474 PAR tersi dal naso, come nell’ Italia certi Lombardi. Parlar in ti desti; Dir chc che sia fra' denti o Parlar fru’ denti o a mezza bocca, valgono Dirlo a mezza voce o oscuramente o senza lasciarsi ben intendere — Borbottare o Brontolare, Parlar fra’denti con sommessa voce e coniusa — Avere o Parere un calabrone in un fiasco o in un orditolo, Favellar fra denti in modo die non s’intenda — Parlare con reticenza. vuol dire (Immettere volontariamente nel Discorso quel die si dovrebbe dire. PaRLÀR FORA DEI DUMI, Dii’ die Cht $ÌU luor de' denti, vale Dirlo arditamente ; eoo asseveranza; con liberta e franchezza — Dirlo fuor fuora o Darla fuori, Spiegarsi, Manifestare quel die si ha nell' animo; Dir la co9a com'ellu sta, die aneliti dicesi Dir l i cosa spiultellataincntc coni ella sta. Parlar ih amaro, detto iu maniera di ger-£o, Parlare furbescamente o in lingua io-nudatlica, iu gergo. Parlar lisso, \ . Lisso. Parlar Melenso, V. Melenso. Parlar meze tarole, Fare afflittala o un'affollata, Favellar troppo e frastagliatamente. Parlar mozzo o smozzeoà, Ciri ishiarc; Favellarli rotto, cinciichialo, addentellato ; Furiare smozzicalo. Parlar per boc» d’altri, V. Iìoca. Parlar per urito e per storto, Parlare a dritto e a torto, a drillo e torlo, a drillo e rovescio, a ruijiune e a torlo, Comunque. Parlar poco k adasio, Parlare a miccino, a spizzico, a spilluzzico, a spiedi o — Prosare vai Favellare troppo adagio e ascoltar se medesimo — Parla manco che ti pol, Parla poco e ascolta assai c giammai non fui’irai, Odi molto e parla poco. (Ài pari t poco gli busta la metà de’ cervello, e vale Ila uu miuor impegno citi parla poco. Parlar sbocaizzo, V. Sbocaizzo. Parlar con fondamento, Parlare o Fa-t’ellare o Dire alcuna cosa con fondamento o coii fondatezza o fondatamente. Parlar senza fondamento o in aria, Tirare o Saettare in arcala ; Hoc are in fallo, Dir ebe die sia seuz’ averne fondamento di notizia. Tirare di pratica, si dice di Coloro i quali ancorché non sappiano una qualche cosa, ne favellano nondimeno come se ne fossero maestri. Parlar senza inioparse, Parine senza sdrucciolament Parlar francamente. Parlar senza «fender, Dare che non si dolga e dir die non dispiac eia. Parlar senza ordene, Strafalci n e, Detto per similitudine. Parlar solo, Fare un soliloquiv. Parla» sora dei copi. V. Coro. Parlar soto metafora, V. Metafora, Parlar sul sodo, V. Parlar da seno. Chi no parla no ga unente, In bocca chiusa non entrò mai mosca, cioè Chi non chiede non ha: simile alì’allro .4 chi chiusa P A R tien la bocca, buon boccon giammai non tocca. Con chi parlio ni? Espressione fam. di rimprovero, Mai più, e vale su via. finiscila. El parli ch'el par cn libro staupà, P.ir-larc posatamente. El PARLt PERCHÉ F.L GA LA BOOA. Boill in fa ln ; Apre la bocca e soffi i ; Pur a al bacchio, a coso, a casaccio, u fatu, a vanvera, a gangheri, alla carlona. El parlarìa soto aijua, Darebbe parole u un legyìo, .Non Unirebbe inai di parlare. 1 miri parla, V. Muro. Parlo co li buca per tera, Maniera di alcuni elle intendono dire, Pirli con r.-spelto, col dovalo riguardo, unii melile e s.utili. Per onkntf. no se parla, E’non si grida a' lupo eh'et non sia lupo o cun b gio ; E' non si grida mai al lupo eh' egli non sia in paese. E'non s'abbaia a vólo. Quando si parla di qualcheduno non se lo la senza fondamento. Tornar a parlar, Rifavellure — Rifavellarsi per Abboccarsi di nuovo a parlare. Parlar aqoatrocim, Parlare a quattr'occhi, vale Da solo a solo. PAKLARAZZO, s. m. Cattiva lingua, per lo più si d ce Di qualche dialetto italiano non bene inteso da'Veneziani. \. Sciiiaussàr. In al irò >ign P.ula e laido, schifoso, cioè Discorso contraria all’ onesta del costume. PIRLATÓNA, s. 1. Gran parlala o ragionamento, e tanto s’ intende lu bel discorso morale o una diceria erudita, quanto l u ragionamento lungo e uoioso che chiamasi più propriamente Tiritera. Lunga e rica- li iosa tiritera. PYRO, Lo stesso che Per. ì . PAROCIIÌÌTO, s. tu. e anche D»RAr.BF.ro, Parrucche/Io, Specie di Pappagallo verde, con collare e petto rosso e gola nera, detto daVateniatici Psitlaous Alexundn. Parodie i o. dimin. di Parroco, Piolanc - io, Piovano di poco conto. P V110C111 \\, s. m. Popolano, Quegli rh’ è sotto la cura di una parrocchia. E quando si parli delle persoue e del popolo d’ una parrocchia, dieesi Popolani o Parrocchiani nel numero del più. .Nell‘uso però si scrive da’ parrochi Mio parrocchiano, benché in Lingua Parrocchiano voglia dir Parroco, come si vede qui sollo. PYROCO, s. m. Parroco e Paroco e Par-iocchiano, Prete, Rettore della parrocchia. PVHÒIj, Lo stesso che Calme» \, V. PARÒLA, s. f. Parola, della altrimenti Vo-cabalo ; lo -e; Dizione e Termine. \. Tr.n-jiinr. Piroli d'cna silaba. Mononllaba o Monosillabo e U» sillabo — De do silabe. Bisillabo o Dissilabo — De trk silabe, T ¡sillabo — De qoatro silahk, Quadrisillabo — De cinque, Quinqiicsil’ubo — Potisi labo o M illitjilitbo, Di più sillabe. Parola da re. Paro’a di re.