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1939
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, con l’aiuto dei serbi e che al tempo di Skanderbeg il confine dell’Albania era al Drin; Dal punto di vista economico Scutari è il naturale sbocco del Montenegro, della vecchia Serbia, di parte della Macedonia. Il possesso della Boiana consentirà di regolarizzarne il corso, bonificando i territori e sfruttandone le forze idriche. Il possesso di Scutari infine consentirà di creare la ferrovia
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è più ampiamente e più lucidamente esaminata nello studio di Popovtic.h, Le Monte-negro et la question de Scutari, Genève (s. d., ma 1919). Sul carattere serbo dei Klementi cfr. op. del Tomitch (cit. in § I), il quale riprende la tesi esposta da Jakschitih (Temps, 3 gennaio 1913) sull’espansione albanese al di fuori dei limiti naturali dell’Albania, per spiegare la presenza degli albanesi nel Sangiaccato
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L’Albania da Yovan Plamenatz, presidente del Consiglio del Montenegro, in data 5 marzo 1919, si richiede formalmente l’annessione di Solitari e del circostante territorio al Montenegro. In esso si ricorda che questo l’occupò nel 1913 e in tale anno l’Austria, a mezzo del suo ministro a Cettigne, barone diesel, propose di riconoscere il diritto del Montenegro, ove avesse accettato di neutralizzare
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quasi impossibile apportare nello avvenire la minima modificazione ai mandati o sopprimerli. Il 26 febbraio gli Alleati accettavano le obiezioni del Presidente circa la divisione dell’Albania, dicendosi persuasi che un nuovo esame della situazione avrebbe condotto a soddisfare i desideri del popolo albanese per un governo autonomo, pur prendendo in considerazione i vitali interessi
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/.e aspirazioni greche greco ed i secondi nello stato albanese. La Grecia prelende l’aggiudicazione di questa popolazione mista, perché sarebbe contrario ad ogni equità di sottomettere una maggioranza di civiltà superiore ad una minoranza di civiltà inferiore. Dato poi che l’Albania non saprebbe vivere indipendente senza una tutela straniera, non si vede per ([uale ragione questa popolazione
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L’Albania (Fisher) e italiano (Imperiali) prése atto del promesso rispetto dei confini e dei propositi di buon vicinato dei due popoli. Malgrado qualche protesta dei due delegati, decise poi (19 novembre) di dare alla Commissione di inchiesta — la quale si era convocata il 10 a Ginevra, ripartendone il 13 — le seguenti istruzioni: 1) informare il Consiglio della ritirata delle truppe jugoslave
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L’ A l b ani a mentre l’unica scuola albanese ne contava solo 200; 2) che la comunità greca della città ha rifiutato il legato di 600.000 franchi di Liak-tis Aoramidis, perché aveva posto come condizione che la lingua albanese venisse insegnata nelle scuole greche; 3) che la stessa comunità rifiutò nel 1880 un altro legato di 100.000 franchi di Ercole Douris perché aveva indicato come legatario la « comunità ortodossa» e non la «comunità greco-ortodossa » di Koritza. Ricorda anche che, dopo il protocollo di Firenze, con cui l’Epiro del nord fu assegnato allo Stato albanese, si dovette a questo garentire un’amministrazione locale autonoma col protocollo di Corfù del 17 maggio 1914 (all. 1 al memoriale). Infine rileva che durante il conflitto mondiale la Grecia occupò l’Epiro del nord col consenso degli alleati e dell’Italia, restandosi d’accordo che l’Italia occuperebbe Valona e la Grecia l’Epiro del nord, lasciando al Congresso della pace di decidere definitivamente su questa occupazione. « Ma era tacitamente inteso che se, con la pace, venisse confermata l’occupazione di Vallo-na all’Italia, anche quella dell’Epiro alla Grecia diventerebbe egualmente definitiva. Riconoscendo, nel trattato di Londra del 26 aprile 1915, all’Italia il diritto di occupare 60
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L’Albania Non vorrei dare un giudizio estremamente severo, ma, nel complesso, la frontiera albanese non è felice né dal punto di vista geografico, né etnico, né economico, né amministrativo, né politico. A furia di transazioni, di abbinamenti di problemi diversi, di soluzioni contingenti, si è finito per dare un assetto definitivo ad un territorio mutilato, con un confine che mal si tiene
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1939
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L’Albania Conferenza degli ambasciatori (§ 3°). Le dà facoltà di aggregarsi a titolo consultivo, per l’espletamento dei suoi lavori, membri nominati dai rispettivi Governi e di prendere in considerazione le domande da questi formulate perché le eventuali rettifiche non comportino il trasferimento che di un minimo di popolazione (§ 4°). I lavori della Commissione non sono definitivi. Essa dovrà
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812 Documenti (n. 58) tati, il 20 giugno 1917, con l’affermazione che l’Italia non ha altre mire che l’indipendenza dell’Albania e la difesa contro le ingerenze e gli intrighi degli Stati vicini. Il ministro aggiungeva che toccherà alle Potenze, al momento della pace, di fissare le frontiere dello Stato albanese. Del resto la proclamazione suddetta parlava di protezione e non di protettorato
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1940
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17 e quivi fondare un partito forte e fedele, fare tra loro un patto solenne di mantenere l’ordine pubblico colla propria forza, tenersi uniti col governo e non permettere che penestrasse sul suolo albanese alcuna influenza straniera, cioè non ledere la parola d’ordine giurata quando partirono da Valona gli italiani dall’Albania. «Fuori, via qualsiasi straniero, perchè essi ci cavano gli occhi
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1940
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61 generale movimento della bassa Albania, della Mir-dita, delle montagne di Puka dove era? Le tanto decantate Montagne Grandi, le quali dovevano apparire a Kopliku prima che i Dukagini assaltassero la caserma di Messi, ove si trovavano? Avevano effettuato nulla? Il celebre Dod-Nikolli, spirito vivificatore, aveva fatto qualche cosa?... Deli-Meta, alfiere di Hotti e Krahinaar, compare
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1940
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, accorse verso di questa; fu respinto da quei di Lumia e di Matia. Per domare costui il nuovo padrone dell’Albania assoldò un esercito di Lumia, Matia, Di-bra e ponendogli a capo Cerno-Begu e l’ufficiale Moharem-Bairaktari di Lumia suo braccio destro lo diresse verso Kruma di Hassi, e verso Gashi, Krashni-qe ed i Dukagini. Ai primi di gennaio del 1925 lo stesso Ahmeti lo accompagnò fino a Matia
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1937
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LA SECONDA FASE DELLE OPERAZIONI SERBE passo di Davat, verso lâAlbania, è parallela alla fronte e non offre un facile sbocco, data la presenza del lago di Prespa; quella di Phlorina (Lerin) è minacciata dallâarmata greca avanzante da Salonicco. Lâavvicinamento della 1 armata serba. Il i ed il 2 novembre la I armata serha compie ravvicinamento. La sera
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LA SECONDA FASE DELLE OPERAZIONI SERBE bloccata dai montenegrini. Il 5 novembre, dopo una scaramuccia, un reggimento di redif (43 ufficiali, 957 uomini, 2 pezzi) capitola; la divisione entra in Ljes dove si incontra collâaltra colonna e con un distaccamento di montenegrini. Due piroscafi greci sbarcano viveri a Medova ed il « distaccamento dâAlbania », rifornito, può
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1937
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¿1 necessario alla III armata. La divisione Sumadjia I forma il « distaccamento dâAlbania della Sumadjia » con due reggimenti di marcia, una batteria da montagna, una sezione zappatori ed uno squadrone: sono 6500 uomini, ma i servizi non sono organizzati. Si distribuiscono due pani (due chilogrammi) e qualche scatola di carne in conserva, si consegnano 20.000 dinari a ciascun
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1914
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di Scutari durante Vassedio, Milano, Treves, 1913 (diario inviato al Corriere della Sera, storia vissuta). G. Castellini, I popoli balcanici nell’anno della guerra. Milano, Treves, 1913 (divagazioni e impressioni sul Montenegro, l’Albania etc. inviate all’Illustrazione italiana). M. Marchi ano, / confini del nuovo Stato albanese nella ‘Rivista d’Italia marzo 1913. G. Petrotta, L’Albania e gli albanesi
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1914
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- 174 - AUSTRIACI E TEDESCHI J. Müller, Albanien, Rumelien u. die oesterreichisch-montenegrinische Gränze, oder statistich-topo graphische Darstellung etc., sowie des Gränz-distrikts von Budua in Oesterreichisches Albanien, Prag, 1844. (II primo viaggio austriaco nell*Alta Albania). Lejcan Reise in der Europ. Türkei in 1870 Petermanns Geogr. Mitt. (Sku-tari-Kastrati-Hoti la linea d’operazione
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1914
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- 173 — In. Smart Hughes, Histoire des événements de la Grèce etc. vol. 2. Paris, 1822. M. Raybaud, Mémoires sur la Çrèce etc. vol. 2. Paris, 1824. [Cerfbeer] sotto il nome di Ibrahim Manzour eff. Mémoires de la Grèce et de U¿libante. Paris, 1827 [2.a ed. 1828]. Bosse: Itinéraires de la Turquie d’Europe. — Le Turquie d’Europe. Dora d’Istria, Excursions en Roumélie et en Morée etc. vol. 2, Zurich-Paris-Genève, 1863. — Gli albanesi in Rumenia, Firenze, 1873. — La Nazionalità albanese secondo i canti popolari. H. Hecquard, Histoire et description de la haute J-.Ilbanie etc. Paris 1858 (studio storico fondamentale, come è fondamentale lo studio geolo-fico di) Boué Ami, stampato nel 1865 (disegna già una rete di ferrovie Valona-Salonnicco- Belgrado-Scutari-Costantinopoli-Adriatico). A. Maylan, À travers 1’¿Ilbanie. Paris, (quattro edizioni dal 1885 al 1897). A. De grand, Souvenirs de la haute Albanie. Paris, 1901. Brailsford, Macedonia etc. London, Methuen (elogiato dall’¿llbania di Dervish Hima, organo degli emigrati di Bruxelles, 1897-908). Loiseau. L’équilibre de l’Adriatique. Dumont. Le Balkan et l’Adriatique. Bérard, V. La Turquie et Vhellénisme contemporain (chiaro, bene informato; un capitolo è dedicato alla lotta di razze in Macedonia). — Le Sultan, l’Islam et les Puissances (un capitolo è dedicato alla storia delle ferrovie della penisola balcanica e specialmente alla questione della ferrovia Danubio-Adriatica, uno alla questione macedone). Edith Durham, The Burden of thè ¿Balkans London, Arnold, 1905, 331, 8°, 14 sh. con 1 c. e molte ili. — High ¿llbania. London, Arnold, 1909, 352 8°, 14 sh., con 1 c. e iilustr. (ottimi ambedue ; perfetta conoscenza del paese, lingua, costumi). G. Louis-Jaray. L’ ¿Ilbanie inconnue, Paris, Hachette 1913 (opera d’un rapido visitatore, ignaro della lingua, osserva bene quanto in tali condizioni è possibili. Indicazioni itinerarie preziose). Interessante l’articolo di P. Ronzy, L'Italie et le problème albanais nel France-Italie, novembre 1913. G. Gravier Le sandzak de Bazar in Ann. G. 1913, 41-68.
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1767
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all’im-provvifo, mentrefottoalcuna di quelle piazze s’attrovaife impedito, e con le truppe difperfe, e le galee difor-dinate , ilava efpoita l’armata a ra-gionevol rifchio della disfatta. Meditava pur anco, quale attaccar prima delle due provincie t perché ap- pi- «9 pigliandoiì all’Albania, lafciav’al Do-ria l’opportuniifimo aiìlo della Dalmazia , ad efso ile uro per la lega contratta dalla fua Repubblica
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