204 F A Z FAYOLÈTA. V. Fiabèta. FAVORIR, v. Favorire; Favoreggiare ; Favorare. V. Parzializàr. Favorir, presso moltissimi idioti s'usa uel sign. di Dare semplicemente, dicendosi per esempio; Go FAVORIO 1)A bever per dir e Gli ho dato da bere, o L'ho servito d' un bicchiere di vino, Ovv. Lo me l’ha domandà e mi che l’ho favorìo, Egli mel domandò, ed io glielo diedi. FAVORITE, V. Santigliohi. FAVÒTO, Uccello di valle. V. Crecola. FAVÒTO, s. in. Frate o Prete de la Fava , Prete dell’ oratorio, Religioso della Congregazione di questo nome, eh’è in Venezia alla Chiesa e Monastero detto volgarmente della Fava, perchè è presso ad un Ponte così nominato. FAVRÈTO, s. ni. T. degli Uccellatori, detto in Toscana Saltimpalo, Uccelletto più piccolo del Reccafico, detto da Linn. Mntacil-lu stupazina. È di becco gentile ed eguaglia nella grandezza il Pettirosso. Il suo grido è monotono, sottile e somiglia ad un fischietto ripetuto. FAYRO, V. Fravo. FAZIÒL, V. Faciòl. FAZIÒN, 8. f. Fazione, V. Partìo. Roba che fa faziòn, Locuz. fam. Roba o Cosa durevole o di buon uso, cioè Che si mantiene e conserva; Far vantaggio; Far appariscenza — Rendevole, direbbesi di Cose da mangiare, come di certe minestre che cotte si moltiplicano nella quantità della massa, e danno in certo modo del-1' utilità iu famiglia. FAZIÒN, s. f. V. in Sestièr. FAZIONAR v. Far fazione, dicesi de’Soldati che fanuo il loro uffizio sotto l’armi o iu sentinella. FAZZA, s. f. Faccia; Viso; Volto. Faccia, dicesi aucho per Muso, Cello d' animale. Aver fazza de dir .. . Aver faccia, cioè Sfacciataggine, arditezza, impudenza di dire o di fare etc. E all’ opposto Non aver faccia, significa Non aver coraggio. Conosser de fazza , Conoscere di veduta. In fazza, Di faccia; Di rimpetto; A dirimpetto; A rincontro. No vardàr in fazza a nissùn , Gittare il giacchio tondo, Noù aver riguardo a niuno, trattando tutti in un modo — Dire in faccia, vale Parlar con rimproveri e risolutamente alla presenza di colui di chi si tratta. FAZZÀDA, s. f. Facciata', Faccia; Frontiera. Fronte e prospetto degli edifizii. Fazzàda de fogio, Faccia; Pagina; Cartata, Ciascuna banda del foglio. De fazzàda, detto avverb. Di faccia; Di rimpetto; Alla rincontra; A fronte; A petto. FÀZZADÌNA, s. f. Facciuola, si dice del-l’ottava parte del foglio. FAZZARSE, v. Affacciarsi; Farsi alla finestra, Metter fuori la faccia per vedere. FAZZÒL e anticamente Fazzbol, V. Faciòl. F E L | FAZZOLETADA, s. f. Colpo dato col faz-' zoletto. Fazzoletàda , significa ancora Tanto quanto può capire nel fazzoletto. FAZZOLETÌN, s. m. Benduccio, Piccolo pannolino che si tiene appeso alla spalla o alla cintola de’figliuolini, ad uso di moccichino. Fazzoletìn da peto, Zinnale, Pezzo di pannolino ehe cuopre il petto alle donne. FAZZOLÈTO, s. m. Fazzoletto; Moccichino e Pezzuola. Quel pannolino che s’adopera per soffiarsi il naso. Fazzolèto da soòr, Pezzuola o Fazzoletto. FAZZOLÈTO DA COLO, V. COLARINA. Fazzolèto da spale o da peto, Capezzale ; Collaretto o Collarino da donne ; Fazzoletto da collo ; Spallino — Zinnale dirassi più propr. quel che cuopre le zinne. Fazzolèto de soto, Pannolino o Pezza, Riparo delle donne. Recoìn del fazzolèto, V. Recoìn. FAZZOLETÒN, s. m. Fazzoletto o Spallino grande, Gran fazzoletto, lungo anche i due braccia quadrate, di varie fogge, con | cui le donne si ricuoprono quasi tutta la persona. FEDE, s. f. Fede o Fè, Lealtà, Fedeltà. Rezzi f. fede manco che se crede, Danari senno e fede ce riè men che l’uom non crede. Fede o Attestato o Certificato, chiamasi quel documento sia pubblico sia privato che certifica un fatto o una circostanza. In ff.de, Alla fé'; A fé’; .1 fé' di Dio; Alla fe' buona; Affededdieci; Se il del mi salvi; Così Dio m’aiuti, Modi di giuramento. Risogna far un ato de ff.df. per creder quel che se vede, Maniera fam. per dire Traveggo; Abbaglio; M'inganno; Non mi par vero quel che vedo: cioè Sembra incredibile quel che si vede. Fede paralitica sol canatìn, V. Paralitico. FEDELINI,, s. m. Capellini, Voce Fiorentina. Nome che si dà ad una specie di Vermicelli di pasta più sottili degli altri, che da noi si chiamano Rigoli o Mendéi , e servono ordinariamente per Minestra degli ammalati. FEDINA, s. f. Termine venutoci di Lombardia e passato in uso abituale presso gli Uffizii criminali, che vuol dire Piccola Fede; e s’intende l'Attestazione della Registratura criminale che il tale sia o no inscritto sui registri delle sentenze crimina- li. Dicesi ancora Fedina criminale. FÈFAUT, s. m. Feffaute, La sesta nota della scala di musica. FEGÙRA, V. Figura. FELCE, s. m. T. de’Rarcaiuoli. Quella tela che s’adatta sopra alcuni cerchi piegati a guisa d'arco e che formano una specie di capanna della gondola o navicello. Quella delle peote o barche simili, si dice Coperchio ; quella delle gondole Copertino. FEN L’ossatura semplice de’cerchi chiamasi in dialetto Caponéra, per qualche similitudine ad una Capponaia. FELCER, s. m. Dicesi da noi quel Falegname che fabbrica i felci o copertini dell» barchette. FELCÈRA, s. f. Si chiama la Moglie o Femina del detto Felcèr. FÉLESE, s. f. Felce o Felce maggiore e Felce aquilina, detta dal Mattioli Felce femmina. Pianta erbacea che cresce all’ altezza d'un gomito e per lo più ne’boschi. Chiamasi in sistema Pterìs aquilina o Po-lypodium felix fasminu. Non produce nè fiore nè frutto. Leggo in Targioni che le sue grandi foglie ponno servire a varii usi, e le sue radici nodose ridotte in farina e impastate con l’acqua, ad uso di sapone. FELICITAR, v. Congratularsi; Rallegrarsi, Consolarsi cioè con alcuno per qualche cosa che gli sia seconda. FELPÒN, s. ni. Panno felpato, cioè Lavorato come la Felpa. V. Plus. FELTRÌN, Capèlo feltrìn, Cappello feltrato; cioè di Panno di feltro. Che vuol dire Panno non filato nè tessuto. FELUCA, s. f. Filuca o Filuga e Feluca, Specie di Scialuppa o piccol legno di mare, che va a vele ed a remi. FELUCÒN, s. ni. Filugone, Rastimento sottile, maggiore della Filuca ordinaria. FEMENAj s. f. Femmina o Femina. Tante femene, Femminiera, Le femmine o il Luogo ov’esse stanno. Femene, in T. Mar. Femminelle, diconsi alcuni Occhi di ferro stabiliti nella ruota di poppa, in cui entrano gli agugliotti del timone che lo tengono sospeso. Femene de le asole, V. Asola. FEMENAL. Risati femenali, V. Risato. FEMENAZZAj 8. f. Femminuccia, Femmina grossolana e goffa. FEJIENÈLA ) , „ . ,, r, FEMENÈTA ) s' Femminella; Femminuccia ; Femminuzza e Femminella. Detto per Agg. a Uomo, Femminaccio-lo; Effemminato o Effeminato e Donna-iuolo, Vago di femmine, che sta volentieri colle femmine. FEMENÒN, s. m. Femminona ; Femminuccia, Femmina grande e grossa. FEMENÒTA, s. f. Femminoccia, Accresc. di Femmina. FEN o Fien, 8. m. Fieno. Fien hazengo o mazadego, T. agr. Fieno maggese. Fieno della prima segatura — Guaime, dicesi 1' Erba tenera che rinasce ne’campi e ne’prati dopo la prima segatura. Fen agostàn o Fen secondo, Grumereccio o Gomareccio, Fieno serotino e più corto del Maggese, ed è la seconda raccolta. V. Terzarìna. Fen de stdbia, Grumereccio o Gomaree-cio, chiamasi anche quel Fieno che si sega colle stoppie ne’ campi stati seminati a frumento. Fen baizo, Fieno fracido o fradicio.