P E S Pestàb i banchi in Chiesi. Fare il picchiapetto o lo stropiccione, cioè il Bacchettone. Pesta* i pie in teba, Battere i piedi ; Dare in terra, Il che si fa per ira. Sfondar col piede il pavimento. (’està« o caminàr de le bistie, Calpestare, Calcar co’ piedi. Il calpestìo delle bestie che fanno dilaniare le ripe degli argini. Pestar per aver qualcossa, Insistere per ottenere. Pestar l’ acqua in tel mobteb, Pestar l'acqua o Dibatter l’ ucqua nel mortaio ; Dar l’incenso ai grilli, Perdere il tempo e la fatica. Mettere stoppia in aia. Halli il buono e fa ’l migliore, balli il tristo e fa ’l peggiore, che anche si dice Batti il tristo e peggiora, batti il buono e migliora, Maniere proverb. per far intendere che Je correzioni rigorose non giovano a ravviare i perversi. No AV.Ì RCHENE N È DE PESTI NÈ DA PESTAR, Don ne aver uno per medicina ; Aon aver un becco d’ un quattrino ; Esser orso e distrutto, Esser senza danari. FESVARlOL, s. m. T. de’Pizzicagli oli, Mannaia, Quella specie di scure larga di la-iua, con due manichi di legno, che serve li pizzicagnoli per tritare le carni porcine da far salsicee. Pestatoio o Pestello , si dice a quella Mazza di legno o di ferro con cui si pesta nel mortaio. V. Mazza. PESTE, s. f. Peste o Pestilenza, Male contagioso. Peste dicesi per Lue venerea, detta anche Sifilide ; Male sifilitico ; Morbo gallico ; Mal francese. Peste, si dice anche da noi per Puzzo, Fetore. Ln putblo chp. xe una peste, Un ragazzo insolente, temerario, cattivo. PESTENAGIE, s. f. si chiamano fra noi le Fette di Carota impastellate e fritte nell'olio o nel grasso. Di questa lritlura face-vasi grande spaccio una volta, specialmente nella quaresima, dai così detti Fbitolini olia Venditori di fritelle. Talvolta vende-vansi frittelle di mele, ed anche cefali salati fritti ad uso della poveraglia. Furono poi sostituite le frittelle di farina bianca che sussistono ; e le altre fritture uon sono più di moda PBSTENÈGA, s. f. T. degli Ortolani. Pastinaca , Erba coltivata, di cui si distinguono la domestica e la selvatica. La selvatica è una Tarieta dell'altra chiamata dai Sistematici Pastinaca sylvestns lutifoliu. La domestica o sia ortense è detta Pastinaca saliva, ed è migliore a mangiarsi della selvatica. PESTIFEKO, add —Regazzo pestifero, Cattivello ; Cut tiv uzzo ; Face male ; Insolente ; Irrequieto — El xb un pestifero CHE SO SE POL nu" BECEB, V. KhGER Odòb pestifero, Una peste ; Un fetore ; Ln puzzo o Una puzza orribile. Ilocrio. P E T ì PESTO (coll’e stretta) s. in. Tritume, Aggregato di cose trite, cioè di lardo, di ro-1 smarino, aglio etc., che si soffrigge, e ser-; ve per eondinieuto di qualche minestra. Pesto, parlandosi del Komore che fanno i Cavalli ogli Domini Camminando, Calpestìo. Darchenb un pesto o un box pesto, Dare un curpiccio o un buon carpiccio o una I dirotta o un rifruslo, vale Busse ; e detto I figur. Vincere altrui nel giuoco di molta somma. No AVERGHENR XÈ DE PESTI NÈ DA PESTAR, V. Pestar. No lassar uno de pesto, Aon rifinir di dire ; Tempestare ; So/fregarsi intorno ad uno ; Serpentare uno ; Aon lo lasciar vivere, Importunarlo. — In altro sign. Tener gli occhi ad alcuno ; Tener dietro ad uno, vale Aver cura. Badare ad uno. PESTO, add. Pesto ; Pestalo, da Pestare. Poco pesto, Soppestato ; Soppesto. A vèr le carne peste, Aver il corpo o le membra abbattute ; e quindi Abbattimento di persona. PESTRÌN, s. m. Cascina, Luogo dove si fa il burro e il cacio, o dove si vende il latte. Pestrìn de le olive, Fattoio o Macinatoio, Luogo dove si tiene lo stromento col quale s’ammaccano le ulive; Stanza dove si fa l’olio. Pestrìn da masena, Pistrino, Nome che da noi si dà a quella specie di Mulino, ove si macina il vetro, la cenere detta Turca ed altro simile — Menàr kl pestrìn, La-*mrare alle macine, eh' è I' operazione di far girare la ruota della macchina per macinare. Odor da pestrìn, Fetore di latte agro, Quel tristo odore che rende il latte cotto e inacidito. PESTRINÈR, s. m. Lattaio, Colui che vende latte e cose analoghe. PESTIO NÉRA, s. f. dicesi alla Moglie o Femmina di Lattaio, la quale sull'esempio di altre voci consimili e così formate, potrebbe dirsi Lattaia. PETA (coll’e stretta) s. f. Treccia, Capelli di danna ravvolti e puntali sulla lesla. Peta, dello per Agg. ad uomo, Piatto-Ione ; Seccatura ; Tentennone. Dar la peta a uno, Incolpare ; Accagionare alcuno. V. in Petàr. PETÀ, add. Attaccato. V. Petàr. PETACHIO — Andar de petachio, Andar a capello, a puntino, a pelo; Andar di rondone, cioè Per l’appunto, felicemente. Looo CHE TA DE PETACHIO, LuOgO UC- eoncissimo, Adaltatissimo, Opportuno sommamente. PETÀDA, s. f. Urtata; Urtatura. PETAFIA. V. Madama Patafia. PETAFIO, V. Patafio. PETAIZZO. add. Attaccaticcio ; Viscoso ; Appiccante ; Appiccicante. Cosa che attaccasi alle mani. Un CERTO PETA1ZZO PER HTSADA, Ull lll- P E T 497 brico, o Strada lubrica, dove facilmente si sdrucciola. PETAMENTO, s. m. Attaccamento, L’attaccare una cosa con 1’ altra — Che peta-menti ! Che imbrattatura ! potrebbe dire Chi s’imbrattasse le mani con colla o simile, lavorando. PETAR, v. Attaccare, cioè una cosa ad un' altra ; Incollare. Petàr al muro, Affiggere, Attaccare al muro che che sia con colla o altro. Prtàr de le bastonàe, Suonare alcuno; Dare picchiate o busse; Appoggiare o Appiccicare uno schiaffo. Petàr in qualcun o in qualcossa, Urtare ; Dar di urto o di petto, Avvenirsi in alcuno o in qualche cosa toccandola. Petàr la colpa à qoalcùn, Appettare, voce bassa, che vale Incolpare ; Apporre ; Accagionare ; Attaccarla ; Accoccarla ; Ficcarla ad uno. Petàr la rogna o altro mal, Appiccicare un male ad alcuno. I’etàr là una cossa, Deporre una cosa sconciamente. Petàr man, Mettere o Por mano, Cavar l’arme dal fodero o dalla borsa; Impugnarla. Petàrse col vischio, Impaniarsi. V. I*- VISCHIARSB. Petàrse in qualche looo, Appilloltar-si ; Impancarsi ; Appollaiarsi in qualche luogo. Petàbse sol stomeoo, Posarsi su lo stomaco, vale I cibi che rimangono indi-gesti. Petàrse zo, Coricarsi ; Buttarsi giù , Andar in letto per dormire. Petàr su una futa e simili, Appettare, Dar con inganno una figlia a marito. Petàr una uùdela, Appettare ; Presentar ad inganno una cosa, invece d’ un' altra ; Calarla ; Accoccarla, Dar ad intendere che che sia— No me l’ho lassada prtàr, La pania non tenne; Egli non me l'ha affibbiata — El me l'ha petà su per CASTRÀ E LA CIERA UNA P1EOORA, E'me iliti fitta per mannerino ed era pecora. Petàr zo, Menare a mosca cieca ; Dar.: in terra ; Dar mazzate sudice o da ciechi, Dar senza discrezione. Petàrghe le tasse , Maniera antiq. V. Tassa. Petèvela da drio o Petèvela assolili.. Datevela o Appettatevela di retro o sul culo ; Imbalsamale al doccion delle luffe. Petèvelo, Tenetelo per voi, non so che farne. PETARDO, s. m. T. Mil. Petardo, Ordigno concavo di metallo o più comunemente di legno, armato di forti lame di lerro, carico di polvere tenacemente calcala ed otturata, il quale si appicca ad uu muro o ad una porta che si voglia rovesciare. È un gallicismo di data non antichissima. PETARLÈR, s. in. T. de’ Sarti, detto anche Caracó. Così cbiamavasi uua spec e di Vette donnesca civile, per lo più di seta, 63