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costiera con Salonicco, la Tessaglia settentrionale, l’Epiro, l'Albania dal golfo di Ambra eia (Ar-ta) fino a quello del I)rin, meno Durazzo; di qui il confine raggiunge l'Ibar, e la Sava. Pristina. Nisch. Belgrado appartengono alla Bulgaria. I^ji grande Bulgaria dello Zar Simeone, an-ch’essa creazione d'una potente personalità, scompare col suo creatore, e i bizantini, approfittando dHl
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e di 1 .200.000 abitanti, ma ricacciata alla M&ritza si riduceva alle condizioni di prima della guerra. Soltanto l'Albania, salvo alcune rettifiche di confine nella zona di Podgoritza e di Prizrend a vantaggio della Jugoslavia, ha mantenuto i suoi confini fissati nel 1913, conservando il suo territorio di circa 25.000 chilometri quadrati e una popolazione di circa 800.000 abitanti. l^a Bulgaria
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, si pensò di allestire un armata franco-ispana per colpire a Cipro la Repubblica (l). Saldamente dominatrice in Istria, in Dalmazia ed in Albania, Venezia, che ebbe, come già vedemmo, anche (‘) L’alleanza franco-turca del secolo XVI segnò l’inizio della persistente politica francese rivolta a trovare in Oriente un alleato contro l’Europa centrale-germanica, SlLVA, op. cit., pg. 174.
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nè alla Macedonia serba, nè al Dodecanneso, nè all’Albania... « » • Codesto imperialismo se ri mi o iugoslavo non è che un aspetto dell’idea panslava che da oltre due secoli è lo spirito che anima la politica degli «flavi in genere e in particolare la politica di Belgrado. Basic più di trent’anni sono diceva che i serbi devono legare la loro navicella alla gran nave russa. A Pietrogrado, all’epoca del regime
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87 Jugoslavia in questo riguardo. Le aspirazioni serbe o iugoslave al territorio albanese sono di antica data. Sin dalle prime operazioni militari delle guerre balcaniche, il governo di Belgrado aveva enunciato il programma di annessione di una parte dell’Albania, per raggiungere così l’Adriatico. Fu questo programma la ragione dell conflitto diplomatico austroserbo del 1912. «La Serbia
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. • » » Alla pressione sulla Bulgaria, inerme, e sulla Grecia indebolita, la Jugoslavia aggiunge la pressione sull’Albania. Ed è nella questio ne albanese che appare la mala fede del Governo di Belgrado nei riguardi dell’Italia. John Carter, in un suo articolo intitolato « // destino dell’Italia nei Balcani » pubblicato nel « The Independent » di Boston (2 luglio 1927), scrive: «chiunque esamini una carta geografica
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che anima la nozione italiana. Vede in Mussolini un uomo dì particolari qualità, di grande risolutezza, ma crede, ciononostante, di poter agire nei confronti del nuovo governo secondo il costume balcanico. L’accordo italo-jugoslavo resta conchiuso sulla carta; e V agitazione antitalia-na continua. E continuano e diventano sempre più intense le mene contro l’Albania, nei
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ite po risolto a scapito della Grecia dal dittatore Pangailos, e che il nuovo governo greco considerava insoluta. La resistenza fatta dall’Albania airimperialismo iugoslavo, diede maggior forza aJlla Grecia di resistere alle pressioni di Belgrado e di denunciare le convenzio ni firmate da Pangalos. In Jugoslavia, naturalmente, dietro la resistenza greca, si volle vedere l’azione dell’Italia
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» (*) cosi tratteggiava la situazione economica del paese : Le condizioni dell’Albania rivelano una economia quasi primitiva, dominata ancora (*) L'Italia e l'Albania. — Arrigo Solmi; — Riv. « Economia •, Trieste- nov. 1923, A. T.t N. 6, Voi. TI.
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è considerato a Parigi come un atto di pace, a Belgrado, come un patto di guerra ». Ma limitarsi al rude monito sarebbe stato ingenuo. Il governo di Roma, per chiudere definitivamente l’incidente balcanico, firmava il giorno 22 novembre 1927 un trattato di alleanza difensiva con l’Albania, trattato che veniva reso di pubblica ragione il giorno stesso in cui, alla Skupcina, il mini-
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e di Eugenio di Savoia, i turchi, per l’ultima volta, vollero sfidare la Repubblica veneta che, dopo una lotta durissima la quale culminò nella difesa di Corfù (1716), fu costretta a segnare la pace di Passarovitz (luglio 1718). Con questa pace Venezia perdette la Morea ma potè conservare diversi castelli conquistati in Dalmazia in Albania ed Erzegovina (Imoschi, Iscovaz, Sternizza, Cinista, Rolok e Creano
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preoccupazioni della stampa iugoslava, è elemento di non dubbio valoi<e : l’Albania, Stato sovrano e alleato di una grande Potenza, si è data il regime più consentaneo alla psicologia del suo popolo, ha inalzato al trono Ahmed Zogu, l’uomo che meglio di tutti i snoi capi precedenti, indubbiamente meglio di un principe straniero, le ha saputo ilare la pace all’interno e preziose amicizie all’estero
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19 valaeco decade e si sfascia. Ma la tradizione rimane... E rimangono la tradizione gloriosa e il ricordo dell’Albania indipendente di Giorgio Castriota Skanderbeg che gli albanesi ricordano con tanto orgoglio e li confortano a difendere l’integrità territoriale del loro paese, e la loro indipendenza politica. A questi nazionalismi, che hanno la loro base nelfcv tradizione storica, e che si op
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albanese proclamava l’indipendenza del nuovo stato, e Ismail Kemail bey costituiva un governo provvisorio. La conferenza di Londra apertasi il 16 dicembre 1912 a Palazzo di San Giacomo chiudeva i suoi lavori il 30 maggio 1913. La pace fra gli Stali balcanici e la Turchia, e la costituzione dello Stato albanese ne erano la conclusione. Ma l’Albania non era ancora costituita che Vladan Giorgevic
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per l’Albania, sono state iniziate conversazioni diplomatiche per riuscire ad una soluzione. Uno dei primi risultati ne è stata la proroga a 6 mesi della denuncia o rinnovamento del patto di amicizia. La crisi interna permaneva. Il giorno 15 gennaio 1928. al Congresso del partito democratico di Belgrado, il ministro degli ©steri iugoslavo Ma-rinkovic faceva ampie dichiarazioni sulla po litica estera
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del Panama, e sembra che ripetiamo in tal modo e per la stessa ragione, il procedimento nel Nicaragua. Il Belgio domina il traffico delle co ste al sud e all’est dell’Inghilterra; la Corea controlla il commercio giapponese sul Mai-Giallo e sul Mar del Giappone; il Panama controlla il traffico delle coste dell’est e dell’ovest degli Stati Uniti. Nello stesso preciso modo l’Albania domina le comunicazioni
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60 specialmente balcaniche. La Jugoslavia, che Pasie voleva diventasse una «grande Serbia», che Trumbic voleva si trasformasse nel « Regno dei Serbi, Croati e Sloveni », non ha contini ben definiti, ed è in conflitto con tutti i vicini. Con l’Albania, perchè, dopo essersi annesso un territorio abitato da quasi un milione di albanesi, tende ad assicurarsi alcune regioni presso il lago di Ochrida
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. Non soltanto vigila Ahmed Zogu ; vigila anche il governo di Roma ormai convinto che la malafede iugoslava non ha limiti. Mentre le truppe irregolari iugoslave e insorti albanesi si preparano a irrompere in Albania, il giorno 27 novembre 1926 i governi di Roma c quello di Tirana stipulano il trattato di Tirana. La pressione iugoslava sull’Albania
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con ritmo crescente, dà incremento allo sviluppo di una classe borghese economicamente indipendente che fronteggia e limita gli arbitrii delle oligarchie locali residui dei tempi passati : in questo modo l’Albania potrà in breve assumere una funzione economica e una tisonomia politica : sarà uno Stato nel vero e proprio senso della parola. Come Skanderberg l’eroe leggendario del-
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dei macedoni è di nazionalità bulgara. Per contro la tesi serba è di origine austro-ungarica, ed è fondamentalmente politica. Ma c’è ancora un’altra tesi che non si può trascurare : la Macedonia ai Macedoni, che agli effetti pratici è seguita con simpatia tan to in Albania quanto in Bulgaria. Ora, il governo di Belgrado, risolta diplomaticamente la contesa adriatica, intensifica
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