-
1933
-
Text
-
, lo spirito e l’influenza di Bisanzio, ha portato l’intrigo e la divisione in questo paese scuotendo la compagine cattolica, aprendo la porta alle nefaste influenze del Fanar, vile strumento della politica greca e della tirannide turca. Quanti mali abbia portato alla razza e alla nazione questa doppia influenza o dominio, a seconda dei periodi storici, lo mostrano le rovine seminate da per tutto in Albania
-
-
Title
-
Page 443
-
Date
-
1933
-
Text
-
— 375 - riuscirono trionfali. La fede e la virtù religiosa nella rigenerazione morale domestica e sociale rifiorirono come per incanto al soffio della nuova primavera religiosa in Albania. Le testimonianze non solo lasciateci dai missionari, ma che io stesso potei udire da Vescovi e da parroci che poterono aver contezza di quel grande risveglio di fede e di pietà, parlano come di qualcosa fuor
Pages