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1934
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— 358 — dei giovani, non si può non avere l’impressione che non si fosse troppo severi e diligenti nella scelta dei candidati e anzi si resta sorpresi che alle volte anche dopo cacciati fossero ordinati altrove, pur tuttavia se ci fu in Albania un Clero a cui si deve in parte la preservazione della fede, fu il Clero uscito dai tre Collegi. Troviamo infatti, anche prescindendo dalle terribili
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Indice delle frasi e parole albanesi, latine, dialettali e di carattere liturgico (1) L’asterisco * indica le parole del Dizionario Turco usate in Albania. Ad evidentiam = a evidenza: 207. Achrideni etiam Archiepiscopi plu-res Porphirius, Athanasius, Abra-mius Mesapsa, Meletius: Anche parechi arcivescovi di Ocrida, Porfirio, Abramio Mesapsa, Melèzio: 116. Acquisivit de Maritima Zetam
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è tutta pregna di orientalismo asiatico, ma per ragioni di contrasto con l’IsIam ufficiale, per avere un’arma e una protezione di fronte a chi li perseguitava spietatamente. L’emigrazione condusse anche gli Ortodossi sulla stessa strada, ma l’ortodossia in sé e per sé fu sempre implacabile nemica di qualunque risveglio nazionale o culturale in Albania. La storia dunque della cultura albanese ce la presenta
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— 107 — sua tradizione di romanità. Ciò si deve al fatto delle sue relazioni spirituali con Roma e a quella specie di internazionalismo che non permise si foggiasse unicamente su questo o quel tipo bizantino o slavo. Di fronte all’Albania, a questa reliquia di remotissimi tempi europei, essa può avere un rapporto di comunanza di origine traco-illirica, di razza, ma non mai di comunione
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esiste una cultura tradizionale, tipicamente albanese, e di qual carattere proprio? Come esiste una lingua albanese, così esiste, fino a un certo punto, anche una cultura animi albanese. Ma se consideriamo le condizioni generali del popolo, nelle dipendenze da quella che è la vera e propria cultura, questa in Albania non esiste. Le più antiche monete coniate pei re illirici portano iscrizioni greche
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. 290) la Sac. Cong. Animadvertens dissidiorum in Albania potissimam causam esse Eppum Sapatensem p.o litteras liortatorias ad eum decrevit, in quibus narratis, quae de eius gestis contra dictum Abbatem [Nicolaum Leccam, sacerdotem Albanensem] et archidiaconum de Leonàrdis [mission. inter Pastrovichas] et circa spiritualium dispensationem per pecuniam Praesbyterorum illiteratorum pro-motione, et aliis
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, sua manchevole formazione, mancanza di disciplina e di coesione: e però non ebbero la forza di resistere alla terribile prepotenza dell’aggressore (1). Questo appare in modo evidente dai documenti romani di Propaganda Fide. La Santa Sede pensò certamente anche ai grandi bisogni dell’Albania, dove di tempo in tempo perfino le Sedi Episcopali rimanevano deserte, quando istituì i tre Collegi di Loreto (1580
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— 360 — frequentes cessent...; e più sotto continua: ...et quia in partibus lnfidelium (com’era ormai l’Albania) processus sine periculo, et damno Christianonum fieri nequeunt, aliud circa negotia dicti D. Nicolai Leccae Praelatos Albaniae, ac eorum Praesbyteros Em.mi Patres ordinare non possunt, nisi frequenter eosdem com-monere, ut pacem, et concordiam invicem conseruare studeant, et ita mores
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1934
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— 6 — rando le sorti dell’impero ; e come l’illirico diede a Roma dei Capi incontrastabilmente abili e potenti, cosi l’Albania Medioevale produsse uomini della tempra di Skanderbeg, sebbene lo Skanderbeg sia stato ingrandito dalla leggenda e non si sia mai elevato al rango di un monarca albanese contentandosi di quello di capitano generale delle forze militari di tutta l’Albania. La sua gloria
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1934
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— 104 — 3. — Il P. Pasi col P. Genovizzi e il Fr. Autunovic porta la missione alle parrocchie di Kethella, Selita e Perlàtaj. — Contrasti, lotte e trionfi dal 3 Ottobre al 29 Dicembre del 1895. La regione verso cui ora volgono i passi i missionari è fra le storicamente più importanti dell’Albania, il Matja, dove Kethella e Selita appartengono alle così dette bandiere di Ocri-da
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in una prossima appendice dell’ Enciclopedia stessa. Il Barlezio è infatti ben conosciuto tra gli albanologi e gli scritti di lui sono di grande interesse per gl’ Italiani, perocché essi riguardano direttamente la più viva storia di Venezia in uno dei suoi più fulgidi ed eroici periodi, quando la Repubblica venne per la prima volta a trovarsi seriamente in Albania di fronte al Sultano Maometto
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1838
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Enrico IV disponevasi a portar la guerra in Puglia, Roberto ritornò in Italia, lasciando in Albania suo figlio Boemondo con un’armata, e sbarcò ad Otranto. Nel 1084, papa Gregorio VII, trovandosi assediato in castel Sant’-Angelo dall’imperatore, spediva messaggi e lettere a Roberto, onde affrettassesi a liberarlo. Roberto po-nevasi tosto in marcia, e l’imperatore, prevenuto da lui stesso del suo arrivo
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1933
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all’alto clero secolare per apportare un rimedio estremo ai mali estremi dell’Albania, fu fondato pure un Ospizio a Grija presso Blachia, sopra la confluenza del Drino con la Vaibona; un altro a Zogagni (Zogaj) a 6 miglia da Gjakova; nel 1706 per impulso dei consoli francese e veneto fu eretto un Ospizio a Durazzo, e si gettò la semenza di una residenza a Scutari nella casa dell’antica famiglia Kamsi
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1933
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, molto probabilmente, delle condizioni geografiche, in cui si venne a trovare questo popolo, frammento rimasto della numerosa e vasta gens thraco-illyrica, fino a questa ultima epoca storica, non si cementò mai in una unità nazionale. L’Albania si trova, non si saprebbe dire se per suo maggior vantaggio o disgrazia, sulla strada più breve per cui i popoli vorrebbero passare dall’oriente all’occidente e viceversa
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1933
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i destini supremi. Ripeto che di questi caratteri etnici degli Albanesi e di questa forma primitiva di vita in una gran parte di essi, non faccio in nessun modo un capo d’accusa, anzi ci tengo a rilevarne l’aspetto di virtù e bellezza naturale. In un altro campo dobbiamo essere più severi per le inesorabili lezioni della storia che ce lo impongono. L’Albania per somma sventura ha sofferto eccessivi
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1933
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— 30 — la solenne distesa del lago, e la pianura alla cui testa si trova: la città regina dell’Albania. È vero che una città, dove il governo ottomano non ha mai voluto saperne dell’estetica e della decenza, fa una triste impressione, ma per amore del vero-bisogna dire che lo scutarino ci tiene molto all’una e all’altra neH’interno delle sue abitazioni signorilmente addobbate e pulite, e la città
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della chiesa cattolica in Albania. E questo, a mio parere, ha una grande importanza, poiché la Missione Volante nacque e si sviluppò in un tempo di grande crisi politica e religiosa per l’Albania, tempo di rivolgimenti decisivi che prepararono, in parte, le condizioni del suo assetto attuale. Per la piena intelligenza dell’opera di P. Posi sarà necessario avere a mano a mano sott’occhio i vari
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della chiesa cattolica in Albania. E questo, a mio parere, ha una granfie importanza, poiché la Missione Volante nacque e si sviluppò in un tempo di grande crisi politica e religiosa per l'Albania, tempo di rivolgimenti decisivi che prepararono, in parte, le condizioni del suo assetto attuale. Per la piena intelligenza dell’opera di P. Pasi sarà necessario avere a mano a mano sott’occhio
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1934
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— 223 — non si contentavan più di parole, e i Comitati secreti che ave-van scritto sulla loro bandiera: o indipendenza o rivoluzione, soffiavano nel fuoco. Tale era per l’Albania un comitato formatosi all’estero con un organo intitolato Albania apparentemente solo di cultura, e altre società politico-letterarie che avevano i loro focolari a Sofia, a Bucarest e a Boston. Quantunque la Malcija
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1934
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— 84 — sommerso dallo scisma prima dell’irruzione ottomana. Sotto gli Angioini si poterono sviluppare i principati indigeni, e fu la salvezza dell’Albania dal punto di vista etnografico; ma quei principi non si diedero troppo pensiero di salvare dal naufragio l’eredità cattolica dell’antichità e la cultura e lo spirito occidentale, o chi lo volle conservare, abbandonò la patria. Questa è in poche
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