55 2 R A N forte. La rana non morde perche non ha denti. Domcneddio seppe quel che fece a non fare i denti ulte rane. Avi:* lk rane, Aver de'timori vani; Essere apprensivo, cioè Dubitar d’aver male ; Essere melanconico. ' Tote rane ! No le xe altro cbp. rane, Dicesi riferendosi a taluno ebe lagnasi continuamente di patire dei inali elio in realtà unii sussistono, mentre invece ei gode buona salute. Chiamansi rane nel nostro vernacolo siffatte lagnanze insussistenti, e ranbr si appella chi ai professa sempre ammalato essendo sano. V. Rase. RANABÒTOLO, s. m. T. de’Banaiuoli. Girino, Animaletto tondiceio con codetta stiacciata, di color nerastro che si vede nuotante nelle acque palustri, il quale non è altro che l’embrione nato dall'uovo della Rana. UANARÒL, 8. in. Runaiiuilo, l’escator di rane. li VN'GÀ, add. fianco ; Rancalo. Zoppo. RANCAR, v. Rancare o IJ¡rancare « Ranchettare, dicosi dello Storto andar dijjli zoppi. Rancar, si dice talvolta nel sign. di Sfa-uigàr o Strossiàr o Sfaciiinàr, V. RANCIDO, s. in. Rancio, Il pasto de’Solda-ti. Dicesi quindi Rondare, Quello tra i soldati che per turno deve apparecchiare e scodellare il rancio — Far rancio, dicesi all'Unirsi di molti individui, che mang ano alla stessa tavola. V. Vernegàl. Rancio, è anche Voce marin. e dicesi nelle navi al Camerino de’ piloti u de’ bassi utììziali o altri marinari; o sia a quel sito dov’essi stanno a dormire. V. Branda. Ranciiio è non meno T. di gergo, e vale Ladro. RANCIDO, V. Grancio. BVNCIGNÀ, add. Rannicchialo e Fatto a Gomitolo, come si sta talvolta nel letto per freddo o per dolore, Aggricchiato. Detto talvolta uel sign. di Fiapo, V. Gol muso rancig.nà o rancignauìn, Adiraticelo, Irato ami che no. UANCIGN.VR e Rancignàr, v. Gualcire, Malmenare, Brancicare, Piegar malamente — Aggrinzare, Empier di rughe o grinze; e dicesi de' panni che contraggono delle pieghe. Kancignàrse he la roba, Raccorciarsi de'panni; Rientrare; Ritirarsi, ma in-tendesi del Racconciarsi con pieghe. Rakcignà* la prlk, Raggrinzare ; Far grinze. Rancignàr la roca, Raggrinzare la bocca. Far la bocca come el culo d'un pollo. Rancignàr el muso o la scuizza, Detto Famil. Far viso arcigno; Arricciare il muso; Arricciare o Aggrinzare il naso, le labbra; Far ceffo. Dicesi quando con un certo gesto del viso si mostra d' aver qualche cosa a sdegno o a stomaco; e dicesi anche Stizzarsi. RaNCIGNÀRSE I)’ OS BRAZO 0 d’ UN GAMRA, Ratlrapparc ; Rattrappire ; Ritrarre, Non R A N poter distender le membra per ritirameuto ' de'nervi. IUncignàrse np.l leto, Runnicchiarsi ; Far un chiocciolino ; e s’intende per dormire. RANGURÀR, v. Raccorre; Raccogliere, Pigliar che che sia levandolo da terra — Rarcoràr la salata, Cogliere /' insalata, Tagliarla nell’ortaglia dalle sue piante. Rancurarsb qualcossa, Civonzarsi ; A-vanzursi ; Risparmiarsi; Aggrumolarsi che che sia. Bancuràrsene, Affrettarsi, Darsi fretta; Darsi pensiero per che che sia. Rancurèvene, Affrettate; Sollecitate; Datevi fretta ; Datevene cura ; Spicciatevi. RANDA, a. f. T. Mar. Randa o Artimóne, Vela come la Tarchia, che usano in vece di Mezzana i bastimenti quadri alberati a brigantino. Bon he la randa, chiamasi il Pezzo inferiore dell’albero di mezzana. RANDEVÙ, V. Rkndkvù. RANÈK, detto per Agg. a Uomo, Apprensivo ; Ippocondriwo ; Persona timorosa della sua salute, e che sempre crede di aver male. RANISTA, s. f. Ranella, Piccola rana. RV.NFA. V\UÌR A LA RA.VFA, V. RaNFÀR. R V.NFAR, v. Arraffare e Arraffare, voce bassa che vale Strappar di mano, Tor con violenza, Ar¡appare. V. Rampar. RANGANÈLA. s. f. Voce antiq. corrotta da Raganella, Tabella, V. Compieta uel secou-do sign. R VNGO, s. m. Rango, voce dal francese Rung, d’ uso odierno ne’pubblici ufG/.ii, e vale Grado, cioè Quello di qualsivoglia impiegato posto in comparazione degli altri; quindi Grado maggiore o minore — Conservar el rango, Conservare il suo grado o sluto o condizione. Persona de rango, diciam noi a Persona di gran nobiltà ovvero di grado sublime, o di carattere distinto. RVNTEGAR, v. Jniar«, con ¡stridore del petto V. IUntkgo. Detto nel signif. di Russare. V. Ronchi-zar. RANTEGO, s. m. Rantolo e Ranto, Ansa-nieuto frequente e molesto con risonante stridore del petto — Stertore e Russo, dicesi al Fragore che nasce dalla difficoltà del respiro. Tirar el rantego, Ralire, Tirar le recate che precedou la morte — Ribollo, dicesi il Romore che fa il rantolo d'un moribondo, quasi di cosa che gorgoglia, che ribolle. Rantego del gato, V. Filar. RVNTEGOSO, add. Rantoloso; Arranto-lato. ’ IUntegòso, cosi chiamasi molto comunemente colui, che continuamente trova a ridire su quanto vien detto o fatto, seguata-mente da coloro che gli sono addetti o che da lui dipeudono; che trova tutto biasimevole. tutto mal eseguito, tutto cattivo, ecc. R A P Che continuamente disapprova tutto, che bufonchia; brontolone ; querulo ; borbottone ; bufonchiane. RANZIO, Gbanzio. RAPA, s. f. Grinza-, Ruga, Crespa della pelle e specialmente della faocia. V. Zampa he galo. Rape dei abiti o frape, Grinza, dicesi_ anche delle Pieghe malfatte ed a caso, cosi del panno come d’ogni altra cosa raggrinzata. V. in Pietà. Muso fato a rapr, Viso a saltèro, Viso grinzoso, che fu detto ancora Fatto a grottesche d'tiova affrittellate. Rapa, T. de’Maniscalchi, Ruppa, Malattia del Cavallo per lo più ne’ piedi. Ragudi di-consi alcune Fessure o Crepacci longitudinali alla piegatura del ginocchio del cavallo. Quando sono trasversali diconsi Ruppe. RAPA, add. — Mdso rapa, Viso infrigno, aggrinzilo o aggrinzato, Pieno di rughe. Viso grimo. Abito rapa, Abito grinza o grinzoso o frappalo. V. Rampignàr. R APAR, v. Aggrinzare o Aggrinciure. Dice-si della pelle, dei drappi e delle foglie. V. Rapa e Infrapolìr. RAP.VTUMÀR, v. Rappattumare: Rappacificare, Riconciliare. RAPATUMAZION, s. f. Pacificazione-, Rappacificamento ; Pacificamento ; Riconciliazione. RAPÈ, s. m. Rapè, Sorta di tabacco. RAPEGAR, lo stesso che Ropegàr, V. RAPÈT.V, s. f. Grinzet.'a o Rughe/lina, di-miu. di Grinza e Ruga. V. Rapa. RAPINA. V. Agressiòn. R.VPORTIN, s. ni. Relazione ella, Piccola relazione o rapporto. RVPORTO, 8. m. Rapporto; Riporlo; Rap-portazione, Relazione di che che sia che l’inferiore fa al superiore e per lo più in iscritto. Raporto (dal francese Rapporl) dicesi da noi nel sign. di Connessione ; Congruenza ; Simigliamo ; Relazione — Sto afàr no ga rapurto con quel altro, Quest’ affare non ha conseguenza o relazione con queiraltro, Non ha che fare con quello. Raporto, detto avverb. per Quanto a ; Rispetto a ; Riguardo a, A confronto — Raporto a quel afàr, Rispetto a quell’ affare ; Quanto a queWaffare. RAPRESENTANTE, s. in. Pubblici Rappresentanti, si dicevano ai tempi Veneti i Patrizii rettori delle Città e luoghi dello Stato, cioè i Rappresentanti del Governo. RAPRBSENTANZA, s. m. Rimostranza, Ricorso. Pubblica Rappresentania, dicevasi ai tempi \ eneti all'Uffizio o Carico del Pubblico Rappresentante. V. Rapresentante. RAPRESKNTÀR, v. Rappresentare, Figurare e tener il luogo o la vece d'un altro. Rapresentàr al vivo; Incarnare che che sia. Il suo bel viso incarno. Incarnire un disegno. ‘ Rapresentàr vale anche Recitare, espor-