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1904
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— 197 — tarli a fare per il risorgimento della Patria dei loro avi più che non abbiano fatto... Essi avrebbero potuto in Albania diventar propagatori di una civiltà italo-pelasg-a, portare in nome d’Italia una parola di concordia e di unione agii Albanesi cattolici, musulmani, ortodossi. Nulla di tutto questo venne fatto. Ho dimostrato quanto pericolose siano per l’Italia le ambizioni austriache
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in Albania, non tardarono ad accorgersi della possibilità di fatti imminenti e così gravi, da richiedere 1' adozione di misure adatte a metterli in condizione di poter resistere, ad ogni aggressione straniera, e sulle quali, per ora, non intendiamo dir verbo. Solo il signor Aladro continuava e .continua tranquillamente a pascersi di sogni e di chimere; persistendo nella strana fissazione di discendere
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alle tristissime condizioni del-1’ Albania; la Chimarra si ribellava e contemporaneamente scoppiava la rivolta in Giacova, Ipelc, Prisrendi, Gussigne, Kalkandele, Prishtina, Tetova e in tutto il vilayet di Kossovo. Tre mila insorti assediarono Giacova; Prisrendi, cacciate le autorità turche, formava un governo provvisorio; Uskyp, per quanto piena di soldati, era minacciata dai ribelli di Kazanik
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, farebbero poi volentieri di necessità virtù, e di buon grado, quando l’Albania col loro concorso avesse perdute per sempre la libertà e l’indipendenza, si acconcerebbero definitivamente e sfrontatamente alla greppia imperiale, reale e cattolica degli Absburgo, credono davvero cotesti traditori dell’Albania e cotesti acerrimi nemici dell'Italia che la patria di Vittorio Emanuele II, di Cavour, di Mazzini
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ed espe-rimentato, pur ricevendo con molta simpatia i delegati venuti a Parigi per offrirgli la corona, non ha accettata questa, se non ad referendum. Egli esige, per la sua accettazione definitiva, che il Sultano riconosca la completa autonomia dell’Albania. Le trattative proseguono in questo senso ed il Principe Kastriota ha lasciato ieri il suo domicilio, per recarsi a Corfù, dove si trova il comitato centrale
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, che potrebbe avere le più gravi conseguenze. Il governo austriaco non ha creduto finora di prendere in serio esame alcuna delle proposte italiane, tendenti a dividersi il compito civilizzatore in Albania, perchè l’Austria non vuol rinunziare ai vantaggi già couse-guiti nelle città della costa albanese, sulle quali appunto l’Italia ha le più dirette vedute. Ora si afferma che, per conciliare gl’interessi
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— 10 — esterni della Turchia; ed essi, dice l’Hecquard, meritano l’attenzione e la simpatia dell’Europa, altrettanto almeno quanto altre popolazioni orientali, che si sono lasciate umiliare dalla schiavitù, mentre i Mirditi coi loro alleati non hanno mai abbassato lo stendardo della fede e della nazionalità loro, comunque vassalli della Turchia. Nell’Albania media vi sono parimenti popolazioni
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— 308 — interessi economici importantissimi da proteggere in Albania, che vi ha colonie fiorenti , che vi ha fondato numerose scuole , non potrebbe razionalmente tollerare che un’altra influenza politica si sostituisse alla propria, e men di tutte l’austriaca. Infatti 1’ impero absburgliese, rinchiuso attualmente nell’Adriatico, tenta g ua-dagnare lo sbocco di questo mare e fortificarvisi
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; e per quanto si sia detto che, ai primi di ottobre del 1897, a Skutari furono arrestati due agenti italiani, quattro ad Elbassan e tre a Kardikaki, presso Delvino, i quali spacciavano dei proclami tendenti a far passare l’Albania sotto il giogo dell’Italia, e finalmente che questa fa dei sacrifizi enormi per mantenere delle scuole in Albania, allo scopo di creare ivi un ambiente favorevole ad una prossima occupazione
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enormi. Il governo senza fede e sanguinario avea lo scopo di spegnere la nostra razza facilmente a poco a poco; ma la cosa prese un’altra piega e Shemsi pascià, il cane che versò tanto sangue, che lasciò orfani tanti bambini e vedove tante donne; colui che chiuse tante e tante case, fu costretto in fine a scapparsene dall’ Albania, in modo vergognoso, lasciando ivi la propria coda
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1904
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in quelli « lochi dove se deliberara che debia andare, parene che lo tempo « e molto breve cossi per lo andare corno per lo pagamento pre-« supponendo che la lega non debbia pagare finche quello sia « conducto in Albania, o dove deve essere mandato : piaceranne « intendere circa ciò lo vostro judicio presertim che essendo vera « la conclusione de la treva con lo turco come dice lo ambassatore « de veneciani
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1904
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balkaniche, e lo contrappongono all’ intesa franco-italiana per la Tripolitania. Sono convinto che, il giorno in cui l’Italia occupasse Tripoli, l’Austria potrebbe, di pieno dritto e indisturbata, impadronirsi dell’Albania. Le risposte di Goluchovski a coloro che io interrogavano su questa materia, non lasciano alcun dubbio in proposito. Se non che a Vienna hanno torto di considerare la questi»ne albanese
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1904
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per illuminare l’opinione pubblica in Albania. » Or da tutti questi dieci articoli si raccoglie a piene mani l’intento maligno di far penetrare anche ufficialmente armato 1’ elemento g'reco, là dove finora non è gli stato possibile affatto cogl’intrighi, cioè a Skutari, a Monastir ed a Kossovo; come pure quello ancor peggiore di scindere, con la scusa religiosa, gli ortodossi dai cattolici e dai musulmani
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— 240 - bania all’Adriatico. Fu sull’altipiano di Prishtina, a Kosovopolia, che nel 1389 la mezza-luna dei Turchi vinse la croce dei Serbi, e da quel momento tutto il versante occidentale dei Balkani, dal Danubio all’Adriatico ed all’Egeo, rimase in potere del Sultano. Splendido acquisto invero sarebbero per l’Austria l’Albania e la Macedonia. La Serbia, già fin da ora avvolta dall’impero
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— 142 — migliore, furono discusse ed esaminate col più grande interesse. Lord Fitzmaurice si dimostrò così il più fervente difensore dei diritti degli Albanesi, e nella sua prima intervista con Sawas Pascià , ministro degli affari esteri e greco d’origine , insistette sulla necessità, per il bene dell’impero turco, di tener conto dei diritti dell’Albania; che non si compone solo dei due vilayets
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? E chi più ci affida ? Questi sono i dubbii e i timori che si affacciano alla nostra mente, alla vigilia del rinnovamento dei trattati politici... » Eppure lo Czas di Cracovia , organo ufficiale del Club parlamentare polacco, in un articolo di fondo sulla questione albanese, ai primi di aprile, dopo d’aver detto che era manifesto come l’Italia fosse animata da grande appetito riguardo l’Albania, incoraggiata
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L’Alban i a mente ingiustificata, ed alcuni albanesi, colpevoli solo di amicizia per l’Italia, sono imprigionati. Dopo un nostro intervento, di secco stile fascista, vengono rilasciati: ciò accresce, in una col prestigio italiano in Albania, anche il malanimo di Zog verso di noi. Nel frattempo — siamo ormai ai primi di marzo — eventi di singolare importanza si sono pro^-dotti in Europa
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1939
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Documenti ritualmente le masse popolari albanesi. I capitali impiegati dall’Italia in Albania dal 1925 ad oggi ammontano alla cifra di un miliardo e 937 milio-n; di lire; cospicua in sè stessa, ma resa ancor più imponente dal patrimonio di operosità e di fede profuso a piene mani dalla schiera benemerita di quegli Italiani che hanno fatto dell’Albania il non sempre agevole centro
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1979
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per andar a trovar il ducha de Albania et andar a la impresa dii reame ; et che le fantarie sue erano imbarcale su l’armata a Saona et andavano a ditta impresa per mare. Dicendo etiam haver inteso in campo che a Milano francesi haveano piantate le artellarie per le strade per bater il castello. Et Zuoba a dì 29 in campo al sua partir davano principio a pagar le genie dii signor Zanino ; et dicevasi
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1932
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379 avec le port de Fiume et les petits ports de Novi et de Carlopago, ainsi que les îles de Yeglia, Pervichio, Gregorio, Goli et Arbe. Et, dans le Bas-Adriatique (dans la région intéressant et la Serbie et le Monténégro) toute la côte du cap Planka jusqu’à la rivière Drin, avec les ports importants de Spalato, Raguse, Cattaro, Antivari, Dulcigno et Saint-Jean de Medua, et les îles de Zirona Grande, Zirona Piccola, Bua, Solta, Brazza, Jaclian et Calamotta. Le port de Durazzo resterait attribué à l’Etat indépendant musulman d’Albanie. Art. 6. — L’Italie recevra l’entière souveraineté sur Yallona, l’île de Saseno et un territoire suffisamment étendu pour assurer la défense de ces points (depuis la Yoïussa au nord et à l’est, approximativement jusqu’à la frontière septentrionale du district de Chimara au sud). Art. 7. — Si l’Italie obtient le Trentin et l’Istrie conformément aux termes de l’article 4, la Dalmatie et les îles de l’Adriatique dans les limites indiquées dans l’article 5 et la baie de Yallona (article 6) et si la partie centrale de l’Albanie est réservée pour la constitution d’un petit Etat autonome neutralisé, elle ne s’opposera pas à ce que les parties septentrionale et méridionale de l’Albanie soient, si tel est le désir de la France, de la Grande-Bretagne et de la Russie, partagées entre le Monténégro, la Serbie et la Grèce!. La côte, à partir de la frontière méridionale de la possession italienne de Yallona (voir article 6), jusqu’au cap Stylos sera neutralisée. L’Italie sera chargée de représenter l’Etat d’Albanie dans ses relations avec l’étranger. L’Italie accepte, d’ailleurs, de laisser dans tous les cas à l’est de l’Albanie un territoire suffisant pour assurer l’existence d’une frontière commune à la Grèce et à la Serbie à l’ouest du lac d’Ochrida. Art. 8. — L’Italie recevra l’entière souveraineté sur les îles du Dodécanèse qu’elle occupe actuellement. Art. 9. — D’une manière générale, la France, la Grande-Bretagne et la Russie reconnaissent que l’Italie est intéressée au maintien de l’équilibre dans la Méditerranée et qu’elle devra, en cas de partage total ou partiel de la Turquie d’Asie, obtenir une part équitable dans la région méditér-ranéenne avoisinant la province d’Adalia où l’Italie a déjà acquis des droits et des intérêts qui ont fait l’objet d’une convention italo-britannique. La zone qui sera éventuellement attribuée à l’Italie sera délimitée, le moment venu, en tenant compte des intérêts existants de la France et de la Grande-Bretagne. Les intérêts de l’Italie seront également pris en considération dans le cas où l’intégrité territoriale de l’empire ottoman serait maintenue et où des modifications seraient faites aux zones d’intérêt des puissances. Si la France, la Grande-Bretagne et la Russie occupent les territoires de la Turquie d’Asie pendant la durée de la guerre, la région méditerranéenne avoisinant la province d’Adalia dans les limites indiquées ci-dessus sera réservée à l’Italie qui aura le droit de l’occuper.
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