206 C 0 V che dire Covertor a qualunque altro panno da coprir che che sia. Covertor del pan, Telo da pane, dicesi quella Toraglietta o striscia di pannolino, con la quale si cuopre il pane sull’ asse. Covf.rtòr i>a osp.i.ìr, Paretaio, chiamasi l’Aia sulla quale si spiegano le paretelle per coprire gli uccelli , che allettati dal canto de’ compagni ingabbiati, e dallo zimbello, si posano sulla frasca o vogliam dire boschetto naturale o posticcio posto in mezzo del paretaio — Parete o Pare/ella , dicesi alla Rete che si distende in sul-1’ aiuola. A questa rete si dice anche Copertoio ed Erpicatoio o Aiuolo. COVÈRZER, v. Coperchiare; Incoverchia-rc e Covercliiarc , Coprir col coperchio, e dicesi di cassa, scatola e simile che abbia il coperchio — Coprire ; Ricoprire o Ricovrire e Velare, valgono Occultare, Nascondere — Tornar a coverzer, Ricoperchiare o Ricoprire, dicesi rispettivamente nei due suddetti significati — Onestare o Adonestare, vale Coprire o Colorare sotto specie d‘ onesto , ovv. Dar colore o apparenza di giustizia. Coverzer, detto fig. Coprire; Ricoprire; Ammantare ; Ammantellare ; Palliare , Velare, nascondere — Colorare , Dar colore a una cosa nel rappresentarsela tal quale si vuole, che anche si dice Simulare — Orpellare o Inorpellare, dicesi del Coprir con arte che clic sia ad oggetto che apparisca più vago di quel eh’ è, e con apparenza di bene, che anche dicesi Imbellettare: Impomiciare ; Imbiancare — Covèr-zerse, detto pur figur. Ammantarsi ; Ammantellarsi, Celarsi artatamente. Coverzer , parlando degli Animali, Coprire, Congiungersi il maschio colla femmina per la generazione. Calcare , dicesi degli Uccelli. Coverzer de erra, Inerbare — Covf.r-xer de fiori, Infiorare o Infierire. Coverzer de tf.ra la salata, Ricoricare ; Interriare , Coprir con terra alcuni erbaggi per farli imbianchire. .Coverzer la testa o el muso a qealcbn, Imbacuccare ; Camuffare; Incappucciare Coverzer col manto, Ammantare o Rammantare. Coverzerse la testa, Mettersi checché sia in capo. COV IELO, s. ni. Coviello , Maschera che finge un bravo sciocco, la quale s’aggrot-tesca con fargli i baffi alla Spagnuola col nero di brace. El par un Covielo o el Capitan Co-vielo. Pare un Coviello, E si vuol alludere a chi ha il tabarro troppo corto. V. Tarartelo. COVISMODO, Voce storpiata dal latino Quovis modo, e vale il suo vero significato, cioè In cerio modo ; In certa guisa; A guisa. C0> RIR, v. Lo stesso che Coverzer, V. Covrir eh posto, en impiego, Esercitare; Possedere un posto, un impiego. c r, k CovRiRSF., Coprirsi, detto in T. Mil. vale Ripararsi, difendersi, sostenersi. COZZADA, s. f. Cozzata ; Cozzo'. COZZAMENTO , V. Incozzamento , nel primo signif. COZZAR, v. Cozzare; Urtarsi. CoZZ.iR CON chi GA I CORNI PIE LONGHI, Cozzare o Urture col muro ; Vare a cozzo co’ muriccioli , Contendere con più potenti di sè — Mangiar le noci col mallo, si dice di Coloro che dicono male e cozzano con chi sa dir male meglio di essi. Non trescare con chi è più di te. Cozzarse, Impuntarsi, detto fig. degli Schermidori, dell’ incontrarsi le due spade punta per punta. Cozzarse insieme , Tenzonare Quistio-nare a parole; Bisticciarsi o Bisliccicarsi, Contrastare pertinacemente — Stare o Contendere a tu per tu, vale Rispondere ad ogni minimo che nel bisticciarsi e nel tenzonare; stare in ostinata contesa senza voler ceder giammai. CRAGNA, s. f. Voce fam. Untume o Su-cidume e Sudiciume, Quella sporcizia untuosa che si vede talvolta sul collare di qualche abito, tna specialmente nella parte deretana. El GA TANTA CRAGNA SUL COLARÌN , CHE se conzaria i capuzzi, Il collare ha tanto untume, che condirebbe i cavoli cappucci. CRAGNIZZO, Nome aggiunto dato da’Pesc. generalmente ad alcune specie di pesci di mare del genere Labrus di Linneo, come al Labrus Coerukus di Bonetterre, pesce giallo rosso ed azzurro, il quale è piuttosto raro nel nostro mare. CRAGNO, 8. m. Cranio, L’osso del capo che difende il cervello. Detto alle volte per lo Capo stesso, come A cragno a cragno , lo stesso ohe A testa a testa, A tu per tu; Testa a testa. CRAICER. s. m. Moneta di rame tedesca; lo stesso che Carantàn. V. CRAOCEMBOLO, Idiotismo di tanti fra la bassa plebe, che non sanno dire Clavicem-ralo, V. CRAUTI, s. m. Salcraut, Voce tedesca da Kraut che vuol dire Erba. Cavoli salali, Cavoli o Cappucci inacetiti , che si mangiano per salsa. GRAVA, Voce corrotta da Cavra, cioè Capra, detta per Agg. ad Uomo nel sign. di Vile; Vigliacco ; Vigliaccone; Poltrone e simili. CRE, s. m. Scricchiolata, Suono o romore che fa alcuna cosa nello scricchiolare — Cri e Crich e Cricche, il suono del ghiaccio e del fendersi delle stoviglie. Crocchiare, si è detto metaf. del suono che rendon le cose fesse quando sono percosse, e le sconnesse e sconfitte, lo che si dice anche Chiocciare; Croccare; Cigolare — Crocchiare, dicesi pure de’Ferri dei Cavalli quando sono smossi e crollano cigolando— Far cre o cri, Crepare; Schiappare, dicesi del Fendersi o rompersi le stoviglie. V. Cantar da leco, in Cantìr. C II E (’REA, 8. f. Creta; Argilla o ArgigUa, Terra tegnente e densa, della quale si fanno le stoviglie. Covrir he crea, Incretare. CREANZA, add. Creanzato, che ha creanza. CREAPOPOM. s. m. Voce furbesca de’nostri Barcaiuoli, e vale il Pene. CREATURA, s. f. Creatura. Creatura, (licesi popolarmente anche da noi per Bambino. Cara sta creatura, Cara questa creaturina , questo bambolo ; Caro il mio naccherino. Creàtera de famegia, Creatura o Crealo, Servo, Allievo, persona dipendente. La creatura in panza de so mare, Feto — Embrione, dicesi il Parto informe, non ancora perfettamente organizzato. Creatore! Voce di esclamazione, Accor-r uomo. Grido con cui taluno invoca l’altrui soccorso; eh'è quanto dire: Soccorrete buona gente; Aiutatemi. Care creatore , Detto per amorevolezza, è lo stesso che Cari figli o fratelli o amici — Creature, ve saludo, Amici, vi saluto; Miei cari, vi saluto, vi do il buon giorno o la buona notte. CRECOLA, T. di alcuni Pese. Pesce simile alla Salpa, e forse una varietà di essa. V. Salpa. CRÈCOLA, s. f. detta anche Favòto, Ra-coleta e Rochèto, T. de’Cacciatori, Cer-cedula o Garganella e Sartella., Uccello del genere delle Anitre selvatiche, detto da Linneo vinai querquedula. Il loro verso o voce imita la Raganella (Racola), facendo Crec Crec, onde fu ad essa dato un tal nome volgare di Crecola. CRECOL VR, v. Scricchiolare o Screpolare, Dicesi del Letto, ed anche di quel rumore che fanno talvolta le scarpe o le pianelle in andando. V. Cre. CREDADÒR, T. antiq. Creditore. CREDENZA, s. f. Credenza, l'Atto del credere, cioè fidare altrui sul credilo. Dare a credenza o a credito ; Pigliare a credenza; Far credenza. A FAR CREDENZA NO SE GUADAGNA GNEN- te, A credenza chi dà spaccia più assai, perde T amico e i danar non ha mai. Meglio consiglia quell’altro proverbio, Buon mercato e non credenza. El tempo n’ha fato credenza, Detto met. La pioggia ci ha rispettato: cioè Durante il nostro cammino non ha piovuto. Bulìf. in credenza, V. Bulàda. CREDENZA, s. f. che anticam. dicevasi Crenza, Credenza, dicesi anche da noi al-l’Armario nel quale si ripongono a custodia gli arnesi ed avanzi della mensa, ed altre cose ad uso di famiglia. Nelle case de’grandi si dice Credenza alla stanza eh» serve in vece d’armario. CREDENZIÈR, s. m. Credenziere, nelle case de’grandi si chiama Quell’Ufllziale di servigio, che ha cura della credenza. CREDENZIERA, s. f. dicesi la Mogli« e