5G8 L E V si servono specialmente le Donne per farsi degli abiti; ed è stoffa che si fabbrica dai nostri Setaiuoli ad imitazione di quella portataci in origine dall’estero, e probabilmente dal Levante. Aver una gamba levantina, Aver buona gamba; Aver gamba leggiera, svelici. In questo secondo sign. Levantina è ad-diettivo. LEVÀR, v. Levare. Levar, parlando di pane, Lievitare o Levitare, 11 fermentare della pasta ridotta a pane. Fatto il pane si suol porre a levitare. Levar da parto, Levare, Assistere una donna mentre partorisce, e raccogliere il parto. Levàr bel vin, Levare in capo, dicesi Quando per lo bollire manda su la vinaccia. Lf.vàr, parlando d’una stadera, Gettare, si dice della Quantità del peso che accenna la stadera o la bilancia. Levàk el bogio, Levar il bollore, Cominciare a bollire: dieesi delle pentole o simili. Levar el conto, Rilevare il conto, La somma — Levàr la copia del conto, che anche dicesi Levàr un conto, Levare un conto. Levàr ei. pf.lo a uno, V. Pelo. Levar la pule, V. Pele. Levar f.l lievro, T. de’Cacciatori, Levare la lepre, Cacciar dalle macchie o dalla siepe. Lf.vàr le carte, Alzare le carte, T. di Giuoco. Taglia, chiamasi l’Atto stesso di alzarle. Levàr le parole. Rilevare o Compitare, L’accoppiar delle lettere, che fanno i fanciulli, quando cominciano ad imparar a leggere. Levàr mercanzie , Levare mercanzie, vale Comperarle. Lf.vàr polvere, detto fig. Stuzzicare il calabrone ; il formicaio , il formicolaio, il vespaio; Svegliare o Destare il con che dorme. V. Polvere. Levàr servitòr , Metter su servitore, Cominciar ad averlo. Levàr dama, Mettersi a servire la-dama, Far il cavaliere servente. Levàr via una cossa da la testa a uno, Disimprimere uno d’una cosa. Levàr un dazio, Abboccare un dazio, Prenderlo in affittanza, Levar zente o soldài , Levar gente o milizie, truppe, soldati, far una leva militare. Levarse su, Levarsi; Alzarsi, per Rizzarsi in piè — Levarsi dicesi per Uscir del letto; Sorgere del tetto; Alzarsi del letto, Levar se so col muso o col busòn , V. Miisòn. Levarse un spin dal cuor, V. Spin. Levarse uno o una cossa fora del cu- lo Levarsi alcuno di dosso o Torsi che che sia d’ addosso e da dosso, vale per L E V metaf. Levarselo d’attorno, Liberarsene. A chi toga leva , I’rov. volgare preso dall’alzar delle carte prima di dispensarle al giuoco, A chi tocca tocca, e dicesi quando una tal cosa o disgrazia o danno succede per puro accidente piuttosto ad una persona che ad un’altra. Chi sente scottare tiri a sci piedi, e vale figtir. che Ognuno dee pensare alla propria difesa. LEVAR, s. m. Levare; Levamento, Il nascimento, e dicesi di quello del sole e della luna. LEVARESSA o Comare lfvaresSa . s. f. Levatrice, Quella che assiste alla femmina partoriente e ricoglie il parlo, che anche dicesi Ricoglitrice. V. Comare. LEVATA, s. f. Levala o Levamento, Il levare, il nascere; e dicesi per lo più di quello del sole e della luna. Levata del sole e della luna, etc. Far una bona levata, Levarsi o Alzarsi per tempo, per tempissimo o di buon mattino o al primo suon delle squille. LEVATEZZA, s. f. Elevatezza, Altezza, superbia, LEVAZIÒN,, s. f. Elevazione dell’Ostia; Campanellino che si suona all’ elevazione. ' Levaziòn dei sculif.ri , Così chiamasi familiarmente e scherzevolmente l’ineo-minciamento del pranzo, il quale suole aver comunemente principio dalla minestra o zuppa, per cui occorre far uso di cucchiai (in veneziano Sculif.ri); onde l’ora del pronto chiamasi I’Ora de la levaziòn pei sculif.ri. LEVO , s. m. — Levo de sospensiòn , T. del Foro ex Veneto, Atto o Decreto o Sentenza del Tribunale civile, che dichiarava Levata o Tolta la sospensione degli atti 6tata precedentemente ordinata; Ritrattazione dell’impedimento. Levo de sucessiòn, Decreto che il Giudice civile accordava all’erede legittimo per immetterlo al possesso dell’eredità. Decreto di adizione d’eredità. Levo d’un mandato o d’una letf.ra, valeva Ottenimento, Impetrazione d’un ordine o suffragio; ed era frase del Foro giudiziario Veneto. Levo de pena, dicevasi l’Ordine per pignorare della multa o sia della pena minacciata a un disubbidiente. LEVRIER, s. m Levriere e nel dimin. Levrierino, Cane da pigliar lepri, che anche dicesi Cane da giugnere. El la impàta co uh levrièr . V. Iupa-tar. LEUTÈR, V. Lautèr. LEZE, s. f. (coll’e aperta) Voce antiq. che dicevasi anche negli ultimi tempi della cessata Repubblica per Legge; rimasta però ai Barcaiuoli ed alla gente di bassa mano. V. Lege. Mi che darò leze , Maniera fam. dei Barcaiuoli e de’plebei, che vuol dire, Io gl’insegnerò il suo dovere, il buon costume, le creanze; Io lo instruirò di ciò che L E Z egli non sa o finge di non sapere e simili. LEZER , v. Leggere — Tornar a lezer. Rileggere. Lezer mal , Leggere a compito ; Bia-sciarla; Strologarla; Rimasticarla, dicesi per ¡scherno di Chi non sa leggere. Ei legge benissimo, ma ha un po’di difficoltà nel compitare. Lezer senza intoparse , Leggere speditamente. Lezer in piombo, Leggere in piombo, T. di Stamperia. Lezer in tel muso a qualcun, detto per siinil. Leggere in fronte, Conoscere a’eon-trassegni, penetrar le intenzioni. Savf.r lezer , Saper di lettera, Saper leggere — Leggere appuntato, vale Secondo la buona interpunzione. LEZIER o Lezif.r, add. Loggière; Leggère e Leggero o Lieve e Leve. Vf.stìo lezièr, V. Vestìo. Omo lf.zier , Leggere, cioè Instabile , Volubile; che può anche dirsi Frittella; Trinfino; Vanerello; Bergolo; Farfalla. Vin lezif.r, Vino lena, fiacco, debole. Lf.zièr de colo e de gamba, Scarico di collo; Scarico di gamba, dicesi de’Caval- li che abbiano il collo e la gamba sottile, svelta. Tegnìr lezif.r qualcun , Tenere in filetto; Tenere a stecchetto, a crusca, a cavoli, Trattarlo magramente, Tenerlo a dieta. LEZIERÈTO o Lezierìn, add. Leggieruco-lo. Un poco leggero. FaUmbello; Chiappolino, dicesi a Uomo leggiero, instabile — Civettino a persona vana e di poca levatura. Esser un lf.ziereto , Aver il cervello sopra la berretta, Si dice di chi procede inconsideratamente e con poco senno. LEZIEREZZA o Lizierezza s. f. Leggerezza. LEZIERISSIMO, Superi, di Lezif.r, V. LEZIÒN ol jiziòn, s. f. Lezione, Istruzione. Leziòn de scola, Imposto; Compito, Quel tanto che il Maestro impone agli scolari da fare. Sto putèlo no ha savudo gnente la so leziòn, Questo ragazzo non ha saputo o detto straccio della lezione; non ne ha saputo scamuzzolo. Dar leziòn, Leggere in cattedra d’alcuna cosa, vale Esserne informatissimo. Leziòn (che anticamente dicevasi Lezione) T. dell’antico Governo Veneto, e vale Elezione o Lezione, Nomina. Scelta, L’ eleggere — Leziòn per Mazor Consegio e Lf.ziòn per scrutinio, Elezione nel Maggiore Consiglio; Elezione per isquittino, Diversi modi coi quali sotto il Governo della Veneta Repubblica si eleggevano i Patrizii alle cariche dello Stato. L’Elezione nel Maggior Consiglio si faceva nel modo seguente. A piedi della Signoria v’erano tre urne dette volgarmente Cappelli, due lateralmente e una in