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1904
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naturalmente in seconda linea. A senso delle istruzioni ricevute dal maresciallo Berthier, Marmont cercò subito di annodare stretti vincoli di amicizia con il Vlàdica del Montenegro, con la Bosnia e con l’Albania. (2) Base di codeste trattative doveva essere un atto di semplice e larga sottomissione con il principato di sicuro appoggio logistico con l’Albania in caso di future operazioni verso ¡’Oriente
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di parentela dinastica e di simpatie nazionali, debbono guidare in quest’opera. Tocca di agevolarla ad una politica economica risoluta e previdente, ad un’audace e conscio impiego dei capitali ed infine ad una larga diffusione della coltura italiana tra le genti di Serbia e di Albania. Il problema del risorgimento economico dell’Italia del Mezzogiorno è intimamente connèsso a questa azione risoluta e decisa
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178 BIBLIOGRAFIA 312 RIÌY (Léon), Répertoire topo-bibliographique des antiquités de l’Albanie, in Albania, Revue d'Archéologie, d'Histoire, d’Art et des Scienes appliquées en Albanie el dans les Balkans, No. 3 (1928), Parigi. , [Ricobaldus FERRARIìnsis], Cron(on)ica summorum pontificum impe-ratorumque ac de septem aetatibus mundi ex S. Hyeronimo, Eusebio aliisque viris eruditis excerpta
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e politica), t. I, Roma, 1921. Cuniberti (F.), L’Albania ed il principe Seanderbeg, Torino, 1898. Curtius (Q.—Ru£us), Historiarum Alexandri Magni Macedonis libri quae supersunt, ed. da Edmund Hedicke, Lipsia, Teubner, 1919, 2 voi. Czwittingerus (Davidus), Specimen Hungariae litteratae, virorum eru-ditione clarorum natione Hungarorum, Dalmatarum, Croa-tarum, Slavorum atque Transylvanorum vitas, scripta
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di questo Musachi, il quale dopo l’occupazione deU’Albania da parte dei Turchi, si era rifugiato nella Puglia. Ivi compose nel 1510 il suddetto trattato per i suoi figli. A quella data egli conosceva senza dubbio la Storia del Castriota. Difatti, è già stato rilevato che intorno alla biografia dell’Eroe fra l’esule Capo albanese e il Barlezio ci sono qualche volta delle similitudini palesi, come per es
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), Cuniberti (L’Albania, •ecc.), Barbarich (Albania), Jakova-MERTUri (Giorgio Kastr. Skand.), Noli (Storia di Se.) e terminando — speriamo definitivamente — col Gegaj (L’Albanie et l’inv. turque, pubblicata nel 1937). Ora, si tratta infatti d’una abilissima mistificazione di quel prete specializzato, come ci dimostra tutta la sua attività « scientifica », in lavori del genere. Già nel 1931, il Babinger
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, ma come monaco. Può darsi che il Barlezio si valesse qui dell’opera del Volterrano, stampata già nel 1506, e così si spiegherebbe il loro accordo. 4 II, 108. 5 MakuSev, Moti., II, 113—114. 6 LjubiC, Listine, X, 115. 7 MakuSev, ibid., II, 135. 8 RINALDI, X, a. 1457, n-ri 20, 21—22, 23—26 e 40. Per la menzione d’una vittoria cristiana in Albania v. il breve di Callisto III del 24 sett. 1457 (ibid., n° 31). Cf
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tra lo stesso, che era già in Albania, e il re Vladislao d’Ungheria, nell’estate del 1443 4. Quanto alla prima spedizione di Murad contro l’Eroe, Marino la fa aver luogo dopo la conclusione della pace che pose termine alla guerra di quest’ultimo con Venezia5. In realtà, la campagna turca finì parecchi mesi prima di quel trattato. Dice poi lo Scutarino che Mosè Golemi partì da Costantinopoli con un esercito turco alla volta
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1938
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139 VITA DEL BARLEZIO 5 di Balesio *. Marino conobbe tutti questi luoghi « dum res nostra loco staret » 2, secondo il suo dire, cioè prima del 1478. Quindi è chiaro ch’egli ha viaggiato spesse volte nell’Albania, certo non da fanciullo, ma in un’età assai più avanzata. Del resto, egli conosceva pure la costa dalmatica, dal momento che viene a descriverci Ragusa 3. Il Barlezio era prete cattolico
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1938
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di Scanderbeg a Roma e al massacro della popolazione di Chidna ( Papa 1 iopulo-VretO, Compendio, II, 175, 177—178) sono attinte da quest’ultima fonte. 4 Compendio dell'istoria di Giorgio Castriotto soprannominato Scanderbeg, principe dell’Albania. 5 In due tomi. La seconda edizione venne in luce nel 1858 (Iarcu, An. Bibl., 57). Il picot credette a torto che la traduzione del Bilciurescu
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1938
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che alcuni lettori, che giudicano il glorioso passato (l’epoca di Scanderbeg) attraverso il prisma dell’umile presente (l’Albania sotto il giogo turco), invece di avvicinarsi, con ammirazione a quel passato, così come aveva fatto il Nostro, avrebbero accolto forse l’opera con diffidenza. Egli ci spiega che la causa delle eventuali riserve sarebbe dovuta alla subitanea caduta in misera situazione dell’Albania
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d’Aragona pone l’assedio a Belgrado-Albanese (Berat), città allora in possesso degli Ottomani (estate del 1452). Qualche giorno dopo, le concede una tregua di 16 giorni. VIII (98—109). Intanto Sebalia pascià sorprende l’esercito assediante e lo batte gravemente. Il Musachi [Topia] cade nella battaglia, mentre Mosè passa al nemico. Nel febbraio (1453), il traditore torna in Albania con un esercito turco
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facesse col despoto di Rascia e cogli altri signori della Bosnia e dell’ Albania. Esso poi dovrà servire Venezia colle sue genti gratuitamente per due mesi ogni volta che sarà richiesto; il servizio ulteriore ai due mesi gli sarà pagato. S’egli avesse guerra con altri, i rettori di Cattaro e dell’ Albania gli daranno aiuto e favore. Egli e i suoi fratelli sono assolti per ogni offesa fatta a Venezia
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- 232 - menti nazionali-albanesi, però i veri, gli autentici albanesi sono da ricercarsi nell’Albania settentrionale. Come gli Albanesi, sono ignoranti e rozzi i Farseroti, ma al pari di quelli son cortesi e affabili in fatto di ospitalità; il più povero fra essi vi offre il suo tetto e, « faute de mieux», una tazza di caffè, bibita questa che trovasi dovunque in Albania. I funzionari turchi
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col provveditore generale a Zara, Alvise Mocenigo. Data a Zara. — (Dispacci del Commissario in Dalmazia, filza 1700, 10 ottobre a 1701, 5 aprile). PARTE IIP 67. (67) —- 1699, Giugno 9. — c. 164 (1). — Annotazione che Giovanni Gri-mani spedi il n. 59 con lettera di quesla data. Data dalle tende nella campagna vicino alla torre di Kemitza. (Originale in Dispacci del Commissario in Dalmazia ed Albania, 1699, 31
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1936
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anche la posizione privilegiata che potrebbe derivare aO’Au-stria-Ungheria dalla sua situazione ed attività in Albania e specie nell'Albania del Nord, che rappresenta fra l'altro una posizione strategica di primo ordine nei riguardi della Serbia. Qualche atteggiamento a tale proposito potrà forse apparire, se pure in iscorcio, durante i dibattiti delle prossime Delegazioni a Budapest, e nei negoziati
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1936
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Di che cosa si trattò a Konopischt ? 33 A Konopischt si esaminò la situazione in Albania che in quel momento appariva in piena crisi, sotto minaccia di insurrezioni e rivoluzioni, e l’Arciduca si lamentò del rappresentante diplomatico che l’Italia vi teneva. Molti hanno supposto che a Konopischt fosse gettato il seme di una guerra preventiva. I documenti sin qui pubblicati non ne danno prova
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1936
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montenegrino, compresi naturalmente Antivari e Dulcigno, sia ceduto all’Albania ». Ancóra. 1 n un pro-memoria del marchese di San Giuliano intorno al Convegno di Abbazia (14-18 aprile 1914) spedito per corriere da Roma all’Ambasciata a Vienna in data 30 aprile, è interessante, in conformità ed in relazione a quanto sopra è detto, il brano seguente: « Berchtold venne poi a parlarmi del pericolo
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1936
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molti meriti. 11 « clima » italo-austriaco per l’Albania era tale che a un dato momento San Giuliano scrisse che richiamare Aliotti avrebbe significato farne agli occhi della Nazione un eroe sommamente popolare (3 giugno). Tuttavia, perseverando ed acuendosi il disagio, San Giuliano si indusse a considerare la sostituzione dell’Aliotti, purché contemporanea a quella del suo collega austro-ungarico. San
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1938
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della sua famiglia. Ma ormai la sua seconda Patria, l’Italia, l’indipendenza l’aveva raggiunta, e s’avviava, pur tra tentennamenti e ansie ed errori, a quella rinascita romana che poi ha saputo di balzo darle un colosso della storia: Benito Mussolini. Invece la sua Patria d’origine, l’Albania, agonizzava sotto una dura dominazione. Ed egli senti che era suo dovere spendere le forze e, se necessario, la vita
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