L E T LESSO, add. Lesse e Allesso, Bollito o cotto nell'acqua. Mal coto lesso, Rislesso. Omo lesso, Gru'lo e Mogio, Che sta ottuso, contrario di Desto — Ebete. Fiacco, debole, pigro, che ha gli spiriti morti— Cencio molle ; Pulcini bagnato o Gallina bagnala, vale Di poco spirilo, timido, fred-ào-Lonzo o Floscio, direbbesi di Chi è lento, pigro o tardo per grassezza. LESTIR, v. Allestire ; Ammanili re, Preparare. LESTO, add. Lesto cioè Destro, pronto, presto. Lesto de man, V. Ladro. LETERA o Letara, s. ni. Lettera o Pistola — Missiva o Invievoìe, dicesi a Quella che si scrive la prima; Responsiva o Ri-sponsiva a Quella che si risponde. Lettera, chiamasi il Carattere dell' Alfa-belo; e Tutti i Caratteri di Stamperia. V. Caràtf.re —-Leterb grande, Lettere maiuscole e nel diinin. Maiuscolette, — Ijeterf. Basse, Lettere minuscole— Ocmo de le letere, V. in Caràtf.re,— Culo o Pondo de le letere, Piè delle lettere , Li parte o estremità opposta all’occhio — Taca de lf. letere, V. Taca. — Asta delle lettóre, dicesi a Quella parie de’ caratteri ili' esco dalla riga per di sopra; Pendenza (dal francese Pendentif) a Quella che esce per di sotto e ch'è come Coda. Letf.ra de eacojiardaiiòn, Commendali:-zia;e talora per ironia indica biasimo — Far una bona letera de racomandaziòv, detto per ironia, Tagliar i panni addosso ad alcuno. Dar mala informazione in aggravio altrui. Letera orba, Lettera cieca ; [Lettera anonima, Senza nome di chi l’ha scritta — Letere orbe, detto in T. degli Stampatori , Lettere cattive d’occhio ; Lettere guastate, corrose, Sono appunto Quelle guastate che convien cangiare nella correzione d’un’Opera. Dirgiielf. o Parlarghe a lf.tere de scatola, Parlargli a lettere di scatola o di speziali o di appigionasi o in volgare, cioè Chiaramente, Parlare liberamente. V. Scatola. Fermar le lf.tere, Intercettare, Sorprendere; arrestar lettere missive o simi- li per ¡scoprir qualche disegno etc. E quindi Lettere inti rcette e Intercezione di lettere. No savèr de letera, Non saper leggere', Esser uomo senza lettera; Essere il-litterato. Scritòr de letere, Letterisla. In letera f. in abaco, — Si d ce che un numero è scritto in letera e in abaco, quando è scritto prima col nome che ha e poi indicato colle cifre numeriche. P. e. Cin-quaulasei, ì>6. Pare che possa dirsi In lettera e in abaco. LETEIÌVTO, s m. Letterato; Scienziato nelle lettere, Che ha lettere o delP erudizione. versato in belle lettere. L E T Gran leterato, Letteratone — Letteratissimo è il Superlativo. Lktf.rato minchiòn , Lettcruto, Letterato da poco — Scioperalibrai, Lettera-tuccio ch’è d’impaccio a’librai. Li/ri’.SIA , s. ni. Letlicello ; Letterello ; Lettino ; Lettuccio; Letticciuolo, Piccolo letto. LETIÈRA, s. f. Lettiera o Cassa del letto. Intelaiatura di legnami contenente le assi che reggono il saccone ed i materassi del letto. V. Caviola. LETO, s. m. Letto, Quell’arnese su cui si dorme. V. Tolf. , Cavaleti , Lf.tiera , Testiera, Stramazzo, Pagiùn , Cavazzàl, Cussi», Nizioli , Filzada, Libotìa, Co-vertòr, Sponda, Calesèla, etc. Andàr in leto, Allettarsi, Coricarsi. Andàr in leto come i poLASTiii, Andar a letto o a riporsi come i polli o all’ora de’polli, cioè A buon’ora. Andàr in lf.to senza cena, V. Cena. Esser in leto , Giacere o Essere in letto e dicesì per riposo. Essere decum-bente, perniale. Esser sempre da la carega al leto , Essere, Sture o simili, tra ’l letto e il tettuccio, vale Sempre malazzato. V. So- TOSSORA. Levàr dal leto, V. Levar e AlzIr. Leto de pena, Coltrice, Specie di materasso riempiuto di piuma, su cui si giace. Leto da sposi, Talamo; Letto nuziale. Leto da cani, Canile, Letto cattivo. V. Guzzo. Far el leto , Rifare il letto — Spiumacciare o Sprimacciare, s’intende propr. Rimenare la coltrice. Farse un bon lf.to, detto fig. Farsi credito o buon nome o concetto. Leto de le bestie, Impatto, Lo sterno o letto che si fa alle bestie, ove hanno a riposare. Far l’impatto alle bestie. Leto del fiume, Letto o Alveo del fiume, Il fondo del fiume. Leto o Mare del vin , Letto o Mamma del vino, dicesi La feccia o posatura o sedimento del vino. Leto o Giazza de le caene, T. depuratori , Arcale, Catena che si pone nella parte inferiore de’cavalletti, fatta pure di legno come le travi. Leto dei. pagiòl, V. Pagiòl. Lf.to da canòn, T. Mil. Cassa da cannone, detta anche Carro o Carretta, Telaio a duo ruoto formato di due tavoloni che si chiamano Cosce, uniti con traversi detti Calastrelli, su cui si riposa il cannone. Lf.to dei. mortèr da bomba , Ceppo di mortaio, Cassa sulla quale posa il mortaio ed il petriero. ' LETO. Questa voce è anche il participio passato letto del verbo Lezer, corrispondente al lectum dei Latini, ed al lu dei Francesi. LETORÌN, s. ni. Leggìo, Strumento di le- L E V 367 gno sul quale sosliensi il libro per comodo dì leggere o di cantare — Bandinella del leggìo, chiamasi Quella calata che pende per ornamento davanti o dietro del Leggìo. LETURÈTA, s. f. Letturina, Lettura fatta in fretta. LEVA, V. Lieta. LEVA, s. m. Lievito, Pasta inforzata colla fermentazione per lievitare il pane, che anche dicesi Fermento. Primo lkvà, T. de’Fornai, Rinfresco a Rintocco, Primo lievito — Induria del leva, V. Indurìa. Senza levà no se fa pan, detto metaf. Dal nulla nulla. Pan zo de levà , Pane ammazzeraiu, dicesi al Pane che per non essere stato infornato a tempo, cioè dopo essersi a sufficienza lievitato, e la pasta essendosi seccata, riesce per conseguenza indurilo o assodato. Andar zo de levà, Bellissima frase mot. tratta dal troppo lievitare del pane, e vuol dire Perdere la freschezza della gioventù: il che si dice per lo più delle Donne. — La xf. amia da zo de levà, La merla, ha passato il Po o II merlo è passalo di là dal rio, prov. che si dice di Chi già vecchio è scaduto di forze, e per lo più Del mancare il fiore dell’esser suo in che che sia, v. g. la bellezza nella donna o simili. Andàr zo df. levà, dicesi non meno fig. del Perdere la voglia, la lena, il brio — So zo de levà, Sono svogliato ; Non ho lena; Son pieno di lasciami stare; Non ho voglia di ridere, e simili. LEV\, add. Levato, da Levare. Omo levà, Elevato, Superbo, altiero. Coverta levàda , Sollalzala, Alquanto alzata. Pan i.f.và, Pane lievito o Lievitato, contrario di Azzimo. V. Pan e Levà sust. LEVADÒR, add. Levatoio, Da potersi levare, come Ponte levatoio. LEVAI DE MAR, s. m. T. de’Pescatori, che varrebbe in buona lingua Lieviti marini. Sorta di produzione marina, un tempo creduta animale e posta fra gli Alcionii, stata poi dal celebre Abbate Olivi di Cbioggia conosciuta vegetabile, e conseguentemente separata e posta in un nuovo genere di Piante crittogame, detto da esso La mar-kia. Il suo carattere è una figura globosa, depressa e cava. Sta attaccata per mezzo de’suoi filamenti a’fondi duri del mare o a qualche pezzetto pietroso. LEVANTE, s. ni. Levante; Oriente; Est, Quella plaga della Terra dalla quale leva il Sole. Vento levante, V. i ento. Aria da levante, V. Aria. LEV ANTÈRA oLevantàra, s. f. T. Mar.jSci-\bCC0- Levante, ow. Est-Sud-Est. Vento forte, specialmente se sia accompagnato da estuatone, che viene dalla parte del Levante. LEVANTINA, s. f. Chiamasi fra noi una Stoffa di seta liscia d’uso moderno, di cui