002 S A S S A V S A V Demente facevansi (li panni Inni o lini, anzi che coi ferri a maglia — Calzettaio o Calzaiuolo valgono Maestro di far calze ili panno, a cui i Latini dicevano Caligarius. Sabtòr da pianète, llundcraio, Colui die fa le bandiere, paramenti da Chiesa e simili, o che i Lucchesi dicono Pianetaio. Ito» ÀR DEI SARTORI, V. RoBÀR . SARTÒR A, s. f. Sarlora o Carla, La femmina del Sartore. SARTORÀR, v. Lavorare o Lavorachiar da sartore. Lavorar da sarto, ma non esserlo, come fanno molte donne industrioso, lo quali, bene o male, rattoppano vestimenti o ne cuciono di nuovi. Devesi avvertire clic alla voce nostra vernacola non se ne trova alcuna di corrispondente nella buona lingua, e che quindi ('Autore ha fatto uso della perifrasi che si vede, applicandovi due verbi diversi, a regola de’casi. V. Mirango-nà*. SAttZ V (colla z dolce) s. f. Sargia, Sorta di panno lano ordinario, per lo più usato dai Contadini. , SASO, V. Sazo. SASOX (collas dolce), Antica voce Veneziana che vale Stagione, ma più non s’usa in tal significato; nel senso che ha oggigiorno la eorrispondonte è Crogiuolo, Cottura che si dà alle vivande con fuoco temperato. Rosto o altro or saiòn, Arrosto crogiolato, cioè Ben cotto e preparato; e quindi Crogiolarsi, Ben cuocersi, stagionarsi, aver il fuoco a ragione. I'krder el sasò.v Perdere il sapore, il gusto. Migvìr de sisòn, V. Magnìr. SASOlNÀ, add. Crogiolato ; Stagionato, dicesi per Agg. di Vivande ben cotte ed ammannite. Sentixrnto sasoxì, Locui. ant. Sentimento maturo, ben digerito. Musico SAso.tiio, disse Calmo in una delle sue lettere facete, lodando uu bravo cantante, e intese dire Cantante perfetto operfezionato. SASONVR. v. (col primo s aspro e l’altro dolce) (dal bari). Sasonaré) Crogiolare ; Stagionare, parlandosi di vivande, vale Perfettamente cuocerle ed apparecchiarle. I Frane, dicono Assaisoner nel sign. di Perfezionarle con condimenti. * Sasosàr o Saiotàr, valgono anche Satollare o Saziare appieno, dare una buona e compiuta satolla di checché sia. in guisa cho per più ore noti sia più possibile mangiar cosa alcuna, e segnatamente di quel cibo che costituì la presa satolla. Quindi Sasomà o Sasonìo, Sazoyà o SazonIo valgono Satollo all’ eccesso, estremamente sa-zio, e simili. SASS V, add. Assassalo ; Allapidato, Percosso con sassi o pietre. SASSÀDA, s. f. Sassaia; Ciottolata, Colpo di sasso o ciottolo. V. Pikràda. Far le sassàe, V. in Pieràda. Masco mal che no le xe sassab, Malico mal che furori fichi; Manco mal eh'elleno faron pesche, e vale N’e poteva incoglier di peggio. SASSAR, v. Assassare ; Ciottolare, Trar ciottoli o sassate. V. Pierìr. S VSSÈTO , s. m. Sassatello ; Sassetto ; Sassella; Sassettino ; Sassolino ; Lapillo. SASSÌ.\ o AssessLi, s. uì. Assassino ; Scherano ; Malandrino; Ladrone ; Masnadiere; Colui che assassina per rubare. Meterse a far el sassi* da strada, Gettarsi bandito o alla strada. Sassìn o Sassina, si dicano per esagerazione fra loro gli amanti quaudo «’accusano d’infedeltà, Traditore; Traditrice ; Infido; Infida; Spielato ; Crudele e simili. SASSLNÀDA, s. f. Assassinio; Assassinamento. SASSnlR, v. Assassinare, Rubare o Uccidere alle strade. Sassinàr, nel parlare domestico, vale anche Guastare; Rovinare ; Mandar a male - .\o ME STE ASSASSINAR QUEL PIATO, A’flrt mi mandate a male quella vivanda. S ASSÙMO, s. m. Assassinio; Latrocinio, ed è propr. P Ammazzare altrui per oggetto di furto, che dicesi anche Ladroneccio o Ladroneggio. SASSO, s. in. Sasso. Trar el sasso, Toccare un tasto, vale Entrare in qualche proposito con brevità e destrezza. Trar el sasso e scoxder el brazzo, Tirar la pietra e nascondere la mano, Far il male e mostrar di non esserne autore. SASSOLÌX, V. Sasséto. SASSÒN, s. m. Sassone ; Masso. SATANASSO — La par o El par un satanasso, Locuz. fam. Pare una bestia, una furia, un demonio, un satanasso, dicesi di Uomo o Donna in furore. SATÈLI TE, add. Satellite, e vale Seguace : mo sempre prendesi in cattivo senso — El gera coi so sateliti, Locuz. fam. Egli era co’suoi fidi o seguaci. Satelitk, in forza di sust. dicesi ora per Birro ; Zaffo. SATELÌZIO, s. m. Satellizio, Termine ora assai conosciuto anche in Venezia, e dicesi nel sign. di Sbirraglia, Corpo di birri o fa-migli. SATIRIZÀR, v. Satireggiare, Far satire, che dicesi auehe Satirizzare, e fig. Riprendere, Biasimare. SÀTIRO, add. Satiro, dicesi per met. di Persona burbera e di maniere aspre e selvatiche. SÀTRAPO, add. Ghiottone; Mangione : Diluviane; Gola disabitata; Ventre di struz-solo. Satrapo, si dice anche nel sign. di Rc- strgòn, V. SAYÈR, s. m. Sapere; Senno ; Sapienza. El ga in gr an sayèr, Ha mollo sapere ; È uomo di sapienza, di scienza, di dottrina . Quel pitelo ga un savèr da omo, Quel fanciullo ha un intendimento che previene la sua età ; Egli ne sa quanto un uomo. Go el mio savèr, Ho il mio in contanti, detto fig. cioè So quel che mi fo — Nol ga tuto el so box savèr, Non ha tutti i suoi mesi, È scemo, pazziccio. SAVÈR, v. ( che gl’ idioti dicono anche Saèb) Sapere, Conoscere, Intendere, Comprendere, Aver scienza iutiera etc. Savèr a fondo le cosse, Sapere a fondo ; Approfondire, Internarsi. Savèr a menadèo, Sapere una cosa a menadito, Saperla per l'appunto, benissimo. Savèr avanti, Presapere o Antisapere, Sapere innanzi. V. Pressaputa. Savèr ben i fati soi, Acconciare o As-setlare V uova nel panieruzzo, detto fig. Saper fare il suo conto. Savèr da aqua, Acquacchiare, Perdere il sapore, il gusto. Savèr da bon, Saper di mille odori ; Olire ; Olezzare; Oleare. Savèr da brusì o da brustolìx, Sentire di bruciaticcio o di leppo. V. Brusì. Savèr da fresciiìn, V. Freschi*. Savèr da lispio, Saper di mucido, Diciamo alla carne vicina a putrefarsi, che acquista cattivo odore; Esser fracidioso, Tender al fracido. Savèr da grancio, Saper di vieto V. Grancio. Savèr da aio, Ltzzare ; Saper di lezzo ; Puzzare. Savèr da salvadego, Super di selvatico o di selvaggiume. Savèr da vin, Saper di vino, Aver l'odore o il fiato del vino. Savèr da vechìn, Aver del vecchiccio, Dicesi de’ cibi — Anticheggiare, Aver dell'antico, affettar mauiere antiche. Aver del-Vanticato. Savèr df. barca menìr, Saper di barca 'men tre, modo basso, che vale Avere astuzie per arrivare a’suoi fini. Sapere in che acqua si peschi. Savèr de litera, Saper di libro, modo basso, vale Esser letterato o dotto assolutamente. Savèr de mufa, V. Mora. Savèr de qualcossa, Sentir d’ alcuna cosa, vale Parteciparne, Rassomigliarla. Tenere di che che sia, vale Aver sapore, odore d’altra qualità. Savèr de »»mitico, V. Romatico. Savèr de sechìk, Saper di secco, si dice del Vino, che nelle botti sceme ha preso I’ odore della parto del legno che resta asciutto. No SAVÈR DIR ACA, Y. No SAVERGHBNB. \o savèr dir db pio, Non saper disdire 0 dir di no. Savèr kl bergiho, V. Bergamo. Satèb el fato soo, Saper dove il diavo- lo lien la coda o a quanti di è S. Biagio ; Esser fuori de'pupilli ; Scorgere o Distinguere compieta da nona, il bigio dal nero, le gallozzole dalle noci, il pruno dal melarancio ; Conoscere il pel dell’uovo. Savèr el violin o la chitàra, Saper di violino, di chitarra etc.