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e da Vienna facevano del loro meglio per aumentare il disordine già esistente con inevitabili ripercussioni a Valona. Il giorno 8 novembre l’ammiraglio Patris riferiva : « Il ministro Aliotti telegrafa che stante grave situazione colà causata dalla propaganda turca in Albania, Essad passerebbe alla difesa di Durazzo, e che perciò forse gli occorrerebbero artiglieri por l’armamento delle sue artiglierie
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alla S. Marco fu scambiato il saluto alla voce e molte entusiastiche ovazioni partirono dalla Sankt Georg a noi dirette. Uguale scambio di cortesie ebbe luogo fra noi e il Panther che partì poco dopo. « E così nel pomeriggio di quel giorno nessuna nazione estera, oltre 1’ Italia, era qui rappresentata nella tutela e difesa del trono di Albania. « Era da presupporsi che gli insorti, tuttora accampati
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dalla difesa antisommergibile. Fu giocoforza pertanto in un primo tempo far viaggiare isolatamente i carichi diretti in Albania, curandone la vigilanza mediante agguati dei sommergibili e saltuarie crociere di incrociatori leggeri e di siluranti. Arrivato a Brindisi il primo carico di farine a mezzo novembre, ne fu cominciata la spedizione come era stato predisposto dal comando in capo dell’armata: durante
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— 354 — carico diretto ai nostri servizi in Albania e Montenegro. Oltre la crociera di protezione dei drifters erano in mare nella notte dal 22 al 23 novembre tre cacciatorpediniere della squadriglia Indomito, diretti pure a Medua per portarvi una commissione di commissariato inglese, incaricata della distribuzione dei viveri, ed un ministro montenegrino. Un altro gruppo di siluranti minori
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— 80 — * * * Il mantenimento del blocco, il vettovagliamento del Montenegro affidato all’ Italia, la protezione del traffico consentito, la caccia ai sommergibili, il mantenimento delle comunicazioni coirAlbania, la sorveglianza delle coste nemiche e le incursioni offensive erano tutte fonti d’intensa attività, specialmente per il nostro naviglio leggero dislocato a Brindisi e a Taranto
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anche la maggior parte delle truppe che erano a Scutari, a fine di riorganizzarle in Albania stessa nella regione a nord dello Scumbi. Secondo le informazioni, in quel momento le tre armate serbe, o meglio ciò che di esse restava, trovavansi due fra Podgoritza e Scutari e la terza fra Podgoritza ed Ipek. Ad Elbassan si trovava inoltre il corpo del Timok ed una ventina di migliaia di soldati provenienti da altri gruppi
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a. u. sfugge col favore della notte. — Risultati. Alcuni velivoli austriaci mandati a sorvolare Durazzo il giorno 28 dicembre, vi avevano accertato la presenza dei cacciatorpediniere italiani Ostro ed Euro. Il comando della 5a divisione siluranti a. u. giudicò l’occasione propizia per riportare un discreto successo (anche politico di fronte all’Albania) se avesse potuto coglierli di sorpresa con forze
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fu tratto vivo un uomo (il macchinista Alfieri). In un salvagente fu trovato un cadavere. Null’altro fu trovato ». Documento n. 24. Durazzo (Albania) luglio 1914 Casa Reale: Sua Maestà il Re Guglielmo I. Sua Maestà la Regina Sofia,
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— 390 — « ....il concetto fondamentale più confacente ai nostri interessi per il confine meridionale dell’Albania sembrerebbe dover essere quello di rendere forte, il più eh® sia possibile, la posizione del nuovo Stato, sulla costa dominante lo specchio d’acqua compreso fra Corfù ed il litorale dell’ Epiro prospiciente.... « Perciò (ritengo che il confine meridionale albanese
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condizione dell’Albania. « Partii la mattina del 19 con la Sardegna per S. Giovanni di Medua dopo aver date le disposizioni alla R. N. Etna, che si trovava a [Brindisi, di ritirare il personale che doveva sostituire i richiamati della classe 1889 per i quali era stato disposto il congedo. «Giunto a S. Giovanni di Medua scendevo a terra per avere maggiori notizie circa l’eventuale sbarco d’armi
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giungerà qui una nave trasporto con materiale per le navi austriache e 12 cannoni che il governo d’Albania ha adesso acquistati dall’Austria ». * * * Mentre fin dal 18 luglio il ministero della guerra austriaco aveva proposto la mobilitazione della flotta, un consiglio dei ministri, che aveva avuto luogo a Vienna e a cui avevano partecipato i capi dell’esercito e della marina, oltre ad aver esaminato
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ai bastimenti, quando ritenuta necessaria, era fatta nei tre porti sopra detti. Eguali provvedimenti furono presi per le navi che erano dirette in Albania, purché avessero carichi legittimamente e sicuramente destinati a questa nazione, e con obbligo di fare scalo a Valona. Le istruzioni particolari che il comando in capo dell’armata emanò in tal senso e che andarono in vigore il 1° di agosto x, continuarono
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— 468 — di citare i documenti esistenti e di appoggiarci a questi nella narrazione. Il 17 dicembre il R. Ministro in Albania Aliotti telegrafava : « I miei colleghi della Quadruplice ed io ci riuniamo ogni giorno in conferenza per scambiare idee sulla situazione. Nella riunione di ieri mi chiesero quale fosse la mia opinione sul partito a cui si appiglierà il governo serbo in base
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— 535 — delle unità della flotta austro-ungarica ancorata a Fola. Il comandante del corpo speciale di spedizione però, interpretando le direttive avute dal ministro della guerra, riteneva che dal punto di vista politico e per la ripercussione che l’abbandono di Durazzo avrebbe potuto avere sulla nostra posizione futura in Albania, non convenisse affrettare la partenza delle truppe
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— 133 — tare un sovrano che li accoglieva sempre a cannonate. «I capi degli insorti, nel dichiarare che sarebbero anche disposti ad accettare un principe non mussulmano, hanno manifestato di nuovo il loro volere che il successore al trono di Albania sia di loro gradimento; hanno ripetute le richieste precedenti relative al rispetto della religione, alle scuole mussulmane, ma reclamano
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— 211 — * * Nei precedenti capitoli si è illustrata la questione albanese per i riflessi che ne derivarono verso la nostra politica navale nell’Adriatico. Prima di iniziare la narrazione degli avvenimenti militari in Albania ci sembra opportuno soffermarci ad esaminare l’influenza di Valona considerata in relazione al problema strategico marittimo dell’ Italia. L’ importanza militare marittima
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dislocate in Albania. Lo Szigetvar era partito già sin dal giorno prima. « Il distaccamento austro-ungarico fece subito ritorno a bordo della Sanht Georg! salutato a terra
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, e le navi da guerra, che la duplice monarchia aveva dislocate in Albania, continuarono il loro servizio in collaborazione con quelle italiane e le poche unità sopraggiunte delle altre nazioni. In quei giorni frattanto, l’Adriatico diveniva il grandioso scenario di un tragico spettacolo, ricco di presagi. La nave ammiraglia della flotta austriaca la Viribus Unitis, seguita dallo yacht imperiale Lussin
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da Durazzo del maggiore Schloss e, se entro 24 ore questi non fosse partito, il gabinetto sarebbe stato dimissionario. « Il maggiore olandese sembra che sia partito per Yalona. « L’ammiraglio inglese, che giornalmente incontro a terra, mi ha comunicato, ridendo, di essere stato chiamato al palazzo dal principe, il quale gli ha espresso il desiderio che le navi europee blocchino la costa dell’Albania
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— 247 — di vendette personali. Questi casi vanno vagliati d’accordo con il R. Console; 10) l’amministrazione ha assoluto bisogno di una organizzazione stabile. Sino ad ora la maggior parte degli introiti andavano a Durazzo; cosa assurda. Deve Valona ritenersi indipendente da Durazzo ; 11) censura telegrafica. Esame dei passaporti dei passeggeri. Espulsione o visto d’entrata in Albania
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