P A N rie ai bisogni altrui. Predicar il digiuno a pancia piena. Panza sor». Ventre raccolto. Pinza »od», Smilzo, Contrario di ripieno. Pancia spianata *i per esagerazio-ne. Panza de la colona. Ventre ; Gonfiezza della colonna. La parte inedia della colonna. che con voce greca difesi Etilati. Atei la r»NZA, Aver la valig'a, Esser gravida — Li ga la panza ai ochi. Ila tanto di trippa ; Ila il corpo o È col corpo a (/'ila, ag'i occhi Sbmpbb co la panzi, Aner utvae pulcini; ¿ver uova e pippioni, Si dice di Donna che sempre sia gravida o da latte. Fai pane* o coda. T. de' Falegnami, Imbarcarsi : Jmbiecare ; Ingonibare ; Par venire, Incurvarsi nella larghezza, e «licesi comunememe d'asso o legoi non molto grossi che per 1’ umido o per la siccità si piegano — Far corpo o Furti in fuora, si die« delle Muraglie ch’escono della loro dirittura — Gobbo o Gobba per qualunque prominenza per lo più difettosa nelle opere dell’ arte. CaMINÀR co LA PINZA IV TF.RA. V. CtMlNÀR. Co la panza avanti, delto a modo aw. e metaf. Fidatamente: Fiducia'rnente; Buo-nalmenle — Fab cna cossa co la panza avanti. Far che che tia a grembo aperto, vale Liberamente, con larghezza, Dar o Fare una cosa non richiesta ma spontaneamente. Andare a gren.bo aperto, vale Procedere con larghezza, con ingenuità. Andare alla tbudala, Andar avanti inconsideratamente. Grata* la fanza, V. Grata*. Ijifimrsp. la panza, Stivar fepa, V. Magnai. Salva* la panza pk* i fichi, V. Salvai. Sta* co la panza in ss, Star tupino o risupinti o retupino — Co la pinza in zo, Star boccone. Sta* co la panza órita, Stare in panciolle, vale propr. Star in positura di far mostra della pancia. 1 ragazzi nel giuoco delle casselle (a casteleto) si servono di simile espressione, Tirar il nocciolo a piè pari e in panciolle, cioè Stando ritto coi piedi in pari e colla pancia che sporti in fuori. Toca* li fanza a i.a cicala. V. Cicala. Andar a panza avrst a. Andare a grembo aperto, vale Procedere con larghezzi, con ingenuità. PA.NZADA, 8. f. Spanciala o Ventrata, Colpo dato alla paucia. Hulter una ventrata in un tavolino. Detto per Spanzida, V. PANZARIN, s. in. Panciuto. V. P>\zuo. PINZERÀ s. m. Lo stesso che Paszon, detto per Aggiunto. P.ANZÈTA) s. (colla z aspra) Pan-cita e PANZI.V ) Panzetta, Piccola pancia. Panzétacol pelo, nel gergo de'Barciiuo- li, // pettignone. Panzeta de ton, Sorra, Cosi chiamasi la cirne della pancia del Tonno sia fresca, sia P A P salata. Quand’è posta in salamoia dicesi Tarantella. Panzkta df. fosco. Pancia di porco. PANZÒN. s. ni. (colla i aspra) Tripuecia ; Ventrnne : Venlrnnaccio : Peggior. ed \c-cresc. di Trippa e Pancia. Detto per agg. ad uomo. Pernione: Trippone ; Buzzone ; Uomo die ha grossa pancia. che ha una trippa insino aulì occhi. El s'ha fato on panzon. che no s’ha mai visto el compiono PK* QUANTO 1 VECHI su recordi. Si fece una tripuecia la maggiore, ch'a'dl dentiti mai veduta foste. PANZÙO. V. Impanzuo. PAOLI. EsSF.illHF.NK PK* I «RATI PAOLI. E?- ferve ne pe' beati Paoli, cioè Etservene a bizzeffe, a gola, a braccia quadre, a flagello, a ramata, a ribotta ; In quantità grande. P VOLINO, V. Don paolino. PAÒN, s. m. Pavone, Paone e PagnnUccello domestico nolo di bellissime penne e lunga coda tempestata di macchie a foggia * d'occhi. Da Linneo è delto Puvo crisla-tut. PVON 1, s. f. Paonetta; Pavonetta e Pu-gonetta. Femmina del Pavone. PAONAZZÈTO, add. Paonazziccio ; Pavo-nazziccio. Di colore alquanto paonazzo. PVON VZZO, adii. Paonazzo; Pugonazzo o Pavonaecio e Pavonazzo. Vgg. di Colore tra azzurro e nero. PAOÌNCLN, s. m. Pagoncino ; Pugoncello ; Pavoncinn, detto ancora Paolino e Pagolino, Piccolo pagone. Paonci.na, PagonceUa e Pagonrina, la Femmina. PAONCÌ\\, s. f. T. de’Cacciatori, Paon-eella ed anche Fifa. Uccello palustre detto da Linn. Vanellut Tringa, e da Temminck Vanellut critlalut. La sua grandezza è quella d'un piccola colombo;ha i piedi rossi, un ciuffo nero pendente alla nuca, per cui assomigliando in qualche modo al Pavone, fu dello Paoncella. Nel Polesine si chiama Chiva dal suo verso di cantare Trovasi d'iuverno in gran branchi su i prati umidi. PVOMZARSE, v. Pavoneggiarti e Panneggiarti. Rimirarsi con albagia, come fa il pavoue. E Bgur. Gloriarti; Compiacerti; Boriarti; Gonfiarti ; Invanirsi. PAPV.s. m. Papa, Il sommo Pontefice. Mosto gn Papa se che ne fa un altio, detto per simil. Il podestà nuovo caccia il vecchio, e vale che Le cose nuove fanno scordare le antiche. Andar a Roma k no vede* el Papa, V. Andai. Fa* la strada al papa, Andartene in gite, Andare attorno senza concludere quello per cui si va. Fa* cna cossa a ogni morte de papa. V. Morte. Sta* da papa, Star alla papalina, cioè Lautamente. Stare in Apolline o in Apollo. Ghe ne sa pio el papa e la masse*a ch’kl papa solo. Saperne più il papa e 7 conta- I P A P 460 dino del papa tolo. e vale che Ne san più due che un solo. Fa* la papa, parlando d'un affare. Lo stesso che Fa* la panàda. V. Panàda. l’VP V. s. f. Pappa. Pane cotto iu pura acqua, io brodo e simili, elio si d i a’ bambini e ch’essl chiamano Pappi. Pappolata dicesi alla Vivanda molto tenera e quasi liquida che non si tenga bene insieme — Anoì* in nri, Spappolimi o spopolarti, voci basse. Non si tener bene insieme, U'cir dalla cattura, disfarsi: dicchi di alcune vivande — Tota papa. Spappolato. Sbatf* la papa, Fnt'lare la papa, cioè Batterla o stemperarla col cucchiaio. Sporco da papa, Impoppatalo, Bruttato di pappa. Che papa! Che bella tacca di donna: Che bcl'a schialtona o badalona! Fab la papa rp.s i altri, Uno leva la lepre e un altro te la piglia. Uno fa i miracoli e un altro ha la cera. Lasciare altrui i proprii vantaggi — Egli ha fatto la panata al diavolo, per dire eh' Egli ha guadagnato per altri. Pipa, detta anche Papeta e Polentina, Cutaplatma, che a Firenze chiamasi volgarmente Impalpo. si dice quell' Empiasi™ che lassi stendendo sopra un pannolino del pine e del latte o simili, per applicarlo a qualche parte del corpo, dove si voglia eccitare la suppurazione o lo scioglimento di qualche umore dannoso, V. Impiastro. PAP V. a m. Babbo. Voce fanciullesca per dinotare il padre. Anche i Francesi dicono Papà. P\pÀ (voce greca die vale Padre dei padri) dicesi il Prete della Beligionv » rito Greco. V. Protopapà. PAPAFÌGO, s. m. T Mar Pappafico, Asta a cui s’attacca la banderuola in cima all' albero della nave, i éf-t t !c^nd- r Vlrf.ro del papapioo, Albero de! papafi-ro, dicesi Ouello che porta la gabbia e la vola dell'albero di gabbia. I* VP VFIGO, Uccello. V. Regi'ora.-- PVI’AGV, ) s. in. dall'arabico Rabacà Pup-PVPAGU,) pagaVo, Uccello noto, chiamato in sistema Ptillacut severut. Ve ne sono di moltissime specie e tutte variopinte differentemente — Pappagallettu dicesi alla Femmina. Braghetta da fapauàl, V. Braghetì. Papagal, detto per agg. ad uomo Pappagallo, che vale Sciocco, Minchione. Parlar da papagài. o come i pafagàli, Favellare come i pappagalli, vale Parlare senza saper quel che si dica. Criàb da papagìl, V. Ciiar. Erba papagàl, V. Erba. PVP VGV. s. ni. chiamasi fig un Vaso di vetro, che serve per quelli che hanno incontinenza di orina. PAPAGV DE MAR, s. ni. T. de'l’esc. Sorta di pesco di mare a scheletro ossoso, già contuso dai moderni Naturalisti col Labrut Hepatut di Linneo; ma ultimamente di-