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I santo dovere se, pure a rischio di sentirci accusare di dar còrpo aile ombre, non mettessimo in rilievo il significato intrinseco delle * nuove; costruzioni dedicate al culto che, pur non essendo stretta-mente necessarie , con danaro austriaco sorgeranno in Albania, richiamando su questa nuova fioritura austro-cattolica l’attenzione di chi regge la politica estera dell’ Italia
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insignito dall’ordine del S. Salvatore. Ma presto egli pagò il fio della sua nequizie; poiché, dopo il delitto perpetrato e consumato contro l’Albania, fu preso in ostaggio dai briganti, che, spogliatolo prima d’ogni suo avere, lo uccisero e lo tagliarono a pezzi. Ricostituitosi il Comitato di Bukarest, nel luglio di quello stesso anno, ad onta dei Greci, le scuole albanesi furono aperte in Korcia
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dello stata quo e a questo mantenimento costantemente mirano , con perfetta unità d’ intenti e concordia d’azione. » L’on. Fortis, dopo d'aver ringraziato l’on. Morin delle sue risposte, osservò che esse erano un po’ troppo generiche. « Credevo, egli disse, che il Ministro avrebbe potuto dire qualche cosa di più specifico, principalmente in ordine a quanto si agita in Albania, ove sono tanto g-ravi i nostri interessi.» Ricordò
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e quattro donne. Noi non sappiamo se veramente Bajram Hadshi Bey fosse un cattivo soggetto; ma ci meravigliamo quando vediamo come, da Costantinopoli, abbiano l’impudenza di dire all’ Europa che gli Albanesi sono selvaggi e facinorosi; quasi che l’Europa non sappia che il Governo pazzo della Turchia non ha mai fatto nulla in Albania per ingentilire quel popolo, che ora persino osa insultare, dopo d’averlo
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e rispettati dal Governo centrale. I discendenti di quel valoroso campione governarono l’Alta Albania fino al 1831 e molte volte furono in guerra col Sultano, dal quale manteneansi quasi indipendenti. Più volte nel secolo XVI si illusero gli Albanesi di dover essere aiutati da qualcuno dei Principi cristiani, a fine di riacquistare la libertà perduta; e più volte, a tal fine, richiesero indarno aiuti
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vuole l’Austria-Ungheria amica o distrutta; ma a nessuno conviene la distruzione del duplice impero. Non mancarono le smentite diplomatiche alle notizie divulgate circa un trattato relativo all’occupazione eventuale dell’Albania, e forse della Macedonia, da parte di truppe austriache nei giorni della liquidazione; ma le smentite sono facili da parte di governi come il russo ed anche come l’Austriaco; e del resto
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porare alla Grecia tutta la penisola balkanica, comprese la Rumania e la Bulgaria. Ma avendo perduti per sempre quei luoghi, malgrado i loro schiamazzi e le loro querele, ora hanno ristretta la loro speranza all'Albania e alla Macedonia. Secondo la tattica comune, appoggiandosi alle credenze religiose, pretendono di attirare alla lor parte gli Albanesi ortodossi e di dividerli
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. Ma l’amor di patria consiglia tutti a svelare quanto si trama, in nome della religione, contro il benessere dell’Albania, già tanto oppressa dal turco. Qui si ritengono scomunicate le scuole governative italiane e vi si nega l’accesso ad un sacerdote catechista; invece in altre parti deH’Albania, cioè a Prevesa, a Yallona e a Giannina, sacerdoti cattolici esercitano il magistero d’insegnanti italiani
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, le usanze e le credenze popolari che, in epoche assai recenti, vigevano ancora in Albania; e finalmente che noi non- abbiamo mai dimenticati i nostri cari che gemono e fremono sotto la tirannia musulmana. Delle insinuazioni che vorrebbero tendere a discreditarci , nel senso che l’Italia si valga di noi per sue ipotetiche e fantastiche mire sull’altra riva dell’Adriatico, e che per tanto ci accarezza
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degli Avi, dobbiamo legarci con la fede reciproca, quali fratelli, noi tutti che siamo qui presenti, ed anche gli altri che non ci sono; ai quali mandiamo un saluto affettuoso. « Siano comuni i nostri ideali ; siano comuni le speranze , ed essendo così legati da vincoli infrangibili, preghiamo il Dio dei nostri Padri affinchè benedica all’Albania, che è la nostra antica Patria, e benedica
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— 301 — Balkani, anche all infuori della speciale intesa per l’Albania, l’Italia può sentirsi sicura che nessuna combinazione per essa pregiudizievole può essere a sua insaputa conchiusa; e sono pure in condizione di rispondere all’onorevole De Marinis che qualora, contro la nostra volontà , contro la nostra opera sinceramente intesa a conservarlo, lo statu quo nel Mediterraneo dovesse
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— 170 - In sul principio del 1899, gli Ambasciatori delle Grandi Potenze a Costantinopoli, riunitisi in Conferenza, ventilarono il progetto di un’azione collettiva presso la Sublime Porta; allo scopo di indurre il Sultano a promulgare una buona volta serie riforme nella Macedonia, nell’Albania e nell’Armenia. Prevalse allora il concetto di nominare una Commissione speciale, composta dai Delegati
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— 247 — risposta chiara al Governo. Io chiedo al Ministro italiano parole che contrappesino quelle del cancelliere austriaco. Questi ha detto che non permetterà all’ Italia alcuna ingerenza politica nell’ Albania; e il Ministro italiano risponderà che tale ingerenza l’Italia non può permettere all’ Austria. Le parole che Mettermeli, or fa sessant’anni, scrisse aU’ambasciatore in Atene
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di Albania : « Fratelli Albanesi! L’ora negra che, con la morte di Skanderbeg, per cinque secoli avvolse la nostra derelitta Albania, ha cominciato a rischiararsi. Iddio ha benedetti i nostri sforzi. I nemici che vi circondano fecero sì che l’Europa si avvisasse che le differenze di religione Vi tengono divisi ed agitati in lotte fratricide continue; che Voi non avete nè lingua, nè letteratura
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— 530 - uesi, mira dall’altra parte a formare l’auello di congiunzione fra l’Italia e l’Albania. « L’ Italia si potrebbe servire di questo ottimo elemeuto . sia per il personale delle scuole italiane , sia per quello delle poste e dei consolati in Albania. Potrebbe ancora facilitare 1’ emigrazione degl’ italo-albanesi in quei territorii, mentre oggi sono obbligati a cercare lavoro nella lontana
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, meutre 1’ Adriatico è oggi un mare benefico più agli interessi altrui che nostri, minacciato ancora dall’opera austriaca nell’Albania. » A tale dolorosa conclusione egli venne dopo d’aver considerato, da costante oppositore della Triplice, come questa fosse utile alla Germania e all’Austria, la quale ultima, per essa, avea potuto garentirsi contro la Russia ed esplicare inoltre la sua azione nociva
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al movimento nazionale in Albania e fuori, erasi riscontrata la necessità di una riunione più larga che fosse possibile, per concretare le aspirazioni e le pretese del Popolo albanese in un nuovo Me-morandim a S. M. il Sultano, nel quale si sarebbero fatte le più vive proteste contro l’ingerenza degli stranieri nelle faccende dell’Albania; si sarebbe ripetuta la domanda di autonomia amministrativa
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e che pubblicamente dichiarò che il Turco non ha più alcuna ragion d’essere, ha più d’una volta manifestata l’opinione che è dovere dell'Italia di aiutare l’Albania. Se il signor Crispi qualche volta parve scettico sull’avvenire della razza albanese, fu perchè gli stessi Albanesi lo scoraggiarono, essendo legati al barcollante edificio turco e seguendo ciecamente la via della rovina. Solo una disinteressata
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— 114 — « L’agitazione in Albania potrà, per le speciali condizioni del momento , per la ferma volontà delle Potenze di non consentire mutamenti essenziali nell’impero turco, non esercitare alcuna influenza sulla politica generale, e in particolare sulla situazione dei Balkani; ma essa è certamente grave, ed è nuovo indizio della instabilità dell’ equilibrio di quell’impero musulmano
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— 250 — dei missionari; sussidia vescovi e parroci, fabbrica e restaura chiese, ed esercita ovunque, sino nei villaggi più reconditi, nelle più lontane gole del Drin , la sua influenza religiosa. E i frutti che raccoglie sono pari alla sua operosità, tanto che ormai credo che non vi sia più parrocchia in tutta la parte cattolica dell’Albania, dove, al posto d'onore e con non dissimulata
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