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1935
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— 243 — « A sbarco avvenuto ritenevo opportuno rivolgere subito il seguente proclama alla popolazione: « 1 gravi torbidi che a breve intervallo di tempo succedono in questa regione hanno paralizzato commercio, lavori ed iniziative, mettendo in pericolo vita ed averi degli abitanti. Il Governo d’Italia, vigile custode delle sorti dell9Albania, vuole che la vostra tranquillità messa a dura prova
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1943
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non se ne sarebbe parlato. Con questo il poeta primitivo ci fa implicitamente comprendere la natura di quell’ arte ed estetica particolare che ha la composizione o creazione poetica, la immaginativa trasformazione di una realtà 10 — Cordi gnano - La poesia epica nell' Albania
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1943
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INTRODUZIONE Che esista una particolar forma poetica popolare nell’Albania del Nord atta a richiamare l’antica “Chanson de geste,,, è un fatto ormai troppo noto fra gli studiosi della poesia popolare albanese. Anche qui, in sostanza, c’è come l’espressione tipica ed eroica di imprese fantasticamente impressionanti che ad alcuni piacque denominare, dai due personaggi più grandi che la dominano
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Il Provveditor Generale della Dalmazia Visto il Sovrano Decreto dei 4 settembre p. p. col quale Sua Maestà Imperiale e Reale si è degnata di regolare 1’ amministrazione della Giustizia civile e punitiva nelle due Provincie di Dalmazia ed Albania; Considerando che anche in pendenza della organizzazione definitiva è necessario di dare una qualche sistemazione ai Tribunali e Giudizi della Dalmazia
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1909
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del Fisco col-1’ aumento del privato vantaggio. In alcuni luoghi delia Dalmazia i tabacchi riescono benissimo, ed io ho fiducia, o Sire, che questo nuovo prodotto potrà divenire grande oggetto anche pel Regno d’Italia. Il ministero delle finanze acquista per le fabbriche del Regno le foglie naturali dall’Albania turca. Perchè dun- Ìue non dobbiamo rimettere ed animare e piantagioni d’Imoschi e Poglizza
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ed hanno quattro Prefetti coi tanti loro impiegati; quattro tribunali di prima istanza e tutto il corredo amministrativo, per reggere soltanto una popolazione che tra tutte quattro non è superiore a quella della Dalmazia coll'Albania, e resta ancora a vedersi se la estensione di quei quattro dipartimenti, insieme presi, non sia inferiore a quella delle due provincie suddette. /2.da Che per riscuotere in Dalmazia
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1909
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— 62 — per render florida la Dalmazia, sia d’uopo passare le Alpi Albie, Bebie, ed Ardie, e mettersi al possesso tanto per oggetti di sanità, quanto per indispensabile bisogno di sussistenza, dei fertili campi e dei preziosi prodotti della Bosnia e dell’Albania. I boschi in Dalmazia sono quasi tutti assolutamente distrutti. Alcuni soltanto conservansi per uso di marina, e son quelli delle isole
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1909
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qualunque progetto di rivolta, se il fuoco della guerra si fosse esteso in Dalmazia, come si estese in Albania. Quanti mezzi, o Sire, e quanti artifizi non si sono dovuti impiegare con questa gente e col clero greco ne’ momenti assolutamente critici per questa provincia ! Tutto corrispose, o Sire, agli ardenti miei voti. Debbo però dirvi, che i Greci furono sempre trattati con manifesta ingiustizia dai passati
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. Non sarebbe, o Sire, di minor importanza, che qui vi fosse uua fabbrica di tabacco. La mostruosa politica de’ Veneti distruggeva le piantagioni del tabacco nell’Albania veneta, per comperare poi la foglia del tabacco nell’Albania turca. Essa si portava a Venezia per indi prepararla, e rimandarla poscia qui o nell’Albania veneta, o polverizzata, o in foglia, quale dall’Albania tuma si era spedita a Venezia
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1909
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, in cui legge mille giuste speranze, (irli abitanti dell’ isola de’ Lossini nel Quar-nero e gli Albanesi possono con quattro-cento navigli mercantili sostener soli il commercio del golfo, e già più volte negli scorsi anni visitaron l’America. Tre cantieri importanti esistono in Dalmazia, senza l’Albania, uno ai Lossini sopra accennati, l’altro a Traù, il terzo a Milnà nel-l’isola della Brazza
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1935
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— 151 — ciò a lasciare l’Albania, emettendo un proclama col quale dichiarava che temporaneamente si recava in Occidente per ragioni politiche. L’ imbarco avvenne sotto la protezione dei reparti da sbarco della R. N. Libia anch’esga in Adriatico in base alla prevista dislocazione della flotta. Il 3 settembre il Misurata lasciava Durazzo avendo a bordo il principe e la sua famiglia dirigendo
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1935
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e del Breslau, che con grande abilità l’ammiraglio Souchon riuscì a portare a Costantinopoli, pure crediamo opportuno dare un breve riassunto di quella parte che si riferisce all’ Italia. Abbiamo già ricordato nel narrare gli avvenimenti in Albania la presenza del Breslau a Durazzo ove faceva parte della forza internazionale. Questa nave lasciò improvvisamente Durazzo per Brindisi, ove si rifornì di carbone
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1935
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austriache avevano già occupato Scutari il giorno precedente, ed un’altra era scesa lungo la Boiana; e mentre i nostri caricavano gli ultimi cannoni, le prime pattuglie nemiche, avanzando, erano giunte a pochi chilometri da S. Giovanni sulle strade che vi conducono dalla Boiana e da Scutari. Della famiglia reale serba non era rimasto in Albania che il principe Alessandro, il quale aveva proseguito
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1935
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— 73 — lia intendeva di vietare qualsiasi comunicazione dei porti compresi nel litorale austro-ungarico con l’alto mare, tagliando nettamente il commercio marittimo del nemico e procurando altresì che il commercio non si esercitasse per via terrestre attraverso il territorio finitimo dell’Albania, sia pure nella minima parte che le strade e i mari di comunicazione permettevano; consentiva
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1935
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accompagnati da sei cacciatorpediniere della squadriglia Impavido, quattro del tipo Audace e sei francesi (squadriglia Comm. Rivière), sostenuti dalla divisione Garibaldi. Secondo informazioni ri-cevute, il fanale di Capo Rodoni in Albania serviva come mezzo di comunicazione ai sommergibili nemici, ed anche a Slimsa questi trovavano una base di appoggio. Difficoltà poi erano sorte a San Giovanni di Medua
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1935
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— 367 — del corpo speciale di spedizione del R. Esercito in Albania, che distolse buona parte del nostro naviglio leggero dalla sorveglianza del traffico dei viveri e dei rifornimenti. Il nemico che, nonostante le opportunità in suo favore, non aveva più dato segno di sè dal 23 novembre, se non con la presenza di sommergibili e con qualche apparizione di idrovolanti sui porti albanesi
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1935
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il nostro punto di vista di stabilire il confine Sud dell’Albania alla baia di Saiada e nemmeno quello del conte Bertchold 2 che tenderebbe a fare partire il confine stesso dalla baia di Kataito. « Ciò posto debbo pregarti di voler studiare una nuova linea transizionale che parta a Sud di Butrinto e a Nord di Kataito e di formulare altresì un progetto concreto.... per la neutralizzazione del canale di Corfù ». Documento
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1935
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di Valona, andò aumentando rapidamente, sì che alla fine della guerra il corpo di spedizione in Albania aveva raggiunto la notevole cifra di 100 mila uomini, ai quali durante lunghi 4 anni di guerra la marina potè assicurare regolarmente l’enorme quantità di rifornimenti necessari. Le comunicazioni marittime fra Brindisi e Valona furono saldamente tenute, sebbene a costo di sacrifici, dalle nostre forze
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1935
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— 212 — mirato la nostra politica con i tentativi di creare un’Albania indipendente, garantita dalle potenze, e con gli accordi con l’Austria prima del conflitto, non corrisposero i risultati, in seguito alle disgraziate vicende dello. Stato albanese. Rimaneva a noi la possibilità di impedire l’uso della rada di Valona, da parte di una qualsiasi forza navale, controllandone l’entrata dominata
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1935
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alcun scopo pratico se non quello di peggiorare la situazione. L’Albania, sotto un principe tedesco devoto all’Austria e divisa tra 1’ influenza italiana e quella austriaca, diveniva campo degli intrighi da parte dell’Austria che mirò costantemente ad allontanarci da Valona, mentre le fiere popolazioni albanesi non si mostravano disposte ad accettare un governo che d’indipendenza e di libertà
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