Ventesimasettima: 403 dette Sigle , ed VGO LOTHARIO REGES. Il rovefcio è lo fteffo, che jl precedente . Anche fotto gl’Imperadori Germanici continuò Milano a godere il privilegio della Zecca. Ne ho per teilimonio P Annahfta Saffone pubblicato dall’Eccatdo, il quale trattando di Ottone il Grande all’Anno 9^1« così fcrive : Meìiolanenjes fubjugans , Monetarti iis innovava, qui Nummi ufque hodie Onolini dteuntur. Il Goldaffo de Re Monet. Tit. 58. cita un Decreto d’effo Ottone I. che ha le feguenti parole : Mediolanenftbus , qui falfificaverunt nojlram Moneiam auream & argenteam , mandamus & in-■ungmus hac Imperialis nojìrce Jententia condemnaiione , ut nulla Moneta „ nifi de corio facia , in pojìerum utantur. Cita egli Witichindo Storico , nella cui Cronica non ho faputo rinvenir parola di queffo. Tengo io per finto affatto un tal Decreto , e maflimamente perchè il Goldafto non fi facea fcrupolo di fabbricar iìmili Documenti, fe l’argomento 1’efigeva : con che ingannò molti Eruditi. Avrebbe potuto più torto adoperare la tefbmonianza di Gobellino Perfona, che nel Cofmedrom A&. VI. Cap. 48. fcrive di effo Ottone : Deinde cepit Medialanum . Sed Rege Ottone recedente , Mediolanenfes Monetam ejus refpuerunt, & a fidelitate ejus recef-Jerunt. Quare Rex Medio/anum regrejfus , coegit Mediolanenfes de corio antiquo incidere Nummos , & illos ab eis recipi mandava. Altrettanto ha Teoderico di Niem nel Lib. de Privil. & Jur. Imper. Ma finché non fi rechino Autori di maggiore antichità ( giacché quelli due non hanno la barba affai canuta ) è a- noi permeilo di credere una ridicolofa favola quella Moneta di cuoio, ficcome ancora la ribellion de’Milanefi, di cui nulla fcrivono gli antichi Storici. All’incontro noi abbiamo il vecchio Annalifta Saffone, che milita in contrario ; e fe fino a’fuoi dì i Nummi battuti in Milano fi chiamavano Ouoleni , convien credere , che foffero di buon metallo , e col nome di Ottone. Ma cotale impoftura fi può annientare con produrre una Moneta già efiftente nel Mufeo del Chiarifs. Sig. Apoilolo Zeno , e battuta probabilmente fotto il fuddetto Ottone Magno , di cui egli generofamente me ne fece un dono . Pertanto la Settima è un Denaro di lamina fottile e concava, nel cui mezzo iì mira il Monogramma, onde rifulta OTTO, e all’intorno IMPERATOR. e nel rovefcio AVG, >b MEDIOLANIV. Altrove ho mo-ibato, che ne’ Secoli barbarici , ed anche prima, fu in ufo MEDIOLA-NIVM, nato dalla favola , che nel fabbricar Milano fi trovafìe la figura d’ un Porco , mezzo fettolofo , e mezzo lanuto : fe pure la parola Me-diolamum quella non fu , che diede motivo col tempo a i ridicoli ingegni d’inventare quel fogno . Due altre fimili Monete ho poi veduto. Chiamai Concavi sì fatti Denari ; e non era già nuova una tri 1 figura e forma di Moneta. Furono in uio anche preffo i Greci, e fi chiamavano Caucii, perchè fimili a una Coppa. Se ne truova menzione nella Eee 2 Novella