\ 22 CAM patrizii , che votavano nel Senato benché 1 non fossero senatori. A questi spettava invigilare sulla pronta esazione delle pubbliche entrate, sulla toro vigile custodia e sulla legalità dell’ uscita. Essi erano singolarmente i custodi de’ pubblici depositi della zecca. CAMÌN, s. m. Cammino dicesi a Quel luogo della casa o sia apertura o vano per cui passa il fummo. Lo sue parti principali sono le seguenti : Fogiieb, Focolare — Napa, Capanna o Cappa ■— Cana, Gola — Castf.lo, Fum-maiuolo o Fummaiolo o Fumaiuolo e /tocca o Torretta , La Rocca del cammino eh’ esce dal tetlo — Coverta df.l camìn, Tetto del cammino o Cappello. V. Cavioni, Paleta, Moleta, Folo, Cabra, Mapaób, Papaòb. Piera o Piastra da camìn , Frontone, Piastra di ferro o simile che mottesi ne’ cammini per rimandar il calore, o per riparo del muro dall’attività del fuoco. Talvolta è una lastra di pietra, e dicesi Pietra da cammino, la quale lien luogo di Frontone di ferro fuso. Muro del camìn , Ve'a del cammino, dicesi al Muro divisorio della cappa d' un cammino. Camìn pien df. calìzene, Cammino filig-ginoso. Aver fogo o Esser ror.o in camìn, La marina è turbata o gonfiata, si dice fig. Quando veggiamo uno in collera c pieno di mal talento — Presto se taca fogo in tel mio camìn, lo piglio fuoco subito, cioè M’adiro, m’accendo. Cosse da contar boto el camìn , Cose da dire a vegghia o a veglia, cioè Cose vane e senza sostanza, e fandonie. Poco fogo scalda f.l mio camìn, Maniera fij{. cho vuol dire Presto io m'adiro; Poche legna bastano ad accendere il mio fuoco, ed anche Poco mi basta, con poco mi sazio, e simili. Manoèla su per el camìn, lo slesso che Verzì la fenestra, co. V. Vebzer. V. Nova da lazarf.to, in Lazareto. Camìn, detto in T. furbesco, s’iutende il Auso. CAM1N VD V o CAMINATA, s. f. Passeggiata, Il Passeggiare, ed anche il Luogo stesso del passeggio, che dicesi non meuo Camminata. CAMINADÒR, 8. m. — Camminatore — Camminatrice dieesi alla Femmina. Gran camminatore , dicesi anche in T. Mar. dJ un Bastimento che navighi velocemente. CAMÌN VB. v. Camminare. Caminàr à forte , Camminar forte. Caminàb a gambe larghe, Andare a sciacquabarili; Dir qui è mio e qui vorrei , Dicesi di que’ zoppi che vanno a gambe larghe. Caminàb a gatognào , V. Gatognào. Caminàr a salti , Andar balzelloni o a baisi ; Andare a salti e scosse. CAM Caminàr coi piè m su, Camminar a capo piè o capo piede. Caminàr co l’ abito tirà su , Andare alzato, Colle vesti alzate per non lordarsele. Caminàb da anara, Cioncolare, che anche dicesi Muoversi a scarica barili. Caminàb co la tanza pf.k tf.ra, Rettore o Repere, Strisciarsi, Andar colla pancia per terra. V. Gatognào. Caminàr da strupià , Andare a grucce o a gruccia, Colle stampelle. V. Cròzzola. Caminàb da vechio, Accosciare, Camminare da stanco — Camminacchiare vale camminar a stento per debolezza. Caminàb da zoto o a pie zoto, V. Zoto. Caminàr del cavàlo , V. Andàr del Ca-vàlo in Cavàlo. Caminàr de le BABcnp. ne l’aqua, Solcare. Caminàr in pressa, Andar di buon passo; Mettersi la via tra' piedi; Studiare il passo; Uscir di passo; Menar le seste; Spacciare il terreno. Caminàr malamente , Ciampicare , cioè Non troiar modo di camminar con franchezza. — Andar ancaione, Aggravarsi più sur una coscia che sull’ allra. — Strisciare, Camminar cou impeto, stropicciando il terreno. Camikàr menando el culo , Culeggiare o Sculettare. Caminàr su le suste, Buzzicare, Muoversi pian piano — Andar tentone o tentoni, Andar adagio e leggeri. — Far passo di picca; Andar come una testuggine, Si dice di Colui che così cammina e sgraziatamente. Far caminàb qualcun che va adasio , Trarre alcuno di passo; Farlo uscire di passo, cioè Dal passo piccolo e tardo. Far caminàb un cavàlo, Passeggiare un cavallo, vale Menarlo a mano con lento passo. Ringhiera che cabina atorno, Balaustro che gira tutto intorno. Caminàr in borasca o in baraonda, Maniera fam. che corrisponde all’ Andar a sciacquabarili, Camminare da sciancato. Par che accenni co' piedi qui è mio e qui vorrei. Camina, imper. del verbo Caminar, Spicciati; Sbrigati; Fa presto; Vieni avanti. CAMINATA, V. Caminàda. CAMINÈTO, s. m. Camminetto, Dim. di Cammino, cioè di Quello in cui si fa fuoco. Caminèto de la pipa, V. Pipa. Camixèto a la Franclìn, V. FranclÌn. Caminèto da fumo, detto in lingua furbesca de' Barcaiuoli, vuol diro il Naso. CAMINIÈRA, s. f. Camminiera; Camini-netto; Spera da camminetto, Voci fiorentine, Quello specchio che si soprappone al camminetto d'una stanza. CAMISA, s. f. Camicia o Camiscia; le cui parli principali sono le seguenti. Corpo de la camisa, Corpo della camicia —• Vertauba da colo, Sparato da col- C A M lo, se da uomo; Scollo se da donna — Ver-tìna de le màneghe, Sparo delle maniche — Da colo, So'ino da collo — Dama-. ni, Polsini o Solini delle maniche — Scosti, Gheroni — Spalf.te. Spallette— Scoe-tini a basso , Quadrelletti — Cobesìn , Cuoricino. V. Cbespa, Manegheto , Bo- CHETA. PlETINA. Avèr la camisa neta o suta, Aver nette-le mani o la coscienza netta, Modo fig. Avèr la camisa sporca, Non esser leale 0 netta farina; Non esser farina da cialde; Esser in difetto; Aver la coscienza macchiata o callerita. Essere in colpa. Chi s’ha spobcà la camisa sf. la neta, Chi è imbrattato si netti ; Chi ha mangiato i baccelli spazzi i gusci; Ognun dal canto suo cura si prenda. Moabsf. df. camisa , detto fig. Riuscire dal guscio , Mutar costume e darsi allo spirito. Ed anche Cangiar di checché sia. Ciii fila ga una camisa e chi no fila ghb n’ ha do, Chi fila ha una camicia e chi non fila ne ha due, Prov. e vale che Gli oziosi talvolta han più fortuna di quei che a’ affaticano. Despogiarse in camisa per qualcun , Sbracarsi ; Sforzarsi; Fare ogni possa per alcuno. Dona che fa camise, Camiciara, Nome che danno i Romani alle Donne il cui mestiere è di far le camice. El perdarìa la camisa, Farebbe a perdere colle lasche vuote, Dicesi di Chi perde sempre giuocando. Forbisse co la camisa dei altri , Y. Forb'r. Esser in camisa , Essere incamiciato — Senza camisa, Scamiciato — Restàb in camisa , Restare in camicia, cioè Miserabile — Esseb meza camisa, Esser povero gentiluomo ; Essere messerino, Piccolo messere. — Meterse la camisa, In-' camiciarsi. La camisa no ghf. toca el culo , La camicia non gli tocca il culo o V anche, dicesi in modo basso di Chi per soverchia allegrezza quasi non cape in sè stesso. Non capire in sè stesso o nella pelle o nel cuoio; Leccarsi le dita d’alcuna cosa; Andare a nozze;Non potere star ne’panni. No avèr camisa al culo, Non aver cencio da coprirsi; Esser povero in canna; Esser bmllo. V. Restar in camisa, in Re-stàr. Se gavarìa steucà la camisa, La camicia gli si sarebbe torta, Dicesi di persona sudata estremamente. Strf.nzf. più la camisa del zipòn, Striglie più la camicia che la gonnella; Più vicino è il dente che nessun parente. Detti fig. e valgono Che s’l a più riguardo al proprio interesse che a quel d'altri. Camisa dei cavalieri da seda, Spoglia o Scoglia; od è Quella pelle della quale si spogliano i bachi da seta, le bisce ete. A bbusa camisa, Modo avv. Chiapàr uno a brusi cahìsa, Cogliere o Sorprender uno