M E L Sta* so li beh, Slar sulle bravale Star punta a punta, si dice di due che stanno mal d’ accordo insieme, e sempre contendono e contrastano. Mf.la, iti altro sign. Racchetta o Lucchetto, Strumento col quale si giuoca alla palla o simile, fatto di corde di minugia tessute a rete — Masto'a si dice quand’ è di tavola. MELAMPA, Agg. a Donna. Impacciala; Inciampata ; Imbarazzata, Imbrogliata a far cbe che sia. In altro sign. Raderla ; Monabaderla ; Mona merda; Mona poco fila, Buona a nulla. MELANZANA, s. f. Melanzana o Me'an-grana e Pehvndana o Petronciano, Pianta nota, che si coltiva annualmente negli orti; i Sistematici la chiamano Solannrn Mc-longena. MEI Alt, y. Immelare, Dar sapore di mele, o Condir di mele. MKLAZZO, s. m. Melassa, chiamasi Quella parte fluida e consistente dello scilnppo che si ha dallo zucchero, dopo eh’ è stato raffinato. MÈLEGAj s. [.Saggina ; Melica ; o Mel-liga o Miglio indiano, Sorta di grano minuto che si semina annualmente, la cui pianta è detta da Linneo Holchus Sorghum. V. Mklegiier. Pas dk «slega, Pane di saggina — Par ■ listi co la melf.ga, Pane sagginalo. MELEGHÈR o Meleuaro, s. ut. Voce »gr. Sagginale, La pianta della saggina, che dicesi anche Canna e Culmi) della saggina. MBLE.MS4GUNK. s. f. Flemma; Lentezza ; Lentore ; Un certo adagio, Si riferisce al discorso e vale Tardità affettata o naturale nel parlare. V. Melisso, Gsegsro e Smorfia. MELENSO, add. Melenso o Milenso, vale in buona lingua Sciucco o Balordo, detto del-rUomo; ina noi lo diciamo nel sign. di Flemmatico, riferito per lo più ad un parlare tardo e quasi strascicato, contrario ad Affoltato o Avventato. Parlai melenso, Parlare o Favellare collo strascico, si dice di Chi allunga troppo le vocali o ribatte le sillabe o replica le parole nel fine del periodo. Melenso altresì diciamo per Agg. a Persona, nel sig. di Svogliato; Maninconico, Di tristo umore. Mas «elesse, è maniera ant. met. che va riferita alla persona, e vuol dire Tardo ; Lento ; Pigro — Mani benedette è il suo contrario. MELÈO (coll'e larga) s. m. T. Agr. Melume Specie di nebbia velenosa e adusta, che assai nuoce alle viti ed alle messi. MELESSO, add. (che suona Mezzo lesso> detto per Agg. a Persona. Insipido; Sciocco ; Sgraziato ; Svenevole ; Freddo, e si riferisce alle maniere di conversare e di parlare. 11 suo contrario è Desio, cioè Di spiriti svegliati. V. Lesso add. MELIA, s. f. Malia ; Perlaro; Ubero de“ Boerio. M E L paternostri di s. Domenico ¡Sicomòro falso del Mattioli. Albero detto da’ Sistem. Malia Azedarach ed anche Pseudo Sycomo-ms. .\e abbiamo anche nel nostro pubblico giardino. Quest’ albero è nativo della Siria e naturalizzato fra noi. I frutti hanno una polpa fetida, disgustosa, creduta venefica. I noccioli son forali nell’ asse ed hanno cinque costole, le quali contengono altrettanti semi; lavati in acqua però e purgati dalla polpa, servono per fare corone e rosarii, donde il nome di Pater nostri. MELÌPA, Agg. a Femmina, Schifiltosa o Schifa ; Ritrosa, Ripugnante, Spiacevole, Che sdegna ogni cosa — Dicesi ancora nel sign. di Dilicata, cioè Di gentil complessione. MELISSA, s. f. Melissa, Pianta annuale che si coltiva negli orti, e di cui bì conoscono diverse specie. La principale e più ordinaria è quella detta altrimenti Cedronella o Cedamelia e Citraggine o Melacitola. Se ne fa per via di distillazione un’ acqua che si dice Acqua di melissa. La pianta stessa chiamasi da Linneo Melissa officinali». MELMA, b. f. T. de’ Pese. Melma o lidie/la, Propr. Terra eh’ è nel fondo delle paludi de' fossi e de'fiumi; ma s'appropria comunemente al Fango. Campanièl de Melma, detto met. Spilungone ; Ciondolone ; Tentennone ; Fuse/ agnolo, Agg. a llomo lungo di statura e magherò. Melma, villaggio sul Sile, ha un campanile lungo e stretto: donde il nome vernacolo. MELODÌA, a. f. Fiamma; Tardità; Lentezza. V. MKLRnSAOItll. Oro toto melodìa, Uomo flemmatico, tardo, fatto adagio. V. Melenso. MELO\,b. m. Popone, Frutto notissimo del genere de’Cocomeri, detto già latin Pipo o Melopapo, da’ Sistematici Cucumis Melo. Il Mellone propriamente detto o Popone d’ Egitto, eh’ era una volta coltivato coni" oggidì il Popone, ha i frutti fatti a fuso, di color verde pallido e senza spicchi, di sapore bensì Rimile al popone ma più scipito, e di eui è quasi spento il seme chiamato da' Sistematici Cucumis Chale. IVun è dunque a confondersi il Popone col Mellone; sulla qual differenza anzi leggiamo in uu Sonetto del Burchiello, E fa di comperare un buon popone ; fiutalo eh' e’ non sia zucca o mellone. Abbiamo anche dal Mellone la voce Mellonaggine, che vale Scipitezza, grossezza d’ingegno. Melòsi raciiìri, V. Ruttisi. Fatto a mrlòr, Spicchiulo, Fatto a spicchi Palla spicchiuta. Qcel dai «elusi. Pnponaio, Quel che vende i poponi. Melò*. detto per Agg. a liomo, Mellone, vale Sciocco, Scipito, Di grosso ingegno. ÌVasé st’ altro melos. Maniera antiq. metaf. per voler dire Oh sentite quest'altra marchiana ah’ io ve' raccontarvi. MELON V, s. f. Coccia ; Coccola ; Cocuzza; Cipolla, la Testa. V. Melosìra. M E N 409 Tagiàs la melosa a QOAt.cùs, Tagliar la dpolla o la coccola ad ulcuno, Tagliargli la tusla. MELO.NCÌN', s. ni. Poponeino. Popondno indiano o Popone di Gerusalemme o P.iponcino di Napo'i, chiamasi volgarmente una specie di Popone piccolissimo, il cui frutto è della grandezza d' uua mela o di uu' arancia, ed è odorosissimo. I Botanici lo conosconocol nome t'wumis Dudaim. Mei.oncìs da do kf.tr. detto furbesco, lo Natiche, ¡1 Culo. MELONÈRA, s. f. Poponaia, Luogo piantato di poponi. McHonaio si dà per voce agronomica nel Vocabolario del Gagliardi. Se il luogo è piantato di Cocomeri (\sgurik) di-rebbesi Cocomeraio. V. Angorirra. Melos era, dicesi anche figur. per Mrlo-na V. — Aver qoalcossa per la «kloniIra, Avere un cocomero in corpo, vale Avere alcun dubbio cbe faccia restare sospeso o timoroso. Aver il cimurro; Aver le lune o la paturna. Vardàr se gh' k gseste per la melonera, detto fig. Guardar se siavi qualche raci-molello da spiccare, Cbe che sia da raccogliere, da trovare; Qualche vantaggino o ripicco, qualche giunta. MEMIM, s. in. Voce latina, Tiantamman-le, vale Un ricordo di mano, una percossa, una guanciata etc. Dar os «emisi ero recordo, Dare un ricordo, un tientammente, cioè Un colpo, un puguo. MEMORIA, s. f. Memoria. Memoria debole, Memoria labile, debole-, Memoria infievolita, infralita— Bosa memoria, Memoria fedele, pronta, felice. A memoria d’ omeri, A di de’ nati. Mio fase de bosa memoria, Mio Padre di buona memoria, cioè il defunto mio padre. Vkgkìr a memoria, Venire o Tornare avanti, Ricordarsi. Dar os» memoria, Dar un memoriali', Per contrassegno di memoria o per ricordare. Memoria sfaz/.aiu(quasi ardita) Memoria tenace, dicesi di Quella cbe difficilmente si scorda di ciò che apprese, cbe ritiene lungamente e fortemente. MEMORI VL, add. Voce antiq. Ricordevole ; Me mori oso. MEMORI IZZA, s. f. Memoriona, Voce da scherzo, e vale Gran memoria. MEMORIETA, s. f. Memoriuccia, Piccola | memoria, Memorata, Piccolo memoriale. MEÌSÀDA, s. f. Menata ; Menamento; Me-natura ; Dimenamento. Mesàda de pesa, Tirata di panna, Sc-! gno qualunque fatto colla penua. Mesàda de pedina, V. Mossa. MF.NADÈO, V. A mesadéo. MENAI-, s in. T Mar. Tirante o Menale, chiamasi la Corda che bì passa nei paran-chini, per tirar i pesi. ME.VALORBO, s. m. Lanternone, chiamasi da’ Ciechi Colui che gli guida quando tre o quattro •’ accordano d’andare insieme. 52