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1933
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, a cominciare da Salandra, Orlando, Cadorna, Diaz e Mussolini fino all'ultimo ruffiano romano e all’ultimo lazzarone napoletano. Facendo apparire le sue vittorie e i suoi meriti, l’Italia esigeva che alla Conferenza della Pace gli Alleati le riconoscessero tutti i suoi diritti e le sue esigenze. L'istria, Fiume, Dalmazia, Albania, le isole greche, la costa e le terre dell'Asia Minore
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la Terra, fi ritirarono , mandando cento certe , & altrettanti prigioni a Coftantinopoli. In Albania di- ln AJham fegnavano i Turchi più nobili tentativi, fatta loro fperare dal ma ¡ Tur. traditore Voino agevole 1‘efpugnationedi Cataro. Raccoltele u‘^„Z militie d’ Erzegovina su monti vicini alla Piazza, comincia- corono col cannone ad infeftarla, & a travagliar il Cartello . Giun-
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VINETIANA LIB. IX. 73 f Italia , & atto ad aprire la ftrada a maggiori progredì nell’ Albania quefto fito effere già flato tale conoiciuto , & ftimato da’ Romani, i quali non prima s erano riiolti di paffare nella Grecia , che fi flirterò di quefto impatroni-ti ; ridotto quefto in loro poteftà , havere nell’ A lbania, & nella Macedonia fatti nobilitimi progreflì. Ma quefto partito
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1939
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PIO BONDIOLI difficoltà maggiori per il ricavo e l'esportazione dei legnami derivano dalle distanze dei centri abitati e dalla mancanza di strade. Eppure diverse ditte italiane seppero affrontare anche questo problema e ottennero concessioni nelle prefetture di Alessio, di Va-lona e di Berat che, con la nuova sistemazione generale dell’Albania, dovranno dare in un giorno non lontano
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1927
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romano e le irruzioni barbariche, delle popolazioni antiche restarono i Celti e i Baschi, così non è meraviglia, se gli avanzi del valoroso e bersagliato popolo dalmata si fossero raccolti e rifugiati nelle montagne dell’Albania, e che perciò, trasportatasi colà con esso loro la lingua, andasse smarrita nella Dalmazia. E se ad estinguere questa lingua non fosse bastata la conquista romana
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di sforzamelo. Sollecitò appunto allora l’attacco di Napoli . Giuntegli alcune altre Compagnie di Suizzeri, fece, che il Duca di Albania tragittaffè con le fue militie il Pò alla Stradella nel Piacentino , per indi auiarfì mw7Si~ verfo il Regno; e nello flelTo tem po ricercò il Pontefice della con-ceffione del palio per Io Stato della Chiefa . Soprafatto Clemen- fi Kap»u. te, non potè ricalcitrarui
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in fua vita non hebbe-Onde fi delibero farne yen* detta, 12 adoperare contra Scand.ogni poffkn^a fua.M.a Sci der.huomoprudentiffimo^uifàto de fi nemica intentione del Turcho, fe n’ando in Aleffìo citta d’Albania che era allhora fitto la S. di Venetia oueafua richieda fecero dieta tutti gli Signori,12 principi più potenti dell’ Albania, Deliquali fin* frafcritti furono principali cioe.Aranith connino
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1940
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i59 SUQLl tALTRl FRONTI VI QUERRA 159 alla meglio ma prive di artiglierie e di carreggio, erano state frattanto trasportate a Salonicco (1). L’Italia, però, aveva dovuto sin allora declinare l’invito ad inviare truppe in Oriente, e per ragioni molteplici. Una spedizione in Macedonia, anzitutto, avrebbe richiesto uno sforzo ben superiore a quello da noi compiuto in Albania
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1940
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) furono inviati in Albania e due al confine svizzero; altri tre, invece, (i°, 8° e 180) furono dislocati sull’altipiano della Bansizza, donde ordinatamente si ritirarono dopo il rovescio del novembre. Sulle nuove linee del Piave, un solo battaglione della Finanza venne schierato: il 70, cui fu affidato un lungo tratto di fronte lungo il Sile. Il 18 dicembre, gli Austriaci tentarono, anche in quel tratto
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1931
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verso il sud portava lo squallore sull’altra sponda; le città divennero macerie e i porti si convertirono in paludi. Giusto è che la rinascita dell’Albania si compia come una naturale conseguenza della rinascita italiana. Diversa invece è stata la storia della regione albanese costituita dall’aspro massiccio interno montuoso, che ha scarse vie di comunicazioni con l’interno (il solo solco notevole
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1932
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Dalmazia secondo richieste S. E. Millo. Ha pure determinato che truppe siano inviate da Corpo operante Albania. Prego V. E. prendere accordi con ammiraglio Millo per presidiare urgenza Sebenico con forze adeguate et successivamente altre località Dalmazia. Non occorre per ora presidiare isole ove già si trovano reparti marinai. Gradirò avere notizie determinazioni prese et loro graduale esecuzione
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1932
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ha giurisdizione sulla costa dalmata occupata, sulle isole che la fronteggiano e sulle isole Curzolane occupate. Nei riguardi della navigazione costiera, dragaggio e servizi marittimi in genere, la sua giurisdizione si estende al sud fino alle Bocche di Cattaro incluse. « Il comandante superiore navale in Albania, nei riguardi della navigazione costiera, dragaggio e servizi marittimi in genere, estende
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1933
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102 LOCALITÀ, CHIESE ECC. DELL’ALBANIA SETTENTRIONALE denza dell’alfiere della tribù, a Gjytet Dakajt dove si vedono le rovine di una chiesa di S. Veneranda e dove 35 anni fa fu trovato e trasportato a Scutari un cannone veneziano? Poche notizie ci fornisce la storia antica su Shala, anzi questa sola: che nel 1461 Shala si ribellò contro i Spano, signori di Drivasto, che sembra estendessero
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1933
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66 LOCALITÀ, CHIESE ECC. DELL’ALBANIA SETTENTRIONALE In una contrada dello stesso paese vi è una località vicino al Drino e al suo affluente Lesniqe denominata « Shtoder »: quivi esistono le mura di una piccola e antica chiesa intitolata a S. Teodoro, Gaspari, 1931, p. 157. - Schematismus, p. 49. - PP. Gesuiti, pp. 34 e 133. - Rey, p. 54. I.eka, 1932; p. 260. Fandi. Pandi o Fani, come Dibri
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1933
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CHIESE I4I € stalla d’animali bruti » e che minacciava rovina. Tutte le sue possessioni erano state occupate dai turchi. Oggi la desolazione è ancora maggiore. La località è del tutto deserta e la Bojana batte i fianchi della chiesa; l’abside è caduta intera anni or sono nel fiume e se non si provvede, come io stesso ebbi a suggerire a chi di dovere, il più bel monumento medioevale dell’Albania
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1933
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l8 LOCALITÀ, CHIESE ECC. DELL’ALBANIA SETTENTRIONALE 2. Distretto della Dalmazia divisa nei suoi contadi. Parte Orientale. — Senza data ma certamente del 1687 o 1688. Da Spalato alla foce della Bojana. Scala approssimativa: 1:600.000 Figura nel Corso Geografico (tav. 73) e nella prima parte dell’Isolario (1696) tra le pp. 152 e 153. La carta è menzionata dall’Almagià (1) e riprodotta in piccolo
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1933
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32 LOCALITÀ, CHIESE ECC. DELL’ALBANIA SETTENTRIONALE A poca distanza da Alessio il Drino si divideva in due rami prima di sfociare in mare e formava la nota Insula Alessii che fu l’ultimo possesso veneziano in Albania. Ceduta Scutari ai turchi (1479) e persa la fortezza di Alessio, trovarono rifugio nell’isola «larga 2 e lunga 3 % miglia» molti profughi albanesi cui Venezia inviò un provveditore
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1933
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POPOLI 179 I Mirditi riconoscono per loro capi i discendenti di certo Gjon Marku (Giovanni figlio di Marco) che sarebbe vissuto attorno al 1700, onde la famiglia viene detta « Dera e Gjon Markut ». Il primo autore che accenna a un capo dei Mirditi, chiamandolo « Prenk o Principe » è, credo, l’anonimo autore tedesco di un viaggio in Grecia e Albania pubblicato nel 1826. Tutti i discendenti maschi
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1933
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40 LOCALITÀ, CHIESE ECC. DELL’ALBANIA SETTENTRIONALE Le due frazioni sono divise da varii corsi d’acqua che si riuniscono sotto il ponte di Ura Shkines (ponte della Slava) e defluiscono nel Drino (Cfr. voce « F. Beracho »): Blinishti superiore si chiama ancora oggi Blinishti Mbi-Ure (sopra il ponte) e Blinishti inferiore Blinishti Nen-Ure (sotto il ponte). I primi accenni storici di Blinishti
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Page 40
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1933
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36 LOCALITÀ, CHIESE ECC. DELL’ALBANIA SETTENTRIONALE della riva destra del corso superiore del Vaibona. Bardaj forma una delle bandiere della tribù dei Gashi, tutta musulmana. Curioso è il fatto riferitomi da Padre Bernardino Shllaku che gli abitanti di Bardhi ritengono di non appartenere alle tribù albanesi della regione (Gashi e Krasniqe) ma di essere immigrati da vari secoli in Albania
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