n\ t f. f\ continentale dogli Stali Veneti italiani per distinguerlo dall’ Isolano. Xno TM*rK»iiiE*? É egli di terrdferma. TEItVGIO, s. ni. Terraglia, detto già con voce bari). Terragium, Specie d’ argine o rampare formato da terra attorno ad un paese non murato, per fortificarlo in <|u lidie modo. Ora iu T. di Fort.finzione direbbesi Terra pieno. Terraglia o Stradii del tcrraglio, chiamasi da noi Quella strada regia, che partendo da Ì1 estro porta quasi a linea retta a Treviso; c dalla sua denominazione pare che sia stata ili origine formata alta a guisa di terraglie TERAGLIK, a. f. Tf.raglia, si chiama veramente quella Specie di terra, 6h’ è atta a formare le Stoviglie, cioè Tutti i vasi di terra per mettervi entro vivand *. Nondimeno nell’uso diciam Tkraglie allo Stoviglie medesime. Quindi Fabricatòr o Venditòr ih TEiiiibM, Stov'gliaio. TBRAPIHN, h. m. Terrapieno, Elevazione di terra su cui si dispongono le artiglierie e gli uomini armali per difesa della fortezza. I ticosi an he hit rr ilo. I.a pendenza che ha il Terrapieno dalla parlo della fortezza chiamasi Scarpa. TERAPIEÌNAR, v. Terrapienare, Far terrapieni. TerafienIr un* chiaveua, che anche dicesi IntrbIr li chi*»k&a, in T. delle Saline; Far la cu scia la. Quell’ operazione che si fa riempiendo di terra il vuoto, che resta fra le due imposte cho chiudono la cateratta, per impedire più validamente all’acqua l ontrata o l’uscita. Tlift Mi, V. Iìster la. TERAZZA, « f. Terrazzo, Parte alta della casa, scoperta o aperta da una o più parli. Bicocca, dieesi per Terrazzo o altra fabbrica iu allo deila casa. Loggia, P lidifi/.io aperto, la cui copertura si rogge su gli architravi, e questi in sui pilustri o colonne. Verone, chiamati la Loggia scoperta. V. T KRAZZÈT A. Terazza orano«, Terrazzane. TER\ZZ\R, v. Small are, Coprir di Smalto a uso di lastrico. TKRAZZKR, s. m. Specie di Lastricature, cioè propr. quell’ \rtolie. che cuopre negli edifizii’il suolo con lo smalto o testaecio in vece di tasti imi. V. Ter azzo. TERAZZÈRA, S. f. Chiamasi da noi la Femmina del Trrazzi'r sopra indicato. TKKAZZÈTA. s f Terrazzino; Yen „cel- lo ; Veroncino, Piccolo terrazzo o verone, V. TKB AZZA. TER\ZZO, s. in. 7 siaceli, Chiamasi linei pavimento delle case o d’ altri luoghi che si lavora coi frammenti di terra cotta. Se questo pavimento è a guisa di prato smallato di fiori, dìcesi Smu'to. Sembra che forse potrebbe dirsi Buliulo, perchè si forma battendolo, ma questo termine è proprio del Suolo o pavimento di terrazzo (Terazza) cioè di luogo coperto T E Pa Paghzzo ori. tp.razzo; chiamasi il Primo strato dello smalto o teslaccio. Sfocio di l tebazzo, V. Sfocio. Umido o Hoc va di-.i terazzi, Uligine, Quella secchila polverosa, che si genera nello smalto quando non si lavi e non si stropicci;!) sia la Rogna o Umidità del I»at- tlltO. TER tZZO, s. m. T Agr. Ciglione o Proda, Quel terreno rilevalo sopra la fossa cho sovrasta il campo: onde Approdare e Incignare. TERC1GLIO o Trisiclio, s. in. Caìubre sella, Voce romana. Specie di giuoco del tresetto fatto ili tre persone. V. Zocàr a tkrcigmo in Zocàr. TERÈN, b. m. Terreno, la Terra stessa, e propr. s’intende di quella che si coltiva. Tkrf.n ciik sk. sfondi, Filla, Terreno che sfonda e nou regge al piede. Terèn coltura, Confetto, Agg. di quel Terreno che sia stato ben concotto dal sole e stagionato dalle gelate. Tkkkn df. fondo, Terreno fondalo, vale Profondo, cioè Che ha molta terra buona. Tkrkn governa, Terreno coltivo, Voce ngr. cioè Proprio alla coltura. Tf.rén novìl, Terreno maggese o maggiatico, Terreno ridotto novellamente a coltura. Terèn mauro, Terreno smidollato o in-fiacc/iito, Che poco frutta. Terèn vi r.no, Terreno sodo, cioè Incolto. non lavorato. Piai tur km, Terreno; Terragno, Agg. ad \pparlameuto terreno. QoantitI dk terèn, Presa di terra. TEmiri da legname, Deposito a Magazzino di legnami, Luogo terreno, dove si tengono i legnami e le tavolo da co nmercio. TERGO, s. ni. Tergo, Il di dietro — A tergo. .1 dietro ; Al rovescio, e Intendiamo al di dietro d’ una pagina scritta o stampata. Questa voce usavasi a’ tempi del Governo Veneto. Quindi Aver evo in tei. tergo, ovv. A carte guarintatre tergo, modo basso, Aver uno a carte quarantotto o quaranta-nove ovv. Aver uno in queir ultimo servì-z'o. Non avorio in grazia. TERIRILF, add. Terribile, Spaventevole. Ei. x e teu ibi lk. diciam noi famil. di alcuno, e 8’ intende Prmto; Arguto; Valente; Fiero; Bravissimo e simili. V. Demonio. TERÌR, v. Atterrire. Spaventare. Cossi o ' in o Bastonar che terissr, Cosa; Vino o Picchiate che pelati l’orso. TERMINIR, v. Terminare, Finire. Terminare, voce barb. cl.-e usavasi dai Magistrati civili de’tempi Veneti nel sign. di Determinare, Ordinare, Statuire; e quindi Tkrminaziòn, V. Dicevasi in questi decreti di Terminazione, Sue Eccellenze terni »uno e 'cniiii.ando C' mandano ecc. TERMI.N tZlOX, s. f. Terminazione, latinismo. A oce dell’ antico Governo Veneto, cioè Determinazione, Decreto, Ordinazione d'uua Magistratura, che ora direbbesi De- T E R creta ; e se fosse slampato, Edilio. V. Terminar. TÈRMINE, s. m. Termine; C,:npno. La parte estrema. Termini si dicono ancora li Coutrassegni di confine; e Contermine il Concorso, l'unione di tenìbili; di confini. Termine, si dice per Spazio di tempo — Temi ne perentorio: è il Confine del tempo stabilito giuridicamente -- Termine di piuzza, nel commercili è il Tempo o respiro accordato pel pagamento delle cambiali. Turbine de la Fiera, Scorcio di fiera, vale Approssimamento al fine. Cosi si dice Scorcio del giorno e simili. Esser in termine, Esser in mora, T. leg. Pagamento a termine prefiuito. Termine, dicesi per Parola, Voce, Vocabolo, e s'intendono tutte le parole proprie — Te: mine didascalico o dottrina 'e o istruttivi), si dice quel Vocabolo che da so stesso o iu concorso d’ altri serve a render più agevole la via degl’insegnamenti e dell ! cognizioni filosofiche — Voci comuni dilla lingua, s’intendono i Vocaboli ordinarli della favella — Termine fe nico, Proprio d’una data arte, professione o scienza — Ter mini vk.cki, Vecchiume ; .1 caisini. si dicono le Parole o Maniere di parlare antiquate e rancide; Vocaboli cariati, rancidi, vieti. Andar fora dp.i termini, User dei termini, Lseir del convenevole, Partirsi dal giusto — Uscir di squadra, Eccedere la convenienza. Esser a l’ultimo termine d’ona Cosa«, Essere a'ia porta co'sassi; Essere ul fendo del sacco ; Esser presto alt’ a in me mie, al fine; Essere alte strette o a tiro; Toccar della fine. Esser verso el termine d’una cossi, Essere alla callaia di qualche cosa. TERMOMETRO, 8. ni. Termometro, Strumento nuto. che serve a misurare i gradi del calore e della frigidità dell’ aria, per mezzo della dilatazione o condensazione del liquore contenuto nel tubo di vetro che lo compone. Bottoncino si chiama quella Pallottolina di vetro o di smalto appiedi d' ait cannellino, che .serve per riconoscere i gradi del caldo e del freddo. \ . Barometro. TERNA, s. f. Terna, \ oce dell’ uso presso tutte Magistrature, le e vaio Lista o Nota di tre Candidati, che si propongono per la Bcelta d’uno da farsi ad un impiego pubblico vacante. TER\ \RÌ V, a. f. — Due erano m i Governo Veneto le Magistrature, una chiamata Ternaria vecchia, l’altra Ternaria nuova,cu-perte da Palrizii che portavano il titola di Vicedomini (Visooaixoì. Alla prima competeva l’esazione del dazio dell'olio, e la vigilanza sulle misure dell'olio; all'altra la soprintendenza alle materie della grascia. Ed erano basse Magistrature in certo modo aggiunte a quella dell’ Olio ch’era Senatoria : oode fu ad esse dato il titolo di Vice ltKniui