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1915
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R = 1: 400 Fig. 12. — Orti di Tirana. Lavori ordinari di coltura. Le lavorazioni del suolo si eseguiscono in Albania a mano e cogli a-nimali; per le lavorazioni a mano si usano attrezzi simili ai nostri e precisamente la vanga e la zappa; per le lavorazioni cogli animali si usa un aratro primitivo ed un erpice pure primitivo per sminuzzare le zolle. Fig. 11. — Risaia presso Elbassan.
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1915
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104 di questi animali, specie che la parte dell’Albania abitata in prevalenza dai cristiani si svolge sulle montagne interne, e non è stata da noi visitata. I suini esaminati presentano una certa rassomiglianza con quelli deH’Italia meridionale che vanno col nome di razza pugliese: son a orecchie mezzane, dal portamento quasi orizzontale, taglia mezzana, testa proporzionata al corpo, grugno
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1915
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INDICE. PARTE IV. Condizioni economico-agrarle dell’Albania. Divisione della proprietà.....................Pag. 127 Conduzione dell’azienda............................................» 128 Conduzione diretta............................................» ivi Colonia parziaria.........................» 129 Affitto........................................................» 131 Fabbricati
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1940
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intellettuale e insensibilità spirituale, era il solo che potesse ancora per qualche tempo permettere all’Albania, da una parte, di non correre il rischio di essere occupata dalle truppe austro-ungari-che, e dall’altra di essere lasciata abbastanza libera di sviluppare la sua cultura e le sue embrionali istituzioni. Credete proprio che in politica estera i regimi morenti non servono? Negli ultimi tempi
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1940
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RACCONTI POLITICI DELL’ALTRA PACE di concludere con i Turchi magari una mediocre o cattiva pace (che torna sempre a beneficio inglese, bisognosa com’è Londra della pacificazione orienta-le) da presentare poi al parlamento ed al popolo accanto al compenso in Albania — e nell’Egeo, questo vorrebbe Lloyd George. La sistematica regola inglese di rimetter sul terreno tutti gli argomenti non graditi
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1940
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, e dopo di allora ci fu qualcuno in Europa che ritenne doverci far sapere che oramai, raggiunta la sponda mediterranea, dovevamo disinteressarci dell’Albania e ritenerci largamente compensati, di tutto: qualcuno che voleva distrarci, metterci fuori dell’Adriatico con le buone maniere. — Ricordo, ricordo bene, fu la solita Austria che voleva « orientalizzare » l’Italia, per disinteressarla dei Balcani. Come se non fosse necessario
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1937
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Avvertenza INTRODUZIONE Dall' Impero Romano al principio del secolo xix........ 1. Serbi e Croati nell’alto medio evo. - 2. Latini e Slavi in Dalmazia. - 3. I Bulgari nel medio evo. - 4. Grandezza e declino della Serbia medievale. - 5. Origini del popolo rumeno. - 6. Il Turco mette piede in Europa (sec. XIV). - 7. Prime prove del Montenegro. - 8. L’Albania di Scanderberg (sec. XV
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1937
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Capitolo VII. LA POLITICA DEGLI STATI BALCANICI NEL DOPOGUERRA (1919-1933) 1. La Piccola Intesa (/920-1933). - 2. Crisi e sofferenze bulgare (1920-1927). - 3. L’Intesa Balcanica (1930-1934). - 4. Riforme e crisi in Rumenta (1917-1933). - 5. L’Albania dal Principe di Wied a Re Zog ( 1914-1928). - 6. Relazioni italo-jugoslave, da Rapallo a Nettuno (1920-1926). - 7. Politica interna della Jugoslavia
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1931
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. Occorrerebbe, quindi, accingersi a una completa e ampia storia italiana dell’Albania medievale indipendente e, prima di tutto, ad una esauriente sistematica esplorazione degli Archivi italiani, specie di quello di Napoli, di cui la enorme mole dei documenti (basterà ricordare i 378 Registri Angioini, contenenti decine di migliaia di documenti, senza indici completi ma solo con repertori parziali
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1933
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Capitolo IV. MONSIGNOR SIMEONE LASCARIS (1657-1663). § I. Viene a Roma da Venezia ove aveva fatto l’abiura. Con la scomparsa del P. Neofito Rodino dalla Chi-mara sembrò, per un primo tempo, inevitabile la rovina della Missione di Albania; senonchè l’amore speciale del detto Padre aveva in qualche modo provveduto alla successione sua, coll’infondere ad altri lo zelo apostolico di cui tante prove
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1933
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Consuetudini nelle montagne albanesi, ecc. 113 Uso tipico questo che ci spiega in relazione a certe caratteristiche del folklore albanese. Il morto, in Albania, è messo con la testa verso levante e i piedi a ponente, i bambini che simboleggiano con la loro innocenza, e, debolezza il colpevole che, debole e indifeso si presenta nella casa di chi ha su lui il diritto di vendetta
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1933
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UN DRAMMA STORICO DEL 1897 NELL’ALBANIA DEL NORD Come si risolvessero durante il dominio Tureo, i contrasti e le liti secondo il Kanu. La tribù albanese, almeno per quanto concerne le regioni cattoliche del Nord, aveva una legge tradizionale, tramandata oralmente, vale a dire un certo numero di aforismi laconici che regolavano il diritto pubblico e privato; questa tradizione riceveva
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1933
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I MONACI BASILIANI D’ITALIA IN ALBANIA 167 roso ma barbaro, cristiano, ma dagl’istinti selvaggi ed estremamente impulsivo. E si deve a quest’indole fatta di scatti e d’impazienze l’oscillare continuo dei loro propositi e delle incipienti e sempre rinnovantesi convinzioni religiose, di guisa che ora si dichiaravano cattolici fino all’entusiasmo e un istante più tardi si schieravano
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1933
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1 MONACI BASILIANI D* ITALIA IN ALBANIA 203 « Mr. Metropolita nostro Mr. di Durazzo come padrone « del nostro luogo e della nostra chiesa quale conforme « popolo di Christo ad una voce l’habbiamo eletto darà « relatione di tutto, come padrone. « Noi Governatori di Cimarra e tutto il popolo di « Christo baciamo le vostre sacre mani. « Da Chimarra a dì 4 di genaro 1660. « Delle Eminenze
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1933
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dello Stato attraverso la legge, quanto quella che è più in diretta corrispondenza con la psicologia del popolo a cui deve imporsi. Già i Turchi compresero bene questo quando, volendo, sotto l’influsso dei tempi nuovi, instaurare in Albania un efficace e regolare sistema legislativo, ricorrevano per prima cosa alle consuetudini del Kanun Du-kagjinit e ne iniziavano la codificazione. Non dico che oggi debba seguirsi
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1935
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più che gli era possibile il suo ritorno in Albania; stretto finalmente da Monsignor Segretario a dar ragione anche di questo ritardo rispose « ch’egli si era reso sospetto, come amico dell’arci-« vescovo » ritenuto complice suo nelle trattative con gli Spagnoli. § V. Nuovamente a Chimara. Intanto la Missione andava sempre più in rovina, non ostante che per parte dei Turchi i pericoli fossero di molto attenuati
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1935
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I MONACI BASILIANI D’ITALIA IN ALBANIA Secoli XVI-XVIII (Continuaz. e fine; ved. Voi. Il, 1932, e Voi. III-IV, 1933-34). Capitolo V. ANDREA ARCADIO STANILA (1636-1697) § I. Dall’isola di Creta a Roma. Giovanni Andrea Stanila nacque nell’isola di Creta da Giovanni e da Anna Andronico nel 1636; non si sa bene quando con la famiglia sia venuto in Italia, probabilmente prima della capitolazione
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1935
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I MONACI BASILIANI d’ItALIA IN ALBANIA 31 Capitolo VII. § I. La Missione riprende vita. Prima ancora che Mr. Costantini lasciasse definitivamente l’Albania, il Vescovo Mr. Stanila e il suo aiutante si eran posti all’opera di riordinamento della Missione, e questa, concorrendovi pure alcune circostanze favorevoli, cominciò pian piano a riaversi e a rifiorire con comune soddisfazione
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1935
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. IV. Una leggendaria principessa angioina MOGLIE DI UN DINASTA ALBANESE. Molti autorevoli storici dell'Albania, fra cui l’Hopf (57), l’Jacomoni (58), FAlmagià (59), hanno asserito che una figlia naturale di Re Roberto d’Angiò andò sposa ad Andrea Topia, Conte albanese e Signore, di fatto (60), della città di Durazzo, ed il primo autore aggiunge che i due sposi furono decapitati a Napoli per ordine di Roberto
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Page 152
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1935
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I MONACI BASILIANI D’ITALIA IN ALBANIA « tare il Turco, ma scansarono le sue forze con renderti gli il tributo (32). « Tutte queste turbolenze civili — riprende il De « Camillis — con tutto che fossero di grandissimo unte pedimento a gli eserciti] della missione non era che « non si facesse sempre qualche frutto; essendo che con « ciò si offeriva a noi spesse volte occasione d’impiegar-
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