254 . ERE Trotìr le erbe, Erborare, Andar osservando e svellendo le erbe. Erba bgnanfa, Maniera bassa del volgo per dire Fiord’ arancio — La xe cussi de- LICATA CIIE NO LA BASA l’ F.BBA SGNANFA , Ella è così schizzinosa che le pulono i fiori del melarancio: cioè Troppo dilatamento nudrita. V. Delicato. Ebba solfarina, Voce del Contado, Caglio ; Erba zolfina e Presuola, Pianta erbacea die trovasi ne’ luoghi erbosi e da pastura, detta da’ Botanici Galium veruni. Ebbe il nome di Caglio dalla proprietà elicila di cagliare il latte. La radice tinge di rosso la lana, e la pannocchia di giallo quando è preparata con allume; senza 1’ allume tinge di giallo i formaggi. ERBAGIO 'i p . . n . . r EKBÀME ) s- m‘ Erba90‘o; Ortaggio ; Ca- mangiare, Ogni erba buona a mangiare. Al plurale alcuni dicono Erbazi. ERBA Iti A, s. f. Piazza uliloria o Piazza dell’ erbe. EnBAnlA, detto in T. antiq. Malefizio ; Stregheria. V. Strigarìa. ERBARÌOL, s. in. Erbaiuolo o Erbarolo, Quello che vende erbaggi da mangiare, detto anche Ortolano e Insalataio. Erbaiuolo o meglio Erbolaio, dipesi Colui che vende l’erbe medicinali — Erbolaio, Semplicista e botanico, Quello che va cercando e cavando diverse maniere d’ erbe per luoghi selvatici— Quindi Erborare o Er-bolare, Andar osservando c scegliendo l’erbe per lo studio botanico. ERBARÌOLA, s. f. La femmina dell’ Erbaiuolo, La quale comunque i dizionarii non riportino questa voce, sull’ esempio di altre consimili così formate, potrebbe dirsi Er-baiuola o Erbarola ; e rispettivamente Er-bolaia. ERRVZI. V. Erm&io. ERBÈTA, s. f. fo&vtta; Erbicciuola ; Er-buccia. Erbkte che se magna cote, Erbucce ed Erbucci. Erbkte, Biela e Bietola, Sorla di Pianta annuale che si coltiva negli orti, le cui foglie si mangiano cotte e condite a foggia di torta; ed è una varietà della Beta vulgaris. Erbkte rave, Reiterava o Bietarapa e Bielarossa o Barbabietola, Altra pianta di erbaggio notissima e comunissima, la quale da’ Sistem. si chiama Beta vulgaris. ERE, s. m. Erre, Lettera dell’ alfabeto. No podkb dir ere, Non poter dir erre ; Esser collo come una monna: Esser ubbriaco, collo, spolpato. Aver perso l’ ere, Aver perduto il coraggio, il brio, lo spirito ; Perdere l’ordine, la memoria, Essersi confuso. — Parlando d’ una Giovane, Sfiorire, Perdere il più vago della bellezza—Parlandosi di vivande, Esser fuori di tempo o di stagione ; Esser insipide. V. Sasòn. Aver perso l’ere con uno, Non aver più uno sul m> calendario, Non ¡stimar- lo più. ESA Parlar co l’ ere, Rotacismo chiamano i Greci il difetto che hanno alcuni di non saper esprimere la lettera R. Questo difetto è poi comune per educazione negli Ebrei delle nostre provincie. ERÈDE, V. Rf.»e. ERESÌA, V. Resìa. ERETISMO, s. f. Erezione, dicesi dai Medici dell’ azione di alcune parti del corpo umano. Eretismo de la sif.nza, Frase usata me-taf. da un nostro Poeta vernacolo nel sign. di Saccenteria, Presunzione o sfacciatezza di saperne. * ERETISMO, s. m. Eretismo. T. medico. Irritazioneo tensione violenta delle fibre.che fa di’ esse superino il movimento naturale della loro oscillazione: locchè, secondo Galeno, rende ammalata la forza organica. ERGOIZYR, v. Voce usata scherzosamente da un Poeta Veneziano, formata dal latino Ergo-, e vale Far o Trar conseguenze o argomenti; Inferire ; Conchiudere. V. Corazzar. ERICIIÈTA, Enrichetla, Nome proprio di Fem. ERICO o Erico,1 Enrico, Nome proprio di Domo. ERMANFRODÌTO, V. Manfrodìto. ERMESÌN, s. m. Ermesino o Ermisino, Sorta di drappo leggero. ERÒDE — Mandar da Erode a Pilato, dotto fig. ovv. Mandar dal pf.ro al pomo, Mandar uno da Erode a Pilato : che anche si dice Abburattare uno, vale Prendersene trastullo aggirandolo con parole, e con mandarlo ora a casa a quello, ora a casa a quell’ altro, senza nulla concludere. Dicesi anche Tenere in palazzo o a loggia ; Mandare alF uccellatolo. ÈRPEGA, 8. f. dicevasi in tempo antico per Arpego, V. ERPEGAR, v. Voce pur antica, che ora si dice Arpegàr, V. ERTA DE LE PORTE o DF.I BALCONI, 8. f. Stipite, I due membri laterali su’ quali poggia l’architrave. V. Fenestra e Porta. Star a l’erta, Stare all' erta; Stare avvertito; Avere il cervel seco ; Star sopra di sè — Guarda la gamba ; Guarii guarii. Erta d’un monte, Erta, La salita d’un poggio, Ertezza o Ripidezza e Rattezza, direbbesi allo stato di ciò eh’ è erto. ERTO, add. Voce ant. Alto — Alzar in erto, Alzare ; Levare in alto. ESABRUTO, avv. idiotismo per Exabrupto; Ex tempore, All’improvviso, precipitosamente. ESAGERÀDA, s. f. Esagerazione, noi lo diciamo nel sign. di Sfogo dell’ animo colle parole. V. Spampanaoa. ESAGERAR, v. ant. nel sign. di Deplorare — Fa a l’ infelice esagerar la sorte, Fa alF infelice deplorare la sfortuna. ES ALARSE, v. Scialare, Sfogarsi, aprirsi, allargarsi con parole. Scialare il duolo. ESAMINADÒR — Magistrato dell’ Esami- E S E nalore dicevasi sotto la Repubblica ad una Magistratura civile di prima istanza, della così chiamata Corte del Doge. ESAMINAR, v. Esaminare e Disaminare, Consideratamente discorrere, ventilare. Esaminar con minutezza, Scrupoleggiare ; Pesar colla bilancia dell’ ora fo ; Specchiarsi ne’ calamai: Detto fig. Tornar a esaminar, Risaminare. ESAMINAZIÒN, 8. f. detto da alcuni, lo stesso che Esame. ESANGUE, add. — Restar o Esser esangue, Restare, o Essere abbruciato di danaro; Rimaner sul lastricalo; Esser arso ; Aver fatto ambassi in fondo, Esser in estrema povertà. ESAURIMENTO, s. m. T di Pratica, Definizione; Spedizione, Termine, esito degli affari. ESAURIR, Esaurire, Verbo molto usato, parlando di affiri d’uffizio pubblico, evale Spedire, Definire, Spicciare, Darvi termine. V. Evader. ESCA, s. f. e per lo più in plur. Esche, Esca, Piccoli gamberi, vermicelli, granchi, pesciolini, e simili onde inescare la Lenza e tirare i pesci nelle reti. Dicesi anche Morsello e Bocconcello. ESCAVAR, v. Scavare. ESCAVAZIÒN, 8. f. Scavatura; Scavamento; Scavazione. ESCLAMAZIÒN, s. f.— Far una esclaha-ziòn , Far una gridata , una canata , un rabbuffo, un l'umore. V. Criàr. ESCOMEVR ) _ ESCOMIAR ) v‘ r commla^°> Accommiatare, e ¿Iccwma/are, Mandar via di casa. ESCÒMIO o Escòmf.o, 8. m. Commiato e Accommiatatura. V. Cognito. Escomio, dicesi anche per Esclusione ; Scacciamento. ESCORPORAR, v. Scorporare, Separar dalla massa. ESCORPORAZIÒN s. f. Scorporazione e Scorporo. ESCREMENTO, s. m. Escremento. Roba che la par escremento, Escrementizio o Escrementoso, Ch'è o partecipa della natura degli escrementi. ESCUSSIÒN, s. f. T. del Foro, verbale di Escùter. In via civile questo vocabolo esprime gli atti di esecuzione forzata e di pi-gnorazione, che s’ ottengono dal Tribunale contro il debitore liquido contumace. Se Alti coartativi ò coattivi non si credono equipollenti ad esprimere il significato della proposta voce, non manca mai Escussione, come tecnica e forense. ESCÙTER, v. T. For. dal lat. Exculio, o a dir meglio dall’ Excutere debitorem, che usavano i Giurisperiti romani per far la vendita all’asta de’beni del debitore, ed esperire se fosse solvente: e vuol dire Costringere ; Obbligare, per mezzo di atti di giustizia civile, un debitore a pagare. ESECUTORIO, Compulsorio. Agg. di Atto o Decreto giudiziale che sforza a pagare i debiti.