586 Consiglio di ministri a Oulx [ai.v.19] « Perfettamente. All’infuori di una tale soluzione vedo un ben triste avvenire per il Paese ». « Concordo. Tittoni è il capo della opposizione in Senato. Ha tutta l’autorità necessaria per prendere il mio posto. Ti ringrazio ». 10 ritorno ai miei giornali, ed alle 12,30 arriviamo alla piccola stazione di Oulx, subito dopo Bardonecchia, dove c’incontriamo cogli altri ministri. Colosimo ha dovuto restare a Roma per attendere, in funzione di vicepresidente del Consiglio, ad ogni eventualità. Fradeletto, ministro delle terre liberate, si trova nella Venezia Giulia e non ha fatto in tempo ad arrivare. Villa è sempre ammalato. Sono presenti: Facta (Grazia e Giustizia), Meda (Finanze), Stringher (Tesoro), Del Bono (Marina), Girardini (Pensioni di guerra), Berenini (Istruzione), Ciuffelli (Industria e Commercio), Riccio (Agricoltura), De Nava (Trasporti), Fera (Poste e Telegrafi). 11 vagone-ristorante, arrivato col treno che ha portato i colleghi da Roma, e avviato su un binario morto, è stato trasformato in sala del Consiglio; sono stati levati i tavolini, e introdotto un tavolo stretto e lungo. La stazione intera è circondata da un folto cordone di truppa. Molti carabinieri sorvegliano ovunque; e cosi è reso impossibile l’avvicinarsi al vagone. Iniziamo la seduta alle 14. Orlando siede a un capo del tavolo, io all’altro; siamo di faccia, e lontani. Egli ha ripreso tutte le sue forze, per un miracolo di volontà. Parla calmo, sorridente, come un uomo sicurissimo del fatto suo. Espone la situazione lasciata a Parigi. Molte questioni pendenti, che enumera; molte difficoltà, ma nessuna insormontabile: d’accordo con Sonnino e con me si supereranno tutte; è questione di tempo. Bisogna tranquillizzare il Paese, ridargli il senso di fiducia che è venuto a mancare; pensare alla prossima convocazione del Parlamento, che si è dovuto tanto rinviare. Al Parlamento spera por-