Search results
Pages
-
-
Title
-
Page 50
-
Date
-
1902
-
Text
-
36 L'Albania e V oliera di G. De Rada che alla fermezza del volere aggiungono uno spirito vasto che si astrae dalle difficoltà dell’ ambiente, creando a sé d’attorno tutto un mondo popolato di figure ideali e di fantasmi. Tuttavia questo marasmo, in sul principio, esercitò su lui un’azione deprimente, poiché dal 1848 al 1861 nessun’altra opera egli produsse alla luce. L’ambiente mutato
-
-
Title
-
Page 385
-
Date
-
1902
-
Text
-
. IV. Tale l’opera sua politica sui destini dell’Albania. L’opera poetica, che ad essa si riconnette, sebbene manchevole in gran parte di organismo e di eguaglianza di concezione, resta monumento forse aere perennius, e l’opera sua filologica, sebbene non incontrasse il pieno assenso della scienza, ebbe una notabile azione morale. Ma l'uomo si deve riguardare nella sua versatile complessità. O si pensi
-
-
Title
-
Page 144
-
Date
-
1902
-
Text
-
130 L’Albania e l'opera di G. De Rada fina, col pretesto di un gita nella vicina città di Silagòra, scorre per il lido, in compagnia della madre, sul cocchio, ondeggiante i pensieri, tacita e rapiti gli affetti verso una nave che portava da sè lontano * il suo tempo felice Gli sposi si confessano dinanzi il patriarca (forse il patriarca di Costantinopoli), e convitati patrizii da ogni banda
-
-
Title
-
Page 336
-
Date
-
1902
-
Text
-
322 L'Albania e l'opera di G. De Rada sfazione e nobile orgoglio, il De Racla annunziava nel suo giornale enfaticamente: “ Cesare Cantù ha accolto nella nuova edizione della sua Storia Universale la nostra lettera, compartendole durata Ma la soddisfazione onesta trovava maggior consentimento nei cuori de’ popoli (1). IX. Le ragioni politiche confortava con documenti etnografici, storici
-
-
Title
-
Page 327
-
Date
-
1902
-
Text
-
larga nell’ Albania, ma non le suggeriscono l’incremento della lingua albanese nelle colonie d’Italia, e l’istituzione di una cattedra albanese nel collegio di S. Adriano. Anzi i giornali rimasero indifferenti persino quando ministri dissennati abbandonarono quel collegio alla mercè degli sfruttatori, che lo consumarono, quasi tozzo di pane, die- si avvicina e va a lambire ed innestarsi
-
-
Title
-
Page 94
-
Date
-
1902
-
Text
-
80 11 Albania e l’opera di G. De Rada suo sposo e ormai anch’egli trapassato. Più. innanzi un altro quadro raffigurava Uràna e Vladèni, ohe in un campo erboso, miravano in mezzo a due fossi una vasca, entro cui appariva emergente da un fiume una Sibilla profetante i fati dell’ Albania. Ed ecco un altro quadro, ove è dipinto un fiume, da cui emergea la testa di un uomo, con attorno attorno
-
-
Title
-
Page 220
-
Date
-
1902
-
Text
-
208 L'Albania e V opera di G. De Rada i letterati. Il Ruggiero (1) e il De Grazia (2) li vestirono dì veste poetica italiana, il Mango (3) ne discorse con affetto, Dora D’istria (4) con sentimento d’albanese e d’artista, lo Straticò (5) ne diede un lungo resoconto, e i linguisti, alemanni specialmente, li tolsero a fondamento de’ loro studi. Ma essi posseggono un altro gran pregio
-
-
Title
-
Page 383
-
Date
-
1902
-
Text
-
dei dolorosi successi di Tunisi, tese le braccia agli antichi profughi d’Albania e nella prudente misura, che le consigliavano i suoi interessi, raccolse il loro grido. Anime elette promossero l’idea albanese e la diffusero con fervido amore. Il Baldacci la metteva in vista coi dotti studi, il generale R. Garibaldi, rievocando il proclama a pro degli Albanesi del magnanimo padre, suonava la tromba guerriera
-
-
Title
-
Page 321
-
Date
-
1902
-
Text
-
, che ha per programma la diffusione della lingua e della cultura nazionale. Da tutto questo si ricava che, come s’esprime il De Rada, il Sultano non è nube che impedisce il sole all’Albania. La Porta ha ceduto Gussigne (2), Dulcigno ed Antivari al Montenegro e 11 suo Governo si esercita pur troppo dispoticamente sull’Albania, come prova tra i mille, il recente doloroso caso di Ibraim Zacca. Era Ibraim Zacca
-
-
Title
-
Page 152
-
Date
-
1902
-
Text
-
138 L'Albania e l'opera di G. De Rada verso la profanerebbe. Ma il poeta non dimentica che il primo amore nelle anime passionali non muore mai. Nella festa degli sponsali di Skanderbeg ecco i due antichi a-manti l’uno a fronte dell’altro, ecco Seraflna presentata a Bósdare per danzare. Si risveglia l’affetto represso e ne’ due giovani il turbamento che vien dalla gioia, se non sospinse
-
-
Title
-
Page 351
-
Date
-
1902
-
Text
-
. Nel 1847 gli Sciàmidi, attratti dalle promesse del governo greco, si sollevano contro la Turchia; ma dinanzi agli eserciti del serraschiere Rechid pascià, abbandonati da’ Greci, dovettero deporre le armi. A un altro tentativo d’ insurrezione della bassa Albania nel 1854 venne pari-menti meno l’aiuto del governo greco. E quando Spiridio-ne Karaiskaki, sulla fine del gennaio dello stesso anno, alla testa
-
-
Title
-
Page 159
-
Date
-
1902
-
Text
-
del Turco e guida le sue schiere contro l’Albania. Ma il pascià è arso coi suoi Giannizzeri sulla costa di olivi dall’incendio che il genio guerriero di Bósdare vi desta con lanci di fascine fiammanti, e la donna cade prigioniera col suo pargoletto. Bósdare a lei albanese promette salute, ma affondato nel dolore perchè Serafina gli è rapita, indurito l’anima, non trova la forza per resistere alla turba
-
-
Title
-
Page 73
-
Date
-
1924
-
Text
-
L' ITALIA E FIUME DI FRONTE AGLI ALLEATI 61 dente, garante la Lega delle Nazioni; Valona all’Italia, con mandato sull’Albania; Lussin, Unie, Pelagosa e Lissa all’Italia, e tutto il resto alla Jugoslavia. Tutte le isole demilitarizzate. Consegnato ai jugoslavi, questi risposero con un controprogetto in data 20 gennaio 1920 (pubblicato integralmente, documento N. 6 a pag. 147 e segg. dell’op
-
-
Title
-
Page 272
-
Date
-
1924
-
Text
-
delle isole poste nel gruppo di Lissa sarà concessa, sotto la sovranità italiana, una completa autonomia locale. 5°) - L’Italia eserciterà il mandato sull’Albania, ma i termini del mandato stesso saranno tali da impedire che l’Italia possa sfruttare le risorge del paese, servirsene a scopo militare e colonizzarle. Il territorio posto intorno a Valona, sarà completamente neutralizzato, e i jugoslavi
-
-
Title
-
Page 52
-
Date
-
1938
-
Text
-
nei conviti le imprese degli antecessori4. Così fu tramandata, dice egli, alla posterità la brillante vittoria che ebbe l’Eroe su Hamsa, il nipote traditore. Girando per l’Albania 6, ebbe occasione di apprendere dalla bocca del popolo il ricordo e l’impres- 1 Ibid., VI, 78 v. 2 Ibid., prefazione, 2: «Non... commenta in iis, sed a maioribus diligenter relata et a quibnsdam etiam qui interfuerunt visa
-
-
Title
-
Page 92
-
Date
-
1938
-
Text
-
. Tutto questo racconto dello Scutarino viene confermato da altre fonti2. Quanto ai Turchi ritiratisi in Tirana, l'Albanese, non ostante il vivo malcontento dell’esercito suo, li lasciò stare in pace finché essi, travagliati dalla fame si fecero strada con la forza tra le truppe albanesi messe a guardia dei passi 3. Segue la seconda campagna di Mohamed in Albania4. In quest’occasione egli restaurò « Urbs Valmorum
-
-
Title
-
Page 41
-
Date
-
1938
-
Text
-
LE FONTI DEI, BARLEZIO 35 presero parte all’assalto 150.000 Turchi, al dire di coloro che poterono in quell’occasione stimare il loro numero x. 3. Fonti scritte. Marino fa la descrizione dell’Albania antica, riproducendo quasi esattamente passi di Plinio 2 e di Strabone 3 Egli fa menzione di Posidonio *, che conosce però per tramite di Strabone, uno degli autori antichi
-
-
Title
-
Page 90
-
Date
-
1938
-
Text
-
, parlando della difficilissima situazione di Scanderbeg, osserva : «que omnia, ab ipso domino [se. Scanderbego] coram distintius cognovisse Beatitudinem Sue Paternitatis non dubitamus ». Da ciò si può dedurre che in questo tempo il Castriota era già partito dall’Albania e il Senato credeva che egli avesse non meno esposto tutta la sua condizione davanti al pontefice. Però questo ebbe luogo
-
-
Title
-
Page 80
-
Date
-
1938
-
Text
-
del Sultano avvenne quasi nella metà di agosto (dobbiamo preferire questa relazione contemporanea), ciò che ci fa pensare che i Turchi, oltre alla presa di Sfetigrado e a quella di alcuni « forta-licia », non avessero avuto il tempo di fare anche l’assedio della munitissima Croia, che, d’altronde, si trova molto all’interno neH’Albania, a grande distanza da Sfetigrado. Riprendiamo il filo del racconto
-
-
Title
-
Page 18
-
Date
-
1904
-
Text
-
— 14 — Ciò significa che l’Adriatico servì da strada all’ « officina gentium » delle terre che prospettano sulle sue rive. L’occupazione degli antichi domini illirici posti a settentrione dell’Albania per parte degli Slavi, nonché i contatti e le infiltrazioni anteriori di genti mediterranee propriamente dette nella Albania meridionale, sono prova evidente del graduale differenziarsi delle stirpi
Pages