M A G ; ciò hf.’ Signori de note etc. ed «litri finalmente Consigli. Magistr ato cbe leva, dicevasi Quello che aveva diritto di levare un patrizio da altro Magistrato per trasferirlo al proprio: e Magistrato che leva de leva, Quello che aveva diritto di levare anche da quello che levava. Bene inteso però, eh’ era sempre il Senato che levava, non già che le Magistrature avessero un tal diritto. MAGNA, add. Mangiato. Magnato è voce bassa e vale Corroso. Magnato dalla ruggine. Magna dai granzi o da le tarme, Butterato, dicesi del Volto dell’ uomo, nel quale sieno rimaste le margini del vaiuolo chiamate Butteri. Magna dai pulesi, Indanaiato dalle pulci. V. Tachizà. Magna dai tavani e da le mosche. Morso; Appinzalo. MAG.N \BILE, add. Mangiabile-, Commestibile, Buono a mangiare. MAGNACARTA, s. m. Menante ; Notaiuz-zo. Quello che vive copiando carte. Leguleio, legale imperito, che conosce le parole delle leggi ma non le intende — Cavalocchio, Esattore, sollecitatore d’affari — Mozzorecchi, Menante o copista di un curiale. MAGNADA s. f. Mangiata; Mangiagio-ne; Mangiamento; Corpacciata; Pappala. Magnada de becaeighi, lleccafieata. Dar csa boxa magnada, V. in Magnàr. MAGN.ÀFARA, s. f. Manaccia. Brutta coattiva Mano. MAGNA FRÉGOLE, V. Maqhadarohi. MAGNAGIAZZO, T. de'Pescatori, con cui chiamassi per aggiunto le cosi dette Verze-late, perchè resistono al ghiaccio più d’ogni altro pesce di valle. MAGNAIZZO, V. Magsolezo. MAGNAMARON1, s. m. Ruffiano. V. Rc- FIÀX e VzZALÌN. Bagascio e Bagascione o Bertone, vale Drudo di puttana. MAGNAMENTO DE STOMEGO,s. m. Ma- nicamento di stomaco ; Morsura , Morso ; Mordicamento , Acidezza e mordacità di stomaco o di corpo. Acidità ; Stomaco a- celoso. Magnamento o Rodimento de abzebe, Lunata, T. Idraulico, Corrosione prodotta nelle sponde de’fiumi o torrenti dalla corrente dell’acqua, per lo più in linea curva. Alcuni dicono Rosa. M AGNAMERD Aj s. m. Mangiapatlona ; Mangiapolenta, Persona vile, dappoco. Mazzomarrone o Mungiamarroni è detto per ingiuria. MàGNAÒR, s. m. ) „ M.AGN VÒRA, s. f. ) Mnn^,Jt'na B (’r'P-pia : Luogo dove si mette il mangiare innanzi alle bestie. Mag.iaòra dei oseleti, Beccatoio, Vasetto dove si dà beccare agli uccelli. Magxaòra, detto in gergo, vale Bocca; e dicesi Morfia, pur in T. di gergo. M A G Esser in Magnaùra, Essere in piscina ; Entrare in piscina ; Esser messo in piscina, e simili maniere dinotano Aver maneggi o Essere in uffizio lucroso — Mangiar sotto la baviera ; Rodere o Pappar di soppiatto, si dice di chi lucra in qualche carico nascostamente e illecitamente. M.AGN VP.AÌN, s. m. Mangiapane ; Sparapa-ne ; Yotamadie, si dice di Uomo buono a poc’altro che a mangiare. M.AGN APATERNOSTRI , V. Baciirtòk , Chirtìn e Paternostràr. M.AGN APÈGOLV, s. Voce ant. che dicevasi per allusione ai Castellani e per disprezzo od ingiuria, Mangiapatlona ; Mangiapane; Mangia fagiuoli. MAGNAPUTÈI, s. m. Divoramorti ; Co-spetlone ; Smargiasso ; Spaccone ; Spac-camonli, Colui che millanta o cerca di far paura e non è buono a nulla. MAGN AR, s. m. Mangiare e Manicare, Il cibo, la vivanda — Cibare in vece di Cibo è voce disusata. Magnar leziero, Sottigliume, vale Unione di cose sottili, e si usa comunemente per dinotare Cibi di poca sostanza. Magnar da strupiai, Mangiar ghiotto o appetitoso ; Mangiar da storpiati, vale Leccornia, Vivanda da ghiotti. Il vin di Rrozzi, un pane e una cipolla, talor per uno scherzo tocca il cuore. Tegnìr el magnàr a QOALcbn, Alzare la mangiatoia, Sottrarre qualunque aiuto o favore o anche il cibo. MAGNAR o Mangiar, v. Mangiare o Magnare, che anche dicesi Dare il portante ai denti ; Ungere il dente ; Far ballare o Sbattere i denti — Tornar a maunàr, Rimangiare. Magnar a crepapanza, Mangiare a crepapelle o a crepa pancia a a crepa corpo. — Sventrare, vale Quasi scoppiare per lo troppo mangiare e bere — Strippare, dicesi in modo basso deli’ Empier soverchiamente la trippa — Aon far rasure, si dice in modo basso di Gran mangiatore — Caricar la balestra, dicesi fig. e vale Mangiare e bere sconciamente. Mangiare a trabocco. Magnar a la rjrona, Trovarsi o Starsi a desco molle, vale Ritrovarsi a mau-giare senza tovaglia o apparecchio formato. V. Babòn. Magnar a l’ostaria, Stare a scotto, cioè Desinare o Cenare alla taverna. Magnar a maca, Mangiare a macca o J a bertolotto o a salvum me fac o a ufo o alle spalle del Crocifisso, Mangiar senza ! spesa — Passar per bardotto, dicesi di \ Colui che non paga a una cena o a un desinare la parte che gli tocca. — Venir di sovvallo, si dice di Cosa che vien senza j spesa — Spollastrare o Sgallinare, Mangiar lautamente girando per le mense altrui. Magnar a ombba de campaniel, Star alle spalle o alle spese del Crocifisso, Andar a mangiare da un Pievano. M A G 583 Magnar a pasto, Mangiare o Fare a pasto, dicesi Quando l’oste senza prezzare cosa per cosa vuole un tallio per persona — Magnar fra pasto o fora de pasto. Mangiar fra pasto, s’intende il Mangiare fra il desinare e la cena, cioè Fuori di tempo. • Magnar a quatro sanassi, Mac tiare a due palmenti ; Scuffiare o Sparecchiare per dieci o per venti ; Guadagnare per due versi, Mangiare a tutto due le mascelle ; Morfire, Mangiar da affamato. Magnar a son de campaxelo, Andare a son di squille ; Stare a tavola apparecchiata ; Mangiare come il cavai del carretto col capo in sacco. V. Magnar co LA TESTA IN SACO. Magnar a strano,olòn, Mangiare coll'imbuto o a strappa becco, Mangiar presto presto, alla sfuggita, con poco agio. Magnar ben ancuo e no pensar al ih-màn, Un buon boccone e cento guai, Per un picciol bene non curare un gran male-futuro. Magnar coi ochi, Divorar cogli occhi ; Divorarsi cogli occhi una persona ; Saettare cogli occhi. V. Ingiotìr. Magnar coi so bezzi, Mangiare a suo costo, cioè Con ¡spesa sua: contrario di Mangiare a macca. Majnàr co la testa in saco, Mangiare col capo nella madia o col capo in sacco, Mangiar all’ altrui spalle e senza pensieri. Magnar come i forchi, Grufolare, Atto che fanno gl’ ingordi nel mangiare con un certo suono di bocca simile a quello che fanno i porci — Magnar da porco, Affollarsi, Esser vorace. Magnàr da can, Mangiar de' sogni, Non aver da mangiare — Q ila resmegg in re, voce scherzevole, Mangiar poco e male — Mangiar male, potrebbe dirsi per allusione ad un imperito o trascurato cuciniere che non sapesse ben condire o stagionar i camangiari. Magxàr de matina, Asciolvere o Sciol-vere — Magnar avanti cena, Merendare — Magnar dopo cena. Pusignare. Magnar da re o da papa. Mangiar ulta reale o lautamente ; Stare in apollinei Slare alla paperina; Far un fianco da Papi. Magnìr da tre bande, Succiar da tre poppe, dicesi metaf. di uomo scaltrito che pela tre persone ad un tratto. Magnar de gusto o df. boi» apetito, Pigliare il pollo senza pestare, si dice del-l’Esser sano, e mangiar con grande appetito e di voglia. Magnar dei infermi, Pigliar cibo. Magnar db sasòn, Mangiar di stagione, cioè Le vivande calde appena sotte, nel loro vero punto. Magnar e bever assae, Avere il pettine e il cardo ; Essere al bere infermi e al mangiar sani, Mangiare e bere assai. Magnar e bever e no fensarghb, Dormi-